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Autore Topic: Gli errori di Greenspan e l'eccessiva fiducia nelle nuove tecnologie  (Letto 1386 volte)

StM

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Il mercato non è in grado di autoregolamentarsi come era sua fede incrollabile (dice l'articolo). Poi "Totale non uso della legge del 1994, l' Home Owner Equity Protection Act, che dava esplicitamente alla Federal reserve i poteri per regolare meglio il mercato dei mutui, che della crisi è stato il detonatore e la causa chiaramente principale.".

Forse che il lavoro di presidente della Federal Reserve è più difficile di quello di Presidente degli Stati Uniti? 18 anni a capo di una banca centrale sono anche tanti. Se le cose vanno male non puoi nemmeno dire "ah, be', è colpa della gestione precedente".

Greenspan fa ammenda. Il guru si è sbagliato   - Il Sole 24 ORE

Se qualcuno di voi è pratico di economia o ha seguito le vicende economiche statunitensi negli ultimi vent'anni e ha qualcosa da dire...
« Ultima modifica: Ottobre 24, 2008, 17:11:13 da StM »
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StM

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Re: Gli errori di Greenspan
« Risposta #1 il: Ottobre 24, 2008, 17:08:31 »


http://tech.slashdot.org/article.pl?sid=08/10/23/2212208

"Former Reserve Bank chairman Alan Greenspan has long praised technology as a tool to limit risks in financial markets. In 2005, he said better risk scoring by high-performance computing made it possible for lenders to extend credit to subprime borrowers. But today Greenspan told Congress that the data fed into financial systems was often a case of garbage in, garbage out. Christopher Cox, chairman of the Securities and Exchange Commission, told the committee that bad code led the credit rating agencies to give AAA ratings to mortgage-backed securities that didn't deserve them. Explaining in his testimony what failed, Cox noted a 2004 decision to rely on the computer models for assessing risks — a decision that essentially outsourced regulatory duties to Wall Street firms themselves."
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Gli errori di Greenspan e l'eccessiva fiducia nelle nuove tecnologie
« Risposta #2 il: Ottobre 24, 2008, 23:54:30 »

Di mio so poco, ma questo Uriel è molto informato e scrive cose intelligenti. Leggete l'articolo completo e non solo l'anteprima quotata perchè meritano
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Vorrei dire una cosa che non leggerete mai sui giornali di confindustria. E cioe' vorrei spiegare il legame fortissimo che c'e' tra il precariato del lavoro e l'attuale crisi dei mutui subprime.

Punto primo: il mutuo subprime e' un mutuo a rischio dato ad un cosiddetto NINJA, che significa "No Income, No Job or Asset". Si tratta del lavoratore che in Italia viene chiamato "precario".
http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1221521510&archive=&start_from=&ucat=21&
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Allora, prima di tutto: che cosa e' un meltdown finanziario. Diciamo che e' il corrispondente del biblico "Armageddon", cioe' si tratta della situazione nella quale chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, e ognuno rimane con quel che ha in mano.
http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1221700914&archive=&start_from=&ucat=52&
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Se in Italia ci sono tracce di corruzione per qualche spicciolo, il Financial Times non si fa problemi a sputarci addosso e a dipingerci come un branco di baluba che vivono nelle capanne di fango. Stranamente, pero', di fronte a cose come lo scandalo di Lehman Brothers il "GIORNALE DEI GIUSTI" tace, come se tutto fosse stato cristallino e puro, una mera sfiga del mercato.
Il disastro Lehman sta venendo rivenduto come se fosse qualcosa che rientra nel rischio di impresa: le banche si sono gettate su un mercato rischioso alimentando una bolla, ed oggi si e' sconfiata. Ergo, fa parte del business, solo che e' finito male.
http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1222148081&archive=&start_from=&ucat=75&
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C'e' un gigantesco malinteso che continua a distorcere la percezione comune della crisi in atto. L'equivoco, che ha risvolti politici e mediatici, e' quello che passa tra finanza ed economia in generale.
http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1223801947&archive=&start_from=&ucat=44&
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Le perdite dovute a questo crack, negli USA, hanno raggiunto e superato il PIL, ovvero hanno superato i 15 triliardi di dollari. (circa 10 volte il PIL italiano).

Le medesime perdite, dovute ai fallimenti, hanno sinora interessato maggiormente l' Inghilterra, e nell'europa continentale il danno e' stato nell'ordine delle decine di miliardi di euro, cioe' di un ordine MILLE inferiore al botto USA.
http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1224119553&archive=&start_from=&ucat=33&


Di mio potrei solo aggiungere che molto danno è causato anche dalla presenza in posti decisionali di persone che non hanno le capacità di svolgere quelle mansioni.
Sento molte storie di laureati con master che prendono decisioni discutibili partendo dall'assioma che un pezzo di carta vale più dell'esperienza e della gavetta vissuta timbrando un cartellino per anni.
Faccio un esempio concreto e recente. La persona che mi ha narrato questi fatti, oltre ad essere un fornitore del negozio dove lavoro, aveva solo poche settimane prima ricevuto un premio produzione.
Il nuovo direttore del Veneto della Z****, una famosa ditta alimentare, ha avuto la bella idea di licenziare tutti gli agenti commerciali e affidare la rappresentanza ad un'agenzia apposita. Ripeto licenziare. Con 15 giorni di preavviso e quindi l'obbligo di versare in tempi brevi 6 mesi di stipendio oltre alla liquidazione. Ora si può anche credere che questa sia la soluzione migliore per la GDO (1) ma per negozi medio piccoli? Lì la gente che ogni mattina va a faticare dà più peso ad una stretta di mano che ad un contratto pieno di frasi in burocratese. Posti dove è facile che se un rappresentante cambia azienda il negoziante continui a fidarsi di quella persona e si rifornisca dalla nuova azienda.(2)  E se un nuovo agente si limita a telefonare gli chiudi la comunicazione invitandolo cortesemente a lavorare.
Ebbene chi è quel pirla che licenzia una rete di rappresentanti che lavorano per l'azienda da oltre 12 anni? (3)
Ad aumentare la pirlaggine c'è il luogo dove questo accade, il Veneto ed in particolare la città dove lavoro: Venezia. Questa è una città dove devi camminare, devi conoscere le strade. Non puoi semplicemente arrivare con l'auto da Vicenza o telefonare: devi camminare. Devi girare ogni Sestiere, Calle e Rio. Se non lo fai l'azienda perde la città. Come è già successo con Sasso e Nestlè...

Ora se invece di parlare di succhi di frutta e marmellate parlassimo di gestione del risparmio dovrebbe cambiare qualcosa? IL primo che risponde "si:è diverso" merita di perdere i risparmi. No, la situazione è la stessa: gente tanto incompetente quanto presuntuosa che occupa un posto di responsabilità senza avere l'esperienza diretta. (4)
Finchè le cose andavano bene la crescita economica copriva le loro cazzate; adesso che la situazione è seria le loro cazzate significano posti di lavoro bruciati sull'altare della presunzione ipocrita. Questo tanto in Italia come in Usa, GB, Francia, Germania, ecc. Anzi più in Usa che da noi, visto che tutto è partito da lì, visto che loro sono stati i primi a mettere come CEO manager privi d'esperienza pratica. I pionieri della delocalizzazione, dei soldi fatti con derivati talmente complessi che non sanno neanche loro cosa realmente siano.
Le colpe di Greenspan sono grosse: lui ha tenuto i tassi d'interesse bassi, facilitando così l'accesso al credito anche quando la situazione reale imponeva strategie diverse. Poichè il tasso di crescita è calcolato sul P.I.L. un gorsso volume di scambi bancari può nascondere situazioni complesse e ben peggiori. Lui ha colmato delle crisi immettendo miliardi di carta che creavano inflazione reale.(5)


(1)grande distribuzione organizzata. Contano meno i negozietti, la ammetto, ma che fine farebbe la Coca Cola se distribuisse solo nei grossi centri commerciali e basta?
(2) Stesso discorso per i clienti dei negozietti che possono parlare con delle persone e non con dei precari che non fai tempo a impararne il nome che il contratto è già scaduto. Tanto nella GDO ci vai in base alle offerte non per la fiducia nella persona che ci lavora.
(3)Ho cominciato nel '95 a 17 anni e di queste cose ne ho viste solo negli ultimi 2 o 3.
(4)Un  saluto all'amico  Daniele C. di Mestre, passato da agente pubblicitario (2001) alle pulizie negli uffici (2006) a promotore finanziario (estate 2008) senza nessuna precedente esperienza nel settore. Solo una buona parlantina ed un sorriso euforico che temo non sia spontaneo ma chimico.
(5)Se esiste una mela e 1 pezzo di carta con scritto 1$ la mela vale un dollaro, ma se c'è una mela e 2 pezzi di carta con scritto 1$ la mela vale 2 dollari. Poichè non è aumentata la quantità di beni materiali, ma solo la carta che ne rappresenta il valore, si chiama inlfazione. Se le cose non funzionassero così basterebbe stampare soldi in continuazione per sconfiggere la fame nel mondo.

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lamb-O

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Re: Gli errori di Greenspan e l'eccessiva fiducia nelle nuove tecnologie
« Risposta #3 il: Ottobre 25, 2008, 13:17:13 »

"Il nuovo direttore del Veneto della Z****"

Zuegg?
Non ho cuore, lo so.
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Gli errori di Greenspan e l'eccessiva fiducia nelle nuove tecnologie
« Risposta #4 il: Ottobre 25, 2008, 20:57:51 »

 ;) Sì, sono  loro.
Spero per i dipendenti che nella dirigenza imparino dall'errore che stanno per commettere: di storie come questa ne ho sentite altre e spesso non finivano molto bene.
Come per la F.N. Assisi dove la dirigenza prima ha fatto una vendita a tappeto in tutti i negozietti, poi a tappeto a tutti i grossisti (tipo Cash & Carry, Metro, ecc.) che forniscono i negozietti detti sopra inflazionando un mercato di nicchia (bottigliette di grappa da 10cl in astuccio cartonato per turisti) e sputtandanosi fino a chiudere.
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