Per quello che mi riguarda il voto numerico mi fa solo capire quanto il recensore abbia gradito il gioco o in base a quali parametri (personali) lo abbia valutato. L'esempio più lampante che mi viene in mente sono alcune recensioni di Halo 3, dove si leggono anche critiche ad aspetti "oggettivi" del gioco (realizzazione tecnica, complessità della trama, e così via) salvo poi chiuederle con un 9 o con un 10. Questo cosa mi fa pensare? Mi fa pensare che Halo 3 è un buon gioco con alcuni difetti, ma che evidentemente ha la facoltà di saper far divertire le persone che lo hanno giocato (in questo caso i redattori) al punto da beccarsi simili voti (probabilmente anche un pelo gonfiati). Per questo in genere cerco di dare un peso relativo, soprattutto se conosco più o meno "chi" sta scrivendo la recensione. Fosse per me, più che mettere un voto numerico (anche se è palese che la massa di lettori e gamers desidera un voto numerico perchè per molti è un modo sbrigativo per etichettare e classificare un gioco) mi limiterei, a fine recensione, ad includere un piccolo box con aspetti positivi e negativi, lasciando che sia il lettore della recensione a decidere quali di questi aspetti pesino di più (secondo il proprio metro di valutazione personale) ai fini della valutazione del gioco (ossia se è un gioco che merita l'acquisto, oppure no, perchè alla fine è questo lo scopo della recensione).
Esatto, e vorrei attirare l'attenzione su un caso particolare;
ho avuto modo di dare un'occhiata a Play Generation di Edizioni Master (occhei, occhei, monopiattaforma, etc, ma non è così male come si potrebbe pensare).
Prima della sezione "recensioni" c'è un box di "avvertenza" che spiega ai lettori il seguente concetto (non le testuali parole, ma i voti erano quelli):
"A proposito dei voti che diamo ai primi titoli per PS3, potreste rimanere stupiti da voti che ritenete
troppo bassi.
Se un gioco vale 93, siamo costretti a dare 90, perché non sfrutta appieno le potenzialità della console".
Cioè, non so se rendo.

Non che sia un problema loro, è un problema ormai di chi legge le riviste, e queste lo affrontano come meglio credono.
Ma a che livelli siamo arrivati?