Secondo me la figuraccia ce la fanno comunque i programmatori. È sbagliato a prescindere sabotare il proprio codice (o mettercene di inutile) per questi fini.
Scusa, ma qua il fine mi pare più che lecito: rovinare l'esperienza di gioco a chi vuole goderselo a sbafo. Non parlerei di sabotaggio.
È sabotaggio in quanto il problema che ne deriva è colpa tua non di chi toglie la protezione. Non mi pare nemmeno che si possano mettere protezioni elettrificate in casa, nonostante chi entri possa essere un ladro. A parte ciò il problema di fondo sta proprio nella motivazione: se sprechi tempo nel tentare di fare il bambino gnegnegne e rovinare l'esperienza a chi non l'ha pagato (e spesso a chi l'ha fatto) non potrai mai affermare di aver fatto il possibile per rendere il gioco migliore, perché anche un piccolo bug o impefezione sarà imputabile anche al tempo che hai buttato per sabotare il gioco per i furbi. Insomma hai trascurato la priorità del tuo lavoro, ovvero creare un prodotto migliore.
Fermo poi restando che ti tagli fuori anche la fetta di giocatori che magari poi acquista il gioco, convinto dalla copia pirata.
Se ti sbatti a mettere un drm significa che hai poca fiducia che la qualità del tuo titolo attiri sufficienti acquirenti meritati (ovvero che oltre ad acquistare ottengano qualcosa per cui ne vale la pena, altrimenti il ladro è qualcun altro) rispetto ai non eliminabili pirati. In pratica è un'ammissione anticipata di incompetenza (nonostante il titolo in questo caso sia molto intrigante).
In un mondo perfetto forse sarebbe così. Purtroppo la realtà mi pare assai diversa, specie in nazioni dove non esiste una cultura del videogioco o in generale non si riesce a far passare il concetto che scaricare materiale protetto da copyright dalla Rete è un furto in piena regola: la cosa più importante è spendere meno soldi possibile, dove il "meno soldi" è qualcosa che più tende a zero, meglio è.
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Questa è una visione un po' stereotipata. La cultura del videogioco non esiste, o se c'è è qualcosa di quasi totalmente artificiale. C'è chi compra, chi compra tanto, chi compra poco, chi non compra, chi rivende usato (che per chi fa il gioco è disonesto lo stesso, quindi occhio...), e ovviamente chi non compra (o comprerà ma non ora). Il furto è un concetto di legge, l'onestà no, e dovrebbe esserci in ogni ambito, dal marketing, allo sviluppo, all'utilizzatore finale. Quindi direi che la predica si può evitare. Far sembrare il mondo un solo "voler spendere di meno a tutti i costi" è molto fazioso sopratutto tagliando fuori i "voler vendere a più e di più a tutti i costi".
Per come la vedo io bisogna spingere la gente a comprare puntando sulla qualità del proprio prodotto. Chi non compra ci sarà lo stesso, l'obiettivo dovrebbe essere aumentare il numero di chi compra o ridurre quello di chi non compra (è la stessa cosa). Quello che si fa adesso è abusare di chi ti da i soldi, intimorire i possibili acquirenti, e vendicarsi in modo infantile di chi non comprerebbe comunque sprecando risorse su chi non sarebbe cmq recuperabile. Praticamente l'opposto di una cosa saggia. Non ci si accorge che le stesse tipologie di persone con la mentalità e moralità degli acquirenti (chi compra, chi no, chi gioca a sbafo, ect.) esiste esattamente dall'altra parte della barricata. Bella coerenza.