No, è andata così: i publisher vogliono IMPEDIRE agli studi Indie (non agli hobbisti di XBLCG) di pubblicare sotto il canale XBLA. E di fatto lo stanno facendo visto che Microsoft tiene in stallo un sacco di submission accettate da dozzine di mesi. E lo so per esperienza diretta.
Ora Microsoft farà questo: chi non è un publisher TripeA confluirà in XBox Live Indie (non si sa cosa accadrà ai titoli indie già presenti in XBLA, come Braid o N+). Alcune società hanno chiesto a Microsoft di specificare bene quali siano i criteri per essere un Indie, uno sviluppatore Live Arcade e un semplice hobbista (insomma, i publisher indie sono comunque aziende, non sono hobbisti come per i community games, anche se non è vero del tutto nemmeno questo, visto che XNA ormai è usato anche sui giochi retail). Insomma Microsoft deve far sapere se è una mera questione di prezzo (la licenza di sviluppo che si paga), di diverso trattamento pubblicitario o altro.
A tutto questo ci si aggiunge il fatto che i developer Indie industriali si sono incazzati perché un titolo merdoso da hobbysta non segue alcun iter certificativo serio (se non l'accettazione comunitaria, che è quasi sempre favorevole a dispetto della qualità del titolo), non paragonabile a quello che sei obbligato a sostenere se hai una licenza Live Arcade. Insomma perché loro devono pagare di più e rischiare di essere "disturbati" dallo spamming di titoli mediocri? Probabilmente ci sarà un cambiamento di licenza ma non sono pochi i titoli in uscita a cui è stato chiesto di "migrare" su un catalogo dove pubblica pure chi fa lo screensaver fotografico o il simulatore di massaggi con il controller X360.
Ora, secondo me la scelta di deprezzare i titoli Community è pessima: se prima il rischio era di avere un marketplace pieno di schifezze alla AppStore, ora il problema sarà amplificato perché lo spamming dei titoli che vengono dalla community condizionerà i clienti a spendere poche centinaia di MSP su giochi che sono peggio di un titolo Indie decente da 800 punti che esce molto più raramente.
Rimango dell'opinione che questi e-store in realtà fanno solo gli interessi di chi li esercita e non di chi ci vende: visibilità molto bassa, conversion sul lungo termine inesistente (pare stia sparendo il modello delle code lunghe, per questo appuntamento a Settembre su Ars Ludica

), nessuna tutela contro lo spamming, percentuali per "marketing" allucinanti (e che diventano peggiorative se il tuo gioco ha successo. Ridicolo). L'unica cosa che aveva di buono Microsoft era il filtro sulla qualità dei titoli che arrivavano sull'Arcade. Ora che con la crisi i grandi publisher hanno scoperto che possono parcheggiare delle risorse sui progetti casual, ecco che pure XBLA diventa una cosa per pochi... E ci si domanda perché dove è possibile moltissimi produttori preferiscono non sfruttare canali chiusi oppure sfruttare solo quelli che espongono un supporto sociale decente (Kongregate, MSN, Steam)
Ne riparleremo quando tra qualche anno MS, Sony e Apple ricatteranno i grandi publisher che venderanno solo tramite i loro canali

Succederà come per la distribuzione tradizionale e la mafia delle catene: vittimismo ed il solito mantra "è tutta colpa degli altri".