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Autore Topic: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games  (Letto 3527 volte)

Monopoli

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #15 il: Aprile 08, 2010, 13:33:35 »

Dal computer di mia madre, che ha la barra spaziatrice che funziona a volte si e a volte no :D

Allora:

Parlerò brevemente della musica. Nella musica, dopo l'adozione della scala temperata, si è potuto iniziare a gettare delle basi formali per descrivere il modo in cui è possibile fare musica in maniera "giusta".
Le regole della teoria e dell'armonia altro non sono che una serie di cose che i compositori facevano e che poi hanno formalizzato. Per questo motivo ci sono tante definizioni strane (perchè l'intervallo "aumentato" cambia quasi su ogni grado?) e tante cose da imparare a memoria.

In realtà il tutto è assolutamente sensato e, al giorno d'oggi, è praticamente impossibile fare un brano musicale che suona in maniera dignitosa e che non segue tali regole. Se una persona scrive un brano che gli piace, ma non sa le regole, le sta comunque inconsapevolmente seguendo.
Rigirando la frittata, qualunque brano composto sul sistema temperato può essere descritto con le regole della teoria e dell'armonia.
Andando oltre, qualunque sequenza di accordi, anche la più estrema, può essere spiegata con le regole dell'armonia.
Se un brano suona male (cioè proprio cacofonico), allora probabilmente sta andando contro qualche regola e si può dire che è sbagliato.

Con le regole odierne, è davvero DIFFICILE dire che un brano è sbagliato, ma è ancora possibile. Da qui ne deduciamo che l'armonia non limita il compositore, anzi, da lui la possibilità di esplorare possibilità non banali che non potrebbe pensare ad orecchio.

Riassumendo: la musica può essere scritta in maniera formale utilizzando delle regole. Se si esce da tali regole, la musica sarà sbagliata.

Questo si può fare perchè, al fondo, tutta la musica basata sul sistema temperato è costruita su delle semplici regole matematiche. Somme e moltiplicazioni, ma sempre matematica è.
Come tutte le cose guidate da formule matematiche, la musica può essere giusta o sbagliata ed è possibile dimostrare UNIVOCAMENTE che la tal musica è giusta o sbagliata.

Nonostante questo (o forse grazie a questo), la musica è un'arte riconosciuta.

Qualcuno sta intuendo dove sto andano a parare? :)
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Cherno

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #16 il: Aprile 08, 2010, 13:41:18 »

Gameplay->Regole->Divertimento?

Ziggybee

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #17 il: Aprile 08, 2010, 13:46:41 »

Gameplay->Regole->Divertimento?
Come fanno le regole a venire dopo il gameplay?

Comunque no, almeno io non intuisco nulla.
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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #18 il: Aprile 08, 2010, 14:12:44 »

Dal computer di mia madre, che ha la barra spaziatrice che funziona a volte si e a volte no :D

Allora:

Parlerò brevemente della musica. Nella musica, dopo l'adozione della scala temperata, si è potuto iniziare a gettare delle basi formali per descrivere il modo in cui è possibile fare musica in maniera "giusta".
Le regole della teoria e dell'armonia altro non sono che una serie di cose che i compositori facevano e che poi hanno formalizzato. Per questo motivo ci sono tante definizioni strane (perchè l'intervallo "aumentato" cambia quasi su ogni grado?) e tante cose da imparare a memoria.

In realtà il tutto è assolutamente sensato e, al giorno d'oggi, è praticamente impossibile fare un brano musicale che suona in maniera dignitosa e che non segue tali regole. Se una persona scrive un brano che gli piace, ma non sa le regole, le sta comunque inconsapevolmente seguendo.
Rigirando la frittata, qualunque brano composto sul sistema temperato può essere descritto con le regole della teoria e dell'armonia.
Andando oltre, qualunque sequenza di accordi, anche la più estrema, può essere spiegata con le regole dell'armonia.
Se un brano suona male (cioè proprio cacofonico), allora probabilmente sta andando contro qualche regola e si può dire che è sbagliato.

Con le regole odierne, è davvero DIFFICILE dire che un brano è sbagliato, ma è ancora possibile. Da qui ne deduciamo che l'armonia non limita il compositore, anzi, da lui la possibilità di esplorare possibilità non banali che non potrebbe pensare ad orecchio.

Riassumendo: la musica può essere scritta in maniera formale utilizzando delle regole. Se si esce da tali regole, la musica sarà sbagliata.

Questo si può fare perchè, al fondo, tutta la musica basata sul sistema temperato è costruita su delle semplici regole matematiche. Somme e moltiplicazioni, ma sempre matematica è.
Come tutte le cose guidate da formule matematiche, la musica può essere giusta o sbagliata ed è possibile dimostrare UNIVOCAMENTE che la tal musica è giusta o sbagliata.

Nonostante questo (o forse grazie a questo), la musica è un'arte riconosciuta.

Qualcuno sta intuendo dove sto andano a parare? :)

Forse, rilancio (nel mio piccolo di NON sviluppatore è, precisiamolo) che queste regole sono però ancora in formazione, e necessitano di essere ancora solidificate poichè più che di regole, ancora a oggi, si parla di teoremi incerti e progressioni labili che, è sotto l'occhio di tutti, lasciano il tempo che trovano mostrando il fianco alla vecchiaia, segno che non sono funzionali nel tempo :D

Monopoli

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #19 il: Aprile 08, 2010, 14:33:00 »

Potrebbe anche essere, ma personalmente ritengo che un libro di game design, al giorno d'oggi, sia confrontabile con una trasmissione di Vanna Marchi che ti vende le diete :D

Quando vedrò un game design scritto con un linguaggio formale che viene interpretato da un programma che mi dice che il mio game design è giusto o sbagliato, allora avrà senso comprare un libro di game design.

Fino a quel momento, il modo che funziona meglio è fare il tester e poi passare al design.
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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #20 il: Aprile 08, 2010, 14:55:16 »

Azzardo: secondo me Monopoli intende dire che non è possibile - e chissà se lo sarà mai - formulare delle "leggi" in base alle quali si possa affermare senza timore di smentita che ci troviamo di fronte a un design valido (o meno).
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videoGIOCATORE

Cherno

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #21 il: Aprile 08, 2010, 15:07:10 »

Gameplay->Regole->Divertimento?
Come fanno le regole a venire dopo il gameplay?

Comunque no, almeno io non intuisco nulla.

Sono stato troppo stringato, perdonami: è da leggersi come "il gameplay è il risultato dell'applicazione di regole formali, consolidatesi nel tempo(e aggiungo ancora in fase di consolidamento data la gioventù del linguaggio), la quale applicazione porta al divertimento o comunque alla realizzazione di un gioco "non errato" ". Poi dove voglia andare a parare Ale rispetto al resto del topic ancora mi sfugge.

Edit: leggo adesso il post di Ale. Che dire..secondo me non è così estrema la cosa, nel momento in cui chi scrive realizza e riesce a comunicare il fatto che tutto è in fase di costante evoluzione e pertanto quello che espone è la somma delle proprie esperienze e non la verità certa ed affermata, allora sta facendo un lavoro apprezzabile. Apprezzabile perchè potrebbe arricchire il percorso del lettore nel conoscere la materia trattata. LQuesto tipo di opere sono utili proprio per convergere, nel tempo, a raggiungere la formalità nella materia trattata.

Insomma se nessuno nel periodo classico avesse iniziato a raccogliere le esperienze in campo musicali ed a proporle come regole, oggi non avremmo un riferimento. Non vedo perchè non debba funzionare con i videogames.

« Ultima modifica: Aprile 08, 2010, 15:13:23 da Cherno »
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Ziggybee

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #22 il: Aprile 08, 2010, 15:09:26 »

Avoja se sei stato stringato!
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Matteo Anelli

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StM

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #23 il: Aprile 08, 2010, 15:18:19 »

La musica è un'arte con una base matematica.

Ma la pittura? C'è un Mondrian che ti mette la matematica in pittura, i rinascimentali che studiano le proporzioni del corpo e la prospettiva, ma Picasso, Dalì, gli espressionisti... saranno mica formalizzabili, no? O forse si può dire che le basi matematiche della musica sono comparabili con le basi *tecniche* della pittura, e cioè che rosso e giallo fanno arancione, certi pigmenti durano nel tempo e altri no, ma tutto il resto è puro estro? Puoi codificare singoli aspetti o categorie di pittura, non la pittura nella globalità.
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roberto

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #24 il: Aprile 08, 2010, 15:28:31 »

Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)

Joe

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #25 il: Aprile 08, 2010, 15:58:30 »

Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)

E tu non metterti da parte, esponi il tuo pensiero. ;)
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Cherno

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #26 il: Aprile 08, 2010, 16:20:09 »

La musica è un'arte con una base matematica.

Ma la pittura? C'è un Mondrian che ti mette la matematica in pittura, i rinascimentali che studiano le proporzioni del corpo e la prospettiva, ma Picasso, Dalì, gli espressionisti... saranno mica formalizzabili, no? O forse si può dire che le basi matematiche della musica sono comparabili con le basi *tecniche* della pittura, e cioè che rosso e giallo fanno arancione, certi pigmenti durano nel tempo e altri no, ma tutto il resto è puro estro? Puoi codificare singoli aspetti o categorie di pittura, non la pittura nella globalità.

Mah volendo qualsiasi processo è formalizzabile, attraverso la matematica o meno. Quindi non mi focalizzerei sulla parola matematica in sè, quanto al suo significato:  la formalizzazione serve per poter valutare un prodotto/opera artistica o chiamalo come vuoi, sia in fase di creazione per avere spunti validi, come diceva Alessandro, sia poi per chi fruirà l'opera. E' palese che un algoritmo di musica generativa non potrà mai sostituire l'etstro di un musicista che in quanto uomo, ha delle esperienze ed ha compiuto un percorso che lo portano a compiere determinate scelte stilistiche all'interno della sua musica.

Monopoli

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #27 il: Aprile 09, 2010, 01:41:27 »

Hmmmm..... non mi e' chiaro come la critica di Alessandro si riferisca al mio libro (che non vuole affatto essere un libro del tipo "Impara il Game Design in 24 ore" o simili ;) ) ma la discussione si sta indubbiamente facendo interessante. Continuate pure... 8)

la mia critica vannamarchiana è un po' a qualunque testo di game design :)

ma è una mia opinione, quindi non assoluta :)
tendo anche a diffidare dei designer che scrivono libri, perché se scrivono libri, quando è che lavorano?
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ccontinisio

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« Risposta #28 il: Aprile 09, 2010, 12:21:27 »

Alessandro, questa tua fissa che il game design si impara sul campo secondo me è una grossa estremizzazione. Ok, forse alla Codemasters non assumono designer che hanno imparato le cose dai libri, ma se nell'industria dei videogames si andrà avanti così a tentativi per sempre, non ci sarà mai crescita.

Come nell'arte, nessuno ti dice come fare i tuoi quadri, ma se non studi le regole tecniche della pittura (o della tecnica che vuoi usare), le persone che sono venute prima di te, ecc, come vuoi andare avanti? L'arte come la conosciamo noi non sarebbe esistita, ci sarebbero orde di pittori che iniziano a dipingere solo dopo aver guardato un pò i quadri degli altri (nello specifico di quelli che dipingono nella loro città e nel loro periodo storico, visto che i tester testano i giochi attuali) con le loro tecniche inventate, magari sovrapponendosi a cose già fatte pensando di averle inventate loro...
Io dico, non c'è niente di male nello studiare i prodotti precedenti e formalizzare una serie di regole per poter poi formularne di proprie. Che poi premesso che il libro di Roberto non penso proprio sia un manuale, non c'è niente di male nel leggere manuali di game design finché sono fatti bene. Poi si scende in campo e si prova, ma una preparazione te la vuoi dare? Tu non hai studiato programmazione prima di applicarla?

Sta discussione mi ricorda molto una apparsa su Playfields dove c'era un gruppetto di persone che ritenevano che i corsi di game design fossero inutili...
« Ultima modifica: Aprile 09, 2010, 12:24:33 da ccontinisio »
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Ciro Continisio
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Monopoli

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Re: Un nuovo libro di game design/analisi con retro e indie games
« Risposta #29 il: Aprile 10, 2010, 11:21:27 »

Infatti i corsi di game design ... Vabbé :)

ah ciro: quando io parlo, parlo per me e non per l'azienda per cui lavoro. Parlo con la mia esperienza personale di più di una azienda e raccolgo il parere di almeno un centinaio di colleghi che in passato hanno lavorato con me e dai quali ho imparato come funziona l'industria, confrontando cosa fanno loro nelle decine di aziende in cui lavorano.
Citare il mio personalissimo pensiero come "linea guida" della mia azienda significa prima di tutto volermi creare dei problemi e non rispettare in alcun modo il mio percorso professionale, pensando che io sia uno zombie che accetta quello che succede dove lavoro in quel momento come Bibbia immutabile.

La tua domanda sulla programmazione mi fa capire che non hai letto il mio intervento sulla musica, altrimenti avresti la risposta.
« Ultima modifica: Aprile 10, 2010, 11:25:35 da Monopoli »
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