Melfi, operaio cade da soppalco e muore
Domenico Monopoli, 43 anni, seconda vittima in tre mesi nello stabilimento Fiat
POTENZA - «Era un operaio prudente. Era esperto, lavorava qui dal 1992, quando la Fiat ha deciso di aprire lo stabilimento di Melfi (Potenza)». Nelle parole dei compagni di reparto, quello della verniciatura della “Grande Punto”, c’è tutta la disperazione per un’altra morte bianca. Ieri la lista nera si è allungata con il nome di Domenico Monopoli, di 43 anni, di Cerignola (Foggia), caduto durante il turno di notte da un soppalco, da un’altezza di circa quattro-cinque metri. La Procura della Repubblica di Melfi ha aperto un’inchiesta. L’operaio è stato subito soccorso nello stabilimento lucano e poi trasportato in condizioni gravissime al San Giovanni di Dio di Melfi, dove però non c’erano posti liberi. Quindi la corsa in ambulanza all’ospedale di Rionero in Vulture (Potenza), a una quindicina di chilometri da Melfi: Monopoli ha lottato tra la vita e la morte per ore. Lo sfortunato operaio lascia la moglie e due figli, una bambina di nove anni e un bambino di sei. Tanti compagni di lavoro ora accusano senza mezze misure: «In questo stabilimento, in tre mesi, è il terzo incidente, di cui due mortali». Un’ora di sciopero è stata proclamata per oggi in tutte le aziende del gruppo Fiat.
cordoglio per l'operaio ma mi viene da chiedermi se non ci sia anche una parte di colpa da parte degli operai che accettano di lavorare in simili condizioni...voglio dire le rivendicazioni sindacali si sono fatte anche in condizioni più difficili del nostro meridione....