Va tenuto presente che i computer erano generalmente cari e le case guadagnavano solo sull'hardware (insomma, non potevano andare in perdita come Sony o Microsoft oggi puntando a rifarsi con royalties di giochi e accessori, o fare altre politiche dei prezzi troppo "creative" col rischio di fallire a breve e di non poter sostenere la ricerca in un mercato agli esordi e dal futuro pieno di incognite). L'Apple II, più antiquato sotto certi aspetti, costava il triplo, l'Atari 800 e il PCjr della IBM erano più cari... In quel contesto era il più economico (anche perché poi scese di prezzo velocemente), Spectrum a parte. Quest'ultimo era forse il computer veramente democratico, ma, per quanto personalmente lo veneri, obiettivamente offriva anche (visibilmente) di meno.
Stiamo sempre lì: grande concetto (cioé offrire tanto, tutto assieme, e a prezzo non esorbitante), ma di democratico non vedo quasi nulla.
Poi se stiamo a guardare le vendite (c'è chi dice 30 milioni di unità, chi 20, chi 15), allora veramente ci si accorge di quanto sia penetrato nelle masse il C64. Forse sotto questo aspetto si può parlare di "prodotto popolare"... Ma, IMHO, non di democrazia.
A proposito dello Spectrum, secondo Gibson ci sarebbero tanti bravi programmatori nel Regno Unito proprio perché formatisi su tale macchina (notoriamente ostica da padroneggiare)
