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Cogitare => Officina Creandi => Topic aperto da: Fabiowd1990 - Settembre 01, 2009, 20:41:26
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Salve, innanzitutto mi presento, visto che sono nuovo.
Mi chiamo Fabio, ho 19 anni, ho appena finito il liceo Scientifico, ed ho intenzione di iscrivermi ad Ingegneria Informatica(domani ho i test d'ingresso).
Sono capitato qui su Ars Ludica per caso, e mi sono trovato davanti ad una discussione affrontata da voi tempo fa, riguardante i videogiochi come forma d'arte.
Non voglio rigettare la carne sulla brace, parlando di argomenti triti e ritriti, però voglio semplicemente esprimere la mia, dato che ho visto che su Ars Ludica non si parla semplicemente di "videogiochi", ma dell'arte del videogame.
Ecco, in Italia per noi(almeno per me) è un pò difficile capire come si possa diventare un "creatore di videogiochi", dato che nessuno ti dà indirizzi precisi da seguire, nè ci sono così tante aziende disposte a fare stage.
Poche persone(chi si intende di informatica e ha vissuto i videogames attivamente fin da piccolo) possono capire cosa si celi dietro ad un "Duke Nukem" che impugna il suo mitra, oppure dietro agli scenari fatati di Oblivion.
Non sono un fissato di videogiochi, lo premetto: ne sono un appassionato, uno che vorrebbe partecipare alla creazione di uno di essi e non sa come fare.
La prima frase che una persona ignorante in materia solitamente dice, vedendoti giocare è: "Hai 20 anni, pensi ancora a queste c*****e?Esci, vai al cinema con qualcuno, vedi la Tv".
Forse non si capisce nemmeno cosa voglia dire la parola videogame.
Io per videogame intendo...un film interattivo, una storia vissuta a modo tuo, fuori dagli schemi, fuori dal tuo mondo. E non importa se essa sia violenta, cruda, da censurare: se si è giocatori intelligenti, appena spento il pc i tuoi piedi ritornano a terra, e di certo non sei uno di quelli che vedendo GTA prende l'auto e investe qualcuno per svago.
Quando si gioca, si riesce a trovare un piccolo spazio per fare ciò che si vuole: diciamoci la verità, in alcuni giochi, puoi fare tutto, e in quella scatola rettangolare che racchiude centinaia di migliaia di pixel tu sei veramente onnipotente.
Forse l'avrete capito, per me un Videogame è un pezzo di arte, si, ma non perchè li amo, ma perchè capisco cosa ci stia DIETRO ad un videogame.
Immaginate una truppa di programmatori ed ingegneri che, per materializzare una pallina ruotante su un biliardo, deve lavorare per almeno 3 giorni, per eliminare tutti i possibili errori. Oppure una schiera di disegnatori alle prese con i 12 000 poligoni del nostro Jc Denton.
Ancora, ricordiamoci le ambientazioni di guerra di Call Of Duty ed altri giochi simili, in cui impari la storia GIOCANDO!
Chi l'avrebbe mai detto che io, all'età di 12 anni, grazie a Medal Of Honor, già conoscevo le tattiche militari utilizzate durante lo Sbarco in Normandia?
E soprattutto, imparare la storia in modo piacevole!
Giocare non è una cosa da stupidi, va fatta con responsabilità e consapevolezza del lavoro che ci sta dietro.
E quando vedo persone lanciare il proprio mouse sulla scrivania, urlando "Gioco di M..da", per via di qualche bug presente nel gioco, mi vien da riflettere: avranno capito che un errore simile va corretto con 10 000 righe di codice? Di certo non è come bere un bicchier d'acqua.
L'Italia, il nostro Bel Paese, ne ha ancora di strada da fare nel mondo videoludico, ma per favore, almeno voi che siete diventati programmatori di games prima di noi, dateci una mano a capire che strada seguire, perchè qui di noi non si ricorda più nessuno...
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Bè lo sviluppo di un videogioco comprende tante cose, per esempio:
- Game Design
- Concept Artist
- 2d artist
- 3d artist
- Compositore colonna sonora
- Tecnico suono / effetti sonori
- Programmatore logiche di gioco
- Programmatore engine 3d
- Programmatore audio
- Programmatore intelligenza artificiale
- Programmatore network
- Programmatore specializzato nell'ottimizzazione risorse hardware, robe che lavorano a basso livello insomma
Eccetera, eccetera.
Come vedi le specializzazioni sono tante, quindi anzitutto devi capire cosa ti piace fare: se ti piace inventare giochi, ti affascinano le meccaniche del divertimento e tutte queste robe qui, probabilmente vorrai fare il game designer e quindi un'università ad indirizzo informatico, ingenieristico ti servirà poco o a nulla. Quindi anzitutto comprendi bene quale parte dello sviluppo ti affascina: se vuoi fare il compositore di colonne sonore per videogame, non andrai a fare un corso di modellazione 3D, il concetto è questo insomma.
Dopodichè devi sbatterti tanto: per esempio se vuoi entrare come programmatore in una delle qualsiasi aree di sviluppo, allora la facolta scelta va bene, però ci devi mettere del tuo. Tanto del tuo. Nessuno ti spiegherà nulla di videogiochi, nel nostro paese non è un settore d'industria forte. Quindi devi documentarti, fare prove per conto tuo, passare notti insonni e tutte quelle robe che rendono mistica la figura del programmatore di videogames.
In verità è un lavoro davvero pesante, però le soddisfazioni arrivano.
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Ti faccio presente che tecnica != arte
Per quanto riguarda l'entrare nel mondo dei videogiochi ti parlo molto probabilmente da te fra un anno (o meglio te sei me un anno fa).
Innanzitutto scegli un ruolo nell'industria videoludica che pensi ti possa piacere e cerca di riuscire ad averlo studiando anche per conto tuo e facendo esperienze. A Ingegneria difficilmente ti daranno più delle basi per fare qualsiasi cosa nel settore dell'IT.
Laurearsi in Ing Inf ti permetterà di fare quello che vuoi ma quando uscirai non avrai tutte le conoscenze per farlo (o almeno così succede) Quindi ti consiglio di iniziare fra un pò a approfondire certi argomenti che ti verranno insegnati a scuola per conto tuo. (naturalmente cerca anche di non rimanere troppo indietro)
Nel frattempo tieni gli occhi aperti e controlla cosa succede nel mondo e nella game industry, sempre con occhio critico.
Ora ti parlo della mia esperienza.
Un anno fa mi sono iscritto a ing inf a Pisa poichè mi avevano detto che c'era più pratica rispetto a informatica(cosa detta da entrambi i lati)
Io però non sono interessato a fare materie come elettronica,elettrotecnica,automatica,meccanica etc.. così ho deciso di cambiare e passare a informatica che è più affine ai miei interessi come programmi.
Così facendo però ho perso qualche esame >:( (anche un pò per colpa mia, cambio questa settimana e la prossima ho due esami per recuperare)
Quindi ti consiglio di valutare bene le possibilità. Ah per programmare bisogna sapere purtroppo la matematica e la fisica, quindi vanno studiate.
In tutto l'anno potrai già iniziare a sviluppare i tuoi primi giochi. Io a febbraio sviluppai in quiz con editor in C++ rigorsamente in forma testuale visto che difficilmente ti verranno insegnate librerie grafiche/gui nel primo anno.
Da Giungno sto sviluppando questo gioco/tutorial in XNA e C# (che mi so studiato per conto mio)
http://boringspaceshooter.blogspot.com/ (è una cagata però da soddisfazione fare finalmente qualcosa - al momento sono fermo causa esami e problemi nella versione xbox)
In bocca al lupo, ti consiglio di visitare l'ivdc a ottobre www.ivdconf.it per valutare lo stato dell'industry italiana. Visto che probabilmente toccherà a entrambi iniziare da qui(spererei di iniziare almeno).
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Per esperienza personale, anche a voler fare il programmatore, l'università informatica ti serve solo per il foglio di carta e per capire che c'è gente che una volta "arrivata" ti tratta come se non valessi niente e difficilmente ti saprà insegnare qualcosa di utile. A prescindere dalla facoltà scelta (io a tornare indietro farei altro, o ingegneria o meglio qualche cosa di completamente diverso o magari di meno tecnico per colmare le lacune che poi avresti rimanendo solo nel campo scientifico), fai molto per conto tuo, informati e poniti obiettivi. Io non l'ho fatto e ci ho perso parecchio. Sarà difficile perché l'università toglie tempo all'istruzione (in tutti i sensi) e quindi difficilmente si trova tempo e voglia per studiare quello che li non viene fatto. In particolare difficilmente troverai corsi di C++, design o grafica.
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Io all'università (ing inf) ho perso un sacco di tempo e ho imparato qualcosa di utile per il mio lavoro (programmatore) in 5-6 corsi. A dire il vero anche il tempo "perso" non è stato proprio perso come cultura personale perché l'istruzione era di qualità, però ci siamo capiti, no? Avessi potuto scegliere i corsi da seguire avrei finito in 2 anni (considerando anche la parte di approfondimento personale che ho fatto - finendo però "fuori corso" :asd:).
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Si, da come ho capito, in Italia non c'è NULLA che specializzi un ragazzo nella creazione di programmi per computer entertainment, a parte corsi privati salatissimi.
E' vero, molto probabilmente le università ti danno un indirizzo, ma raramente è quello che tu chiedi...(DirectX dimentichiamocele, come dice qualcuno)
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Ciao Fabio, mi permetto di dire qualcosa a riguardo.
Come dici tu, a parte AIV (che comunque non conosco dopo la nuova gestione e sulla quale mi esprimerò solo dopo una attenta analisi, possibilmente in loco), non esistono scuole che insegnano a fare videogiochi.
Ma attento: tutti i programmatori che lavorano nei videogiochi, in Italia o all'estero, hanno fatto l'università. Alcuni che conosco nemmeno quella.
Considera che programmare un videogioco non è diverso dal fare un qualunque software di grandi dimensioni.
Ti serve quindi l'ingegneria del software, ti servono gli algoritmi e ti serve pure il corso di DB.
E se vuoi fare grafica, stai certo che ti serve la matematica. A volte pure la fisica.
Questa roba l'università te la da e te la da nel modo migliore e nei tempi migliori.
Non ti da le DX: pazienza. quanto ci vuole a leggersi la documentazione ed impararsele? Sono solo una interfaccia all'hardware, non vedo cosa ci sia da insegnare. Mica fanno i corsi di "utilizzo del videoregistratore" :D
Personalmente non so se pagherei un corso di DX: sono in grado di leggere un manuale da solo senza che qualcuno me lo legga per soldi :D
Quindi, quando dici che non c'è niente in Italia che specializza per computer entertainment, hai ragione, ma in realtà l'università ti da tutto quello che ti serve per specializzarti.
L'università non da nemmeno niente per specializzarsi nel GIS, nella programmazione di compilatori (a parte pochissime cosine) e nella simulazione dei moti dei fluidi in una centrale idroelettrica.
Nonostante questo in Italia ci sono aziende di GIS, ci sono programmatori di compilatori in molti linguaggi e l'ENEL ha un team intero di persone che si occupa di programmare simulatori di moti dei fluidi in tutti i tipi di centrale idroelettrica, con tanto di simulazioni fatte con stazioni Silicon Graphics.
Quindi se ti interessa un campo, studiatelo punto e stop che a lamentarsi che non c'è niente non ti porterà a niente.
Se vuoi ti dico velocemente il mio percorso:
- ITIS Castellanza, Informatica
- Statale Milano, Informatica. Come esami liberi ho fatto "Informatica applicata alla musica" e "Informatica Grafica"
- ENEL.Hydro
- SinerGIS (ritrovi un po' di cose del discorso precedente, vero? :D)
- Milestone (ho fatto sei o sette giochi di corse)
- Codemasters UK (Operation Flashpoint: Dragon Rising come Rendering Engineer)
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Comunque se vuoi programmare credo che la cosa migliore sia Informatica, non ingegneria. A me gli esami di elettronica hanno rotto veramente tanto il pendulo, sebbene avere l'opportunità di bruciare componenti in laboratorio per provare che "le cose funzionano perché c'è il fumo dentro (e smettono di funzionare quando il fumo esce)" abbia il suo fascino.
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Be', sì, per ribadire il concetto "non mi insegnano le directx? E chissenefrega!", io lavoro come programmatore nel campo della sanità, e sicuramente nessuno (o quasi) all'università si sogna di insegnare cose come il protocollo dicom o gli standard hl7; in più, ti insegnano magari il linguaggio sql e java, ma di qui a dire che sai destreggiarti fra i mille dbms o i mille application server ce ne passa.
L'università dà delle basi, BUONE base; alcune magari inutili per quella che è la strada che vuoi seguire, ma tutto sta nel ridurre al minimo il loro numero. Il resto lo impari sul campo, perché il mondo è *davvero* variegato.
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Io però conosco anche persone che han lasciato ingegneria perché c'era poca teoria. Per quanto mi riguarda dove ero io (Biccocca di Milano) ce ne era fin troppa e somministrata in modo che il contatto con la realtà fosse una cosa irrecuperabile. Per come la vedo io se non viene data una finalità e una logica alle cose sembran solo messe li perché qualche professore non vuole perdere la cattedra (no quello è vero a prescindere ma non è l'unica ragione).
Riguardo al discorso di Monopoli, dal basso della mia esperienza mi trovo daccordo per la maggiorparte. Però vorrei aggiungere che il problema è come vengono somministrati gli insegnamenti. A voler vedere si può essere in grado di studiarsi libri di fisica e matematica da soli, ma il docente c'è per un motivo. Sopratutto in ambito informatico le conoscenze dovrebbero essere orientate nell'ambito di studio. Studi fisica e matematica, l'esame lo passi ma finisce che te le scordi anche troppo facilmente e passeranno anni prima di renderti conto per cosa ti potevano servire. Dovrebbero mostrarle in parallelo ad utilizzi applicativi. Magari qualcosa tipo problema-ipotesi-soluzione.
Anche per le DX qualcuno che ti smazza i contenuti potrebbe essere utile, più che altro per le conoscenze accessorie che ti servono per capire su che base si fonda la geometria e la rappresentazione.
Io credo che conti molto di più l'intraprendenza e l'avere le idee chiare su cosa si ha bisogno e su come impararla, cosa che non sempre si ha quando si inizia un percorso universitario e dove cmq non troverai nessuno con l'esperienza adatta da tramandare.
edit:
per mia esperienza la formazione universitaria è molto bassa.
riguardo le dx, ricordo che ci tentai alle superiori nel tentativo di realizzare con un compagno una breve di un giochino 3d (a dire il vero ci si muoveva e basta per un paio di stanze) ma la logica dietro tutta quella programmazione era ovviamente sbagliata (basta dire che usavamo seno e coseno invece delle matrici per fare le rotazioni O_O).
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Una volta un professore molto giovane (un assistente di una prof all'Uni) disse una cosa che personalmente mi colpì molto.
Eccola:
Un ragazzo chiede "Cosa mi consiglia di imparare? PHP o ASP? Cosa è meglio per l'esame?"
E lui rispose: "Beh, siamo all'Università, un posto che frequenti per imparare. Personalmente, se fossi ancora uno studente, cercherei di imparare tutto quello che posso, perchè non avrò un'altra occasione nella vita in cui avrò tutto quel tempo per imparare. Imparerei entrambi."
Vabbè, il ragazzo non capì e chiese: "Sì, ma all'esame lei preferisce PHP o ASP?" :D
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Una volta un professore molto giovane (un assistente di una prof all'Uni) disse una cosa che personalmente mi colpì molto.
Eccola:
Un ragazzo chiede "Cosa mi consiglia di imparare? PHP o ASP? Cosa è meglio per l'esame?"
E lui rispose: "Beh, siamo all'Università, un posto che frequenti per imparare. Personalmente, se fossi ancora uno studente, cercherei di imparare tutto quello che posso, perchè non avrò un'altra occasione nella vita in cui avrò tutto quel tempo per imparare. Imparerei entrambi."
Vabbè, il ragazzo non capì e chiese: "Sì, ma all'esame lei preferisce PHP o ASP?" :D
Bell'aneddoto. Però capisco anche il ragazzo che fa quella domanda.
Per il problema è che l'università non è più concepita ne come posto dove imparare ne come posto per formarsi per un lavoro. Si va, si imparano cose imposte come obbligatorie (e che cambiano ogni 1-2 anni a caso) e quando si esce vengono chieste altre conoscenze. Va giusto bene se si prosegue con dottorato e cmq in ambito teorico.
Sono convinto che in università bisognerebbe andare con già le idee veramente chiare su ciò che si vuole e cercare di prendere tutto ciò che serve (se c'è).
Per quanto mi riguarda, riguardando al tempo speso in uni, sono certo che avrei fatto molto di più per conto mio se avessi tutto il tempo che ho buttato li. Purtroppo l'università ruba tempo all'istruzione.
A parte ciò, è un anno che cerco lavoro, ho una laurea triennale finita in ritardo (tanto è praticamente uguale anche la specialistica), e non ne trovo perchè chiedono neolaureati con esperienza, esperienza in programmazione. Ho programmato di più all'itis. Ho visto più cose all'itis. In uni, java come base di logica. Fine. A beh molto facoltativo e non mutuabile nella specialistica c'è c++ e .net, corsi marginali. Per il resto fuori non viene chiesto altro.
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Beh, fino solo a pochi anni fa Java era the king of the land, mentre ora lo è .net :)
Ti capisco e credo che il rinnovo in campo universitario dovrebbe essere più veloce.
Io personalmente, nella musica e nell'informatica, ho sempre avuto degli scopi ben precisi e nelle scuole che ho frequentato ho sempre preso tutto e trasformato per i miei scopi. Questo probabilmente mi ha aiutato.
Però non è questo quello che vedo succedere nella assoluta maggioranza dei casi. In genere si va all'uni per non lavorare e si fanno gli esami per far contenti i genitori.
Oppure si va all'uni per beccare le tipe (lo ammetto: ho anch'io seguito un corso per quel motivo :D Vabbè, comunque era nel mio corso di studi :D) e per farsi le mega cannone :D
Per quanto mi riguarda, al corso di Info Grafica, il 99.9% delle persone che lo seguivano sostenevano di stare programmando un engine innovativo ed incredibilmente potente :D
Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato :D
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Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato :D
Boh, a volte hai bisogno del pezzo di carta. In Italia. Per ora.
Io ho vissuto l'università come un luogo per imparare e non come un esamificio, non per nulla mi manca qualche esame che non darò mai :chebotta:. Mi dicono tutti che me ne pentirò, vedremo. Personalmente non vorrei mai lavorare per qualcuno che ritiene Tizio più bravo di me solo perché ha il pezzo di carta, visto che da quello che vedo le persone più in gamba dove lavoro il pezzo di carta non ce l'hanno.
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Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato :D
Boh, a volte hai bisogno del pezzo di carta. In Italia. Per ora.
Io ho vissuto l'università come un luogo per imparare e non come un esamificio, non per nulla mi manca qualche esame che non darò mai :chebotta:. Mi dicono tutti che me ne pentirò, vedremo. Personalmente non vorrei mai lavorare per qualcuno che ritiene Tizio più bravo di me solo perché ha il pezzo di carta, visto che da quello che vedo le persone più in gamba dove lavoro il pezzo di carta non ce l'hanno.
ti manca qualche esame della specialistica di informatica???
Sono curioso visto che domani penso di cambiare da ing inf a informatica visto che gli esami futuri e l'eventuale specialistica mi si addicono di più(e ho fatto solo il primo anno)
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Nah, triennale di ing inf (si parla di 37 esami superati se non ricordo male :asd:). Non rinnego la scelta perché ho avuto ottimi docenti (e quindi il mio consiglio è eventualmente di andare in quella delle due che ha la reputazione migliore nel luogo in cui la andate a fare), ma davvero a volte non capisco perché andare a fare ingegneria per forza.
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ma davvero a volte non capisco perché andare a fare ingegneria per forza.
C'entrerà il fatto che chi esce vivo da ingegneria ha la quasi certezza del posto stabile fin da subito, secondo i dati Istat? Hanno assunto persino mia sorella.
Ma se vuoi fare il programmatore (e pure se vuoi fare qualsiasi altra cosa, secondo me) trovi tranquillamente lavoro anche se esci da informatica :boh2:
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Tra l'altro, sarà un caso, ma gli annunci di lavoro informatici che capita di vedere sono del tipo: "cercansi programmatore con almeno otto anni di esperienza, max 25enne, altezza minima 1,85, biondo, occhi azzurri, conoscenza ottimale c, c++, cobol, linux, apache, tomcat, iis, php, asp, asp.net, javascript, html, xml, ajax, css, mysql, sql, cms in generale, joomla, freehand, flash, illustrator, ecc., lingue straniere inglese, tedesco, francese, uzbeko antico, stipendio 850€".
Nun te preoccupa', quegli annunci li ho letti per tutti gli scorsi 4 anni, non è cambiato nulla da un po' di tempo in qua :asd:
Le aziende intelligenti pagano relativamente bene un piccolo manipolo di senior (sennò se ne vanno altrove, crisi o non crisi), ma assumono anche junior e li addestrano :boh2:
Tra l'altro è più difficile che un junior, anche stando 10 anni nella stessa azienda, arrivi a prendere lo stipendio che avevano i senior quando lui ci è entrato: tristemente, viene premiato chi è meno fedele (cioè chi viene attratto da altre offerte più vantaggiose), mentre chi è stanziale, per quanto bravo, se ne deve stare con un contentino ogni tanto e nulla più. Quindi assumere un junior è un investimento sotto più punti di vista.
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Beh, fino solo a pochi anni fa Java era the king of the land, mentre ora lo è .net :)
Ti capisco e credo che il rinnovo in campo universitario dovrebbe essere più veloce.
Io personalmente, nella musica e nell'informatica, ho sempre avuto degli scopi ben precisi e nelle scuole che ho frequentato ho sempre preso tutto e trasformato per i miei scopi. Questo probabilmente mi ha aiutato.
Però non è questo quello che vedo succedere nella assoluta maggioranza dei casi. In genere si va all'uni per non lavorare e si fanno gli esami per far contenti i genitori.
Oppure si va all'uni per beccare le tipe (lo ammetto: ho anch'io seguito un corso per quel motivo :D Vabbè, comunque era nel mio corso di studi :D) e per farsi le mega cannone :D
Per quanto mi riguarda, al corso di Info Grafica, il 99.9% delle persone che lo seguivano sostenevano di stare programmando un engine innovativo ed incredibilmente potente :D
Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato :D
Perché credi che ora .net sia l'insegnamento di punta? Java è ancora li tranquillo. E non sarebbe nemmeno quello il punto, il punto è la difficoltà se non impossibilità di spaziare rispetto a quello che viene proposto.
Il rinnovo dovrebbe essere più veloce si, ma anche in quest'ottica, che senso ha mettere dei piani di studi con il 90% di esami obbligatori e se poi dopo un paio d'anni cambiano completamente? Io l'ho visto, nel mentre che ero fuori corso, l'ordinamento cambiava. Chi era con me e ha fatto la specialistica ha avuto un sacco di problemi.
Sono convintissimo che fatta con l'ottica giusta l'uni ti possa dare, se sai cosa vuoi. Ma non si può fare una colpa solo allo studente per questo, almeno non del tutto. Inoltre quello intraprendente che sa cosa vuole, quelle cose le farebbe pure da solo. L'uni in se non fa la differenza a meno di aver fortuna ad incontrare quello 0.01% di professori veri e decenti da cui apprendere veramente qualcosa più di quel che spiegano. Peccato che per seguire i corsi obbligatori e stare dietro a quelli pacco ho rimandato quelli che mi ero scelto da me (nel tentativo disperato di fare qualcosa di interessante e di seguire o corsi intriganti o professori una spanna sopra gli altri come capacità e umanità) prima all'anno dopo, poi ad un'eventuale specialistica che poi non ho fatto (perché non dovevo far felici i miei gentitori facendo l'uni, volevo imparare qualcosa per lavorare o che fosse interessante per poi progredire da me, mi sembrava un normale percorso dopo l'itis, e li sbagliavo, volevo arrivare al dunque di un percorso di istruzione che non arrivava mai al punto, e non volevo addossare addosso ai miei ulteriori anni di pagamenti per niente). Insomma quel poco di bello l'ho saltato (beh su una cosa c'ho fatto lo stage, senza nemmeno dare l'esame del corso, mettendoci un sacco e non facendo un lavoro molto professionale).
Una cosa che ho capito dell'uni, almeno informatica (non ingegneria), è che non si esce ne rigorosi, ne sapendo con padronanza i concetti, ne sapendo essere medodici nella creazione di qualcosa.
Da noi ingegneria del software non ha mai avuto significato, ne la sua esistenza ne la sua applicazione (poi vabbe se il docente è immanicato ai piani alti, non occorre che sappia anche spiegare).
Un'altra cosa pessima è non poter fare l'uni facendo al contempo un lavoro serio (inteso come ore di lavoro). Non esiste. Ormai c'è frequenza (non obbligatoria, ma meglio esserci per via del materiale o delle esercitazioni), i professori devi andare 3 volte in università per cercarli, prendere apuntamento, presentarti e non trovarli, ricercarli, scoprire che non ti possono aiutare, e arrangiarti alla buona. Non puoi chiedere continuamente permessi dal lavoro (che non hai, nel mio caso).
Riguardo le ragazze... a informatica? Ma dove l'hai fatta? Dove l'ho fatta io l'ambiente è triste, son tutti depressi, o per le lezioni o per mancanza di "popolazione variegata". L'unica boccata d'aria fresca l'ho avuta quando l'ultimo anno ho deciso che qualcosa di utile o interessante l'avrei preso da quell'università... quindi ho fatto un corso di giapponese a scienze della comunicazione, qualche edificio più in la: la mia miglore esperienza universitaria, un bel ricordo, buoni compagni, ottimo insegnamento, umanità.
Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato :D
Boh, a volte hai bisogno del pezzo di carta. In Italia. Per ora.
Io ho vissuto l'università come un luogo per imparare e non come un esamificio, non per nulla mi manca qualche esame che non darò mai :chebotta:. Mi dicono tutti che me ne pentirò, vedremo. Personalmente non vorrei mai lavorare per qualcuno che ritiene Tizio più bravo di me solo perché ha il pezzo di carta, visto che da quello che vedo le persone più in gamba dove lavoro il pezzo di carta non ce l'hanno.
Ma io mai copiato ma non è questo il punto. Io ho sempre preso le cose come arrivavano, ho rifatto i miei esami (per merito mio ma anche per merito della pessima organizzazione/gestione degli esami dei primi anni e dei baroni).
Il foglio di carte è attualmente l'unica cosa che vale l'uni.
Poi personalmente se dovessi mai avere potere di assumere persone (stiamo supponendo suvvia, non può accadere), controllerei due volte quelli laureati a pieni voti rispetto al mediocre. Non guardando il mio caso, che so giudicare, e sono uscito forse anche con troppo dall'uni, ho visto tanta gente in gamba, più di me e di altri con votazioni alte, metterci più tempo e portare a casa un risultato accademico peggiore, magari anche in virtù della loro capacità di pensare con la loro testa o con un senso di rispetto per se e per gli altri che forse li ha "fregati". L'uni va bene per chi ha la capacità di memorizzare ogni cosa, come la vuole il docente, a prescindere. Chi si adegua al fare cose come vorrebbero più che come dovrebbero o magari approfondendo o cercando altro correlato, magari aiutato dalla flessibilità di qualche corso. L'uni è fatta per il ragazzo di sopra che chiedeva al prof cos'era meglio per l'esame, perché nn viene data altra scelta, pena il perdere tempo e occasioni.
Riguardo al lavoro, gli annunci citati da Luigi sono la norma (beh estremizzazione a parte). Chiedono un paradosso di persona. Inoltre con la crisi c'è più richiesta e copertura di senior mentre è diminuita la disponibilità a formare. Il problema che uscendo dall'uni, devi essere ancora formato, perché li si son scordati. Hai la sensazioni di aver già sentito vagamente delle cose, ma non si va molto oltre. E se non hai esperienza e non puoi essere produttivo da subito, la via è molto più difficile perché devi sperare di trovare chi ha la disponibilità di un inserimento stage/lavorativo o peggio stage/corso, come è capitato a me dopo un anno che cerco (un bel tre mesi di corso/stage e poi si vedrà). Perché ovviamente ci sarà anche tanta gente che ti fa perdere tempo se non sei sgamato, anche se ti offri di impararti il C++ (magari integrando quello che hai imparato in un progetto personale all'itis), usare linux quanto basta, e allora ti dicono che va bene e a settembre ti richiamano e non si fan più sentire fino a che non li tartassi e ti rifanno un colloquio in cui ti fanno aspettare una persona che non arriva per poi dirti che nel frattempo han cambiato esigenze e vogliono uno produttivo da subito (e il tempo perso è il tuo). Oppure trovi corsi interessanti (su cose che non erano nelle tue corde ma ti sei convinto a fare perché sono il 75% delle richieste di lavoro attuali) che speri ti diano conoscenze in più per farti prendere altrove, ma becchi la crisi e contatti di chi ti fa il corso non aiutano più. Insomma esempi di vita a caso così. Se poi magari non sei una cima (o non lo sei più perchè la scuola ti ha tolto ogni potenziale) le possibilità scendono ancora.
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Forse bisognerebbe cambiare il titolo del thread? Stavo seguendo gli update via RSS e non mi sembra si parli di arte... :D
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Forse bisognerebbe cambiare il titolo del thread? Stavo seguendo gli update via RSS e non mi sembra si parli di arte... :D
E va anche spostato altrove ;D
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Beh si, non si sta parlando di arte, ma questa discussione sta offrendo molto di più di quanto mi aspettavo.
Quindi Monopoli, leggo tra le tue righe un consiglio: segui l'università, ma nel contempo fai quello che più ti porta vicino al tuo obiettivo.
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Beh si, non si sta parlando di arte, ma questa discussione sta offrendo molto di più di quanto mi aspettavo.
Quindi Monopoli, leggo tra le tue righe un consiglio: segui l'università, ma nel contempo fai quello che più ti porta vicino al tuo obiettivo.
Se sei ben motivato a perseguire un obiettivo specifico hai già molto più di quello che ha la maggior parte delle persone :)
(anche se poi c'è il rischio di rimanere al palo se l'obiettivo non dipende in toto dalle tue possibilità... esempio se alla fine c'è un esame totalmente aleatorio da passare, tipo alcuni concorsi pubblici/esami di abilitazione; oppure se nel tuo paese - Italia - mancano aziende nel settore - e potrebbe essere il caso di quello dei videogiochi, ché non so se essere ottimista sulla situazione quando uscirai da lì. Insomma, va bene puntare a un obiettivo ma non ciecamente, non tagliarti fuori alternative - magari anche solo temporanee)
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Riguardo le ragazze... a informatica? Ma dove l'hai fatta? Dove l'ho fatta io l'ambiente è triste, son tutti depressi, o per le lezioni o per mancanza di "popolazione variegata". L'unica boccata d'aria fresca l'ho avuta quando l'ultimo anno ho deciso che qualcosa di utile o interessante l'avrei preso da quell'università... quindi ho fatto un corso di giapponese a scienze della comunicazione, qualche edificio più in la: la mia miglore esperienza universitaria, un bel ricordo, buoni compagni, ottimo insegnamento, umanità.
OT FEMMINEO
Statale di Milano, dal 99 al 2005 mi pare. C'era una ragazza che abitava vicino a Lecco che mi intrigava da morire. Le sono andato dietro per anni e la volta in cui potevo approfittarne non l'ho fatto. Coglione del menga.
Poi c'era una di Castellanza che era una figa galattica. I prof probabilmente lo notavano e le consentivano cose che non consentivano agli altri.
Chessò: "ENTRO VENERDI CONSEGNATE!"
Lei: "Prof io non ho mai programmato, posso consegnare più tardi?"
Prof: "Ma certo, consegni quando vuole"
Ecco un aneddoto su di lei dal mio blog:
http://monopoliano.blogspot.com/2008/02/ho-combattutto-il-fato-ed-ho-vinto.html
Lei aveva un'amica che era carina.
Ah sì, poi c'era quella che ho offeso:
http://monopoliano.blogspot.com/2009/06/un-duro.html
E poi un po' di ragazze che sembravano uomini.
Poi credo basta. Vabbè, se vai alla facoltà di lettere, beni culturali o scienze della comunicazione, sempre a Milano, è come entrare in una agenzia di moda, però dopotutto meglio poche che niente :D
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Beh si, non si sta parlando di arte, ma questa discussione sta offrendo molto di più di quanto mi aspettavo.
Quindi Monopoli, leggo tra le tue righe un consiglio: segui l'università, ma nel contempo fai quello che più ti porta vicino al tuo obiettivo.
Se sei ben motivato a perseguire un obiettivo specifico hai già molto più di quello che ha la maggior parte delle persone :)
(anche se poi c'è il rischio di rimanere al palo se l'obiettivo non dipende in toto dalle tue possibilità... esempio se alla fine c'è un esame totalmente aleatorio da passare, tipo alcuni concorsi pubblici/esami di abilitazione; oppure se nel tuo paese - Italia - mancano aziende nel settore - e potrebbe essere il caso di quello dei videogiochi, ché non so se essere ottimista sulla situazione quando uscirai da lì. Insomma, va bene puntare a un obiettivo ma non ciecamente, non tagliarti fuori alternative - magari anche solo temporanee)
Yeah, anche perchè entrare in una azienda che fa videogiochi con dell'eperienza lavorativa alle spalle obbliga l'azienda a farti un trattamento economico maggiore o almeno uguale a dove stavi prima.
Oppure sei scemo come me e lasci un lavoro a tempo indeterminato con 14 mensilità per uno a progetto con il medesimo stipendio mensile. quindi in realtà guadagnavo di meno. Però poi ha ripagato in curriculum, vabbè.
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Riguardo le ragazze... a informatica? Ma dove l'hai fatta? Dove l'ho fatta io l'ambiente è triste, son tutti depressi, o per le lezioni o per mancanza di "popolazione variegata". L'unica boccata d'aria fresca l'ho avuta quando l'ultimo anno ho deciso che qualcosa di utile o interessante l'avrei preso da quell'università... quindi ho fatto un corso di giapponese a scienze della comunicazione, qualche edificio più in la: la mia miglore esperienza universitaria, un bel ricordo, buoni compagni, ottimo insegnamento, umanità.
OT FEMMINEO
Statale di Milano, dal 99 al 2005 mi pare. C'era una ragazza che abitava vicino a Lecco che mi intrigava da morire. Le sono andato dietro per anni e la volta in cui potevo approfittarne non l'ho fatto. Coglione del menga.
Poi c'era una di Castellanza che era una figa galattica. I prof probabilmente lo notavano e le consentivano cose che non consentivano agli altri.
Chessò: "ENTRO VENERDI CONSEGNATE!"
Lei: "Prof io non ho mai programmato, posso consegnare più tardi?"
Prof: "Ma certo, consegni quando vuole"
Ecco un aneddoto su di lei dal mio blog:
http://monopoliano.blogspot.com/2008/02/ho-combattutto-il-fato-ed-ho-vinto.html
Lei aveva un'amica che era carina.
Ah sì, poi c'era quella che ho offeso:
http://monopoliano.blogspot.com/2009/06/un-duro.html
E poi un po' di ragazze che sembravano uomini.
Poi credo basta. Vabbè, se vai alla facoltà di lettere, beni culturali o scienze della comunicazione, sempre a Milano, è come entrare in una agenzia di moda, però dopotutto meglio poche che niente :D
Mi riaggancio all'OT senza volerlo tenere aperto più del previsto, per dire che forse la scarsa presenza di fauna in università non è per forza un male. Non occorre cercare ragazze con quell'intenzione, anche averle amiche può portare più problemi che altro, o forse anche io ho avuto gli stessi problemi di interpretazione.
C'è da dire che a parte quel caso le altre non han creato questi problemi, anzi ho trovato ottime persone, ma in uni per studiare è già difficile, meglio non complicarsi troppo la vita.
Ah, l'ascendente femminile sui professori (di entrmabi i sessi) è una cosa dimostrata scientificamente, per lo meno qui a informatica. Almeno nei casi in cui c'è consapevolezza per chi perpetra la cosa.
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che forse la scarsa presenza di fauna in università non è per forza un male.
Oddio...dove sono capitato ;D
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Le donne attraenti sono dannose per la conoscenza (http://science.slashdot.org/story/09/09/03/2330224/Attractive-Women-Make-Men-Temporarily-Stupid) :sisi:
Vi prego di non notare che il maggior spammone in questo topic è l'admin :asd: