Sono contento che qualcuno come Kojima abbia sfatato questo mito dei nippo senza problemi, che leggono sempre manga e giocano con i videogames. Ho avuto l'occasione di conoscere dal vivo qualche persona giapponese, che avevano interessi molto differenti.
Anche e forse soprattutto in Giappone, i manga/anime/videogames sono visti in modo molto concreto, ossia come prodotti di consumo. L'arte per i nippo è quella che abbiamo nei musei in Italia (e hanno sicuramente ragione).
