ArsLudica.org Forum
Cogitare => Somnia => Topic aperto da: paolo besser - Ottobre 29, 2007, 18:46:25
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Ecco, probabilmente cercano un videogioco inteso come forma di intrattenimento interattiva, che non abbia la passività pratica di un libro o di un film. Ho specificato passività "pratica" perché i film e i libri mantengono comunque un'attività mentale, mentre il videogioco spinge il giocatore a mantenersi attivo sia mentalmente che praticamente.
Mah. E' molto difficile comprendere cosa voglia esattamente un giocatore, quando lo privi della difficoltà. Dal mio punto di vista le aspettative sono variegate più o meno come il pubblico che le attende. C'è il lavoratore stanco che non chiede altro che qualche nemico idiota su cui sfogare la propria aggressività. C'è il frustrato dalla vita che vuole sentirsi più fico di Rambo. C'è il parvenu fighetto che ha iniziato a giocare l'altroieri, ma non vuole sentirsi una merda nei confronti di quelli che scorazzano allegramente per le mappe di Counterstrike segando tutti.
Non amo molto i giochi che si adattano alle mie ridotte capacità mentali, tanto per citare una vecchia battuta sui telegiornali. Se comincio a vedere in giro troppi medikit e troppi nemici che fanno di tutto per farsi segare, mi faccio cogliere dallo sconforto: possibile che oltre ai capelli abbia perso progressivamente anche i riflessi, l'agilità mentale, e soprattutto la capacità di appassionarmi ai giochi al punto da sfidarne l'essenza?
Ecco il punto, la passione.
Quando eravamo dei ragazzini giocare era proprio una gran figata, ammettiamolo, ma col passare del tempo e l'aggiungersi degli impegni, siamo veramente gli stessi di un tempo? Avrò speso qualche stipendio nel coin op di Bubble Bobble e non sono mai riuscito a finirlo completamente. Ma ero arrivato comunque a un punto che, quando giocavo, dietro di me si formava il capannello di persone a guardare. Arrivavo mediamente all'85mo livello, ogni tanto andavo oltre, una volta - giocando in due - siamo arrivati alla fine ma, com'è noto, per finire veramente quel gioco era necessario ripetere la performance una seconda volta, e proprio non ce la siamo sentita.
Ora vedo gente passare notti intere di fronte a un mmorpg. Bello eh per carità. Avevo un paio di amici che si erano perduti con DAOC e si erano ritrovati con WOW. Parlavano per ore intere di xpare, di quest, dei loro avatar & so on. C'era sincera passione nelle loro parole. Onestamente non mi sono mai voluto avvicinare a un mmorpg per la paura di esserne assorbito completamente. Ma posso dire di aver giocato a Black & White più o meno con lo stesso spirito. C'era passione in quella nottata furiosa di fronte al PC e alle divinità mie avversarie: l'alba è arrivata e io non me ne sono neppure accorto. Nemmeno ai tempi del 64 mi sarebbe successo.
Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.
Poi ognuno magari s'appassiona a quello che vuole, ma secondo me molte aziende potrebbero benissimo regalarti il gioco e farti pagare i mod, forse farebbero prima...
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Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...
Perché non parlare poi del livello di sfida di Trauma Center (sicuramente non tarato per i meno smaliziati)?
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Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...
Sono giochi che mi hanno illuso entrambi... all'inizio mi hanno attratto con la promessa di un gameplay mai visto (soprattutto B&W), poi però mi hanno frustrato costringendomi ad attività a cui sinceramente non ero per nulla interessato (la cosmesi e cura della creatura o dell'avatar).
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Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:
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Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:
Agh, sono una vittima del giudizio della gente :asd:
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Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:
Pure io, ma alla fine ci ho giocato molto poco
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Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.
Di giochi fatti con passione ce ne stanno ancora, è vero sono gocce in un oceano, ma esistono ancora e io li apprezzo così come stimo tantissimo chi li realizza.
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Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...
Perché non parlare poi del livello di sfida di Trauma Center (sicuramente non tarato per i meno smaliziati)?
Oh bella. Pensandoci mi è venuta in mente un'altra considerazione: come mai io mi appassiono tanto a giochi che normalmente la gente ritiene noiosi? Voglio dire, se parli in giro di Black & White tutti ti dicono che era dispersivo e poco avvincente. A me è bastato sentire le frasi pronunciate durante l'intro ("quel dio, sei tu!") per innamorarmene. E' vero, mentre cercavo di mettere in atto una strategia contro le divinità nemiche ero costantemente "distratto" dalle esigenze del popolo. Ma il punto è che quelle distrazioni ERANO il gioco. Come dio buono ho conquistato tutti i popoli con la forza della convinzione, una scelta molto più difficile della semplice paura e devastazione. E B&W mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Il secondo episodio, nel tentativo di andare incontro ai giocatori di Command & Conquer, è stato del tutto snaturato del fascino dell'originale. Peccato.
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Questa board ultimamente ha una tendenza all'ot non indifferente
Un topic su Black & White (:love) o sui giochi creati con passione nell'ultimo decennio non sarebbe male, io non apro niente visto che quando si parla di molyneaux sono abbastanza costantemente di parte. :D
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Splittato, se trovate un titolo più adeguato ditemelo. :-*
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Purtroppo oggi come oggi trovare un gioco "stimolante" non è facile.
A volte rimetto su i vecchi classici e mi rendo conto di quanto fossero impegnativi.
Ocio, non parlo necessariamente di roba anteguerra, ma banalmente che so, di un Ridge Racer dove nel '95 facevo tempi mostruosi (time trial, macchina nera, sfruttando l'overboost e un paio di punti "strategici") mentre oggi se lo riprendo è già tanto se riesco a non sbattere sul bordopista una decina di volte. :look:
Mi sto impippendo...? probabile. ;D
Il guaio è che la scorsa generazione ha visto piazzare qualcosa come 120 milioni di PS2 e una 20ina ciascuno di GC e Xbox.
Ok, non si parla di 160 milioni di acquirenti distinti (mettiamoci il multiplatform e gli inevitabili guasti) ma siamo comunque di fronte a cifre da capogiro, che inevitabilmente IMHO hanno portato le software house a ritoccare sempre più verso il basso il livello di sfida dei giochi, in modo da poter rendere appetibili gli stessi per un numero quanto più ampio possibile di utilizzatori.
Oltre a questo poi ci metterei anche l'annosa vicenda dei "vecchietti" videoludici come noi: semplicemente, ne abbiamo viste così tante in decenni (!!) passati su joystick e tastiere, e stupirci davanti a un viggì diventa sempre più difficile.
Temo (?!) non sia un caso che le piattaforme che più mi interessano al momento siano DS e Wii, che perlomeno sul fronte dei controlli (dico "perlomeno", ma non lo definirei affatto un aspetto trascurabile) stanno proponendo qualcosa di diverso dai soliti concept riciclati in alta definizione che costituiscono, ahimè, buona parte dell'attuale produzione.
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Esistono dati sul rapporto facilità di un gioco / copie vendute?
Sarebbe interessante perché molti prodotti per bambini, ovvero la maggior parte dei giochi tratti da film e cartoni animati, facili non sono... eppure vendono uno sfacelo. Spesso sono giochi confezionati in fretta e furia in cui non si bada troppo al gameplay... il loro motto è: basta che parta e poi chissene. Ricordo il gioco degli Incredibili, difficile fuori misura o anche quello di Shrek 2, che facilissimo non era. Ma gli esempi potrebbero continuare.
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Comunque tornando all'esempio di gioco appassionante per Paolo, sono molti i giochi di Bullfrog che mi hanno tenuto incollato al monitor/TV. Se penso a Syndicate, Theme Park, Magic Carpet, Dungeon Keeper, Theme Hospital..
Ehh.. che tempi.
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Esistono dati sul rapporto facilità di un gioco / copie vendute?
Sarebbe interessante perché molti prodotti per bambini, ovvero la maggior parte dei giochi tratti da film e cartoni animati, facili non sono... eppure vendono uno sfacelo. Spesso sono giochi confezionati in fretta e furia in cui non si bada troppo al gameplay... il loro motto è: basta che parta e poi chissene. Ricordo il gioco degli Incredibili, difficile fuori misura o anche quello di Shrek 2, che facilissimo non era. Ma gli esempi potrebbero continuare.
Io ho un ricordo traumatico del platform di Hercules. Non so perché, ho finito pacchi di platform della Disney (di cui, forse colpevolmente, vado matto - quelli 2D, si intende) ma quello proprio mi massacra :boh:
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Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.
Ci sono ancora, ma sono sempre meno.
Penso che gran parte della motivazione per un team di programmatori stia nel fatto di stupire il giocatore.
E oggi è sempre più difficile, per forza di cose. Io stesso ricerco esclusivamente dei videogame che mi offrano qualcosa di nuovo, che mi spiazzino, e per farlo spesso recupero i grandi titoli del passato.
Il grosso problema è che l'utente medio, (a cui l'informazione di settore è obbligata a rivolgersi), quello che il mercato tende a soddisfare, pensa ancora che il massimo videoludico corrisponda al massimo della tecnologia.
E il circolo vizioso sta nel fatto che l'industria non vuole rischiare di innovare con produzioni a basso costo, perché essendo "meno tecnologiche" vengono filate pochissimo. Un esempio al volo? Breakdown per XBOX.
Purtroppo le softhouse puntano ancora al titolo blockbuster, che conquisti l'intero pubblico dei videogiocatori.
Ma i videogiochi non sono film, richiedono molta più dedizione. Richiedono appunto passione, altrimenti dieci ore o più non puoi buttarle al vento.
Sarebbe molto saggio diversificare al massimo l'offerta, creando dei videogames che non scendano a compromessi di difficoltà e che non tentino di accontentare per forza un'ampia fetta di utenza.
Sembra che Nintedo con Wii si sia mossa in una direzione migliore, ma a quanto visto finora sembrerebbe un falso allarme...
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Comunque tornando all'esempio di gioco appassionante per Paolo, sono molti i giochi di Bullfrog che mi hanno tenuto incollato al monitor/TV. Se penso a Syndicate, Theme Park, Theme Hospital..
Ti quoto solo questi perchè sono quelli con i quali ho speso ore memorabili nella mia infanzia e giovane adolescenza (sì, sono ancora giovincello, 23 anni anche se ho potuto vivere l'epoca dell'Amiga e del Commodore solo di striscio, e i giochi che ricordo meglio sono quelli su MS-Dos e su console). Per quanto riguarda il discorso della passione, direi che l'unica cosa che cambia sono i nostri gusti, mentre credo che il nostro modo di rapportarci nei confronti dei videogiochi alla fine rimanga quasi sempre lo stesso. Si invecchia, sì, ma rimane l'interesse verso l'universo videoludico anche quando la nostra attenzione si sposta su particolari diversi da quelli ai quali si badava qualche anno prima. Sono sicuro che più o meno tutti qua dentro, nel periodo adolescenziale, fossero attirati da aspetti come la pura "grafica", et similia, mentre ora che si hanno molti più anni sul groppone magari si cercano altri spunti dentro ad un videogioco. Ma l'interesse, la passione, quelle credo ci siano sempre. Poi è ovvio che quando si è "visto tutto" risulta difficile riuscire a trovare un videogioco che sia in grado di regalare emozioni nuove e farti riuscire ad appassionare alla stessa maniera con la quale ci si appassionava per un Mario, un Dungeon Master o per un Alone in the Dark (e a proposito di quest'ultimo dico, altro che Resident Evil...). Probabilmente la nuova generazione di giovani giocatori ricorderà fra una decina/quindicina di anni le emozioni che loro hanno provato con i vari Okami, Wii Sports, Oblivion (dio ce ne scampi, ma lo devo contare ugualmente :asd: ), Bioshock, e così via e magari faranno discorsi simili ai nostri lamentandosi della carenza di videogiochi appassionanti. :asd:
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Esistono dati sul rapporto facilità di un gioco / copie vendute?
Non saprei, ma penso si sprechino gli esempi di giochi cosiddetti "hardcore" che vendono una miseria VS titoli diciamo più abbordabili che fanno sfracelli.
Per andare a toccare un settore a me caro, faccio notare come negli ultimi anni uno dei titoli più venduti del genere calcistico sia PES/WE, che ha operato un sorpasso storico ai danni di Fifa.
Ebbene, il sottoscritto insieme a (pochi?) altri è tra i più convinti sostenitori del fatto che a partire da WE6 Final Evolution (Jap) la storica saga Konami si sia involuta sotto il profilo simulativo lasciando sempre maggior spazio ad una componente spettacolare/grafica che in precedenza era appannaggio di Fifa... quel Fifa, un tempo arcadone per eccellenza, che anno dopo anno ha seguito un percorso inverso avvicinandosi sempre più alla simulazione!
Non sono sicuro che si tratti di un semplice caso...
Sarebbe interessante perché molti prodotti per bambini, ovvero la maggior parte dei giochi tratti da film e cartoni animati, facili non sono... eppure vendono uno sfacelo. Spesso sono giochi confezionati in fretta e furia in cui non si bada troppo al gameplay... il loro motto è: basta che parta e poi chissene.
Beh credo che questo sia un caso particolare, visto il target e l'effetto traino della licenza. Insomma ritengo che in questo segmento di mercato la difficoltà del gioco non sia discriminante ai fini del successo (o meno) di un determinato titolo.
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Però devo ammettere che al gioco de "Il Re Leone" mi appassionò (anche Aladdin non era malvagio). ^^'
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Però devo ammettere che al gioco de "Il Re Leone" mi appassionò (anche Aladdin non era malvagio). ^^'
Aladdin era una figata, anche se Jafar si rivelava una sòla allucinante :sisi:
Jungle Book poi era bellissimo, le tre scimmie che formavano un totem mi facevano sclerare.
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Sono convinto che quei 3 giochi furono sviluppati dallo stesso team.
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Perdonatemi, sposto in Somnia perché più ficcante.
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Però devo ammettere che al gioco de "Il Re Leone" mi appassionò (anche Aladdin non era malvagio). ^^'
Non era male in effetti, però non l'ho mai finito. Magari do una spolverata all'emulatore.
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Sì tanto è molto breve.
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Ma con Aladdin vi riferite alla versione mega drive o snes? Differivano in parecchie cose e personalmente ho preferito l'uscita Sega, grande partitura musicale che davvero spremeva l'FM yamaha.
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Ma con Aladdin vi riferite alla versione mega drive o snes? Differivano in parecchie cose e personalmente ho preferito l'uscita Sega, grande partitura musicale che davvero spremeva l'FM yamaha.
Personalmente alla versione PC, conversione di quella A1200 che a sua volta era conversione di quella Megadrive.
Nettamente superiore, concordo.
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Mi inserisco un po' in mezzo alla discussione, spinto dall'articolo di ABS che mi è piaciuto molto.
Allora, sono d'accordo che la passione vera, finché c'è, da un senso alla vita, anche inconsciamente e a livelli diversi. Senza una spinta del genere nessuno realizzerebbe un bel niente. E' quella che ti fa passare notti insonni dietro ad un progetto o ad un interesse. Anche le donne possono essere una passione, oppure i videogiochi per l'appunto.
Però nella passione c'è una smania di conoscienza, di progressione ed esplorazione continua. Per questo un "appassionato" di mmorpg che farma tutto il giorno e tutte le notti e non vuole sentire altro, difficilmente lo definirei un appassionato. Cosa cazzo costruisce? Il suo personaggio? Mi pare un campo sterile...l'orizzonte già si vede ancora prima di arrivarci.
Veniamo al discorso un po' sotterraneo, che i videogiochi moderni, in gran parte, sembrano non soddisfare più i vecchi giocatori (io sono tra questi). Però forse la parola dovrebbe passare alle nuove generazioni. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i vent'enni di adesso. Altrimenti finiamo per diventare una gilda di guardiani del "vero" videogiocare, che mi sembra una cosa da brividi. Secondo me corriamo un po' quel rischio a lungo andare.
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http://arsludica.org/2007/11/14/truelove/
Allora ABS,
tu
sei
MATTO! ;D
Comunque ci si sganascia e si riflette anche un pelo, scrivi da dio, ma pubblicati un cavolo di romanzo ggiovanile invece di sfogarti su Ars Ludica! :D
Vediamo di cogliere un paio di cose:
La passione per qualcosa significa che per te, almeno in un certo periodo della tua vita, quella cosa è più importante di tutte le altre. È ciò per cui vale ancora la pena vivere, pagare le tasse e pigliarlo nel popò, invariabilmente, tutti i lunedì. Più urgente di risolvere l’annoso problema della fame nel mondo; più impellente delle catastrofi ambientali che stanno per travolgerci; più improrogabile del dilemma del debito pubblico, ormai inarrestabile, che minaccia i nostri figli; più importante di soddisfare sessualmente la donna che sostieni truffaldinamente di amare, ma poi.
Beh dai, mica saranno i videogiochi.
O forse sì? :D
No beh, io mi tiro fuori, per me è una maledizione-vocazione. Parafrasando Bukowski, sono i videogiochi che hanno scelto me e non il contrario, dannaz.
Qualcosa di karmico, che non riesco a troncare. Qualcosa di troppo bello, probabilmente.
Invero scrivo sul profilo di Radiogame e in sign sul retroforum (qui non ci stava):
(Mario Morandi) Considera i videogames un'immane perdita di tempo, un veicolo di estraniazione e di fuga dal reale, nonché un pericoloso generatore di dipendenza. E per questo li ama.
C'hanno ragione le donne: i giochini fanno perdere tempo. Ma non il vizio.
Passione equivale a dire ddjoga. Come mi sta irrimediabilmente sull’augello un fattone senza più dignità, senza livello minimo sindacale di cura della sua persona e senza rispetto per chi gli sta intorno che pensa solo a strafarsi, così odio chi ostenta indecentemente la sua passione senza apparentemente vergognarsene, nemmeno un po’. Odio i regazzetti fan dei Dream Theater che si riempiono la bocca di tempi dispari, non fanno che parlare del loro inutile gruppetto del cavolo che si masturba in qualche sala di periferia, dei vari freesbee tutti uguali di gruppi tutti uguali che conoscono come i loro ani (tutti uguali anch’essi). Ma odio anche la freddezza, l’eccesso di serietà e di razionalità, la piattezza e la mancanza di colori interiori, che portano a trattenersi, a non lasciarsi andare, mai. Ho già detto che non esistono (vere) vie di mezzo? L’ho già detto. E quindi?
Equivale quindi a dipendenza: bravo, una passione può diventare dipendenza patologica, e la ricerca dell'equilibrio ("via di mezzo", come dici tu) è fondamentale per godersi veramente la propria passione.
E anche a me dà fastidio e trovo orrendo "l'orgoglio nerd" o il "sofismo geek".
Io posso tranquillamente ammetter di essere stato dipendente (periodo Megadrive-PlayStation), oggi se sto senza giocare manco me ne accorgo.
Miii, come sono evoluto!! Mi evolgo! Evolgiamoci su!!
Ok, basta scrivere alle 2 meno venti AM.
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Comunque ci si sganascia e si riflette anche un pelo, scrivi da dio, ma pubblicati un cavolo di romanzo ggiovanile invece di sfogarti su Ars Ludica! :D
Ma non esiste proprio, io i suoi sfoghi li voglio qui! >:(
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Che dire, era da un pezzo che non postavi qualcosa e sei tornato in grande stile, mastino e affilato.
Cosa posso dire di più, io sono appassionato di musica tanto quanto lo sono del videogioco, ovvero TANTO. Riflettendoci, passo 15/16 ore sveglio e almeno 13 le passo discutendo, leggendo, videogiocando e pensando ai videogiochi. L'altra notte ho sognato di giocare Mario Galaxy, quindi anche la notte a volte... (cominciai sognando di essere Guiybrush Threepwood, tanti anni fa..). Sarò un malato di mente? No, sono semplicemente un vero appassionato, innamorato della propria passione (che nessuno si azzardi a chiamarlo HOBBY >:()
Probabilmente oggi gioco meno che in passato, ma questo ha contribuito ad approfondire altri aspetti che in precedenza non consideravo e a cui non mi interessavo, questo mi ha fatto crescere come videogiocatore. Anzi, come dice qualcuno oltreoceano, probabilmente sono diventato un Thinking Gamer.
Vorrei porvi una domanda, a volte ho visto della Passione uccisa dalla voglia di Competizione. Che ne pensate?
Ho visto gente devastare un file di config giocando quasi in wireframe, pur di far meglio degli avversari.
Ho visto gente dedicare più di un mese effettivo di vita, in un anno, ad un MMORPG.
Ho sentito di gente che piscia in una bottiglia pur di non alzarsi e interrompere il farming.
Ho letto di gente che è morta di stenti, per la stessa ragione.
Questa non è Passione.
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Hai sognato di essere Guybrush? ;D
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Hai sognato di essere Guybrush? ;D
:look:
Ehm.. sì.
Era il 1992, Monkey Island 2 fu il primo gioco non-arcade che giocai, fu una specie di shock.
Ciao Ivan, ma cos'è sta mole di floppini (li chiamavamo così ^^) che hai sul tavolo?
E' un nuovo gioco, me l'ha copiato (:asd:) mio zio, sono 11 floppy!!
11 floppy? Urca, deve essere spettacolare!
- avviamo il gioco, cambiamo 3 floppy -
Bella sta grafica, ma.. il joystick muove quella specie di croce lampeggiante, non sta funzionando, il pupetto non si muove!! >:(
Hai ragione, ora gli telefono. - Dice che funziona col mouse.
Eh??? Ma che monnezza è? Torniamo su Superfrog dai, buttalo.
Inutile dire che il giorno dopo ci tornammo su e rimanemmo letteralmente folgorati.
Impiegammo circa 7 mesi per finire quel gioco, inventavo balle a mia madre per andare a casa sua a giocarci (dovevamo studiare, seee :asd). Fui talmente ossessionato da questo gioco, che la notte sognavo di essere Guybrush alle prese col pirata zombie Le Chuck.
Ebbene, dopo 7 mesi, a fine anno scolastico, riuscimmo a raggiungere la parte finale, però... l'ultima stanza stava su un settore danneggiato del decimo floppy. :( Disperazione totale. Il resto è storia, qualche tempo dopo lo feci comprare a mio padre originale e lo completai tutto d'un fiato. Da quel giorno cambiò qualcosa in me.
The End (maddechè???) ;D
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probabilmente sono diventato un Thinking Gamer.
Vorrei porvi una domanda, a volte ho visto della Passione uccisa dalla voglia di Competizione. Che ne pensate?
Ho visto gente devastare un file di config giocando quasi in wireframe, pur di far meglio degli avversari.
Ho visto gente dedicare più di un mese effettivo di vita, in un anno, ad un MMORPG.
Ho sentito di gente che piscia in una bottiglia pur di non alzarsi e interrompere il farming.
Ho letto di gente che è morta di stenti, per la stessa ragione.
Questa non è Passione.
Mi interessa quanto ha detto Joe sull'essere un Thinking Gamer.
Diventiamo dei Thinking di tutte le cose che ci piacciono. Non è necessaria la passione per essere un Thinking Gamer secondo me. Molti miei amici non hanno una passione così intensa per i videogiochi come Joe (o forse seguendo il discorso di ABS non ce l'hanno affatto, nel senso dato da lui al termine passione), ma si prestano sempre fino all'alba davanti ad un BUON gioco. E si comprano una console.
Riconoscere che un gioco merita, che ha una buona struttura del gamplay e farsi prendere dall'entusiasmo, richiede "solo" un po' di conoscenza del mezzo e un'intelligenza articolata.
Quanti di noi sono dei Thinking listener di musica senza per forza averne una passione, o dei Thinking consumer e via discorrendo.
Non so, forse è uno dei miei soliti discorsi di cui vedo solo io il senso, ma credo che in questi termini si apra la possibilità di pensare che anche un giocatore non appassionato possa diventare un giocatore thinking senza essere un hard-core gamer.
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Non so, forse è uno dei miei soliti discorsi di cui vedo solo io il senso, ma credo che in questi termini si apra la possibilità di pensare che anche un giocatore non appassionato possa diventare un giocatore thinking senza essere un hard-core gamer.
In fondo, questa è la mia missione qui su Arsludica. ;D
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OT: A costo di apparire rompiballe, non possiamo parlare in italiano? :-[.
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OT: A costo di apparire rompiballe, non possiamo parlare in italiano? :-[.
Hai ragione, non era per mettere inglesisimi snob. Solo che questi termini sono entrati di fatto nel vocabolario "tecnico" dei videogiochi. Sono d'accordo nel parlare la nostra lingua.
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Chi colleziona tappi di sughero o tante altre stronzate, cosa costruisce (di tanto meglio)? ;D
Il collezionismo, in effetti, mi pare vagamente necrofilo.
(beh, che potete essere categorici solo voi?)
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Non ho capito il senso finale del tuo discorso, ABS.
Tranne il paragrafo sulle donne etc etc. Quello non lo condivido, ma magari sono solo un benpensante idiota non appassionato, chi lo sa. :asd:
Comunque bentornato sul blog :sisi:
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Non ho capito il senso finale del tuo discorso, ABS.
Tranne il paragrafo sulle donne etc etc. Quello non lo condivido, ma magari sono solo un benpensante idiota non appassionato, chi lo sa. :asd:
Comunque bentornato sul blog :sisi:
La tag "merdaccia vivente" sotto all'effigie del Socc'macher ha del conturbante, comunque.
E sto qui solo perché Gottlob Frege di 'sto cazzo mi sta dando l'urto del vomito.
+1
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OT: A costo di apparire rompiballe, non possiamo parlare in italiano? :-[.
Hai ragione, non era per mettere inglesisimi snob. Solo che questi termini sono entrati di fatto nel vocabolario "tecnico" dei videogiochi. Sono d'accordo nel parlare la nostra lingua.
Nemmeno io sono un fanatico dell'italiano a tutti costi, figurati. È che mi faceva sorridere quel "thinking gamer", penso si possano trovare perifrasi in italiano molto più eleganti ;D.
@lamb, eccazz, per una volta che è un matematico a parlare di matematica (più o meno), studiatelo!
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Chi colleziona tappi di sughero o tante altre stronzate, cosa costruisce (di tanto meglio)? ;D
Il collezionismo, in effetti, mi pare vagamente necrofilo.
(beh, che potete essere categorici solo voi?)
Anche io nel collezionismo ci vedo qualcosa di mortifero, per questo ho smesso molti anni fa. ;D
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86-0, la "Bulgaria" è dalla mia :smug: :asd: .
No è che hai giudicato un intero sesso perché molte sue esponenti chiacchierano per ore al telefono e puliscono piastrelle.
Un po' come giudicare l'altro sesso, quello maschile, perché molti suoi esponenti sono capaci di leggere solo la gazzetta e dire boiate come "pandev è più forte di totti".
Sarà che sono impedito io a ragionare per macrocategorie...
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86-0, la "Bulgaria" è dalla mia :smug: :asd: .
No è che hai giudicato un intero sesso perché molte sue esponenti chiacchierano per ore al telefono e puliscono piastrelle.
Un po' come giudicare l'altro sesso, quello maschile, perché molti suoi esponenti sono capaci di leggere solo la gazzetta e dire boiate come "pandev è più forte di totti".
Ma era in un contesto goliardico, che cazzo! Adesso non posso più dire cattiverie sui terr...
... glippp! :look:
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Ma scusa, solo tu puoi rompere il cazzo? :mad:
:asd:
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Ma scusa, solo tu puoi rompere il cazzo? :mad:
:asd:
Sì, perché io sono carino e commerciabile (cit.)
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@lamb, eccazz, per una volta che è un matematico a parlare di matematica (più o meno), studiatelo!
Sì, ma basta, io la penso come Lao-tzu oramai, affanculo tutta la cultura. Ma tutta.
Non puoi metterti a 50 anni a menarla su che cos'è in realtà un numero cardinale, non è possibile! Ma scopa, ingozzati di crauti, che so? Ma mi fai schifo!
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Nemmeno io sono un fanatico dell'italiano a tutti costi, figurati. È che mi faceva sorridere quel "thinking gamer", penso si possano trovare perifrasi in italiano molto più eleganti ;D.
Come ho scritto nel post in cui ho usato quel termine, l'ho appreso dall'estero e pertanto lo lascio tale e quale. :P
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@lamb, eccazz, per una volta che è un matematico a parlare di matematica (più o meno), studiatelo!
Sì, ma basta, io la penso come Lao-tzu oramai, affanculo tutta la cultura. Ma tutta.
Non puoi metterti a 50 anni a menarla su che cos'è in realtà un numero cardinale, non è possibile! Ma scopa, ingozzati di crauti, che so? Ma mi fai schifo!
:rotfl: se davvero l'anima di tutte le feste.
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Sì ma ora torniamo IT. :-*