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Ludere => Ludi => Topic aperto da: Emack - Agosto 17, 2013, 13:13:18
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Leggevo stamane l'articolo dedicato al caso di Jennifer Hepler (http://www.eurogamer.it/articles/2013-08-17-news-videogiochi-minacciata-dai-fan-lautrice-jennifer-hepler-lascia-bioware), che ha lasciato BioWare dopo aver ricevuto minacce da alcuni ultras di Dragon Age. La notizia fa il paio col caso di Phil Fish che si è allontanato dalla scena indie (http://www.indievault.it/2013/07/28/phil-fish-abbandona-twitter-e-cancella-fez-ii/).
Ora, sappiamo bene quanto possano essere asfissianti e ossessivi alcuni appassionati, ma credo che subire pressioni del genere faccia un po' parte dell'essere personaggi pubblici che interagiscono coi loro sostenitori e coi loro detrattori. Insomma, non dico sia cosa buona e giusta (minacciare di morte o trollare la gente sono cose che non si dovrebbero fare in generale, figuriamoci per un videogioco), ma immagino che una certa dose di atteggiamenti schifosi sia da mettere in conto.
Voi che ne pensate? E' davvero un problema?
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Vorrei sapere quante lettere simili ha ricevuto Lucas :D
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Tralasciando il fatto che la fonte originale (Metro) ha confermato di aver inventato la parte delle minacce (Si ritira per motivi di famiglia, ma non minacce), e che il trolling, l'harassement e la mob mentality sono davvero un problema, la cosa che voglio far notare è che questi eventi hanno come caratteristica comune solo le modalità: non è roba "da appassionati", ma diverse personalità subiscono pressioni per diversi motivi.
Dopo il caso Hepler, è spuntato nel mio Twitter questa foto
http://puu.sh/43tsA.jpg (http://puu.sh/43tsA.jpg)
L'autore ha praticamente raccolto 8 persone che si sono beccate odio e accuse per motivi diversi: la Hepler perché aveva affermato che non le piaceva il combattimento nei vg e voleva concentrarsi nella storia (il declino di Bioware viene in parte associato a lei), Fish ne a sparate di cotte e di crude (In Indie Game The Movie sembra un pò uno squilibrato), Sarkeesian per la sua serie femminista, Ptichford per DNF e Aliens, etc etc ...
Purtroppo dei gruppi di haters di volta in volta hanno bisogno di un simulacro, una figura su cui esternare e sfogarsi ... l'anonimato e la mob mentality fanno il resto ... però molto spesso, come nel caso delle manifestazioni, questi eventi sono parti di situazioni leggermente più complesse, in cui la risposta più "violenta" è quella che si nota di più
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Bisogna tenere presente che si tratta tutti di persone che vogliono vendere il loro prodotto, quindi lo mettono in rete (perché oggi è il mezzo di divulgazione a costo più basso e resa più alta) e te lo sottopongono.
Dal mio punto di vista nessuno, che sia interessato a venderti un prodotto, un concetto o un'ideologia, è legittimato a sottrarsi o lamentarsi dell'opinione e del giudizio (valutativo) altrui.
Se volevi fare l'artista puro te ne stavi per fatti tuoi, ma, siccome ci hai voluto vendere la tua idea, adesso ti becchi anche le critiche.
La parte peggiore della Sarkeesian infatti non è tanto il contenuto dei suoi video, ma il fatto che ha tolto la possibilità di commentarli, eliminando di fatto quello che rende unica la rete: il dibattito.
D'altra parte, visto l'argomento trattato, avresti dovuto mettere in conto di beccarti della "zoccola rompiballe repressa" un commento si e l'altro pure, per equilibrare il cospicuo numero di donazioni che ha ricevuto in prima istanza. Se non si vuole avere gente contro non si affrontano argomenti che "dividono".
Io stesso ho recentemente messo un youtube un video dove suono una cover e mi sono beccato codesto commento:
"Wow that was by far the gayest thing, I have ever seen, in my whole entire life."
merito dell'interpretazione del cantante, o forse della mia camicia, ma non posso certo lamentarmene dato che ho scelto io di espormi.
Il vero problema è che la critica negativa, costruttiva o meno, sta lentamente uscendo dallo spettro delle cose lecite da poter fare in una discussione, adesso tutto diventa un'offesa o un'accusa personale, tutti possono dichiararsi in una qualche minoranza etnica/sociale e diventare intoccabili, se critichi la politica d'Israele sei antisemita, se critichi il cattivo gusto del gay pride sei omofobo, se critichi le politiche di immigrazione sei razzista ecc ecc
E' anche questa un'eredità della cultura americana, quella dove ci sono centomila istanze per mobbing e stalking, per quelle cose che mio nonno chiamava "corteggiare".
Distorsione della percezione.
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Ma una critica è una cosa, tempestare di insulti un'altra.
Pure la fase del corteggiamento diventa poi molestia quando non è più gradita o diventa ossessiva.
Poi boh, guardando il caso di Phil Fish mi sembravano le solite sparate da hater.
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La faccenda di Fish più o meno l'ho seguita.
Certamente, nei panni suoi o di Jonathan Blow, sarebbero vorticate le gonadi pure a me, ascoltando l'intervento di Marcus Beer.
Intervento sul genere de "voi superstar della scena indie vi dovreste comportare bene con noi giornalisti quando cercate di promuovere i vostri giochini", condito da "f***ti Hypster" e altri epiteti abbastanza gratuiti. Indipendentemente da quale possa essere "l'oltraggio" fatto dai due a scapito del Dr. Cox de noantri, saranno anche ben fatti loro come intendono promuovere i loro giochi.
D'altra parte, Fish è uno che dediche del genere le dispensa regolarmente a colleghi, ex-amici e sconosciuti sui social network.
Da uno con più bocca che talento, ci si aspettava una reazione decisamente meno infantile (e cito: "Compare your life to mine and then kill yourself").
Quindi tutto sommato farebbe bene a stare lontano dal game developing o anche dal web, finché non cresce quel tanto che basta a superare la fase di pubertà mentale nel quale è rimasto bloccato.
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Ma una critica è una cosa, tempestare di insulti un'altra.
Pure la fase del corteggiamento diventa poi molestia quando non è più gradita o diventa ossessiva.
La differenza tra "critica" e "insulti" la si potrebbe fare se alla base ci fosse un qualche sistema di selezione che legittimi chi è in grado di accedere alla vetrina per meriti o competenze da chi è solo una biondina con le tette a punta, un'opinione uniformata alla massa e una chitarra acustica scordata.
Siccome la qualità della proposta è spesso infima, trovo corretto che lo sia anche la qualità della critica, in fondo se sei li semplicemente perché hai un hobby e una connessione ad internet non vedo perché rifiutare il dibattito con i tuoi simili.
Se sei davvero superiore, e non intendo moralmente, a chi ti critica, dovresti essere in grado di prenderli con ironia o ignorarli.
Che poi parliamoci chiaro, la fortuna della Sarkeesian è proprio che i suoi critici sono nel 90% dei casi dei buzzurri con il testosterone nel cervello e incapaci di infilare un ragionamento sensato, al punto da farla sembrare intelligente, perché nel momento in cui qualcuno le ha portato delle argomentazioni serie e ben ponderate è crollato il suo castello di credibilità, senza neanche troppi sforzi a dire il vero.
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Brevemente: non vedo perché qualcuno debba accettare (sottolineo: accettare) le critiche se non vuole, anche se si espone. Certamente si può ignorarle e basta, ma è un fatto che le trollate (non le critiche, le trollate, insulti e ostruzionismi vari) costituiscano un rumore che ostacola la comunicazione di chi vuole discutere, foss'anche per avanzare critiche.
Ma forse questo è solo il mio problema con gli stronzi: essendolo io molto di più, posso solo dire che essi hanno estinto completamente ogni mio gusto per forum, board, commenti, qualunque cosa non sia un social in cui decido io chi leggere e con chi parlare (e con la funzione di blocco, di cui faccio uso abbondante). Eliminando la visualizzazione dei commenti da YT ho riscontrato un gigantesco aumento della godibilità del sito, e non torno indietro.
E posso solo rimpiangere di avere tolto parte di questo gusto ad altri, in passato, con la mia propria stronzaggine.
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Non so Lambo, invadere l'etere altrui e pretendere anche di sottrarsi al processo di critica mi sembra francamente una pretesa inaccettabile.
Concordo sulla libertà di scegliere quale genere di critica tenere in considerazione, ci mancherebbe altro, ma non accetto che gli individui che si espongono al pubblico si lamentino delle reazioni che non gradiscono, o addirittura si atteggino a vittime della situazione.
Se 500 persone mi dicessero "sto video che hai fatto è proprio da froci" mi indurrebbe a riflettere meglio sulla natura di quello che ho fatto, anche se come critica musicale non porta nessuna argomentazione tecnica che mi interessi effettivamente analizzare.
Ora se i prossimi commenti al mio video saranno di quella natura so che la provenienza sarà questo forum :asd:
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Ho capito che per te è legittimo l'insulto, perché è evidente quanto sia differente da una critica, pure cretina.
Anche dire "questo video sembra da gay" e dire "sei un frocio ricchione spero tu ti estingua" sono due cose diverse, e non è né carino né utile per un eventuale dibattito (persone di questo tipo tendono a monopolizzare l'attenzione, non facciamo finta che non sia vero) sorbirsi tali manifestazioni di stupidità.
Poi, se uno frigna subito al primo commento acido, è evidente che non ha le spalle sufficientemente larghe per esporsi ad un contatto diretto col pubblico. Ma credo che la questione sia di qualche ordine di grandezza più grave...
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Poi, se uno frigna subito al primo commento acido, è evidente che non ha le spalle sufficientemente larghe per esporsi ad un contatto diretto col pubblico. Ma credo che la questione sia di qualche ordine di grandezza più grave...
Infatti, rispondere colpo su colpo e lamentarsi non fa che peggiorare la situazione oltretutto.
Ma sottrarsene in silenzio, se uno vuole, che danno fa? Che sanzione è prevista (visto che sarebbe "inaccettabile" - è sempre bene ricordare che se una cosa è legale puoi farla, semmai la diffamazione non la è)? Chiunque si esponga può essere sfottuto in altra sede telematica, se proprio ci si tiene all'orchiclastia.
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Ribadisco che ignorare gli insulti è nel diritto di chiunque, anzi a mio avviso è la procedura migliore, ma sottrarsi significa agire in modo tale da non avere più quel genere di commenti in prossimità del mio lavoro, e questo non lo considero onesto.
Ogni canale di comunicazione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, siamo abituati storicamente ad avere dei media unidirezionali in cui l'autore espone la propria idea/arte e l'interazione finisce li se non si desidera proseguire.
Questo atteggiamento è non solo antiquato, ma insopportabile, ed è quello che ha permesso a molti sedicenti "artisti" di cagare sulla pista ciclabile e attendere che il mondo/la critica fermentasse l'idea che si trattasse di arte, senza dover dare spiegazioni o ragioni di questo atto.
Ora che i numeri di materiale "creativo" immesso nel nostro spazio vitale quotidiano sono aumentati esponenzialmente grazie ad internet trovo sia assolutamente democratico e paritario che ci sia una forza uguale e contraria di "critici della domenica" che interviene su esso.
E' la natura stessa del medium, grazie al cielo, ne costituisce il cuore della sua rivoluzione, se deve essere consapevoli quando lo si sfrutta, altrimenti la tua canzone la facevi passare per radio, il tuo videogioco lo promuovevi sulla stampa specializzata e la tua analisi politica la scrivevi in un libro.
Trovo che in fin dei conti la massa informe di imbecilli di internet sia in realtà una grande livella sociale e artistica, rappresenta il sistema attraverso il quale si uniforma verso il basso la velocità di crociera della società ... si può essere contrari, si può voler cambiare questa dinamica (e io potrei essere tra quelli), ma per farlo bisogna abbracciare un ideologia anti-democratica ed essere coerenti con essa.
Se il dibattito può avvenire solo tra persone di una elite culturale, morale o sociale, questo implica un sistema di esclusione molto poco democratico.
(bella discussione comunque :D )
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Sai cos'è Jemee, tu parti dal presupposto che la critica della essere fatta "in loco": nei commenti sotto il video di YT, nello stesso topic dell'autore etc ... Internet giustamente non funziona così: chiudere i commenti significa perloppiù dire: non voglio commenti QUI': il fatto che Sarkeesian abbia disabilitato i commenti sui propri video non ha impedito ad altri di fare decine di video di risposta in cui si criticavano i suoi contenuti ... a quel punto il problema diventa diverso: il problema non è criticare o meno, ma diventa: "lo stesso pubblico che consuma il contenuto, quanto facilmente può consumarne le contestazioni/critiche al contenuto stesso ?"
Quando dici "Questo atteggiamento ... è quello che ha permesso a molti sedicenti "artisti" di cagare sulla pista ciclabile e attendere che il mondo/la critica fermentasse l'idea che si trattasse di arte, senza dover dare spiegazioni o ragioni di questo atto." ti stai riferendo a un mondo "vecchio" in cui i canali di comunicazione erano pochi e la pop culture era abbastanza uniformata ... oggi viviamo in un mondo più "distribuito", in cui le persone rimango rinchiuse, per pregiudizio o per pigrizia, nella loro bolla informativa: se tu avessi disabilitato i commenti sul tuo video, probabilmente qualcuno lo avrebbe linkato su un forum/facebbok con il commento "questa e la roba più frocia che abbia mai visto", in quel caso però i fruitori del tuo video non avrebbero potuto vedere quel commento.
Per quanto riguarda la questione del non essere impermeabili alle critiche, bisogna essere secondo me sempre mooooooooolto selettivi e razionali, cercando di evitare problemi di percezione (come minoranze rumorose) e moderando la discussione (un primo commento di un certo tipo può deragliare il discorso in maniera irrecuperabile)
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Non è questione di élite, ma di preferenze. Quando ti fai una cerchia di amici, non stai selezionando un'élite.
Anzi, in un certo senso sì; e questo perché quasi nessuna struttura umana è realmente democratica, e se prova ad esserla regolarmente collassa. Gli stessi stati concedono (letteralmente: concedono) la democrazia solo entro certi limiti, mantenendo delle strutture non elettive. E ogni altro gruppo umano funzionante è meno democratico di così, oppure è piccolissimo e fa una selezione spietata.
In ogni caso, l'opzione potete tenervela se vi piace; ma resta il fatto che la massa informe sta alienando sempre di più chi vorrebbe, o potrebbe, contribuire meglio. E la mia misantropia non vale meno delle nevrosi dell'ennesimo rompicoglioni, perché dovrebbe?
Fate vobis, finché posso scaricare delle app che rimuovono i commenti a me va tutto benissimo. Davvero.
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No, Jeemee, semplicemente la questione è un'altra: non credo che tu ti metta a ragionare con uno che ti insulta solo nella vita reale. Puoi provarci una volta, due volte, ma quando i limiti della cattiva educazione sono stati valicati diventa tutto inutile. Come vedi, il livello di esclusione esiste già. Non vedo perché, solo con la scusa dell'anonimato, si trovi anche vagamente lecito che su Internet le persone possano sfogare i loro più beceri istinti. Non sto parlando dei "critici della domenica", con quelli ci si può pure interagire, anzi è giusto farlo, parlo di persone che ti augurano di morire solo perché fai notare che le scie chimiche sono una boiata - questo è il livello che esaspera, imho. E, secondo me, oltre una certa soglia danneggia pure qualsiasi dibattito.
e questo perché quasi nessuna struttura umana è realmente democratica, e se prova ad esserla regolarmente collassa.
Ma infatti credo che, in mancanza di regole condivise, che nell'interagire tra estranei consistono nella buona educazione e nel vivere civile, il concetto di democrazia sfumi in quello di anarchia. Cacchio, se riteniamo legittimo che ogni individuo possa esprimersi / vivere come più gli aggrada senza alcuna modulazione, senza alcun collante che lo lega al prossimo, non stiamo proprio parlando di democrazia (che, voglio ricordare, reca con sé l'idea di una comunità, di un insieme di persone, che si governa).
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Quoto Rud: la struttura della rete è tale che, anche se non dai spago, chi vuole rompere può prenderselo. Motivo in più perché uno non debba sentirsi obbligato a concederlo: mi creo uno spazio e su quello spazio tiranneggio. È normale e giusto così.
Tanto più che tali spazi vengono creati all'interno di servizi privati in cui l'arbitrio del titolare è legge, e non sembrano dittature solo perché l'interventismo è poco. Perché non prendersi tutto lo spazio concesso e farne ciò che si desidera, allora?
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Ma vedi Ema, virtualmente può funzionare anche una comune (secondo me qualcuno finisce sempre per spiccare, ma almeno pro forma...), rispettando due semplici accorgimenti: dev'essere una realtà piccola, e dev'esserci una comunità di intenti che comprenda anche l'esclusione, o l'espulsione, di chi non ci sta. E siamo punto e a capo.
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Ma vedi Ema, virtualmente può funzionare anche una comune (secondo me qualcuno finisce sempre per spiccare, ma almeno pro forma...), rispettando due semplici accorgimenti: dev'essere una realtà piccola, e dev'esserci una comunità di intenti che comprenda anche l'esclusione, o l'espulsione, di chi non ci sta. E siamo punto e a capo.
Mbof, io davvero non ci trovo nessun problema nell'interagire secondo certe regole, che poi sono veramente minime e di buon senso, altrimenti potrai sempre trovare chi può fare la voce più grossa della tua e zittirti, mentre in un sistema democratico (che funziona con tali regole) dovresti avere la garanzia che, in quanto parte della comunità, il diritto tuo di esprimerti non possa essere schiacciato dalla forza di un individuo.
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Scusate, dagli ultimi vostri interventi però mi è sorto un dubbio: di cosa stiamo parlando esattamente?
Perché magari voi vi riferite alla gente folle che, a fronte del tuo essere personaggio "pubblico", viene espressamente a cercare la tua pagina privata di Facebook e ti manda messaggi minatori, un atteggiamento del genere non è legittimo ne difendibile in nessun caso.
I miei pensieri vanno applicati alla situazione in cui ho volontariamente deciso di pubblicizzarmi/espormi su una piattaforma pubblica condivisa (youtube, blog, pagine social "pubbliche" ecc ecc), e degli utenti di quelle piattaforme manifestano il proprio dissenso, disgusto, nell'ambito delle dinamiche predefinite dalla piattaforma che, a rigor di logica, abbiamo accettato nel momento stesso in cui ci siamo iscritti (quindi di che ci stiamo lamentando? del fatto che non tutti ci apprezzano come vorremmo?).
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Beh, come da oggetto, penso che ci stiamo riferendo a quelle persone che altro non fanno che insultare/minacciare/rompere le scatole sulle pagine pubbliche di forum/youtube/facebook.
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Il punto è semplice: se ci si espone, lamentarsi del mero fatto di ricevere critiche è ovviamente assurdo. Ma se le dinamiche predefinite della piattaforma prevedono il blocco dei commenti, strumenti di moderazione o persino ban e blocchi, servirsene per ridurre il proprio fastidio è pienamente legittimo, in ogni caso. La gente ha il diritto a esprimersi? Sì, e anche quello a emettere stronzi. Ma se li emettono nel mezzo del mio salotto, protesto lo stesso. Altroché.
E nel mio salotto, o anche nel loculo gentilmente concessomi da un magnate delle palazzine, il giudizio su che cos'è uno stronzo e che cosa cioccolato spetta proprio a me. Funziona proprio così.
Poi, una volta fuori da casa mia, parlassero pure di quanto è brutta.
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Quindi, secondo voi, una volta constatato il giramento di scatole temporaneo, per voi è un non-problema? Anche per me in linea di principio è così, però va detto che certe persone appestano delle piattaforme e impediscono proprio una discussione civile, col risultato di dover abbandonare questo o quello strumento di contatto col pubblico.
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È un problema senza il non, ma non posso manganellare chi non mi va a genio, né lo voglio.
Questo significa che bisogna farsi la propria rocca, al limite abbandonandola? Sì. Funziona così ovunque, del resto. Il problema grosso, semmai, è questo strano modo di pensare per cui, in quanto dentro all'interuebz, saresti tenuto a sopportare. Tanto più strano vedendo come l'aggressività sia amplificata dal mezzo.
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una cosa poi: non è detto che la discussione civile abbia senso di esistere, il fatto che discutiamo su internet non rende ciò che diciamo più valido o intelligente (in media) di tante discussioni pub o bar ...
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Ma i limiti della democrazia sono quelli della libertà individuale.
La democrazia difende il mio diritto di negare a chicchessià, il potere di defecare sul mio tappeto in salotto a suo piacimento.
Gli strumenti che permettono questo, non sono dittatoriali.
E certo - come dice lambo - stabilire ciò che è gradito da ciò che non lo è, non può spettare ad altri che non sia il proprietario del tappeto.
La velocità e la mole di contenuti da moderare, non consente nemmeno di pensare a forme di intervento diverse.
Poi è chiaro, il confine tra quella che è una critica giusta, quella che è una critica ingiusta e un insulto, è estremamente soggettivo.
A parole, TUTTI accettiamo le critiche.
Ma ti ritroverai comunque da una parte quello che chiude il blog perché qualcuno gli ha fatto notare che diverse battute del suo repertorio appartenevano ad altri comici, ... e Jeemee dall'altra, che prende in considerazione il post di uno dei tanti trollini sul tubo. :D
Jeemee seriamente, e se fossero 500 a dirti che quel video è da gay? Cambieresti camicia? Cambieresti cantante?
Perché per trovare 500 idioti tra i commenti di youtube, non serve mica farsi prestare il PRISM dall'NSA eh.
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Ripeto, il problema non è la qualità della critica, imho, ma proprio comportamenti che c'entrano poco con essa - anche nei discorsi da bar, ci si afferra e ci si manda a quel paese tra persone che si conoscono, e, mediamente, questi comportamenti diventano un gioco delle parti cui ognuno si presta nel proprio circoletto.
Su Internet questo discorso non è più valido proprio per la spersonalizzazione e la pervasività proprie del mezzo.
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È un problema senza il non, ma non posso manganellare chi non mi va a genio, né lo voglio.
Questo significa che bisogna farsi la propria rocca, al limite abbandonandola? Sì. Funziona così ovunque, del resto. Il problema grosso, semmai, è questo strano modo di pensare per cui, in quanto dentro all'interuebz, saresti tenuto a sopportare. Tanto più strano vedendo come l'aggressività sia amplificata dal mezzo.
Sei tenuto a sopportare in quanto se vuoi raggiungere determinate platee, e comunicare con esse, devi per forza di cosa glissare su certi comportamenti schifosi. Basti guardare la pagina pubblica di Roberto Saviano, ad ogni post i troll che vomitano insulti non si contano, ma mica si ferma.
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Vogliamo paralre di Justin Bieber?
Un adolescente che sopporta milioni di volte quello che vomitano su Saviano o Fil Pesce
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A mio avviso è pericoloso dare la possibilità agli utenti di cancellare in autonomia i commenti che non gradiscono dalle loro pagine e ora vi dico il perché:
Quello che sta "rivoluzionando" (parola grossa e abusatissima, ma al momento non me ne viene una migliore) il mondo della politica è proprio il fatto che 0.6 secondi dopo che qualche deputato ha fatto una dichiarazione ci sono 120.000 perditempo dell'internet che ne sottolineano incongruenze, menzogne e faziosità del quotidiano che ha riportato la notizia.
Certo, direte voi, per 120.000 (inutili e dannosi) indignati per le dichiarazioni di Calderoli, ce ne saranno altrettanti che sottolineeranno il fatto che, in fin dei conti, la Kyenge assomiglia più ad una scimmia che a Kate Beckinsale, ma almeno sapremo che nel contempo Calderoli dice cazzate e avremo la conferma che c'è un cospicuo numero di persone che non trovano le sue affermazioni così infondate, o hanno un senso dell'umorismo molto cinico.
Io per esempio credo di aver detto una cosa abbastanza rilevante in merito alla vicenda:
"Siamo indebitati fino al collo, le politiche economiche europee ci affossano, in Grecia il potere finanziario sta lentamente eliminando il cuscinetto dello "stato" per poter introdurre la privatizzazione massiva, non lavora un cazzo di nessuno ... però i parlamentari si mobilitano e fanno dichiarazioni al vetriolo solo quando Calderoli, sostanzialmente lo scemo del villaggio, si lascia scappare una battuta razzista.
Bravi neh, voi tutti che avete gli status indignati, le robe del 90% di DNA comune con i pioppi e le banane la tirate fuori solo quando dovete argomentare qualche teoria imbecille per discreditare la razza umana.
(...) Però vedi mi gira il culo che si faccia ministro la Kyenge, quando di poliziotti e insegnanti di chiare origini extracomunitarie non ce ne sono poi molti.
Ministro di cosa poi? delle politiche di integrazione, questa cosa è razzista come fare ministro delle sigarette di contrabbando un napoletano (pro-tip: sono per metà napoletano quindi legittimato a fare battute).
Che poi è un ministero delle MERENDINE perché è senza portafoglio, avrebbero avuto molto più coraggio a darle il ministero della difesa, e poi obbligarla a comprare gli F-35, così finalmente saremmo usciti da questa nozione retrograda del "buon selvaggio" e avremmo aperto un dibattito serio su: "anche i negri di sinistra sono schiavi del sistema".
Il vero razzismo non è quello di un coglione che fa una battuta infelice, ma quello di un paese che non si accorge di avere un ministro Congolese giusto per fare la pubblicità progresso."
Un commento che ha porta nel dibattito un argomento di cui in pochi hanno parlato (personalmente non ho sentito nessuno parlarne, ma non voglio attribuirmi l'esclusiva di tale pensiero).
Non mi sembra di essere stato eccessivamente offensivo nell'esposizione, eppure una ragazza alla quale avevo linkato questo commento lo ha tolto dalla sua pagina. Certo si tratta di una con cui ho spesso da ridire, ma è un chiaro esempio di come il dibattito sia stato soppresso alla nascita, la dove lei ha continuato a scambiarsi "high-five" di complicità con gli altri amichetti suoi che postavano messaggi sui toni del "che schifo, al rogo, il razzismo è brutto, più mini-pony per tutti".
Voi direte: beh uno fa ben quel che gli pare sulla propria pagina di facebook.
Si, non fosse che questo è solo una manifestazione di un atteggiamento che viene quotidianamente adottato ovunque l'utente sia in grado di auto-moderare il suo spazio, e non necessariamente riguardo gli insulti ma semplice eliminando ogni commento non gradito.
La questione diventa ovviamente "o tutto, o niente", la dove le vie di mezzo producono solo l'illusione di trovarsi in uno spazio di dibattito quando invece l'unica certezza è che il tuo messaggio può essere eliminato in maniera assolutamente arbitrale.
Se in un qualche modo crediamo ancora, e si può dibatterne, che lo strumento internet sia una delle poche applicazioni di vera democrazia rimaste, allora dobbiamo difenderne la totalità, lasciando la sua massa prendere tutte le direzioni che vuole.
Io il commento "frocio" non lo cancellerò, nonostante non sia una critica musicale pertinente, mi ha indotto a prendere in considerazione una valutazione estetica di quello che ho fatto, mio malgrado, che forse è in parte fondata (non nel senso che in fondo sono un po' frocio :D ).
Se me lo dicessero in 500 sarebbero solo conferme.
D'altra parte la cosa straordinaria è che, ogni tanto, alcune manifestazioni di eccellenza su internet riescono a guadagnare un consenso quasi unanime, penso (scusate se i miei riferimenti sono spesso musicali) ad Andy McKee che ha trovato un giusto riconoscimento per il suo impegno e talento, e non credo abbia subito vessazioni da qualche gruppo di haters.
D'altra parte Fish e Blow hanno ricevuto feedback positivissimi dalla comunità dei videogiocatori, almeno tanti quanto quelli negativi, al loro posto sarei seduto in poltrona a gongolare piuttosto che a farmi rodere il culo.
E' importante mantenere inalterata la natura di internet, perché è di questo che abbiamo bisogno e non di un'altra vetrina/medium unidirezionale sulla falsa riga dei vecchi media del '900, è il dibattito e la partecipazione globale ad essere l'elemento di "novità" e abbiamo visto che in realtà in alcuni luoghi della rete, l'utenza è in grado di auto regolarsi.
Dipende da quello che fai, ma sopratutto da DOVE lo fai; siamo liberi di non alimentare o tenere in considerazione i feedback che non ci piacciono, siamo liberi di criticare i modi con cui gli altri si esprimono, ma non dobbiamo censurare nessuno.
E qui si potrebbe citare la famosa frase attribuita a Voltaire, ma poi sembrerebbe che sono frocio francesino :D
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- Il proprio spazio è il proprio, punto. Chi vuole togliere diritti a chi? Le cazzate del politico hai mille altre posti in cui farle notare, se vuoi uno spazio davvero libero, devi lasciare la libertà a chi vuole spazi piccoli e draconiani, o l'abuso avviene contro di loro. E no, non piegherai il solipsismo degli spompinatori a vicenda in questo modo, l'unica è proprio togliergli lo scranno fuori dalla rete.
- No, internet non è uno spazio democratico; o meglio, lo sembra e può occasionalmente esserlo nella misura in cui 1) agli enti privati che ti forniscono gli spazi sociali non scende il culo di dare un giro di vite, 2) la legislazione dei paesi in cui sono ospitati i relativi server è ancora abbastanza lasca. Entrambe le condizioni possono cambiare, e nessuno di noi potrebbe farci niente.
- Una democrazia dello strepito non produce in alcun modo una maggiore democrazia materiale. Niente del genere sta rivoluzionando il mondo della politica.
- Internet come spazio di dibattito e anche sputtanamento è una gran bella cosa per molti versi, ma non è di questo che si sta parlando. Puoi esprimerti, ma non puoi qui. Puoi cagare, ma non sul mio tappeto. Questo è il punto.
- Se lasci tutto libero crei una situazione così intollerabile per alcuni che essi potrebbero arrivare a chiudere con la rete, o a crearsi una nicchia. Commento libero? Basta non permettere nessun commento, e si è a posto. Personalmente sono assolutamente disposto a tutti questi estremi per la salute delle mie gonadi; e come me molti altri.
- Oggi dilaga l'analfabetismo funzionale, di chi sa leggere parole composte in proposizioni senza coglierne il senso e comporre parole in proposizioni senza renderne uno. Nessun dibattito è possibile con analfabeti funzionali, non si può proprio tecnicamente fare, ma nondimeno essi ti risponderanno. E sono tanti, troppi.
- Comunque, viva il vecchio Gengis.
- Mi sono rotto e, come sempre, mi siedo sulla riva del fiume in attesa della canoa battezzata col nome "hai ragione". Di solito, è come va a finire.
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Lambo intendiamoci, io generalmente rispetto molto la tua opinione proprio perché hai la tendenza ad essere coerente, hai sempre dichiarato che ti fa schifo la gente, che vuoi rimanere nel tuo cantuccio con pochissime persone altamente selezionate e non vuoi rotture di palle.
Se dichiari di volere l'opzione di poter togliere metaforicamente il sonoro alla tua finestra sull'umanità è perfettamente in linea con il tuo pensiero. Mi sembri abbastanza ben disposto a prendertene le conseguenze e bon.
E' il tuo pensiero coerente ed è inattaccabile (e potrei anche essere disposto a condividerlo).
La visione che ho cercato di esporre mira a rivelare l'incongruenza di chi, a differenza tua, pretende la libertà di parola, di espressione e la democrazia ad ogni piè sospinto per poi frignare quando questa viene applicata da altri con modalità e contenuti che non gradiscono.
Io son quello che vorrebbe introdurre l'esame di abilitazione per ogni professione "artistica", vedi te chi è quello più nazista tra noi due :D
edit:
Oltre all'esame di abilitazione, vorrei introdurre anche l'iscrizione all'albo e la responsabilità civile per l'eventuale produzione di contenuti culturali nocivi per la società. Retroattiva, che ho una lista di nomi di gente che ha fatto danni irreparabili e deve essere purificata al lanciafiamme.
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Oggi dilaga l'analfabetismo funzionale, di chi sa leggere parole composte in proposizioni senza coglierne il senso e comporre parole in proposizioni senza renderne uno. Nessun dibattito è possibile con analfabeti funzionali, non si può proprio tecnicamente fare, ma nondimeno essi ti risponderanno. E sono tanti, troppi.
Sei grande
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OT: Sulla Kyenge si è espresso Sartori in tre editoriali del Corriere più o meno nei termini che hai illustrato, Jemee, giudicando la scelta come razzista in quanto a suo dire il ministro è competente per l'immigrazione a causa del colore della sua pelle ma non per formazione.
Non vedo cosa ci sia di nazista nel chiedersi se minacce e insulti siano veramente un problema nelle discussioni. Continui a battere su questo punto, e io continuerò a rispondere che non è democratico in sistema in cui alla fine vince chi urla di più, a me pare tanto da legge della giungla. Perché sai cosa succede? Che alla fine c'è sempre chi ha un po' più forza del trollone di turno, si stanca e chiude baracca e burattini (il gestore della pagina, il proprietario dell'account, o addirittura la piattaforma che si è stancata di ricevere segnalazioni).
È democratico questo? Garantisce libertà di espressione? Non mi sembra proprio. Un minimo livello di regole ci deve essere, in qualsiasi interazione umana è già così...
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Se disegnamo un grafico col rapporto intelligenza\popolazione, otteniamo una gaussiana col picco dal subnormale fin quasi il qi 95. Questa è la massa, la gggente: ignoranti come se l'ignoranza fosse un vanto o peggio un'opinione.
Ottusi e beceri, in parte orgogliosi della proprio situazione, in parte la odiano, vorrebbero emergere, essere "er Mejo dea zona"; questo genera odio, feroce e rafforzato dal numero, contro chiunque provi a fare qualcosa. Eccoti quindi un bel frocio Jeemee: non ti accontenti di essere quello che sei, pretendi di essere meglio di un altro e fai qualcosa. Ma il mediocre non accetta di esserlo, quindi se tu fai qualcosa è perché sei diverso, ti piace il cazzo, ovvio che se ti piacesse arare la folpa ti limiteresti a vantarti al Bar Ciaina che suonerai meglio di Maicol Gesson mentre sorseggi uno spritz al Tavernello.
E con la forza del branco si attacca il diverso che fa qualcosa finché non si stanca, getta la spugna, torna a non fare niente, come tutti i medicori.
Dire che Internet è democrazia è una scemenza: è una piazza, con le stesse persone che tovi nella piazza del tuo paesello. Tamarri analfabeti, vecchi rincoglioniti, casalinghe che si guardano la d'Urso e Vespa ripetendo a papagallo le loro pantomime per ottenere rispetto. E se passa uno con la maglia dei Marduk o due uomini si tengono per mano, tutti scandalizzati col dito puntato, pieni di odio per il diverso e contemporaneamente invidia per chi ha il coraggio di esternare la propria differenza.
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Non vedo cosa ci sia di nazista nel chiedersi se minacce e insulti siano veramente un problema nelle discussioni.
Ma infatti, mi sembra chiaro come il sole che gli stronzi come me lo sono essenzialmente per amore della libertà, propria E degli altri =\ non l'ho capita punto 'sta cosa del nazismo.
Quotone al resto.
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Dire che Internet è democrazia è una scemenza: è una piazza, con le stesse persone che tovi nella piazza del tuo paesello. Tamarri analfabeti, vecchi rincoglioniti, casalinghe che si guardano la d'Urso e Vespa ripetendo a papagallo le loro pantomime per ottenere rispetto. E se passa uno con la maglia dei Marduk o due uomini si tengono per mano, tutti scandalizzati col dito puntato, pieni di odio per il diverso e contemporaneamente invidia per chi ha il coraggio di esternare la propria differenza.
Ma perché? dove sta scritto che la democrazia deve essere espressione di eccellenza? se tutti possono parlare è ovvio che parleranno anche gli imbecilli, e se ci troviamo in un mondo a maggioranza di imbecilli ... il risultato è matematico.
Se volete istituire un sistema di rigorosa selezione per qualsiasi attività umana, compresa la possibilità di esprimere un'opinione, o il modo in cui esprimerla, tranquilli che io sono con voi dal primo momento, ma questo si chiama "totalitarismo". Basta esserne consapevoli e accettarne la coerenza ideologica.
Le robe a metà strada però no, grazie, perché sono sempre frutto di decisioni arbitrali dettate più dalla legge del "vivi e lascia vivere" che da una vera consapevolezza sociale e un pensiero coerente.
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Dire che Internet è democrazia è una scemenza: è una piazza, con le stesse persone che tovi nella piazza del tuo paesello. Tamarri analfabeti, vecchi rincoglioniti, casalinghe che si guardano la d'Urso e Vespa ripetendo a papagallo le loro pantomime per ottenere rispetto. E se passa uno con la maglia dei Marduk o due uomini si tengono per mano, tutti scandalizzati col dito puntato, pieni di odio per il diverso e contemporaneamente invidia per chi ha il coraggio di esternare la propria differenza.
Ma perché? dove sta scritto che la democrazia deve essere espressione di eccellenza? se tutti possono parlare è ovvio che parleranno anche gli imbecilli, e se ci troviamo in un mondo a maggioranza di imbecilli ... il risultato è matematico.
Non sta scritto da nessuna parte, così come non sta scritto che la democrazia sia una mera somma di espressioni individuali senza alcun legame: quella si chiama anarchia. In democrazia esistono eccome le regole, esistono eccome le tutele per i più deboli o i meno rappresentati (altrimenti si parlerebbe di dittatura della maggioranza), ed esiste il concetto di un potere superiore (in quanto a capacità di usare la forza) che agisca nell'interesse della collettività e che ad essa deve rendere conto.
Credo che non saremo mai d'accordo. Non credo che evitare di avere a che fare coi maleducati o coi bulli sia un sistema totalitario, anzi credo il contrario: sottostare alla loro libertà di insultare e minacciare ( perché di questo continuo a parlare) credo leda di molto la libertà di vivere civilmente come, ripeto, è proprio tra individui civilizzati, che non si aggrediscono per strada per un'occhiata storta. Quindi reitero il concetto: la legge del più forte è quanto di più totalitario (in quanto espressione di interessi speciali che comandano su tutti) riesca ad immaginare.
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Raga alla fine questo thread parla poco di videogiochi, vi spiacerebbe se lo spostassi in Specula Mundis?