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(Questa doveva essere una recensione, ma poi non lo è stata. Pubblichiamo la galleria di immagini).
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Non credevo che osservare il sole stagliarsi sulla savana fosse così ammaliante, ma oggi mi sono ricreduto grazie al seguito di uno degli FPS che più ha segnato l’evoluzione tecnologica dell’ ultimo lustro, Far Cry. Dopo il divorzio tra Crytek e Ubisoft, il marchio di proprietà di quest’ultima venne affidato al team interno più prolifico, Ubisoft Montreal (già responsabile dei vari Splinter Cell, Prince of Persia, Assassin’s Creed e il mediocre spin-off Far Cry: Insitncts), scelta che mi ha fatto ben sperare, poiché il primo Far Cry – delizie tecniche a parte – non mi ha soddisfatto appieno. Fortunatamente non sono rimasto per niente deluso.
Lo studio canadese ci ha consegnato uno sparatutto longevo, solido e con un’interessante storia. Dopo aver lanciato il gioco, vestiremo i panni di un mercenario (che potremo scegliere fra una schiera di uomini differenti, senza che ciò influisca su gioco e trama) inviato in una terra bagnata dal sangue degli scontri tra diverse fazioni alla ricerca dello Sciacallo, un contrabbandiere d’armi impegnato a fornire i suoi gingilli ai signori della guerra locale. Un tassista, che sembra sapere più di ciò che dice, ci porterà all’interno di un villaggio, durante il tragitto avvertiremo uno strano malore che ci porterà allo svenimento. Al nostro risveglio ci ritroveremo faccia a faccia con lo Sciacallo in persona, che ci metterà al corrente della nostra malattia, la malaria, abbandonandoci poi al nostro destino nel letto. Dopo aver ripreso pienamente i sensi cominciamo la nostra avventura: ci insinueremo nei piani delle due fazioni in lotta, l’UFLL e la APR, offrendo loro i nostri servigi da mercenario spietato, cercando nel frattempo di rintracciare lo Sciacallo e ucciderlo. Questo preambolo vi dà un accenno dell’impianto narrativo del gioco, che permetterà alla storia di dipanarsi nel corso della lunga campagna single player.

Far Cry 2 è un sandbox FPS, uno sparatutto che concede massima libertà al giocatore nell’affrontare le varie situazioni offerte offrendogli sin da subito la possibilità di esplorare gran parte dell’intera mappa di gioco senza interruzioni. Ciò si traduce in lunghi percorsi da fare a piedi o meglio con uno dei tanti veicoli a disposizione. Ciò che distingue Far Cry 2 dallo stuolo di FPS mediocri e tutti uguali usciti negli ultimi anni, oltre alla pregiata fattura tecnica, è senza dubbio la rappresentazione del fuoco, vero protagonista sin dalle prime battute di gioco. Potremo incendiare gran parte delle cose che vedremo nell’area di gioco, soprattutto alberi e sterpaglie, che si consumeranno realisticamente e più o meno rapidamente in base all’andamento del vento. Già, il vento, comprimario del fuoco, contribuirà (in maniera dinamica) a estenderne l’azione a seconda della sua intensità e direzione con un effetto abbastanza realistico e mai visto prima.
Tanta cura è stata riposta nel comparto armi; potremo acquistarne diverse (sbloccandole completando delle missioni secondarie affidate dai vari armaioli sparsi per la mappa) e utilizzarle un po’ tutte, a seconda del nostro stile di gioco. La fisica che ne regola il funzionamento è soddisfacente e il fatto che si usurino ci spinge a comprarne di nuove non appena possibile, rendendo inaspettato l’esito degli scontri prolungati (capita sovente che si inceppino o che addirittura ci esplodano tra le mani).
Come ormai prassi, oltre alla missione principale a cui fa capo la trama di gioco, avremo a disposizione tante quest secondarie, che andremo a procurarci visitando alcuni punti di riferimento sulla mappa quali i bar, le antenne e le armerie. Ogni qualvolta ci faremo carico di una missione principale, affidataci quasi sempre da una delle due fazioni in guerra, verremo contattati da altri mercenari che ci offriranno un modo alternativo per portarle a termine, ovviamente con un loro tornaconto personale, ripagandoci con alcune migliorie per i nostri rifugi (casolari in cui possiamo rifornirci durante i tragitti). Aiutandoli si instaurerà anche un rapporto di amicizia, che durerà fino a quando il nostro amico non morirà o non verrà da noi abbandonato.
Tra i gingilli che ci porteremo dietro (un massimo di 4 armi da imbracciare più 2 da lancio) troviamo anche l’ambito lanciafiamme, che fa parte del gruppo armi da barbecue, tra cui annoveriamo anche lo spara bengala e le molotov. Arrostire i nemici non è mai stato più facile! Gli scontri a fuoco offrono molte soddisfazioni, grazie all’intelligenza artificiale dei suddetti, che sono capaci di aggirarci e attaccarci in massa usando le varie postazioni armate dei posti di blocco e i mezzi di trasporto per investirci; stranamente non lanciano granate o molotov. Non posso fare a meno di evidenziare l’inspiegabile assenza della possibilità di stendersi a terra e dello sporgersi dagli angoli, elementi ormai scontati in ogni FPS che si rispetti, auspicabili specialmente in Far Cry 2, in cui il fattore mimetizzazione e riparo sono fondamentali.

Esteticamente c’è di che rifarsi gli occhi. Far Cry 2 prende vita sul Dunia Engine, motore grafico realizzato internamente a Ubisoft e che non ha nulla da invidiare al Cryengine. Ci sarebbe molto da descrivere, ma vi rimando ad alcuni degli screenshots che ho inserito a corredo di questa recensione, assicurandovi che in movimento è anche meglio. Ciò che lascia davvero senza parole è la realizzazione del sole, dei suoi raggi che filtrano attraverso qualsiasi oggetto solido e delle ombre proiettate, sempre accurate e realistiche. La rappresentazione delle fiamme gode quasi della stessa cura (non esiste ancora un gioco che sia riuscito al 100% in questo campo) lasciandoci più volte stupiti di quel che si puo’ ottenere incendiando un semplice cespuglio secco. Anche le esplosioni sono da primato: oltre a scatenare il lancio di vari brandelli, scuotono gli alberi facendogli perdere un sacco di foglie. Il tutto avviene in tempo reale e in qualsiasi area della mappa, senza alcun caricamento visibile. Peccato per qualche compenetrazione poligonale di troppo, magagna che mi sento di perdonare a fronte del ben di dio che si muove su schermo senza alcuna esitazione.

I vostri timpani ringrazieranno quando sentiranno il frastuono generato dalle armi che userete nel corso della vostra avventura. Da sempre sostengo che in un FPS la realizzazione delle armi (soprattutto nel sonoro) vale metà gioco e in Far Cry 2, a differenza del predecessore, tanta cura è stata riposta in questo aspetto, facendo la gioia dei possessori di un impianto audio decente, che farà mancare solo il rinculo nella sedia. L’accompagnamento musicale è dinamico e perfettamente coerente all’ambientazione, con brani dal sapore tribale e dal ritmo a volte sostenuto, a volte quieto. E poi vi innamorerete del suono del vento che smuove le foglie e dello scoppiettio della legna in fiamme.

Far Cry 2 puo’ durarvi dalle 20 alle 40 ore, tutto dipende dalla vostra voglia di allungare la permanenza tra queste pericolose e afose lande. Di cose da fare ce ne sono parecchie: oltre alla serie di missioni principali ci sono molte sottomissioni, troppo ripetitive, tuttavia, per convincervi a farle tutte. Sicuramente quelle più importanti sono quelle fornite dall’armeria, perché ci permetteranno di mettere le zampacce sopra nuova ferraglia; il problema è che ci chiederanno sempre di andare ad eliminare un camion che la sta trasportando nel punto opposto della mappa. Dopo averlo fatto 4 o 5 volte vi passerà la voglia.
Gran parte di tempo lo impiegherete guidando in lungo e in largo; sarete costretti a fermarvi spesso per attraversare i vari posti di blocco tenuti dai nemici, che si ripopolano sempre non appena vi allontanate un po’ (leggi: respawn selvaggio). Uno stratagemma, questo, che ha fatto storcere il naso a molti, ma che in parte capisco serva all’economia del gioco; in ogni caso potremo limitare i danni usando un pratico sistema di pullman che ci avvicinerà alle nostre mete con facilità. Ad aggiungere ulteriori ore di sano divertimento ci pensano le varie modalità multiplayer, classiche ma divertenti: peccato che i server si siano già svuotati.

Far Cry 2 merita i vostri soldi, diverte, è longevo, racconta una storia interessante (per essere un FPS) e ha un gameplay appagante, ma è lontano dall’essere perfetto. In questa giungla ci stupiremo di vedere più uomini che animali, i primi li odieremo per via del respawn costante in tutte le postazioni da loro presidiate, i secondi sono presenti in striminziti branchi piazzati in sporadiche zone della mappa. Sono realizzati bene, certo, ma incontrarli è una rarità. Vi consiglio di giocare Far Cry 2 a livello Veterano, sicuramente è tosto e qualche volta proverete dei momenti di frustrazione, ma alla fine di ogni scontro vi sentirete appagati e fieri della strategia adottata. Peccato per la ripetitività delle missioni secondarie e per i bug: il peggiore della versione PC manda il gioco direttamente al desktop, senza apparenti errori e capita spesso purtroppo, portandovi ad abusare del quicksave (che tra l’altro crea un salvataggio unico ogni volta che viene usato). Sottolineo che è un problema riscontrato da molti utenti, ma non tutti (e apparentemente non dipende dalla scheda video). Se avete voglia di un FPS solido e originale comprate Far Cry 2, non ve ne pentirete.
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