Beh, fino solo a pochi anni fa Java era the king of the land, mentre ora lo è .net 
Ti capisco e credo che il rinnovo in campo universitario dovrebbe essere più veloce.
Io personalmente, nella musica e nell'informatica, ho sempre avuto degli scopi ben precisi e nelle scuole che ho frequentato ho sempre preso tutto e trasformato per i miei scopi. Questo probabilmente mi ha aiutato.
Però non è questo quello che vedo succedere nella assoluta maggioranza dei casi. In genere si va all'uni per non lavorare e si fanno gli esami per far contenti i genitori.
Oppure si va all'uni per beccare le tipe (lo ammetto: ho anch'io seguito un corso per quel motivo
Vabbè, comunque era nel mio corso di studi
) e per farsi le mega cannone 
Per quanto mi riguarda, al corso di Info Grafica, il 99.9% delle persone che lo seguivano sostenevano di stare programmando un engine innovativo ed incredibilmente potente 
Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato 
Perché credi che ora .net sia l'insegnamento di punta? Java è ancora li tranquillo. E non sarebbe nemmeno quello il punto, il punto è la difficoltà se non impossibilità di spaziare rispetto a quello che viene proposto.
Il rinnovo dovrebbe essere più veloce si, ma anche in quest'ottica, che senso ha mettere dei piani di studi con il 90% di esami obbligatori e se poi dopo un paio d'anni cambiano completamente? Io l'ho visto, nel mentre che ero fuori corso, l'ordinamento cambiava. Chi era con me e ha fatto la specialistica ha avuto un sacco di problemi.
Sono convintissimo che fatta con l'ottica giusta l'uni ti possa dare, se sai cosa vuoi. Ma non si può fare una colpa solo allo studente per questo, almeno non del tutto. Inoltre quello intraprendente che sa cosa vuole, quelle cose le farebbe pure da solo. L'uni in se non fa la differenza a meno di aver fortuna ad incontrare quello 0.01% di professori veri e decenti da cui apprendere veramente qualcosa più di quel che spiegano. Peccato che per seguire i corsi obbligatori e stare dietro a quelli pacco ho rimandato quelli che mi ero scelto da me (nel tentativo disperato di fare qualcosa di interessante e di seguire o corsi intriganti o professori una spanna sopra gli altri come capacità e umanità) prima all'anno dopo, poi ad un'eventuale specialistica che poi non ho fatto (perché non dovevo far felici i miei gentitori facendo l'uni, volevo imparare qualcosa per lavorare o che fosse interessante per poi progredire da me, mi sembrava un normale percorso dopo l'itis, e li sbagliavo, volevo arrivare al dunque di un percorso di istruzione che non arrivava mai al punto, e non volevo addossare addosso ai miei ulteriori anni di pagamenti per niente). Insomma quel poco di bello l'ho saltato (beh su una cosa c'ho fatto lo stage, senza nemmeno dare l'esame del corso, mettendoci un sacco e non facendo un lavoro molto professionale).
Una cosa che ho capito dell'uni, almeno informatica (non ingegneria), è che non si esce ne rigorosi, ne sapendo con padronanza i concetti, ne sapendo essere medodici nella creazione di qualcosa.
Da noi ingegneria del software non ha mai avuto significato, ne la sua esistenza ne la sua applicazione (poi vabbe se il docente è immanicato ai piani alti, non occorre che sappia anche spiegare).
Un'altra cosa pessima è non poter fare l'uni facendo al contempo un lavoro serio (inteso come ore di lavoro). Non esiste. Ormai c'è frequenza (non obbligatoria, ma meglio esserci per via del materiale o delle esercitazioni), i professori devi andare 3 volte in università per cercarli, prendere apuntamento, presentarti e non trovarli, ricercarli, scoprire che non ti possono aiutare, e arrangiarti alla buona. Non puoi chiedere continuamente permessi dal lavoro (che non hai, nel mio caso).
Riguardo le ragazze... a informatica? Ma dove l'hai fatta? Dove l'ho fatta io l'ambiente è triste, son tutti depressi, o per le lezioni o per mancanza di "popolazione variegata". L'unica boccata d'aria fresca l'ho avuta quando l'ultimo anno ho deciso che qualcosa di utile o interessante l'avrei preso da quell'università... quindi ho fatto un corso di giapponese a scienze della comunicazione, qualche edificio più in la: la mia miglore esperienza universitaria, un bel ricordo, buoni compagni, ottimo insegnamento, umanità.
Non capisco nemmeno il senso del copiare, se non appunto perpassare un esame a forza e fare contenti i genitori, che così magari regaleranno la vacanza.
Vabbè ho divagato 
Boh, a volte hai bisogno del pezzo di carta. In Italia. Per ora.
Io ho vissuto l'università come un luogo per imparare e non come un esamificio, non per nulla mi manca qualche esame che non darò mai
. Mi dicono tutti che me ne pentirò, vedremo. Personalmente non vorrei mai lavorare per qualcuno che ritiene Tizio più bravo di me solo perché ha il pezzo di carta, visto che da quello che vedo le persone più in gamba dove lavoro il pezzo di carta non ce l'hanno.
Ma io mai copiato ma non è questo il punto. Io ho sempre preso le cose come arrivavano, ho rifatto i miei esami (per merito mio ma anche per merito della pessima organizzazione/gestione degli esami dei primi anni e dei baroni).
Il foglio di carte è attualmente l'unica cosa che vale l'uni.
Poi personalmente se dovessi mai avere potere di assumere persone (stiamo supponendo suvvia, non può accadere), controllerei due volte quelli laureati a pieni voti rispetto al mediocre. Non guardando il mio caso, che so giudicare, e sono uscito forse anche con troppo dall'uni, ho visto tanta gente in gamba, più di me e di altri con votazioni alte, metterci più tempo e portare a casa un risultato accademico peggiore, magari anche in virtù della loro capacità di pensare con la loro testa o con un senso di rispetto per se e per gli altri che forse li ha "fregati". L'uni va bene per chi ha la capacità di memorizzare ogni cosa, come la vuole il docente, a prescindere. Chi si adegua al fare cose come vorrebbero più che come dovrebbero o magari approfondendo o cercando altro correlato, magari aiutato dalla flessibilità di qualche corso. L'uni è fatta per il ragazzo di sopra che chiedeva al prof cos'era meglio per l'esame, perché nn viene data altra scelta, pena il perdere tempo e occasioni.
Riguardo al lavoro, gli annunci citati da Luigi sono la norma (beh estremizzazione a parte). Chiedono un paradosso di persona. Inoltre con la crisi c'è più richiesta e copertura di senior mentre è diminuita la disponibilità a formare. Il problema che uscendo dall'uni, devi essere ancora formato, perché li si son scordati. Hai la sensazioni di aver già sentito vagamente delle cose, ma non si va molto oltre. E se non hai esperienza e non puoi essere produttivo da subito, la via è molto più difficile perché devi sperare di trovare chi ha la disponibilità di un inserimento stage/lavorativo o peggio stage/corso, come è capitato a me dopo un anno che cerco (un bel tre mesi di corso/stage e poi si vedrà). Perché ovviamente ci sarà anche tanta gente che ti fa perdere tempo se non sei sgamato, anche se ti offri di impararti il C++ (magari integrando quello che hai imparato in un progetto personale all'itis), usare linux quanto basta, e allora ti dicono che va bene e a settembre ti richiamano e non si fan più sentire fino a che non li tartassi e ti rifanno un colloquio in cui ti fanno aspettare una persona che non arriva per poi dirti che nel frattempo han cambiato esigenze e vogliono uno produttivo da subito (e il tempo perso è il tuo). Oppure trovi corsi interessanti (su cose che non erano nelle tue corde ma ti sei convinto a fare perché sono il 75% delle richieste di lavoro attuali) che speri ti diano conoscenze in più per farti prendere altrove, ma becchi la crisi e contatti di chi ti fa il corso non aiutano più. Insomma esempi di vita a caso così. Se poi magari non sei una cima (o non lo sei più perchè la scuola ti ha tolto ogni potenziale) le possibilità scendono ancora.