Negli anni di C64 e Amiga avevo anch'io moooolto tempo libero e pochissimi soldi (i pochi che c'erano li investivo in HW, specie su Amiga), a mia parziale discolpa devo dire che ho capito con discreto ritardo la differenza tra gioco originale e copia pirata, anche perchè tolta una brevissima parentesi con Videogiochi a metà anni '80 ho cominciato a leggere riviste dedicate con costanza solo con Zzap! attorno al 1988.
Sul finire dell'era Amiga, diciamo a declino già avanzato, grossomodo attorno al 1992-93, facevo qualcosa come 120 km tra andata e ritorno, armato di A1200 con HD interno, e mi recavo direttamente a casa di un ragazzo (anzi un vero e proprio padre di famiglia con moglie e 2 figli, autentica macchietta patentata

, ma non divaghiamo), a casa del quale trascorrevo circa mezza giornata attaccato alle BBS (peraltro a scrocco, faceva uno strano traccheggio col modem che chiamava in gergo "breakkare" e che, mi spiegò, gli consentiva di non pagare un centesimo di bolletta) scaricando decine e decine di immagini disco .DMS per i giochi, e anche qualche archivio LHA per le applicazioni un po' più serie. Mi pare si pagasse 1000 lire a file.
Durante gli anni d'oro dell'home computer Commodore (1990-91 circa) invece con una semplice telefonata ordinavo per posta il materiale pirata facendo a metà con un mio carissimo amico, ricordo che arrivavano - letteralmente - sacchi zeppi di floppy disk che poi duplicavamo a vicenda.
Inutile dire che in entrambi i casi era più la roba che si caricava una volta per poi riporla per sempre in enormi portafloppy che non quella che si giocava in maniera decente.

L'unica cosa davvero positiva in tutto ciò è che tra quella montagna di roba ci finì pure un gioco mai rilasciato ufficialmente nei negozi: Gem'Z, il sequel di Gem'X, nei cui credits c'era l'indirizzo della software house di Chris Huelsbeck. Da lì riuscii a scrivere ad Audios/Kaiko e in seguito ordinare i suoi CD che cercavo da circa un secolo (di Internet e Google chiaramente non si parlava neanche per scherzo).