forse per frustrante hai ragione, ma volevo dire, ecco perchè volevo il vs. aiuto, se non mi diverto, ho 50 anni eh, vuol dire che non so giocare oppure, perchè i giochi sono difficili, non hanno una logica, non hanno una linearità nello svolgimento, se continuo mi incarto.
grazie
Beh, giocare ai videogiochi non diverte tutti - e comunque e' quasi certo che a nessuno piacciono tutti i giochi.
Va un po' a genere, come i film: la mia compagna piuttosto che vedere un film come, chesso', "Orgoglio e pregiudizio e zombi" (tratto dall'omonimo, geniale libro, e che e' in preproduzione:
http://www.imdb.com/title/tt1374989/) si farebbe tirare via un rene senza anestesia; viceversa, io farei la stessa cosa pur di scampare, chesso', un "Via col vento". Allo stesso modo, lei fugge costantemente cose come BlazBlue o Demon's Souls, salvo invece apprezzare giochi come Sacred, Puyo Puyo, Animal Crossing o Suikoden 5.
L'eta' secondo me non conta particolarmente, per quanto possa essere vero che certi giochi hanno un target piu' o meno preciso; difficile che una persona "adulta" apprezzi, che ne so, un DragonBall o uno Yu-Gi-Oh qualsiasi; viceversa, certi giochi richiedono un certo tipo di maturita' per essere compresi e apprezzati quanto meritano - mi viene in mente Shadow Hearts 2, in cui nel finale "positivo"
il protagonista, colpito da una maledizione ineluttabile che lo privera' della personalita' e lo ridurra' a "uno qualunque", decide in un ultimo atto di orgoglio di suicidarsi piuttosto che smettere di essere se' stesso e perdere i suoi ricordi e il senso che ha dato alla sua vita, in una sorta di "cosa vale all'uomo avere il mondo se poi perde la sua anima?". Certi argomenti sono pesanti, specie se hai un po' di inclinazione alla filosofia e ti domandi "io, per me, se non fosse un gioco, cosa farei in quella situazione?"
Per il discorso "linearita' ", molto dipende dalla qualita' del gioco. Penso che Maelzel volesse dire che, specie con i giochi un po' vecchi (pensati per un mercato piu' piccolo e realizzati con meno budget - e quindi, qualitativamente inferiori, sotto l'aspetto della quality assurance, rispetto a quelli di oggi, tantopiu' che prima di Internet uno faceva uscire il gioco e bon, le patch mica c'erano), a volte capita che ci si incastri e non se ne venga piu' fuori. Nella mia esperienza, i giochi di oggi, invece, pensati e realizzati per persone diverse, che cercano spettacolarita' a tutti i costi e gratificazione immediata (a tale proposito: letture consigliate "I barbari", di Alessandro Baricco - che non parla di giochi ma di questa specie di "nuova forma di cultura"), invece, in genere sono piu' "lineari" - difficilmente ci si incastra da qualche parte e ci si spacca la testa cercando di capire come andare avanti.
E poi, va beh, io non gioco un'avventura grafica punta e clicca da una vita, ma se sono come me le ricordo (le ultime che ho giocato mi pare fossero Monkey Island 2 e Beneath a Steel Sky) un po' te la cerchi, la non linearita', nel senso: un'avventura grafica bene o male e' una storia che si stalla finche' non fai/trovi una certa cosa. E' un po' parte della definizione, ecco.
