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Sogno un giorno in cui le redazioni vengano riempite di scatole di giochi con già il voto obbligatorio stampato sopra, ovviamente dieci, così che il videogiocatore sia costretto a leggere prima di delirare il suo commento in preda all’hype più sfrenato e gettarti letame addosso per un centesimo di voto che gli è andato storto.
Sogno il giorno in cui non dovrò più leggere il commento: “Mio al Day One”, con Day One scritto rigorosamente maiuscolo, come se la data di uscita di un gioco fosse il giorno del giudizio e nell’atto stesso dell’acquisto non fosse già implicito l’iniziare a desiderare ciò che verrà dopo, ovvero il Day One successivo. L’insoddisfazione perenne è il loro migliore amico.
Sogno il giorno in cui l’utente medio si renderà conto che le immagini e i video promozionali sono necessariamente edulcolorati e presentati al meglio, quindi non sono indicativi del gioco e, anzi, spesso lo nascondono dietro una patina di mera spettacolarità.
Sogno il giorno in cui il lettore si renda conto che senza soldi non si va da nessuna parte e che il gratis a tutti i costi impone dei limiti che spesso portano alla morte dei progetti migliori.
Sogno il giorno in cui le notizie saranno distinte dal marketing.
Sogno il giorno in cui i materiali per la stampa non siano dati dai PR ma vengano obbligatoriamente messi in un sito deposito dal quali tutti gli operatori del settore possano attingere liberamente, in modo da evitare pressioni sotto forma di simpatici consigli e concessioni.
Sogno il giorno in cui la parola embargo sarà riservata solo alle dittature.
Sogno il giorno in cui non vivano più geni che sono tali solo perché sfruttano il lavoro degli altri.
Sogno il giorno in cui la critica specializzata si renda conto che è possibile esaminare un videogioco al di là delle questioni produttive.
Sogno il giorno in cui venga abolita la parola “divertimento”, seguita da “intrattenimento”.
Sogno il giorno in cui l’espressione “voglio solo staccare il cervello” diventi motivo di interdizione permanente.
Sogno troppo, e per questo vivo poco e male, ma non riesco a fare a meno di farlo, perché in fondo i videogiochi, come i sogni, piacciono perché provengono da un lato nascosto e intangibile del nostro esistere, di cui necessariamente celiamo l’oscenità.
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Il nuovo titolo di Ankama, Slage (pronunciato all’inglese, ci dicono i PR), sarà presentato ad Ars Ludica e al resto della stampa internazionale questo sabato 17 Aprile durante l’Ankama Convention #5.
Sin’ora le uniche informazioni note sono che si tratta di un action RPG violento ed orientato ad un pubblico decisamente adulto, anche se una serie di strumenti di parental control permetteranno persino ai più piccoli di giocare. Il setting sarà lo stesso di Dofus e Wakfu, quindi Slage avrà un background artistico e narrativo di prim’ordine sin dal lancio.
Grande sorpresa anche per noi, che eravamo già eccitatissimi dall’avere il privilegio di approfondire la conoscenza con l’imminente Wakfu!
Vi lascio ricordandovi che da lunedì vi aspetterà una settimana di curiosità, commenti ed approfondimenti su tutti i temi videoludci (e nerd in generale) dell’Ankama Convention #5!
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