Visto che sono qua su Ars, intervengo a Gamba Tesa (TM) sul discorso "nome alternativo al videogioco".
Infatti questo articolo (
http://arsludica.org/2008/04/04/produzioni-multimediali-interattive-e-conferenze-improvvisate/) risale ormai a un paio d'annetti fa (visualizzato dieci volte: da quando avete ristrutturato il sito? No perché altrimenti può darsi che Metalmarco realmente non l'abbia letto, ma ho i miei grossi dubbi), in cui si tentava di trovare una denominazione alternativa a "videogioco" per "mettere nella stessa cesta sia Tetris che Second Life".
Questa denominazione era "produzioni multimediali interattive". E avevo aggiunto: "In uno slancio romantico avevo inizialmente pensato di chiamarle
“opere” multimediali interattive, ma non sarebbe stato corretto. Sarebbe bello però riuscire a dimostrare perché in determinati casi queste “produzioni” si possano chiamare opere".
Tutto ciò rientrava in un ambito culturale, "pseudo-accademico" e puramente intellettuale. Cioè non si pretendeva di certo di sostituire la parola "videogioco" con produzioni multimediali interattive, ma si provava a dare una definizione contenitore che andasse bene in ambito critico. E a mio avviso, va pure bene, finché parliamo di produzioni.
Comunque come sapete ora esiste AIOMI, associazione italiana opere multimediali interattive. Solo qualche mese fa, per pura curiosità, avevo chiesto a Mark su fb se avesse letto l'articolo; mi ha risposto di no ma effettivamente, vista la tripletta di parole concatenate e i vari episodi che non hanno dimostrato esattamente il massimo della correttezza, mi è molto difficile credergli.
Il punto è questo, nemmeno Metalmark vorrebbe sostituire la parola videogioco con OMI. Certo, da una definizione puramente teorica alla creazione di un'associazione nazionale che contiene questo termine il passo è stato molto grande.
Anche perché rimango dello stesso avviso; è corretto parlare di "produzioni multimediali" interattive, molto meno di "opere", perché di certo non possiamo generalizzare il discorso artistico-espressivo nel videogioco.
Molti pochi titoli potrebbero fregiarsi di questo appellativo.
Per il resto appoggio su tutta la linea Alberto; e il problema qua non è la dignità del videogioco,
ma la dignità delle persone che lo rappresentano in Italia.