ArsLudica.org Forum
Ludere => Ludi => Topic aperto da: Monopoli - Agosto 11, 2008, 00:22:37
-
http://forumtgmonline.futuregamer.it/showpost.php?p=5730843&postcount=48
Siamo alla completa deformazione della realtà. Aziende a scopo di lucro a cui non interessa il lucro... felicità che le aziende vadano via dal mercato PC... Carmack che non vuole titoli AAA su PC. CARMACK CHE NON PENSA AL PROFITTO E NON VUOLE PIU' TITOLI AAA, ANZI, CERCA DI EPURARE IL MONDO PC DA QUESTI.
Se il PC morirà come macchina da gioco principale, allora sarà per colpa dei suoi fans più duri.
Sul serio, questo messaggio mi ha devastato. Non pensavo fossimo arrivati a questo punto. Se dovessi fare un'azienda, avrei PAURA a fare giochi PC.
-
Non riesco a visualizzare il suo profilo, ma quanti anni può avere? Dai, non conta.
-
Più passa il tempo e più mi convinco che molti puristi pc sono bimbi viziati che si atteggiano ad intenditori..
Il migliore era il tipo che pretende che titoli tripla A appartenenti ad un genere "non comune su pc" vengano venduti massimo a 10 euro
-
L'utente pc duro e puro medio è un personaggio davvero emblematico: ogni segnale che lascia
presagire la fine del mercato videogames per pc come lo conosciamo ora, viene bellamente ignorato.
Quando gli si spiega che i big si allontanano, si attacca a stardock; quando gli si parla di pirateria
incontrollabile, questa è giustificata; quando una software house spiega che non conviene più produrre
su questa macchina, questa passa ad essere considerata sterco anche se prima era l'idolo delle folle.
Nelle svariate discussioni alcuni di noi fra i più "cattivi" hanno pronosticato l'avvenire di una migrazione
delle produzioni videoludiche, sempre più a favore di console, per varie motivazioni. Ora Carmack ci
dà questa conferma ed i forum già si stanno infestando di "fottesega".
Non mi sono mai considerato razzista, ma il fanboy pc mi dà un certo senso di disgusto: è come un parassita,
cerca sempre la scusa per poter giustificare le proprie scelte. Bleah!
Ora aspetto ancora al varco tutti i puristi del gdr quando uscirà Witcher2, dato che è previsto anche per console.
-
Ma quello lì è il vecchio FenrizOcculta; tutto chiaro.
Comunque mi fanno scompisciare, ricordo ancora quando si cianciavano addosso sul fatto che chi si trastulla coi giochini di XBLA non è un vero videogiocatore :rotfl:
-
Ma quello lì è il vecchio FenrizOcculta; tutto chiaro.
Comunque mi fanno scompisciare, ricordo ancora quando si cianciavano addosso sul fatto che chi si trastulla coi giochini di XBLA non è un vero videogiocatore :rotfl:
Adesso hanno alzato il tiro: i consolari sono visti quasi come cerebrolesi.
Ad ogni modo, niente di cui preoccuparsi, perché i talebani di una particolare piattaforma sono sempre esistiti e non penso che nel mercato attuale contino veramente qualcosa.
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Non ha sempre torto ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Non ha sempre torto ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
No no, io dico "I PCIsti fanatici" :D
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Non ha sempre torto ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
No no, io dico "I PCIsti fanatici" :D
ma neanche tanto. Conoscendo il tipo (è su tgmonline da molti anni), vive in un mondo tutto suo
-
Voi simpatici consollini dovreste imparare che non tutto ció che é scritto tra i forum deve essere la convinzione di vita e morte di chi l'ha postato, e imparare a leggere le ipotesi volutamente fantapolitiche per quello che sono... ipotesi buttate lí, senza nessuna particolare pretesa di veritá santa, tranne l'intento di spostare il punto di vista in considerazioni eterogenée, suscitare sorpresa, in quel caso l'unico intento (che mi pare sacrosanto) era ricordare semplicemente a tutti che non si puó essere certi di che avesse in testa Carmack e quali mire e scopi avesse mentre faceva quelle dichiarazioni, una possibilitá consapevole solo di non poterne sapere nulla senza intenzione di sapere com'é la veritá...
sono inorridito dalla malignitá dell'OP di scagliarsi come un divoratore di carogne su una frase assolutamente innocente e tipica di una chiacchierata davanti a una pinta.
Vergogna.
Questo é quello in cui credo davvero e per cui ammetto mi si critichi:
Il mercato PC é meno importante di quello console, le vendite sono inferiori. La massa vuol dire senza scampo piú fruibilitá, giochi piú semplici. Non ci sará mai una massa che vuole giocare Eye of the Beholder. Per cui se il pc fosse una macchina gioco di massa a livello vendite come le console vorrebbe dire che saremmo sommersi da vari Guitar Hero e Tekken, roba che obbiettivamente é spazzatura buona per mentecatti. Il mercato per PC é DA SEMPRE meno ricco di quello prima per AMIGA e poi per NES ecc., eppure ci sono sempre state Software houses che facevano giochi assolutamente per una nicchia. Se contasse solo il profitto questo non potrebbe essere vero. Provate a spiegarmi perché. Io a sto punto parlo di passione ed espressione della propria visione al di sopra del puro scopo di lucro... voi non so che dite.
-
Fenriz noi diciamo che ci ci lavora deve vivere e possibilmente guadagnare.
I giocatori duri e puri del pc non fanno questo passaggio logico, non rispettano la professione
altrui e pretendono che tutto gli sia dato in favore di questa aleggiante passione.
Sto gran cazzo, i giochi si pagano. Carmack ha in mente una cosa sola: per esercitare
la sua passione necessita di un certo introito, evidentemente la macchina da gioco
PC, o meglio la sua utenza, non è in grado di portare questo introito.
Semplice e lineare.
-
Continuano ad essere prodotti per pc giochi di nicchia del tenore di Eye of the Beholder? (che ammetto di non aver giocato... c'è tutta una serie di rpg e vecchi giochi che mi piacerebbe prendere in mano, magari dopo aver finito Neverwinter Nights che come impatto è abbastanza tranquillo)
Mi sembra di ricordare qualcosa a proposito di sviluppatori indipendenti... mi rammentate?
-
I giochi più hardcore non esistono quasi più. C'è qualche sviluppatore che ne realizza ancora (ad esempio la spidersoft con le sue serie), ma sono veramente dei casi rari. Se penso a tutte le grandi serie che sono morte per scarse vendite, o a quelle che sono state trasformate sempre per scarse vendite...
-
gli appassionati di simulazioni esistono ancora... i Flight Simulator vendono bene ad ogni uscita, uno dei pochi casi su PC. Quel pubblico vuole il maggior numero di complicazioni possibili per quel che riguarda la simulazione perché il loro ideale è il realismo assoluto.
Per titoli hardcore spariti pensavo a serie come i Wizardry, i Might & Magic (i GDR) e interi sottogeneri andati a morire per la scarsità delle vendite.
-
Razzisteggiare è ingiusto.
Però in linea di principio ormai non sopporto quasi più la ludoteca DS, ad esempio.
-
Continuano ad essere prodotti per pc giochi di nicchia del tenore di Eye of the Beholder? (che ammetto di non aver giocato... c'è tutta una serie di rpg e vecchi giochi che mi piacerebbe prendere in mano, magari dopo aver finito Neverwinter Nights che come impatto è abbastanza tranquillo)
Mi sembra di ricordare qualcosa a proposito di sviluppatori indipendenti... mi rammentate?
Assolutamente si. A quanto so il salto di qualitá di molte SH, inglobate nei publishers che somigliano sempre piú alle corporazioni di Gibsoniana memoria hanno lasciato un gap nel mercato pc, questo é stato/sará senza dubbio riempito dai gruppi amatoriali che diventano presto piccole developer houses professioniste ma indipendenti.
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Ha spesso ragione ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
Fixed. Quando si parla di mercato potete dire quello che volete, ho una visione mia personale, lo ammetto. Quando si parla di videogiochi potete solo inchinarvi.
-
Continuano ad essere prodotti per pc giochi di nicchia del tenore di Eye of the Beholder? (che ammetto di non aver giocato... c'è tutta una serie di rpg e vecchi giochi che mi piacerebbe prendere in mano, magari dopo aver finito Neverwinter Nights che come impatto è abbastanza tranquillo)
Mi sembra di ricordare qualcosa a proposito di sviluppatori indipendenti... mi rammentate?
Assolutamente si. A quanto so il salto di qualitá di molte SH, inglobate nei publishers che somigliano sempre piú alle corporazioni di Gibsoniana memoria hanno lasciato un gap nel mercato pc, questo é stato/sará senza dubbio riempito dai gruppi amatoriali che diventano presto piccole developer houses professioniste ma indipendenti, che poi finiranno culo all'aria nel momento in cui dovranno fare introiti
Fix'd
-
Razzisteggiare è ingiusto.
Però in linea di principio ormai non sopporto quasi più la ludoteca DS, ad esempio.
Beh, la ludoteca del ds rasenta il ridicolo oramai. O meglio, non si allinea più agli standard
che nintendo stessa aveva imposto per i suoi videogiocatori, ultimamente vogliono imprimere
nella mente ai bambini che il gioco divertente sia quello di fare le operazioni con brain training.
Personalmente darei loro fuoco, senza mezzi termini.
-
ma neanche tanto. Conoscendo il tipo (è su tgmonline da molti anni), vive in un mondo tutto suo
Meglio vivere nel mondo mio, che pensare con la testa di un altro.
E meno male che ti ho aiutato per il dosbox tempo fa, a te, altrimenti che mi dicevi? ::)
-
ma neanche tanto. Conoscendo il tipo (è su tgmonline da molti anni), vive in un mondo tutto suo
Meglio vivere nel mondo mio, che pensare con la testa di un altro.
E meno male che ti ho aiutato per il dosbox tempo fa, a te, altrimenti che mi dicevi? ::)
mica ho detto niente di che. Ho solo detto che vivi in un mondo tutto tuo.
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Ha spesso ragione ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
Fixed. Quando si parla di mercato potete dire quello che volete, ho una visione mia personale, lo ammetto. Quando si parla di videogiochi potete solo inchinarvi.
Quanta umiltà.
Quante console possiedi? Visto che hai detto "videogiochi" e non hai specificato "videogiochi per PC", desumo che la tua preparazione cui dovremmo inchinarci sia a tutto tondo.
E' così difficile evitare di guardare dall'alto verso il basso chi gioca su altre piattaforme? Il videogioco dovrebbe essere sdoganato, non mira di fazioni di talebani di pc, ps3 o wii.
Razzisteggiare è ingiusto.
Però in linea di principio ormai non sopporto quasi più la ludoteca DS, ad esempio.
Se dico che The Sims mi fa ribrezzo è un conto.
Se invece lascio intendere che chi ci gioca è un imbecille...
Giusto, giusto.
Peccato non tutti condividano questo ragionamento :/
-
Vabbe ma Fenriz vive nel suo mondo utopico. Ha spesso ragione ma esagera molto spesso. Non lo elleggerei a rappresentante della categoria PCisti.
Fixed. Quando si parla di mercato potete dire quello che volete, ho una visione mia personale, lo ammetto. Quando si parla di videogiochi potete solo inchinarvi.
Un giorno uscirai dal tuo stagno e scoprirai l'esistenza del mare.
Avendo una buona visione solo del mondo PC fa discretamente ridere questa tua boria.
-
Quante console possiedi? Visto che hai detto "videogiochi" e non hai specificato "videogiochi per PC", desumo che la tua preparazione cui dovremmo inchinarci sia a tutto tondo.
Zero :P
Per lui basta giochicchiare un titolo una volta ogni cinque anni per cinque minuti per avere una valida preparazione sul mercato console.
-
Razzisteggiare è ingiusto.
Però in linea di principio ormai non sopporto quasi più la ludoteca DS, ad esempio.
Beh, la ludoteca del ds rasenta il ridicolo oramai. O meglio, non si allinea più agli standard
che nintendo stessa aveva imposto per i suoi videogiocatori, ultimamente vogliono imprimere
nella mente ai bambini che il gioco divertente sia quello di fare le operazioni con brain training.
Personalmente darei loro fuoco, senza mezzi termini.
Sarò strano io ,ma credo che la maturazionedel videogame come medium debba passare anche per questa radicale differenziazione di generi,portando a "gasp" giochi e applicativi che non ci interessano neanche di striscio..
Poi io sono fortunato,visto che avendo il ds da poco,ho la wishlist piena di una trentina di titoli da giocare.Poi ci sarà anche tanta palta e titoli che non sfruttano appieno il ds,ma aspettarsi che le software house inaugurassero un età dell'oro del videogioco geniale ed intelligente,invece di seguire come pecoroni quel che vende nella maggior parte dei casi,è tristemente utopistico su qualunque piattaforma...
-
A me tutto sommato sembra solo un tentativo di abituare l'utenza giovane ad un
certo tipo di videogame. Sinceramente con i sistemi di controller che Nintendo ha
a disposizione su ds e wii, stanno facendo troppo poco per chi attende la vera
rivoluzione.
-
Il DS va benissimo per il casual gamer, inteso come colui che gioca raramente, e non come "cazzual gamer", quello che gioca a giochi del ca...
Oh, ma questo è razzismo :look:
Scherzavo :asd:
Comunque, dicevo, il DS è perfetto per fare le parole crociate o i sudoku sulla metro, fare qualche passo avanti a un'avventura grafica prima di andare a dormire, fare un livello di un platform alla settimana (e farselo durare mesi). Io ce l'ho da diversi mesi e ci ho finito solo due giochi (Phoenix Wright e Castlevania: DOS), con l'aggiunta di Monkey Island 2 se proprio vogliamo, e ce ne sono una decina almeno che voglio ancora (finire di) giocare, con una previsione di durata di un paio d'anni (senza contare vari jrpg che stanno per uscire).
Certo se uno i giochi li macina ha sicuramente bisogno di affiancare qualcos'altro al DS, così come succederebbe, magari in misura minore, per qualsiasi altra piattaforma. A meno che non parliamo di MMORPG, di counterstrike o quant'altro, e allora un pc basta e avanza :chebotta:
Poi quoto Cherno sul "troppo poco" della Nintendo... ma voglio vedere tra qualche anno se i gamepad attuali saranno andati in pensione o no. La loro fisicità credo abbia una certa importanza psicologica :sisi:
-
Appunto (ma tutti gli altri simulatori non vendono più una fava, quindi è l'eccezione che conferma la regola). Il confronto di Fenriz e degli altri talebani (secondo me in netta diminuzione, non in aumento, dopo le sprangate rimediate negli ultimi anni) è trasversale ai generi, anche perché alcuni sono poco rappresentati su PC e/o console: come si vede il paragone viene fatto tra Eye ov e Tekken. Quello che contesto è il razzisteggiare in nome della maggiore complessità (vera o più spesso presunta) del proprio giocattolino preferito, come se giocare un RPG hardcore fosse indicativo dell'essere una mente superiore (penso che ci siano ben altre palestre se proprio si vuole dimostrare chi ce l'ha più grosso, il cervello). O se dedicarsi a ciò che è meno complicato fosse indegno e peccaminoso. In un mercato di nicchia i Wizardry tornerebbero? Sarebbero comprati da più gente solo per mera mancanza di alternative e per il maggior risalto che la loro uscita avrebbe su siti e magazine? Po' esse', ma non ci scommetterei il salume...
Ma, guarda... non voglio certo che si facciano dei Wizardry e non si faccia tutto il resto. Sinceramente alcuni dei cosiddetti casual game sono anche divertenti. Più che altro mi piacerebbe che convivessero, un po' come avviene nelle altre arti.
Per la questione intellettuale/espressiva potrei fare un lungo discorso (magari me lo tengo per il blog), ma mi limiterò a dire che si sta sbagliando il senso di lettura. Pretendiamo dai videogiochi i modi espressivi tipici della letteratura e del cinema, quando mi sembra evidente che siano molto più vicini al teatro come necessità registiche ed espressive (parlo di teatro sulla scena, non di testi-teatrali).
Una questione però voglio porla (a te e agli altri): come mai i videogiochi riescono benissimo a rappresentare i temi più retorici e banali (come la lotta tra il bene e male o l'eroismo, tanto per citarne due) e sembrano impossibilitati a rappresentarne altri più profondi? è un limite del medium, di chi ci lavora o è un'esigenza produttiva? Oltretutto, tutti quelli che dicono che alcuni temi non sono affrontabili per motivi commerciali, riuscirebbero secondo ad affrontarli se lasciati liberi di farlo?
-
Quando si parla di videogiochi potete solo inchinarvi.
Un poser quindicenne si vergognerebbe a scriverlo.
Oltretutto, tutti quelli che dicono che alcuni temi non sono affrontabili per motivi commerciali, riuscirebbero secondo ad affrontarli se lasciati liberi di farlo?
In teoria si potrebbero già affrontare adesso, con un sistema di metafore come Killer 7 (quindi non chiaro a tutti gli utenti).
Se alcuni temi sono relativamente assoluti come l'eutanasia,l'aborto,l'atrocità della guerra e i diritti umani. Altri sono difficilmente proponibili per differenze culturali ad esempio l'omosessualità in Iran è visto in modo diverso dall'Italia,dal Tibet o dal Brasile. Non solo,ma quando passi dai diritti individuali a quelli politici avresti un prodotto che ti può venir bloccato in una nazione così come considerato obsoleto in un'altra.
Insomma il punto è:se si potesse,a che pro? Per permettere a qualche intellettuale snob di menarsela\cela? Già abbiamo orde di beoti che con tutti i libri dell'intellettuale doc senza averli letti, ci manca solo il l'intellettualplayer che compra i titoli senza giocarli.
-
Già abbiamo orde di beoti che con tutti i libri dell'intellettuale doc senza averli letti, ci manca solo il l'intellettualplayer che compra i titoli senza giocarli.
Be', una figura del genere esiste, ma con altri motivi (di collezionismo). (Forse il motivo è analogo anche per chi compra libri, ma nel caso dei videogiochi non c'è la scusante "culturale" - anche il libro peggiore ha un alone di "cultura" attorno).
Del teatro il videogioco ha la diversità di ogni "play" (giocata/rappresentazione) dall'altra, sebbene il copione sia lo stesso; alcuni giochi potrebbero dire di avere un "canovaccio" - chessò, magari un Sim City, estremizzando. L'espressività è un altro paio di maniche.
-
Non sono certo io a imporre "strani" paragoni con cinema e letteratura: è evidente che i videogiochi, passata l'era simbolica, si siano tuffati a pesce nello scimmiottamento di queste due arti (mentre il teatro non se l'è mai cacato nessuno... :asd: se il riferimento dev'essere quello, quantomeno manca totalmente la consapevolezza) nel tentativo (spesso patetico) di elevarsi (addirittura è stato creato un "genere" chiamato esplicitamente dei "film interattivi").
Il paragone con il teatro è tuttavia interessante. Resta il problema (non eludibile o aggirabile) che il videogioco deve raggiungere la maturità tramite l'interazione e che l'espressività che trasmette uno spettacolo teatrale è data anche (soprattutto?) dagli attori. Se si vuole narrare una storia, avere Carmelo Bene o Squall non è proprio indifferente, mi sa... :asd: (Eh no, infarcire gli strategici fantasy a turni di sequenze di Bene che recita per colmare le lacune del medium non vale, nun ce provate... :asd: ).
E' un insieme di quei fattori (e probabilmente ce n'è qualche altro), ma principalmente direi del medium, visto che anche i rari designer più "sensibili & intellettuali" non riescono e che i titoli indie e freeware, sebbene abbiano il pregio di toccare tematiche meno vendibili del culturista tamarro che combatte i terronisti malvagi e di proporre atmosfere più ricercate, mi pare vadano a sbattere il muso contro gli stessi limiti sui quali s'infrangono i sogni di Mulinello, Cage & C.
sai, credo che anche l'interattività andrebbe riletta. forse sarebbe meglio parlare di interattività performativa più che di interattività in senso lato. Darle un limite le renderebbe un grande servigio. Anche il display di un videoregistratore, in fondo, è interattivo. E poi non è vero che i videogiochi sono l'unica arte interattiva. Il teatro ha scoperto l'interazione con il pubblico qualche millennio fa. Il problema è la qualità dell'interazione che è diversa in tutti e tre i casi. Si dovrebbe evitare di dire che il giocatore manipola l'ambiente scrivendo quindi un suo testo unico... sono minchiate che tentano di rendere il videogioco una specie di film in itinere, come se l'obiettivo primario del videogiocare fosse creare una specie di film. Il limite che i videogiochi hanno avuto finora è principalmente quello del confronto. è ovvio che se dal punto di vista drammatico paragono un Metal Gear Solid qualsiasi con il peggior film di Scorsese, MGS ne esce distrutto. è per questo che odio l'invasività dei filmati, perché snaturano il medium. La narrazione, invece, dovrebbe essere molto discreta lasciando più spazio alla rappresentazione drammatica del mondo di gioco, dove il videogiocatore è chiamato ad eseguire la sua performance. In questo senso mi sembra che la strada giusta sia quella di Half-Life 2.
-
Il videogioco potrebbe tranquillamente distaccarsi da letteratura,cinema e teatro e per farlo dovrebbe sfruttare la sua natura ed i suoi mezzi.
Perchè anche il più banale degli scontri bene/male è molto più emozionante se vissuto in un videogioco,per il semplice fatto che il lieto fine non e garantito e il superamento di ogni ostacolo è frutto degli sforzi e dell'abilità del giocatore.
Allo stesso modo la storia di un videogioco è molto più appassionante se viene lasciatoa al giocatore il gusto di scoprirla,scoprendo nuovi elementi mediante le sue azioni e permettendogli di ricostruire il puzzle con i pezzi che è riuscito a trovare.
Di esempi ce ne sono tantissimi,lo scan in metroid prime che ti aiuta a procedere nel gioco mentre ti permette di scoprire la storia della civiltà che viveva nel pianeta che stai visitando,le subquest in qualunque gioco di ruolo,i libri che puoi fermarti a leggere in tantissimi titoli ed il più eclatante di tutti,la zona segreta nella mente di Milla in Psychonauts,che rappresenta il triste segreto tenuto nascosto e segregato nel suo io
Ovviamente le potenzialità del medium non si esauriscono in questo,ma abbiamo già un punto di partenza per definire "come" un videogioco dovrebbe narrare
-
anche il libro peggiore ha un alone di "cultura" attorno
"Vita e Opere di Costantino Vitagliano"
18 volumi rilegati in pelle di lamentino
Ricopiati in solo 10 copie dai frati amanuensi
In omaggio una pressa idraulica o un barbecue con 10kg di Kerosene