ArsLudica.org Forum
Ludere => Ludi => Topic aperto da: Nevade - Ottobre 07, 2009, 18:48:19
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Così a sfregio torno a casa e fra le News scopro che è uscito Fatale.
Il mio credo mi impone, dopo The Path, di dargli soldi in automatico senza manco sapere A, quindi ho già pagato e sto scaricando :asd:
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Facci sapé' ;D
http://tale-of-tales.com/Fatale/
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Sembra meno peggio degli altri, da quanto ho letto.
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"Finito" ora... non so.. sinceramente mi sembra abbia molto meno senso degli altri :asd: ma ho l'impressione di non averlo capito affatto! :look:
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"Finito" ora... non so.. sinceramente mi sembra abbia molto meno senso degli altri :asd: ma ho l'impressione di non averlo capito affatto! :look:
Atroce dilemma...
Se ti è piaciuto The Path e a me per niente... come computa il fatto che Fatale ti sia sembrato senza senso? :look:
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Giusta domanda.
Partiamo dal presupposto che i Tell fanno giochi che hanno sempre una cosa in comune:
Controlli ostici per non dire "fatti male"
Sta un cazzo da fare, io gli perdono e giustifico ogni trovata ma i controlli hanno SEMPRE sempre delle meccanicosità che amazzano il tutto.
Detto ciò, The Path aveva un atmosfera molto marcata e se vogliamo un senso, ragionato o no, abbastanza palese.
Senza scendere in pippe mentali troppo pesanti il senso del "perdersi" e di come il "peccato" era rappresentato era comunque molto caratteristico ed efficace, questo mi sembra a tatto meno "d'atmosfera", sicuramente meno ambizioso e molto meno interattivo, senza contare che sinceramente, non l'ho proprio capito :asd:
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Come al solito lo sto recensendo per chiunque. Domani articolo su Ars Ludica (spero) ;D
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Giusta domanda.
Partiamo dal presupposto che i Tell fanno giochi che hanno sempre una cosa in comune:
Controlli ostici per non dire "fatti male"
Sta un cazzo da fare, io gli perdono e giustifico ogni trovata ma i controlli hanno SEMPRE sempre delle meccanicosità che amazzano il tutto.
Detto ciò, The Path aveva un atmosfera molto marcata e se vogliamo un senso, ragionato o no, abbastanza palese.
Senza scendere in pippe mentali troppo pesanti il senso del "perdersi" e di come il "peccato" era rappresentato era comunque molto caratteristico ed efficace, questo mi sembra a tatto meno "d'atmosfera", sicuramente meno ambizioso e molto meno interattivo, senza contare che sinceramente, non l'ho proprio capito :asd:
Pensa che i controlli difficoltosi sono voluti (leggi le istruzioni della seconda scena di Fatale).
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Credo che non avrei saputo dirlo meglio, per curare la mia povera ignoranza e cercare di capirlo meglio c'è qualcosa che posso fare :asd: ?
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
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Personalmente ritengo che la distanza tra i prodotti Tale of tales ed i lavori artistici sia pari a quella che divide la Terra dall'attuale bordo dell'universo. Ossia non potrebbe essere piu' lontano :D
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
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Personalmente ritengo che la distanza tra i prodotti Tale of tales ed i lavori artistici sia pari a quella che divide la Terra dall'attuale bordo dell'universo. Ossia non potrebbe essere piu' lontano :D
Argomentare, please
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Prendo i popcorn.
Il bello è che la recensione non è ancora uscita! :D
Edit: E' uscita! :D
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
No, ma di certo non lo apprezzi
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Prendo i popcorn.
Il bello è che la recensione non è ancora uscita! :D
Edit: E' uscita! :D
ed è impaginata bellissimamente ;D
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
No, ma di certo non lo apprezzi
E perché no? Ho visto quadri eccezionali messi in mostre organizzate malissimo. I quadri erano comunque eccezionali, ma avrei evirato i curatori.
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
Questo lo credo anche io, come credo che che di fondo ci sia comunque una certa supponenza che dia fastidio a molti, poi il discorso è semplice.
I TOT tentano, provano, esuberano nel voler fare prodotti criptici, volutamente contrari al movimento del mercato o meno, il fatto è ok, possiamo semplicemente alzare la testa sdegnati affibbiandoli come intellettuali di seconda categoria che peccano di superbia e snobbismo, o magari, con molta serenità eh, provare a capire ciò che volevano comunicare con il loro prodotto giudicandoli tenendo a mente a chi e come si vogliono rivolgere.
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
Questo lo credo anche io, come credo che che di fondo ci sia comunque una certa supponenza che dia fastidio a molti, poi il discorso è semplice.
I TOT tentano, provano, esuberano nel voler fare prodotti criptici, volutamente contrari al movimento del mercato o meno, il fatto è ok, possiamo semplicemente alzare la testa sdegnati affibbiandoli come intellettuali di seconda categoria che peccano di superbia e snobbismo, o magari, con molta serenità eh, provare a capire ciò che volevano comunicare con il loro prodotto giudicandoli tenendo a mente a chi e come si vogliono rivolgere.
Sai quando il critico cerca di dare un senso al lavoro dell'artista, quando l'artista non aveva dato alcun senso? Ecco :D
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Un giorno Tabucchi, senza fare ironia, ringraziò un critico perché aveva letto in un suo libro (Sostiene Pereira) significati di cui lui ignorava l'esistenza. Bazin scrisse di Chaplin cose che Chaplin ignorava, mentre Barthes ha scritto della fotografia cose a cui i fotografi stessi non avevano mai pensato. è brutto dirlo, ma se l'unico lettore di un'opera d'arte fosse l'artista stesso, l'arte cesserebbe di esistere. Detto questo specifico che esistono letture più o meno valide e che queste devono sempre partire dall'opera... non sia mai che mi presti a fare da sponda ai post-modernisti del cazzo.
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
Questo lo credo anche io, come credo che che di fondo ci sia comunque una certa supponenza che dia fastidio a molti, poi il discorso è semplice.
I TOT tentano, provano, esuberano nel voler fare prodotti criptici, volutamente contrari al movimento del mercato o meno, il fatto è ok, possiamo semplicemente alzare la testa sdegnati affibbiandoli come intellettuali di seconda categoria che peccano di superbia e snobbismo, o magari, con molta serenità eh, provare a capire ciò che volevano comunicare con il loro prodotto giudicandoli tenendo a mente a chi e come si vogliono rivolgere.
Sai quando il critico cerca di dare un senso al lavoro dell'artista, quando l'artista non aveva dato alcun senso? Ecco :D
Lo so meglio di quanto credi :asd: Però quello che voglio dire è che, soprattutto con Fatale, è facile guardarlo due minuti e additarlo come "cazzata incomprensibile che non è manco divertente", è sicuramente molto meno chiaro e immediato di the Path e se possibile c'è ancora meno da interagire o pensare.
Facendo magari un piccolo sforzo di provare a "capirlo" porta a vedere dei risvolti che magari continuano a non essere <divertenti> ma diventano quantomeno interessanti.
Poi per carità, io per primo trovo i TOT ancora un gruppo acerbo, con potenzialità buone che ancora stanno sperimentando un certo modo di fare, ma nulla vieta che questa strada porti un giorno a un prodotto veramente corposo che incontri i gusti di tutti, sul genere credo Heavy Rain abbia le carte per farcela.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
No, ma di certo non lo apprezzi
E perché no? Ho visto quadri eccezionali messi in mostre organizzate malissimo. I quadri erano comunque eccezionali, ma avrei evirato i curatori.
Non lo apprezzi è errato, diciamo che non lo fruisci al meglio.
Chiaro che se il quadro è pensato per essere visto dentro una camera oscura, bè dovrà stare li: ma questo è il caso di Fatale?
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
Questo lo credo anche io, come credo che che di fondo ci sia comunque una certa supponenza che dia fastidio a molti, poi il discorso è semplice.
I TOT tentano, provano, esuberano nel voler fare prodotti criptici, volutamente contrari al movimento del mercato o meno, il fatto è ok, possiamo semplicemente alzare la testa sdegnati affibbiandoli come intellettuali di seconda categoria che peccano di superbia e snobbismo, o magari, con molta serenità eh, provare a capire ciò che volevano comunicare con il loro prodotto giudicandoli tenendo a mente a chi e come si vogliono rivolgere.
Sai quando il critico cerca di dare un senso al lavoro dell'artista, quando l'artista non aveva dato alcun senso? Ecco :D
Lo so meglio di quanto credi :asd: Però quello che voglio dire è che, soprattutto con Fatale, è facile guardarlo due minuti e additarlo come "cazzata incomprensibile che non è manco divertente", è sicuramente molto meno chiaro e immediato di the Path e se possibile c'è ancora meno da interagire o pensare.
Facendo magari un piccolo sforzo di provare a "capirlo" porta a vedere dei risvolti che magari continuano a non essere <divertenti> ma diventano quantomeno interessanti.
Poi per carità, io per primo trovo i TOT ancora un gruppo acerbo, con potenzialità buone che ancora stanno sperimentando un certo modo di fare, ma nulla vieta che questa strada porti un giorno a un prodotto veramente corposo che incontri i gusti di tutti, sul genere credo Heavy Rain abbia le carte per farcela.
Capito. Nonostante questo, se non e' un videogioco (e non lo e'), perche' i siti che si occupano di videogiochi se ne occupano?
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E ho capito, chi se ne dovrebbe occupare Studio Aperto?? è un modo non convenzionale di usare comunque il ludus videogioco o se vogliamo software (è scritto in codice macchina e permette di interagire, tanto mi basta per eliminare le riviste cucinarie :asd: ).
Ecco la cosa che non capisco della rece di Karat è la storia del "videogioco", a tatto direi seccamente: no.
Non è un gioco, come lo guardi lo guardi riesco a non trovarlo un gioco, è un applicazione interattiva a fini arstici, ma meno che meno <ludici>.
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Credo che la parola giusto non sia "lavoro artistico" quanto "lavoro intellettuale".
Poi che possa avere poco a che fare con un mezzo strettamente ludico è il solito discorso dell'uovo e della gallina.
Uhmmm... qui si gioca sulle parole, ma ritengo che TOT voglia proprio fare arte.
Questo lo credo anche io, come credo che che di fondo ci sia comunque una certa supponenza che dia fastidio a molti, poi il discorso è semplice.
I TOT tentano, provano, esuberano nel voler fare prodotti criptici, volutamente contrari al movimento del mercato o meno, il fatto è ok, possiamo semplicemente alzare la testa sdegnati affibbiandoli come intellettuali di seconda categoria che peccano di superbia e snobbismo, o magari, con molta serenità eh, provare a capire ciò che volevano comunicare con il loro prodotto giudicandoli tenendo a mente a chi e come si vogliono rivolgere.
Sai quando il critico cerca di dare un senso al lavoro dell'artista, quando l'artista non aveva dato alcun senso? Ecco :D
Lo so meglio di quanto credi :asd: Però quello che voglio dire è che, soprattutto con Fatale, è facile guardarlo due minuti e additarlo come "cazzata incomprensibile che non è manco divertente", è sicuramente molto meno chiaro e immediato di the Path e se possibile c'è ancora meno da interagire o pensare.
Facendo magari un piccolo sforzo di provare a "capirlo" porta a vedere dei risvolti che magari continuano a non essere <divertenti> ma diventano quantomeno interessanti.
Poi per carità, io per primo trovo i TOT ancora un gruppo acerbo, con potenzialità buone che ancora stanno sperimentando un certo modo di fare, ma nulla vieta che questa strada porti un giorno a un prodotto veramente corposo che incontri i gusti di tutti, sul genere credo Heavy Rain abbia le carte per farcela.
Capito. Nonostante questo, se non e' un videogioco (e non lo e'), perche' i siti che si occupano di videogiochi se ne occupano?
Perché è un videogioco?
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Perché comunque è intrattenimento, Monopo'.
PS: se non c'erano quei sospetti product placement stavolta mi sarei bevuto l'idea dell'arte al 100%.
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
No, ma di certo non lo apprezzi
E perché no? Ho visto quadri eccezionali messi in mostre organizzate malissimo. I quadri erano comunque eccezionali, ma avrei evirato i curatori.
Non lo apprezzi è errato, diciamo che non lo fruisci al meglio.
Chiaro che se il quadro è pensato per essere visto dentro una camera oscura, bè dovrà stare li: ma questo è il caso di Fatale?
Caravaggio non fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci, ma aspetterò che il museo posizioni meglio le luci per andarlo a vedere. Se giocare a un gioco dei TOT deve essere snervante e noioso, su un materiale potenzialmente avvincente, passo ad altro (in attesa che imparino a creare controlli migliori, chettidevodi'... magari in Fatale hanno un senso, lo proverò :boh2:).
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Perché comunque è intrattenimento, Monopo'.
Ok, quindi perche' le riviste di videogiochi non recensiscono i DVD con le visite interattive ai musei? E' intrattenimento ;)
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Perché comunque è intrattenimento, Monopo'.
Ok, quindi perche' le riviste di videogiochi non recensiscono i DVD con le visite interattive ai musei? E' intrattenimento ;)
Una volta lo facevano :look: (almeno, PC Game Parade)
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Perché comunque è intrattenimento, Monopo'.
Ok, quindi perche' le riviste di videogiochi non recensiscono i DVD con le visite interattive ai musei? E' intrattenimento ;)
Una volta lo facevano :look: (almeno, PC Game Parade)
Ok, allora dopotutto sta roba dei TOT va bene anche per le riviste dei videogiochi :D
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Era una sezione apposita, comunque (credo si chiamasse qualcosa tipo "PC Home").
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Che sia voluto non lo metto in dubbio, sul fatto che questo sia riuscito o faccia veramente parte dell'esperienza è un altro par di maniche.
Puntualizziamo, il fatto di "scoprire" come si comanda basandosi sugli istinti videogiocosi mi sta benissimo anzi, però non mi pare sia la parte che gli riesce meglio tutto qua.
Per il resto Karat lo hai giocato? Finito? sul serio mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, o meglio come lo avete interpretato.
Guarda, ne ho scritto la recensione, domani mattina va online. ;D
Il problema è lo stesso che si ha di fronte ai quadri, ovvero si cercano dei punti di riferimento precisi che, quando mancano, mandano in crisi e rendono difficoltosa la lettura.
Non so... nel caso di The Path, volendo perseverare nel paragone con i quadri, il problema è lo stesso che si ha quando i gestori del museo non sanno fare il loro mestiere e mettono i quadri dietro vetri opachi ed estremamente riflettenti, e li circondano di luci posizionate in modo ottimale per causare riflessi, accecamento e fastidio.
quindi Caravaggio fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci?
No, ma di certo non lo apprezzi
E perché no? Ho visto quadri eccezionali messi in mostre organizzate malissimo. I quadri erano comunque eccezionali, ma avrei evirato i curatori.
Non lo apprezzi è errato, diciamo che non lo fruisci al meglio.
Chiaro che se il quadro è pensato per essere visto dentro una camera oscura, bè dovrà stare li: ma questo è il caso di Fatale?
Caravaggio non fa schifo se il museo sbaglia a posizionare le luci, ma aspetterò che il museo posizioni meglio le luci per andarlo a vedere. Se giocare a un gioco dei TOT deve essere snervante e noioso, su un materiale potenzialmente avvincente, passo ad altro (in attesa che imparino a creare controlli migliori, chettidevodi'... magari in Fatale hanno un senso, lo proverò :boh2:).
No, vado a vedere la mostra e maledico il curatore.
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Perché comunque è intrattenimento, Monopo'.
Ok, quindi perche' le riviste di videogiochi non recensiscono i DVD con le visite interattive ai musei? E' intrattenimento ;)
Una volta lo facevano :look: (almeno, PC Game Parade)
Anche Zeta ;D
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Un giorno Tabucchi, senza fare ironia, ringraziò un critico perché aveva letto in un suo libro (Sostiene Pereira) significati di cui lui ignorava l'esistenza. Bazin scrisse di Chaplin cose che Chaplin ignorava, mentre Barthes ha scritto della fotografia cose a cui i fotografi stessi non avevano mai pensato. è brutto dirlo, ma se l'unico lettore di un'opera d'arte fosse l'artista stesso, l'arte cesserebbe di esistere. Detto questo specifico che esistono letture più o meno valide e che queste devono sempre partire dall'opera... non sia mai che mi presti a fare da sponda ai post-modernisti del cazzo.
Completamente d'accordo con la parte in grassetto. Se vado da uno che si dichiara artista DEVO poter avere un interpretazione dell'opera almeno da lui che l'ha fatta, no?
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vi segnalo che Fatale è gratis per 24 ore!
http://tale-of-tales.com/Fatale/ (http://tale-of-tales.com/Fatale/)
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Approfittatene!
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Un giorno Tabucchi, senza fare ironia, ringraziò un critico perché aveva letto in un suo libro (Sostiene Pereira) significati di cui lui ignorava l'esistenza. Bazin scrisse di Chaplin cose che Chaplin ignorava, mentre Barthes ha scritto della fotografia cose a cui i fotografi stessi non avevano mai pensato. è brutto dirlo, ma se l'unico lettore di un'opera d'arte fosse l'artista stesso, l'arte cesserebbe di esistere. Detto questo specifico che esistono letture più o meno valide e che queste devono sempre partire dall'opera... non sia mai che mi presti a fare da sponda ai post-modernisti del cazzo.
Completamente d'accordo con la parte in grassetto. Se vado da uno che si dichiara artista DEVO poter avere un interpretazione dell'opera almeno da lui che l'ha fatta, no?
Risposta a distanza di anni: sì, ma l'interpretazione dell'artista non deve diventare la tomba della sua opera, anche perché l'interpretazione dell'artista dovrebbe essere principalmente l'opera stessa.
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Approfittatene!
non so se andare avanti o no. la terrazza scattava e il sistema di controllo era una tortura.
il primo passaggio mi ha fatto letteralmente cagare.
Non conosco la storia di salomé, ma se il prerequisito per godere del gioco é conoscerla direi che c'è qualcosa che non quadra
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no ma va, non è che non lo capisci: è un art game.
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non so se andare avanti o no. la terrazza scattava e il sistema di controllo era una tortura.
il primo passaggio mi ha fatto letteralmente cagare.
Non conosco la storia di salomé, ma se il prerequisito per godere del gioco é conoscerla direi che c'è qualcosa che non quadra
fatti una canna e mettiti un'ipod nelle orecchie, o ubriacati e vatti a fare un giro in bici per le strade di campagna di notte... credo che se si voglia un'esperienza sensoriale al posto di un VG allora meglio tutte ste esperienze qua che i lavori dei telltale....
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non so se andare avanti o no. la terrazza scattava e il sistema di controllo era una tortura.
il primo passaggio mi ha fatto letteralmente cagare.
Non conosco la storia di salomé, ma se il prerequisito per godere del gioco é conoscerla direi che c'è qualcosa che non quadra
fatti una canna e mettiti un'ipod nelle orecchie, o ubriacati e vatti a fare un giro in bici per le strade di campagna di notte... credo che se si voglia un'esperienza sensoriale al posto di un VG allora meglio tutte ste esperienze qua che i lavori dei telltale....
Forse volevi dire dei "Tale of Tales" :)
In una conferenza a Bologna hanno dichiarato che a loro, delle meccaniche del VG, non importa nulla; lo utilizzano come mezzo per esprimere la loro arte.
Sapendolo, uno almeno si pone nell'ottica giusta.
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non so se andare avanti o no. la terrazza scattava e il sistema di controllo era una tortura.
il primo passaggio mi ha fatto letteralmente cagare.
Non conosco la storia di salomé, ma se il prerequisito per godere del gioco é conoscerla direi che c'è qualcosa che non quadra
fatti una canna e mettiti un'ipod nelle orecchie, o ubriacati e vatti a fare un giro in bici per le strade di campagna di notte... credo che se si voglia un'esperienza sensoriale al posto di un VG allora meglio tutte ste esperienze qua che i lavori dei telltale....
Forse volevi dire dei "Tale of Tales" :)
In una conferenza a Bologna hanno dichiarato che a loro, delle meccaniche del VG, non importa nulla; lo utilizzano come mezzo per esprimere la loro arte.
Sapendolo, uno almeno si pone nell'ottica giusta.
si scusa, giocando a BTTF ho confuso i nomi.
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non so se andare avanti o no. la terrazza scattava e il sistema di controllo era una tortura.
il primo passaggio mi ha fatto letteralmente cagare.
Non conosco la storia di salomé, ma se il prerequisito per godere del gioco é conoscerla direi che c'è qualcosa che non quadra
fatti una canna e mettiti un'ipod nelle orecchie, o ubriacati e vatti a fare un giro in bici per le strade di campagna di notte... credo che se si voglia un'esperienza sensoriale al posto di un VG allora meglio tutte ste esperienze qua che i lavori dei telltale....
Forse volevi dire dei "Tale of Tales" :)
In una conferenza a Bologna hanno dichiarato che a loro, delle meccaniche del VG, non importa nulla; lo utilizzano come mezzo per esprimere la loro arte.
Sapendolo, uno almeno si pone nell'ottica giusta.
Ma infatti loro sono consci di quel che fanno: ad esempio sul sito di riferimento di Fatale il prodotto è definito come "interactive vignette".
La maggior parte delle diatribe parte da un unico punto: c'è chi insiste a definirli giochi nel senso puro del termine.
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Qui a non quadrare è soltanto che vi approcciate a ogni cosa con lo stesso spirito.
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Dai simò, lo dicono i tales of tale, mica lo dico io :D
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Infatti non ce l'avevo con te :P