define('DISALLOW_FILE_EDIT', true);
define('DISALLOW_FILE_MODS', true);
Da qualche giorno è disponibile la nuova puntata (02) di Radio Game II, a cura di Mario “AIO” Morandi.
Eccovi il comunicato:
Una nuova puntata che ospita dieci titoli anziché otto per quasi novanta minuti di musica videoludica. Dai celeberrimi Resident Evil e Final Fantasy VII al poco noto Catalypse, omaggiando in apertura Super Mario (Galaxy) e in chiusura l’imperdibile Portal.
Non mancano i gran bei ricordi con Broken Sword e Beyond Good and Evil, mentre per scatenarsi niente di meglio di OutRunners e The House of the Dead: Overkill. Ultimo ma non meno importante per il sottoscritto è Landstalker, per ascoltare un Mega Drive in ottima forma.
Buon ascolto ragazzi, continuate a supportare il programma!
Per ascoltare e scaricare la puntata basta cliccare QUI, per lasciare un commento andate QUI.
]]>Le vicende della piccola tribù sono sicuramente molto più affascinanti di quelle smaccatamente naif di Loco Roco: è una storia di sanguinose guerre e della riappropriazione dell’orgoglio tribale che un tempo apparteneva ai Patapon e che, con il corso degli anni, si era un po’ spento, proiettando i cosini in un’epoca di sudditanza e decadenza. Il vostro compito, come novella divinità Pataponica, sarà quello di guidare la riscossa della tribù con il suono dei tamburi sacri che da sempre hanno scandito le imprese di questi simpatici esserini.
E’ proprio questo l’aspetto più riuscito del gioco: la sinergia che si crea tra i Patapon e voi stessi. Non nascondo di aver provato vero autocompiacimento alla fine di ogni missione, dove a Patapolis si festeggiava ed acclamava il mio nome con entusiasmo e gratitudine. Vedere un giochillo simile sgretolare le velleità di quei cazzari di Lionhead (che per anni ci hanno fatto credere che “popolous for dummies vs tamagotchi” fosse il massimo nel genere), creando una relazione molto più intima e credibile tra divinità (umane) ed adoratori (digitali) è sicuramente un grandissimo punto a favore di Patapon.
Bisogna ribadire che Patapon, però, non è Loco Roco e questo non è necessariamente un male. Ha perso l’accessibilità, l’immediatezza e la semplicità per diventare il Loco Roco dei minmaxer, di quelli che amano Final Fantasy Tactics, per intenderci. L’aspetto musicale del gioco, seppure molto più preponderante ed interattivo, diventa anche il suo limite: l’idea di ritmare con dei tamburi sacri le attività dei nostri Patapon è apparentemente geniale, ma i pattern sono veramente pochi ed il gioco spesso diventa una frustrante quanto meccanica sequenza di ripetizioni, tanto che si può giocare anche senza guardare lo schermo. Inoltre, spesso l’azione dei nostri sudditi è molto lenta e scoordinata rispetto a quella dei nemici e si entra in un surreale meccanismo in cui le nostre forze si muovono a fasi, mentre i nostri avversari sono coreograficamente più appaganti da osservare sullo schermo. Probabilmente questa scelta ha lo scopo di sviarci dal mantenere il ritmo ma ha anche un impatto estetico molto negativo sull’altrimenti magistrale presentazione semi-monocromatica del gioco. Se avete criticato altri giochi per essere dei button masher, state in guardia perché questo è un multiple button masher ed anche dannatamente pignolo in quanto a tempismo.
La creazione di un modello simil-SRPG in tempo reale è interessante ma, a gioco inoltrato, anche questo aspetto mostra il limite tra l’idea e l’implementazione. C’è un po’ troppo farming di materiali (ripercorrendo i livelli già completati) e un ripetuto selezionare “Optimise” dal menù di equipaggiamento delle nostre forze: vestire uno ad uno i nostri soldati è una gran perdita di tempo in quanto la progressione è squisitamente nipponica (che equivale a dire lineare) e, tranne pochissime eccezioni, conviene sempre che tutti i nostri soldatini abbiamo l’hardware migliore in circolazione.
Va detto che forse gli spunti di divertimento maggiori li troverete proprio a Patapolis, quando il gioco vi metterà davanti a dei mini rhythm-game piuttosto riusciti (ed anche dannatamente difficili) per ottenere unità speciali o materiali rari. La particolarità di molti di questi giochini è che non c’è quasi mai una traccia (oltre a quella aurale) che indichi come agire e molto sarà lasciato al sesto senso e al vostro orecchio musicale. Scordatevi le sequenze di tasti alla Parappa, per intenderci.
Nel complesso, Patapon mi è piaciuto moltissimo nonostante sia qualcosa di profondamente diverso da Loco Roco e Sony abbia mentito piuttosto spudoratamente per nasconderlo durante la promozione. Il tema bellico lo rende sicuramente meno universale e non basta la grafica stilosa ed essenziale a convincere che possa diventare una nuova killer application per la PSP. Anche se i testi d’intermezzo, gli obiettivi, i numeri sullo schermo (peraltro quasi del tutto inutili ai fini del gioco) e le troppe schermate che separano un livello dall’altro rendono il flusso del gioco meno fluido del dovuto, l’esperienza rimane molto divertente, solo un pelino troppo lontana da quella magia pittografica che Loco Roco incarna.
Un rythm-game dedicato agli RPGisti non troppo conservatori.
]]>
Gioia, gaudio e tripudio! Nasce Radiogame, podcast dedicato alle musiche dei videogiochi passati e recenti, ad opera dell’istrionico AIO (al secolo Mario Morandi)! Massima stima per essere riuscito a realizzare questo episodio pilota della durata di ben 53 minuti, tutto da solo con maestria, ironia ed estrema simpatia. Questo podcast tutto italiano (hooray!) si presenta nelle vesti di una riuscita trasmissione radio, con intermezzi ironici e a volte satirici (AIO non ha risparmiato nemmeno il nostro filosofo preferito, MBF!) ma sempre e comunque dedicata al mondo videoludico e alla sua interminabile colonna sonora. Dalle chip tunes dei sistemi a 8 bit fino alle musiche elettroniche e orchestrate dei più recenti titoli, le audio review (con l’appoggio dell’immenso database di retrogaming.it) e le curiosità assortite su compositori e sviluppatori, l’intrepido AIO ci traghetta attraverso un mare dal sapore nostalgico che fa riaffiorare melodie mai dimenticate e scolpite nei nostri cuori. Ho ascoltato radiogame in macchina, durante il mio viaggio di ritorno dal lavoro e il tempo è letteralmente volato, stare in mezzo al traffico non è mai stato così piacevole! Non credo sia giusto anticiparvi più di tanto i contenuti di questa prima trasmissione, sappiate solo che merita la vostra attenzione e sicuramente anche il vostro contributo!
Radiogame is on air! <– scarica e commenta l’episodio pilota
(se volete discuterne con noi potete farlo nel topic apposito creato da AIO stesso, ormai colonna anche di Ars Ludica)
]]>