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Cogitare => Somnia => Topic aperto da: StM - Gennaio 15, 2008, 00:02:43
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Ho sempre giocato per svago, e quasi mai per sfida. Lo ammetto, sono tendenzialmente favorevole alle pappe pronte. Ricordo quando a Command & Conquer vincevo a mani basse usando lo stratagemma dei muri (i nemici non riuscivano a superarli e si mettevano in fila aspettando che voi preparaste con tutta calma un esercito spaventoso per spazzarli via - PECCATO che con Red Alert abbiano corretto questo bug :P), o quando a Vampire attiravo i nemici uno a uno per sopraffarli, o i numerosi Final Fantasy in cui ho preferito tirare su di livello i miei personaggi piuttosto che gestire meglio i combattimenti. I giochi senza scorciatoie li ho sempre guardati con circospezione.
Ci sono due tipi di frustrazione: quella evitabile e quella inevitabile (a meno di essere dei fenomeni). La frustrazione evitabile ha la sua causa nella vostra distrazione, o nella vostra ostinazione a ripetere sempre gli stessi errori senza provare strade alternative di risoluzione dei problemi: se non trovate la chiave rossa, non continuate a cercarla dove pensate che sia, ignorando il resto del livello; se il nemico non viene giù a una maniera, provate in un'altra. Spesso questo genere di frustrazione viene placato da un buon walkthrough.
I walkthrough poi hanno la capacità di ovviare a un genere di frustrazione che è al limite dell' inevitabile. C'è un dungeon nel primo Zelda in cui non potete accoppare il mostro (il Dodongo, se non ricordo male) senza avere un certo oggetto (forse le bombe?). Però potete arrivare al mostro senza avere l'oggetto, e cercare di farlo fuori in ogni modo, senza riuscire. Vi siete fatti tutto il dungeon, vorrete mica uscire ora, no? E invece è l'unica cosa da fare, ma se non lo sapete vi viene da impiccarvi al cavo del pad, dopo mezz'ora che le provate tutte.
Stasera ho assaporato nuovamente la frustrazione dopo mesi. Shadow of the Colossus, quindicesimo colosso. Ci ho messo un'ora e mezza, forse due ore. Altri colossi mi avevano fatto arrabbiare contro la telecamera ingestibile, contro i maledetti che se li erano inventati così, ma me ne sono sbarazzato in un tempo umano. Questo no. Ci ho messo un po' a capire come salirci sopra a colpire il suo primo punto debole; ci ho messo molto di più a capire come raggiungere il secondo; raggiuntolo una volta senza riuscire a finire il colosso, usando lo stesso sistema non sono più riuscito a raggiungerlo, e ci ho messo un'altra dose spropositata di tempo a trovare il metodo veramente ideale e gestibile per farlo; nel mentre, ho odiato il gioco con tutto me stesso, e mi è balenata per la mente l'idea di estrarre il dvd dal drive e mandarlo in mille pezzi. Eppure, fortunatamente, il gioco mi pare sì impegnativo, ma amichevole, nel senso che c'è sempre un modo umano di venire fuori dalle grane. Insomma sotc ha frustrazione evitabile.
Magari non sono in grado io e anche la frustrazione che ha percorso tutta la mia esperienza di gioco con Black & White era evitabile: la creatura che mangiava esseri umani, e quando andavo per redarguirla aveva appena fatto piovere su un campo coltivato, quindi capiva fischi per fiaschi; l'ultimo livello che è dieci volte più difficile del penultimo; le mouse gestures che funzionano sempre tranne quando serve.
La frustrazione inevitabile, che cioè dipende TROPPO dalla vostra abilità e dai vostri riflessi, invece è quella dei famosi salti millimetrici di Tomb Raider (a proposito, ci sono sempre nel remake?), alcune parti di Zelda: Oracle of Seasons (in cui dovete superare dei precipizi contorti svolazzando, ma facendo bene attenzione a sterzare al momento giusto, non troppo presto né troppo tardi, pena la caduta - se non avessi potuto usare il quicksave avrei mangiato la cartuccia), il famoso livello dell'acqua che sale in Rayman (che è stato eliminato dal remake su GBA), da quel che ho sentito i primi due Final Fantasy che vi ammorbano oberandovi di incontri casuali.
L'elenco potrebbe continuare, e lo scopo di questo topic è appunto questo: quali sono le vostre esperienze di frustazione videoludica? Avete ragione voi o ha ragione il gioco? Fino a che punto sopportate?
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Etrian Odissey è tra le esperienze più recenti. Ma paradossalmente lo amo proprio perchè così dannatamente difficile e ostico che mi ricorda i vecchi RPG di una volta (Dungeon Master, i primi FF e DQ) che erano tutto fuorchè passeggiate.
Rayman è stato un altro bel giochillo che mi ha messo a prova di nervi, mi ricordo che ci impegai ben sei mesi (di tentativi vari) per riuscire a trovare e liberare tutte le gabbie di Electoons, in modo da affrontare il boss finale. Robe da matti.
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Ninja Gaiden per NES. Non sono ancora riuscito a superare il livello all'aperto sui laghi. Fottute aquile. Ti attaccano da una direzione tale per cui alla prima non puoi colpirle: devi schivarle, girarti e cercare di prenderle al secondo attacco. Però è il bello del gioco.
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Qual è il quindicesimo colosso? Non ricordo bene, ma ricordo che ci misi almeno 2 ore tra studio e accoppamento per tirarne giù uno degli ultimi. Quello altissimo che spacca i ponti e da delle sberledevastanti.
ArmA mi frusta (senza R) a sangue, ha un'IA bastarda ma io continuo ad amarlo e a piangere sangue ripetendo una missione anche 50 volte. Non posso chiamarla frustrazione, fino a quando non mi incazzerò davvero.
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Si è quello il 15 :sisi:
Per rimanere IT direi che sono l'asceta del videogame: nessun gioco mi ha particolarmente frustrato,
quando succede è perchè ho giocato troppo, sono stanco in generale, bug o problemi tecnici.
Mi è capitato di tirare una bestemmietta ieri giocando a Bioshock perchè il pg non camminava più in un
momento abbastanza fondamentale: la tastiera wireless aveva esaurito le batterie.
I giochi in sè per sè non mi frustrano.
Forse dovrei iniziare a giocare ad ikaruga ;D
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Forse dovrei iniziare a giocare ad ikaruga ;D
Ecco. Probabilmente l'ho preso apposta :asd:
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Comunque negli ultimi 2 tomb raider (legend e remake) il sistema di controllo è migliorato
davvero tanto. Finalmente non si ha più la sensazione di muoversi su una fottuta griglia!
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Etrian Odissey è tra le esperienze più recenti. Ma paradossalmente lo amo proprio perchè così dannatamente difficile e ostico che mi ricorda i vecchi RPG di una volta (Dungeon Master, i primi FF e DQ) che erano tutto fuorchè passeggiate.
Rayman è stato un altro bel giochillo che mi ha messo a prova di nervi, mi ricordo che ci impegai ben sei mesi (di tentativi vari) per riuscire a trovare e liberare tutte le gabbie di Electoons, in modo da affrontare il boss finale. Robe da matti.
Lo stai giocando in jappo?
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A me i giochi giustamente frustranti non danno noia. Contra 4 lo adoro, Ninja Gaiden per Xbox è secondo me il miglior gioco per la passata generazione di console casalinghe, Soldner-X mi sta acchiappando parecchio. Insomma, l'alta difficoltà ben calibrata mi prende parecchio.
A frustrarmi a morte (e ultimamente a farmi lasciare parecchi giochi a metà) sono le cattive scelte di design. Non so, tanto per fare un esempio recente, una missione di scorta di SOF: Payback... mai visto niente di realizzato così male con lo scortato che sta praticamente sempre in campo aperto a farsi crivellare di colpi. Anche Final Fantasy III per DS, che mi era piaciuto parecchio, si è rivelato mal calibrato e alla fine mi sono dovuto sorbire parecchie ore di pallosissimo livellamento per poter superare la fase finale. Insomma, più che la difficoltà in se mi raffreddano parecchio quei momenti in cui mi rendo conto che la frustrazione dipende dal gioco e non da me.
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Ho sempre giocato per svago, e quasi mai per sfida. Lo ammetto, sono tendenzialmente favorevole alle pappe pronte.
Quando programmi immagino che tu non lo sia.
Dipende. Ho comunque l'atteggiamento di cercare la via più comoda, soprattutto a lungo termine. Non mi va di sbattermi 2N oggi, 2N domani, 2N dopodomani: preferisco sbattermi 3N oggi e 1N per ogni giorno successivo. Ovvero, se c'è una via comoda per prima cosa la cerco. Se non c'è, sputo sangue :chebotta:, e non mi scampo certo la frustrazione di un lavoraccio brutto.
Un videogioco è qualcosa che comunque mi prendo a cuore, non è che "siccome non è il mio mestiere allora non mi importa più di tanto"; anzi mi scopro ad agire nei videogiochi come faccio nella vita (per esempio per quel che riguarda risparmiare e spendere, in cui non sono avaro ma non spreco quasi mai - nella vita così come negli RPG :asd:), e di conseguenza nel lavoro.
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Etrian Odissey è tra le esperienze più recenti. Ma paradossalmente lo amo proprio perchè così dannatamente difficile e ostico che mi ricorda i vecchi RPG di una volta (Dungeon Master, i primi FF e DQ) che erano tutto fuorchè passeggiate.
Rayman è stato un altro bel giochillo che mi ha messo a prova di nervi, mi ricordo che ci impegai ben sei mesi (di tentativi vari) per riuscire a trovare e liberare tutte le gabbie di Electoons, in modo da affrontare il boss finale. Robe da matti.
Lo stai giocando in jappo?
Etrian Odyssey? No, versione americana. Non l'ho ancora finito, tra l'altro. E a fine mese (o forse è a febbraio, devo controllare play-asia) esce il seguito però solo in versione giapponese (ma senz'altro arriverà almeno la versione nord americana in futuro).
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Bhè alla fine la percezione della frustrazione dipende molto dal proprio carattere.
Ripeto, personalmente non mi arrabbio quasi mai se non per problemi tecnici e/o, come diceva Karat,
scelte di design stupide: il classico "non è colpa mia"
Infatti quando vede mio fratello che gioca e si arrabbia perchè non è buono, lo
prendo a coppini!
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Etrian Odissey è tra le esperienze più recenti. Ma paradossalmente lo amo proprio perchè così dannatamente difficile e ostico che mi ricorda i vecchi RPG di una volta (Dungeon Master, i primi FF e DQ) che erano tutto fuorchè passeggiate.
Rayman è stato un altro bel giochillo che mi ha messo a prova di nervi, mi ricordo che ci impegai ben sei mesi (di tentativi vari) per riuscire a trovare e liberare tutte le gabbie di Electoons, in modo da affrontare il boss finale. Robe da matti.
Lo stai giocando in jappo?
Etrian Odyssey? No, versione americana. Non l'ho ancora finito, tra l'altro. E a fine mese (o forse è a febbraio, devo controllare play-asia) esce il seguito però solo in versione giapponese (ma senz'altro arriverà almeno la versione nord americana in futuro).
dove si piglia? Su ebay non lo trovo, sui vari shop online è sold out.
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Bhè alla fine la percezione della frustrazione dipende molto dal proprio carattere.
Ripeto, personalmente non mi arrabbio quasi mai se non per problemi tecnici e/o, come diceva Karat,
scelte di design stupide: il classico "non è colpa mia"
Infatti quando vede mio fratello che gioca e si arrabbia perchè non è buono, lo
prendo a coppini!
Bravo, è così che si allenano i fratelli:
(http://www.earmi.it/armi/glossario/immagini/mazza3.jpg)
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Etrian Odissey è tra le esperienze più recenti. Ma paradossalmente lo amo proprio perchè così dannatamente difficile e ostico che mi ricorda i vecchi RPG di una volta (Dungeon Master, i primi FF e DQ) che erano tutto fuorchè passeggiate.
Rayman è stato un altro bel giochillo che mi ha messo a prova di nervi, mi ricordo che ci impegai ben sei mesi (di tentativi vari) per riuscire a trovare e liberare tutte le gabbie di Electoons, in modo da affrontare il boss finale. Robe da matti.
Lo stai giocando in jappo?
Etrian Odyssey? No, versione americana. Non l'ho ancora finito, tra l'altro. E a fine mese (o forse è a febbraio, devo controllare play-asia) esce il seguito però solo in versione giapponese (ma senz'altro arriverà almeno la versione nord americana in futuro).
dove si piglia? Su ebay non lo trovo, sui vari shop online è sold out.
http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=etrian+odyssey&category0=
Forse non lo hai trovato perchè hai cercato "Odissey" anzichè Odyssey (è un errore nel quale sono incappato anche io quando lo cercavo nei vari negozi :chebotta: )
P.S. Lo trovi anche su amazon.com, anche se lo fanno pagare un po' troppo salato (per averlo nuovo): http://www.amazon.com/gp/offer-listing/B000IOM45C/ref=dp_olp_2?ie=UTF8&qid=1200417189&sr=8-1
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Vero. ;D
danghiu
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Io sono del parere che ogni videogioco dovrebbe avere almeno una piccola e sana dose di frustrazione, rende le partite molto più gratificanti e lascia un discreto senso di soddisfazione. Ad esempio quando gioco con il mame mi scoccia un po' troppo abusare dei gettoni e cerco finire un gioco usandone il meno possibile. Anche i giochi che filano lisci come l'olio (troppo facili o lineari) mi lasciano sempre un certo vuoto. Di solito la frustrazione nei videogiochi mi stimola provare e riprovare non a smettere, a meno che non sia dovuta ad un design approssimativo o a stupidi bug. Nonosotante cio non sono un masochista e alle volte mi stufo pure io. Non sono mai riuscito aprendere tutte le stelle in Mario 64, e solo al pensiero di rimettermi a giocare al campionato di F-zero GX per sbloccare tutte le piste mi vengono i brividi. Malgrado tutto il senso di sfida per me molto importante in un gioco.
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ma in fondo ciò che ci ha fatto appassionare ai videogiochi non è anche la soddisfazione provata superando un ostacolo particolarmente impegnativo? Solo io ricordo con fottuto piacere quando sono riuscito a superare con una sola moneta il terzo boss di Wonder Boy o quando sono riuscito a vedere la fine fake di ghosts'n'goblins? Ma che gusto c'è ad andare avanti senza dover elaborare una strategia di gioco per poter superare determinati passaggi?
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Per la mia esperienza posso dire che si tratti di un caso di follia: mi sono innamorato
di giochi su C64 che non erano minimamente progettati per esser portati a termine :sisi:
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Mmmh non ricordo episodi recenti di frustrazione fuori dalla normale dose di sfida che un videogame (come giustamente avete fatto notare) deve proporre.
In buona misura è sicuramente questione di carattere, ma in egual misura a mio avviso è determinata
-dall' abilità del singolo:
nella nostra "carriera" videoludica guadagnamo buone dosi di abilità di diverso tipo molto legate al tipologia di videogame che giochiamo. Ad es. in uno strategico in tempo reale è fondamentale conoscere le dinamiche di gioco (le regole del gameplay) ; riuscire a pensare a più cose contemporaneamente (pianificare difesa e attacco contemporaneamente per fare l'esempio più banale); buona dose di coordinazione per gestire in modo rapido i comandi (in un certo senso le combo si possono fare anche a Warcraft 3 no?).
Non aver familiarità con un genere (e mancare delle suddette abilità) accresce notevolmente il rischio di frustrazione.
-dallo spirito con cui si gioca:
giocare sullo stile: farsi una partita e via è un buon modo per non farsi venire l'ulcera e bestemmiare anche con titoli complessi... al limite si manda a farsi benedire il tutto e si passa a un altro gioco : P. Allo stesso modo giocare ponendosi obiettivi un po' più ambiziosi accresce si il rischio ma in modo relativo (agli altri aspetti di cui abbiamo parlato).
In ogni caso sono convinto che una eccessiva frustrazione nel videogame possa denotare una buona dose di incompetenza nell'utilizzo dello stesso.
Mi spiego meglio: alcuni videogame sono palesemente squilibrati (in questo caso il videgamer accorto -d'ora in poi vga :P- semplicemente li evita),
altri non ci sono familiari (discorso di prima sull'abilità del singolo: in questo caso il vga abbassa la difficoltà oppure passa a qualcosa di più entry level per le sue skill)
altri sono pensati per un fruizione diversa e non congruente allo spirito con cui li giochiamo (in questo caso il vga semplicemente se ne accorge e ne trae le sue conclusioni prima di distruggere il pc o la console di turno)
Per concludere direi infine che ci sono molte persone frustration addicted che in qualche modo "godono" nell'essere frustrati da un videogame... alcuni li potremmo chiamare hardcore gamer ma altri semplicemente provano piacere a trovarsi in situazioni assurde e cercano per ore (di frustrazione) di riuscire a cavarsela...
ah, nota autobiografica: un pochettino mi riconosco forse più in quest'ultima categoria (in qualche misura un buon videogamer lo deve essere secondo me) che non in quella del vga (che in realtà non esiste ... è giusto un tipo ideale -in senso weberiano- che ho utilizzato per orientarmi nella tematica)...
ora torno a cercare di uccidere un mostro col teschio al posto del livello su wow...
(nono! non voglio gruppare ce la devo fare da solooo!!!)
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Mah, escludendo i videogame masochistici antisemiti hardcore, la frustazione che ti fa incazzare generalmente la vedo come frutto di scelte errate o perlopiù grossolane in fase di design, essa deve comunque esserci all'interno del videogame se coerente e proporzionale con la curva di difficoltà proposta. La perfezione in tali termini la vedo raggiunta in titoli come tetris o super mario. D'altra parte è fuorviante continuare a lodare la frustazione dei videogiochi del tempo che fu, all'epoca tale frustazione era principalmente dettata dalla limitatezza dei pattern e del design.
La frustazione, quella buona, è uno stimolo all'Ágon e all'immedesimazione, elementi cruciali nel Videogame.
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Essendo il thread finito in somnia so già che da qui in poi non capirò nulla
di quello che scriverete.
Già l'ultimo post di shaka è troppo complicato :x
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Essendo il thread finito in somnia so già che da qui in poi non capirò nulla
di quello che scriverete.
Già l'ultimo post di shaka è troppo complicato :x
Io l'avevo cominciato Ludicamente, poi s'è inSomniato :boh2:
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A frustrarmi a morte [...] sono le cattive scelte di design.
Quotone.
Non mi da' noia ripetere un passaggio anche 30 o 40 volte, se mi rendo conto che ho solo da prendermela con me stesso per non essere riuscito a superarlo (troppa fretta nell'andare avanti, supponenza eccessiva e conseguente perdita di energia, ecc. ecc.)
(ad esempio, ricordo di aver provato (inutilmente, è ovvio :asd: ) per almeno un'ora sconfiggere il megaGoron a guardia dell'ingresso del dungeon della neve in Majora's Mask, perchè ero straconvinto che fosse soltanto questione di abilità riuscire a superare indenne lo strettissimo ponte sospeso sul nulla... ovviamente mi sbagliavo. ;D)
Ma basta un save/checkpoint messo male, che ti obbliga a rifare delle cose completamente inutili prima di farti affrontare il boss o la parte realmente impegnativa, per spegnere del tutto la mia voglia di giocare, farmi innervosire e settare a +100 il mio livello di frustrazione.