Ok, però da anni tutto ruota intorno ai soliti valori che, con le tecnologie attuali, lasciano il tempo che trovano. Veramente è possibile misurare la giocabilità di, non so, Doom 3 rispetto a Half-Life 2? Sui giochi a 8/16 bit un valore del genere aveva senso perché alcuni giochi erano quasi inutilizzabili a causa di numerosi problemi (ritardi nelle risposte agli input del giocatore, programmazione approssimativa, collisione tra gli sprite spesso imprecisa ecc)... ma escono ancora videogiochi "ingiocabili"?
Lo stesso discorso è fattibile per tutti gli altri valori... lo stesso sonoro non è più giudicabile come prima. Ascolto una traccia della colonna sonora di Prey e dico "bella canzone" o "brutta canzone" in base a che cosa? In base al mio gusto musicale? e se per anni ho ascoltato solo Ramazzotti e soci? Leggetela attentamente una qualsiasi recensione media: è diventato difficilissimo mettere insieme i pezzi per arrivare alla fine di un articolo perché su certi aspetti si sa perfettamente che si sta per dire qualcosa di così ovvio che forse era meglio lasciare una riga bianca...
Ti faccio un altro esempio musicale, che credo sia più chiaro di tutti gli altri: se la cosidetta Moonlight Sonata viene usata per la colonna sonora di un titolo per C64 posso mettermi a giudicare, anche da profano l'abilità nel riprodurla con i limitati mezzi della macchina. Conoscendo l'originale ad orecchio sento se la versione SID è una riproduzione più o meno fedele e non pretendo certo di sentire tutta l'orchestra... mi basta che sia simile e riconoscibile. La stessa musica, utilizzata per un titolo moderno, potrebbe tranquillamente essere presa da un CD e inserita come traccia della colonna sonora. Ora, nel primo caso da profano potevo tranquillamente evitare di scendere nei dettagli e rimanere a giudicare il lato "tecnologico"... ma nel secondo? Che voto metto alla musica? 3 perché secondo me non lega bene con l'atmosfera del gioco e non mi piace Beethoven? 6 perché mi piace ma preferisco il progressive rock? 10 perché è un capolavoro e come si fa a mettere un brutto voto a Beethoven? Ovviamente in alcuni videogiochi l'ancora di salvezza è l'"uso" che viene fatto dalla musica... ma il discorso non cambia molto...
Studiando cinema e teatro mi hanno fatto studiare anche letteratura, geografia umana, storia della musica, antropologia ecc perché era ovvio che per capire il cinema non basta soltanto guardare i film ma bisogna avere una visione più ampia in modo da poter contestualizzare e superare la mera osservazione della tecnica, che pure è importante. Insomma, non basta sapere la differenza tra piano sequenza e montaggio per essere un esperto di cinema e non basta conoscere tutti i film del mondo dalla A alla Z per capire quello che avviene sullo schermo. Aiuta, certo... ma non basta e me ne sono reso conto guardando il primo Matrix: quante scene di quel film avrei letto in modo fuorviante se non avessi conosciuto bene il mondo dei videogiochi?
Ecco, vorrei che un discorso simile venisse fatto anche per i critici e gli intellettuali dei videogiochi che, finché si parla di videogiochi e videogiochi e videogiochi, sono preparatissimi, ma appena devono fare un saltino più in là slittano pericolosamente (vedi anche il post sulla Suspension of disbelief o quello sul libro di saggi dedicato a Civilization che partiva con un fraintendimento completo dell'Edipo e in cui l'autore dimostrava di fare una citazione di una citazione e di non aver letto direttamente il libro).