Secondo me questa sensazione (che condivido) è dovuta all'imposizione del modello "industriale" americano, che tende a soffocare la fantasia e - possiamo dirlo? - l'anima dei giochi.
Per dire, tra un po' esce L.A. Noire, che sarà sicuramente un giocone, però da quello che si è visto finora è il solito GTA con in più qualche fase investigativa ed il motion capture dei volti.
Ormai il 99% dei giochi "importanti" sono fatti così: prendi una base collaudata, la modifichi un po', ci metti qualche aggiunta, poi parte il solito processo di marketing fatto di anteprime, "scoop", novità mirabolanti, etc etc, poi arriva il day one, provi il gioco, e ti ritrovi a giocare sempre la stessa roba.
Personalmente credo che molti giochi odierni abbiano un feeling da "construction kit", cioè che siano "prodotti" studiati a tavolino e non "opere".
Molti di questi titoli mancano di una visione generale, e sembrano solo skin di titoli già usciti, belli, giocabili, magari anche divertenti, ma senza anima... giochi e ti sembra di vedere il programmatore che dice "ecco, ora ci mettiamo la scena madre, ora ci mettiamo la cutscene, ora ci vuole il tutorial"... tutto molto plasticoso.
Per trovare dei giochi con un "senso", qualunque esso sia, bisogna cercare tra i titoli "minori": gli Enslaved, i Bionic Commando, le robe di Platinum Games, gli Ace Attorney, per non dire degli indie... insomma quei titoli che non hanno dietro manager cagasotto che vanno a dormire con le previsioni di vendita sotto il cuscino.