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Autore Topic: Crisi: spiegatemela  (Letto 8973 volte)

Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Crisi: spiegatemela
« Risposta #90 il: Febbraio 11, 2009, 16:35:09 »

Continuiamo con le spiegazioni: la differenza tra azienda normale e spa.
Molto semplicemente la prima ti fornisce un prodotto e\o servizio, la secondo in aggiunta titilla la tua avidità perché nessuno compra azioni per far crescer un azienda, ma per arricchirsi.
Se io fabbrico panettoni nessuno mi romperà i coglioni in agosto se non vendo.
Se sono una spa invece si; e i soci si lamenteranno che da maggio a settembre non c'è stato nessun incremento; nessun +0,1% che giustifichi continuare a investire in questa direzione; si lamenteranno che non ho prodotto sufficiente ricchezza. Quindi adesso che è febbraio annuncio che farò colombe pasquali, richiedo un aumento di capitale per questa nuova produzione e gli azionisti saranno contenti di finanziarmi. E poi a maggio farò qualcos'altro. Devo, in continuazione avere quel +% sul fatturato trimestrale. Non solo, ma per tenerli buoni devo fornire previsoni di vendite molto alte e soddisfarle
In caso contrario gli azionisti si spostano velocemente verso chi prefigura guadagni maggior; se vendono possono svalutare l'azienda fino a renderla di valore nullo.
Ovviamente un manager "onesto" si atterrà in modo pragmatico a previsioni realistiche.
Un managgione poco onesto sparerà di fare meglio del Wii e poi se non ci riesce per salvare il culo falsifica il bilancio. Paga più tasse, ma apparendo più sana attrae investimenti maggiori.
Ovviamente un falso in bilancio non può essere protratto all'infinito, ma cosa c'è di meglio di una crisi economica per fare outing e uscirne con la coscienza pulita?
Sì, c'è stato un calo forte, direi del 10%, ma insomma va tutto male, nessuno è un'isola, non-è-stata-colpa-mia-il-terremoto-le-cavallette!
Quindi no: non tutto sta andando male per colpa della crisi, c'era già tanta cancrena nascosta bene.

Detta così sembra quasi che i poveri managgioni siano obbligati a delinquere dagli azionisti ( è la linea difensiva di Tanzi al processo Parmalat). In pratica no, ma tutti gli investitori vogliono un guadagno pulito, veloce ed il maggiore possibile, non importa come.
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