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Autore Topic: Il caso "Tropes vs Women in Video Games"  (Letto 1818 volte)

Gendo Ikari

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Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« il: Giugno 14, 2012, 16:07:38 »

Come al solito, poco tempo a disposizione, per cui mi limito a lasciare questo link:

http://www.escapistmagazine.com/news/view/117848-Kickstarter-Video-Project-Attracts-Misogynist-Horde

Da lì potrete trovare, oltre al Kickstarter, altri links dove si parla in ulteriore dettaglio di questa ennesima dimostrazione di come, se i videogiocatori non sono tutti stronzi, ci sono comunque fin troppe cacche sparse in giro.

Non aggiungo altro per il disgusto - sono casi come questo per cui a volte mi vergogno di dire che sono un adulto a cui piacciono ancora molto i videogiochi.
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Mr Rud

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #1 il: Giugno 14, 2012, 18:44:43 »

Tralasciando le reazioni ignobili presenti nei commenti listati, sinceramente sono molto critico su questo progetto, per vari motivi

- innanzitutto il formato: chiedere una donazione Kickstarter e proporre un formato episodico è qualcosa di molto pericoloso: l'utente medio è abituato all'idea che il videomaking amatoriale sia molto facile da fare, ed esempi di analisi profonda fornita "gratuitamente" ci sono stati (vedi Extra Credits su Escapist). Non voglio giustificare nessuno e non penso assolutamente che questa forma di pensiero sia giusta, però è un fatto da non ignorare. Per fortuna c'è un'altra audience che ha portato il progetto a 43.000 dollari, quindi alla fine si parla solo di una mob di elitari del menga.

- come una persona più intelligente di me ha detto: "il femminismo è l'illusione di risolvere la differenziazione dei sessi concentrandosi solo sui problemi di uno": fare un discorso sul femminismo secondo me è troppo approssimativo e parziale, il problema degli stereotipi riguarda tutti e due i generi, tant'è che se domani il problema "femmina stereotipata" sparisse, ci ritroveremo fra le mani il problema "maschio stereotipato" e ricominceremmo da capo. Se si volesse parlare di sessismo allora vedrei il progetto in modo più positivo.

In definitiva, il cinico che è in me pensa che non esista un "caso", il cinico dentro il cinico pensa che sia marketing, ma non gli do molto retta, sicuramente non c'è molto di nuovo: da una parte una marea di persone immature che vivono ancora nella (goliardica) illusione del "Go make me a sandwich", dal'altro, una femminista che non ha approcciato il problema nella maniera più idonea. Been There, Done That
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Jeemee

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #2 il: Giugno 14, 2012, 19:52:11 »

Chiaramente i commenti sono eccessivi, ma così gira internet quindi niente di nuovo sotto il sole visto che prima di lei ce ne sono passati altri. Quando pubblichi qualcosa su youtube, o in generale su internet, sei consapevole di esporti a questo genere di cose, lamentarsi è stupido, Fabio Volo viene giustamente massacrato su Twitter e su Facebook ma ha intelligentemente smesso di frignare da tempo.
In secondo luogo ritengo che il femminismo ora sia un movimento a suo modo reazionario che non aiuta la condizione della donna, autoproclamarsi "femminista" significa accettare di essere associate (o associabili) a idee totalmente idiote ed estremiste come quella promulgata da Henriette Zoughebi in cui si chiede all'Academié francese di modificare le regole della grammatica per evitare che le forme maschili dei sostantivi siano quelle ad uso "generale". Idea balorda che ha subito trovato un seguito anche in Germania.

Per altro, come già brillantemente analizzato nel podcast si Arsludica, il problema dei modelli femminili nei videogiochi è una semplice eredità della televisione e del cinema, e colpisce anche i personaggi maschili ... solo che se un'uomo è rappresentato stupido e steroidato come Duke Nukem la gente ride, se una donna è frivola e maggiorata apriti cielo!

L'uguaglianza dovrebbe partire da se stessi, auto-imponendosi di non accettare un trattamento diverso, sia esso denigratorio o agevolante, le "quote rosa" in politica o i posti riservati alle donne nelle aziende per una VERA femminista dovrebbero essere offensivi dato che l'unica altra categoria che ottiene gli stessi vantaggi sono i disabili.

Siate capaci di ridere degli stereotipi tanto quanto lo fanno gli uomini.
« Ultima modifica: Giugno 14, 2012, 19:57:09 da Jeemee »
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StM

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #3 il: Giugno 14, 2012, 21:43:42 »

- innanzitutto il formato: chiedere una donazione Kickstarter e proporre un formato episodico è qualcosa di molto pericoloso: l'utente medio è abituato all'idea che il videomaking amatoriale sia molto facile da fare, ed esempi di analisi profonda fornita "gratuitamente" ci sono stati (vedi Extra Credits su Escapist). Non voglio giustificare nessuno e non penso assolutamente che questa forma di pensiero sia giusta, però è un fatto da non ignorare. Per fortuna c'è un'altra audience che ha portato il progetto a 43.000 dollari, quindi alla fine si parla solo di una mob di elitari del menga.

- come una persona più intelligente di me ha detto: "il femminismo è l'illusione di risolvere la differenziazione dei sessi concentrandosi solo sui problemi di uno": fare un discorso sul femminismo secondo me è troppo approssimativo e parziale, il problema degli stereotipi riguarda tutti e due i generi, tant'è che se domani il problema "femmina stereotipata" sparisse, ci ritroveremo fra le mani il problema "maschio stereotipato" e ricominceremmo da capo. Se si volesse parlare di sessismo allora vedrei il progetto in modo più positivo.

In definitiva, il cinico che è in me pensa che non esista un "caso", il cinico dentro il cinico pensa che sia marketing, ma non gli do molto retta, sicuramente non c'è molto di nuovo: da una parte una marea di persone immature che vivono ancora nella (goliardica) illusione del "Go make me a sandwich", dal'altro, una femminista che non ha approcciato il problema nella maniera più idonea. Been There, Done That

Il femminismo come è oggi ha portato, ad esempio in Austria, ad avere diversi bagni pubblici per gli uomini in cui puoi fare la pipì o in enormi vasche comuni insieme a tutti gli altri (che chi non è pratico rischia di usare per lavarsi le mani, visto su youtube :asd:) oppure solo SEDUTO sull'acciaio di un water strettissimo (c'è proprio il cartello di divieto di fare la pipì dalla posizione eretta - vostra, s'intende). Partendo dal presupposto che uomini e donne sono uguali e quindi possono fare la pipì allo stesso modo.

Sono uguali per un *****. Se io mi siedo su un water minuscolo rischio di uscirmene con un'infezione se il mio pene finisce dove non deve :terrore:

Questo come esempio di femminismo idiota, che non aiuta per niente a far cambiare idea ai milioni di bulli ottusi che rimangono all'età della pietra quanto a interazione col gentil sesso.

Stabilito quindi che la parità tra i sessi è un obiettivo sociale che deve essere raggiunto in modo artificiale, ma più *rimuovendo* ostacoli (la maternità è un ostacolo per il lavoro delle donne, e ad esempio la possibilità di condividerla con il padre è un ottimo passo avanti; e dall'altro lato, l'affidamento dei figli in caso di separazione si spera non sia più tanto scontato che sia sempre e solo alla madre, a prescindere) che mettendone di nuovi (le quote rosa sono una stronzata - bisogna formare una cultura per cui si determinerebbero naturalmente).



Nel video non vedo la ricerca di un "caso", ma se il lavoro sarà fatto approfonditamente come dice potrebbe anche aiutare a notare cose che sono "ambiente" e di norma si trascurano.

Ad esempio io sto maturando una insofferenza verso le domande tipo, parafrasando (fatta a una disegnatrice): "c'è differenza tra il lavoro dei tuoi colleghi maschi e il tuo? Rappresenti forse i personaggi in modo più sensibile?". Forse un tempo non l'avrei notato.
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Mr Rud

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #4 il: Settembre 04, 2012, 19:38:29 »

riesumo questo post perché una mia amica mi ha mandato questo link, fatto dalla stessa autrice del kickstarter

No Girls Allowed: File Sharing Culture and BitTorrent

mi ha fatto ridere il fatto che lei si lamenti della natura degli ad su circuiti torrent, dicendo che sono sessisti, per poi poi identificare i geek che usano torrent come sfigati segaioli alla big bang theory, lol

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Jeemee

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #5 il: Settembre 04, 2012, 22:23:59 »

Questa non ha proprio niente da fare eh?
Se i direttori marketing delle "aziende" decidono di fare una pubblicità mirata solo ad un certo pubblico avranno le loro buone ragioni, d'altra parte sbagliando ci rimetterebbero solo loro visto l'ipotetico VASTISSIMO mercato di donne geek.
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NEO-GEO

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #6 il: Settembre 05, 2012, 10:16:37 »

però, da quanto ho capito, il suo discorso è un po' diverso. Chissene degli esperti di marketing, il videogioco veiocola dei messaggi che lei ritiene sbagliati e vuole illustrare perchè. A torto o a ragione sembra comunque un'analisi interesseante.
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Ziggybee

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #7 il: Settembre 05, 2012, 11:06:32 »

Boh, io non capisco, a volte.
Ma che si vuole? Omologazione totale?
Far sparire degli atteggiamenti o dei modi di essere che si disprezzano?
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #8 il: Settembre 05, 2012, 15:27:31 »

NEO-GEO, ho visto tutti i suoi video, e devo dire che sono perplesso sul fatto che questa persona possa fare un'analisi rispettosa del sessismo sui videogiochi: una persona che si schiera apertamente contro stereotipi non può propinarne uno alla prima occasione utile, soprattutto se non ha l'onestà intellettuale di affermare che il file sharing non è un fenomeno geek ma un fenomeno globale, se vuoi denunciare un'intera industria, avere un video del genere non aiuta di certo

Inoltre, sperando di non passare per invidioso, mi fa incazzare che basta buttar giù una campagna kickstarter per farsi, in una botta, una libreria di 300 titoli (http://www.feministfrequency.com/2012/08/quick-tropes-vs-women-projec-update/): a questo punto mi viene il dubbio: questa persona è una videogiocatrice ? possiede gli strumenti per valutare un videogioco ? Ci incazziamo tanto quando sedicenti psicologi della Fox affermano che giocare ai VG sia dannoso, senza aver mai preso in mano un pad in vita loro, perché in questi casi non dobbiamo richiedere almeno la conoscenza del medium per ottenere un'opinione fondata ?

Personalmente sarei felicissimo di donare per un studio del genere su problemi di sessismo, razzismo etc, ma pretendo a) un campione statistico eterogeneo e b) una metodologia che abbia un minimo di fondatezza (invece no, siamo ai livelli dell'arbitrario Bechdel Test) ... improvvisarsi videogiocatrice senza un background estensivo (fatto anche di esperienze sociali come Xbox Live e simili) mi sembra una gigantesca presa per il culo, anche nel caso voglia impostare il discorso: "come si avvicinerebbero le donne ai videogiochi ?", dato che un desiderio del genere non nasce da vuoto, ma da stimoli che, personalmente, non penso siano così diversi da quegli dei videogiocatori maschi.
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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #9 il: Settembre 05, 2012, 16:43:32 »

E qui, caro amatissimo e stimatissimo Rud che dici sempre cose tanto intelligenti e consigli giochi sempre fichissimi, si entra in un discorso socialmente più ampio in cui si potrebbe analizzare il perché determinati argomenti godono sempre e comunque di una legittimità a priori.
Parlo della parità dei sessi/immigrazione/omosessualità? non importa cosa dico, basta che sia in favore della minoranza, e la gente ascolta e annuisce.
Sono argomenti importanti e dovrebbero essere trattati con maggior consapevolezza, invece si scade sempre nel luogo comune, nel populismo, e la gente a cui ci si rivolge non ha nessuno spirito critico o capacità di analisi.
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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #10 il: Settembre 05, 2012, 17:30:45 »

Sono argomenti importanti e dovrebbero essere trattati con maggior consapevolezza, invece si scade sempre nel luogo comune, nel populismo, e la gente a cui ci si rivolge non ha nessuno spirito critico o capacità di analisi.
magari qualcuno che ne parla così c'è... poi probabilmente si perde nel mare magnum delle cazzate...
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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #11 il: Settembre 05, 2012, 17:35:25 »

NEO-GEO, ho visto tutti i suoi video, e devo dire che sono perplesso sul fatto che questa persona possa fare un'analisi rispettosa del sessismo sui videogiochi: una persona che si schiera apertamente contro stereotipi non può propinarne uno alla prima occasione utile, soprattutto se non ha l'onestà intellettuale di affermare che il file sharing non è un fenomeno geek ma un fenomeno globale, se vuoi denunciare un'intera industria, avere un video del genere non aiuta di certo

Inoltre, sperando di non passare per invidioso, mi fa incazzare che basta buttar giù una campagna kickstarter per farsi, in una botta, una libreria di 300 titoli (http://www.feministfrequency.com/2012/08/quick-tropes-vs-women-projec-update/): a questo punto mi viene il dubbio: questa persona è una videogiocatrice ? possiede gli strumenti per valutare un videogioco ? Ci incazziamo tanto quando sedicenti psicologi della Fox affermano che giocare ai VG sia dannoso, senza aver mai preso in mano un pad in vita loro, perché in questi casi non dobbiamo richiedere almeno la conoscenza del medium per ottenere un'opinione fondata ?

Personalmente sarei felicissimo di donare per un studio del genere su problemi di sessismo, razzismo etc, ma pretendo a) un campione statistico eterogeneo e b) una metodologia che abbia un minimo di fondatezza (invece no, siamo ai livelli dell'arbitrario Bechdel Test) ... improvvisarsi videogiocatrice senza un background estensivo (fatto anche di esperienze sociali come Xbox Live e simili) mi sembra una gigantesca presa per il culo, anche nel caso voglia impostare il discorso: "come si avvicinerebbero le donne ai videogiochi ?", dato che un desiderio del genere non nasce da vuoto, ma da stimoli che, personalmente, non penso siano così diversi da quegli dei videogiocatori maschi.

Beh ho detto interessante non attendibile! :asd:
Comunque ho capito che tipo di persona si tratta, probabilmente le manca anche la conoscenza storica dei videogames.

in ogni caso mi viene in mente questa strip:

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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #12 il: Settembre 05, 2012, 17:38:20 »

ma serve avere una "conoscenza storica" o un "background estensivo" per poter stabilire se il mondo dei VG è sessista? ovvero, un esperto in "sessistologia" che si giocasse 100/1000/10000 vg, potrebbe esprimere un giudizio?
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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #13 il: Settembre 05, 2012, 18:42:11 »

Secondo me la conoscenza storica e il background estensivo sono condizioni necessarie ma non sufficienti a fare uno studio sull'argomento, visto che richiediamo una competenza simile ad un recensore (il quale è chiamato ad esprimere la sua opinione riguardo ad un VG), non vedo perché non si debba richiedere questa conoscenza a chiunque voglia fare un studio estensivo riguardo ad un medium.

Non penso poi che sia una questione di "mondo videoludico sessista", quanto uno studio che si concentra sulle rappresentazioni (considerate dall'autrice) sessiste di personaggi femminili nei VG, la cosa che mi rende perplesso è questa: qual è il criterio o punto di vista che si vuole assumere ? Perché se pensiamo a rappresentazioni in termini puramente passivi perché ci stiamo concentrando sui videogiochi ? Un videogioco non è limitato alla rappresentazione visuale/narrativa dei personaggi, ma anche alle possibili interazioni che si possono avere con questi personaggi (la scena di Duke Nukem Forever in cui ci sono le gemelle ingravidate con alieni è un fantastico esempio in questo senso), personalmente non penso che una persona non abituata all'interattività dei VG possa efficacemente valutare la consistenza di una rappresentazione
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Re:Il caso "Tropes vs Women in Video Games"
« Risposta #14 il: Settembre 06, 2012, 10:27:49 »

Secondo me la conoscenza storica e il background estensivo sono condizioni necessarie ma non sufficienti a fare uno studio sull'argomento, visto che richiediamo una competenza simile ad un recensore (il quale è chiamato ad esprimere la sua opinione riguardo ad un VG), non vedo perché non si debba richiedere questa conoscenza a chiunque voglia fare un studio estensivo riguardo ad un medium.
non concordo. ovviamente non voglio sostenere che non sia necessaria alcuna conoscenza storica o relativa al background dei videogiochi per dare un giudizio in merito all'eventuale rappresentazione sessista, ma non deve essere poi così estesa o profonda, di sicuro non quanto quella auspicabile in un recensore, per rimanere con il tuo esempio.

il discorso non vale solo per i videogiochi... vale per il cinema, i libri, la televisione...

Citazione
Non penso poi che sia una questione di "mondo videoludico sessista", quanto uno studio che si concentra sulle rappresentazioni (considerate dall'autrice) sessiste di personaggi femminili nei VG, la cosa che mi rende perplesso è questa: qual è il criterio o punto di vista che si vuole assumere ? Perché se pensiamo a rappresentazioni in termini puramente passivi perché ci stiamo concentrando sui videogiochi ? Un videogioco non è limitato alla rappresentazione visuale/narrativa dei personaggi, ma anche alle possibili interazioni che si possono avere con questi personaggi (la scena di Duke Nukem Forever in cui ci sono le gemelle ingravidate con alieni è un fantastico esempio in questo senso), personalmente non penso che una persona non abituata all'interattività dei VG possa efficacemente valutare la consistenza di una rappresentazione
ammetto di non aver approfondito abbastanza lo studio in questione e non posso intervenire sul fatto che si fermi o meno alle rappresentazioni, ma in fondo in quanti videogiochi l'interazione può diventare una parte del discorso? mi sembra siano veramente pochi quelli in cui le azioni che si danno ai personaggi possano assumere sfumature del genere.
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