ArsLudica.org Forum

Effettua l'accesso o una nuova registrazione.

Inserisci il nome utente, la password e la durata della sessione.
Ricerca avanzata  

News:

Autore Topic: Tu chiamale se vuoi...  (Letto 7146 volte)

lamb-O

  • Senior Staff
  • Hero Member
  • *****
  • Offline Offline
  • Post: 4.329
    • Mostra profilo
Re: Tu chiamale se vuoi...
« Risposta #15 il: Maggio 24, 2007, 18:51:00 »

Vabbe', "Resistance più di Coelho"... hai capito che sforzo...
Per il resto, il discorso quotato mi pare un po' sconnesso, non so nemmeno bene da che parte iniziare a stroncarlo :boh:

Eh, però non siate sempre ermetici, sennò è difficile riuscire a mandare avanti una discussione... :P
Abiè, che vuoi? Mi sono costruito un'intera reputazione sul fatto di essere sempre ermetico.
Connesso

Emack

  • Global Moderator
  • Hero Member
  • *****
  • Offline Offline
  • Post: 4.391
    • Mostra profilo
    • Homepage personale
Re: Pretendere "artisticità" classica da un videogioco... è giusto?
« Risposta #16 il: Maggio 24, 2007, 20:34:09 »

Ferruccio Cinquemani?
Di The First Place?
Non ti preoccupare, è un cretino.
[...]
Come dice la colonna sonora di Radiant Silvergun, there is life everywhere. Ritornando al Cinquemani, mi pare cretino non vagliare tutte le opzioni possibili, solo perché così stupido da avere comprato la Ps3 al lancio, e non hai neanche voluto leggere la guida di Numero Zero sulle alternative.
Caro Radical Dreamer, trovo quel che scrivi sempre molto interessante. Però ti consiglio di non "sporcare" ciò che dici con questi epiteti, che possono suonare davvero male all'interno di un discorso. Non è un richiamo, né un atto intimidatorio, né una richiesta da admin, sia ben chiaro. Solo un consiglio "estetico". :)
Connesso
Emanuele Colucci.

Mario Morandi

  • Hero Member
  • *****
  • Offline Offline
  • Post: 1.122
    • Mostra profilo
    • GAME IS NOW
Re: Tu chiamale se vuoi...
« Risposta #17 il: Maggio 25, 2007, 12:21:17 »

Citazione
Piangere per un videogioco... chi ne ha bisogno? Mi sembra, insomma, che a pretendere "artisticità" classica da un videogioco si tradiscano le caratteristiche del mezzo. Se c'è un'arte videoludica, quindi, è più arte Super Mario che Metal Gear Solid 2 (che pure è un gioco che adoro).

Massì, qua il Ferruccio si sente pure eroe a dire questa cosa che ooohh, MGS2, oooohhh, tirando poi fuori Super Mario da Nintendaro convinto (ricordo l'avatar di Animal Crossing).

Ma usciamo dal circolo vizioso di TFP, che è meglio (tanto ormai è in coma vigile dopo la chiusura di VideogiUochi).

Che significa "pretendere artisticità classica"? Quella che possiamo trovare in forme d'arte/espressione come il libro, la musica, il cinema? Sono comunque forme di intrattenimento passivo, non interattivo.

Rielaboro il parallello a modo mio:

1. MGS2: i suoi meriti? Stanno tutti nell'ibridazione cinematografica (Radical direbbe giustamente "nella sovrastruttura")

2. Super Mario (1, 3, World, uno a caso): i suoi meriti? Stanno tutti nell'interazione e nella logica di gioco (Radical direbbe giustamente "nella struttura")

Ora il punto è questo: vogliamo parlare di videogico come "forma di espressione" da un punto di vista strutturale o da un punto di vista sovrastrutturale?

Vanno fatte delle premesse, evidentemente.

Per concludere, ritengo che la grandezza di un videogioco sia insita nella sua struttura (che è ludica e interattiva ) e poi  nel resto.

PS: Riguardo a Radical, fa soltanto dell'acido sarcasmo, anche se è convinto di ciò che afferma... ;)
« Ultima modifica: Maggio 25, 2007, 12:23:20 da AIO »
Connesso

Radical Dreamer

  • Jr. Member
  • **
  • Offline Offline
  • Post: 50
  • Invaso dai Cammelli Mutanti
    • Mostra profilo
    • Retrogaming.it
Re: Tu chiamale se vuoi...
« Risposta #18 il: Maggio 25, 2007, 12:54:19 »

Che significa "pretendere artisticità classica"? Quella che possiamo trovare in forme d'arte/espressione come il libro, la musica, il cinema? Sono comunque forme di intrattenimento passivo, non interattivo.

Più che "passivo", direi "non esplicitamente interattivo". Qualsiasi fruizione di un'opera prevede che tu osservi, incameri, e rielabori. Certo, non è un Hadoken, ma...

PS: Riguardo a Radical, fa soltanto dell'acido sarcasmo, anche se è convinto di ciò che afferma... ;)

Ti ricordo che Cinquemani è quello che ha intessuto lodi sulla freschezza dell'approccio di gioco di Conker: Live & Reloaded per Xbox. E non si riferiva alla modalità online. :azz:
« Ultima modifica: Maggio 25, 2007, 12:55:56 da Radical Dreamer »
Connesso
La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te.
David Foster Wallace

Mario Morandi

  • Hero Member
  • *****
  • Offline Offline
  • Post: 1.122
    • Mostra profilo
    • GAME IS NOW
Re: Tu chiamale se vuoi...
« Risposta #19 il: Maggio 25, 2007, 13:03:04 »

Che significa "pretendere artisticità classica"? Quella che possiamo trovare in forme d'arte/espressione come il libro, la musica, il cinema? Sono comunque forme di intrattenimento passivo, non interattivo.

Più che "passivo", direi "non esplicitamente interattivo". Qualsiasi fruizione di un'opera prevede che tu osservi, incameri, e rielabori. Certo, non è un Hadoken, ma...


Sì... infatti dopo aver scritto ci pensavo.
La differenza che vorrei indicare è che nel videogioco quel che accade lo decidi tu.
Questo può accadere anche in libro-game o film interattivi, ma qua accade il contrario di ciò che vediamo in MGS2, qui è presente un'ibridazione videoludica.
Per questo ritengo che spetti al videogame il primato dell'interattività in senso stretto.

PS: Inoltre quando dico "i meriti di XYZ stanno TUTTI in", anche qui, è sicuramente sbagliato perché troppo categorico, ma del resto mica devo scrivere un saggio per TFP. ;)

****************************

Ma riprendiamo dall'Hadoken:
Cosa proviamo in quel momento?

1. FAI LA MOSSA (un quarto di giro alla levetta e tasto! Yeah!)
2. Ryu o Ken compie il gesto fatidico e spara una bolla di energia/si ode una grido "HADOOOOKEN!"
4. Poi dipende: l'avversario para, salta, si fa colpire, spara anch'egli un hadoken...

Una tale sinergia di esperienze visivo-tattili-uditivi la si ha qui, nel videogame!
E inoltre gli accadimenti sono variabili: ]sarebbe un concetto molto importante da trattare, penso sia uno dei fondamenti dell'esperienza (video)ludica.

Potrei parlare del teatro simultaneo di Marinetti, ma ormai il vate del futurismo è stato già sfruttato dai TFPini per pubblicizzare Metropolis Street Racer 3.


« Ultima modifica: Maggio 25, 2007, 13:15:37 da AIO »
Connesso

 

Pagina creata in 0.02 secondi con 14 interrogazioni al database.