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Post - Robot Elettronici

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Scripti / Re: EldaStyle 3.0 (Rearmed. Il blog bello bello)
« il: Luglio 16, 2010, 11:12:52 »
Sulla forma si può discutere, nemmeno io credo sia lecito pubblicare conversazioni private altrui (mentre certamente uno può divulgare ciò che ha scritto di proprio pugno).
Non spetta a noi deciderlo ma si possono invece fare considerazioni sulla sostanza. I toni dello scandalo non ci sono, i pagamenti sono stati effettuati, restano invece grossi dubbi sulla professionalità e su certi atteggiamenti di chi oltre a fornire chiarezza e rispettare la parola data dovrebbe accollarsi i rischi di impresa invece di scaricarli sul dipendente. Questa testimonianza la vedo come un ulteriore tassello sullo via della comprensione dell'editoria in questa fase di transizione dal cartaceo al digitale.
Ma senza dimenticare che tutto ciò si inserisce in un contesto più ampio e non limitato a questo settore specifico.

2
Sulle premesse mi pare che siamo tutti d'accordo:

Non si lavora gratis.

E' un insulto verso sè stessi, un insulto a chi legge la rivista (e coi suoi soldi paga non il collaboratore ma il direttore del service) e anche per i colleghi che vedono svalutata la propria professione.

Quello su cui non sono d'accordo, e mi sembrava giusto farlo notare, è l'atto di spostare l'indignazione dallo sfruttatore allo sfruttato.

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Personalmente mi sono indignato più per la gente che si fa schiavizzare, che per lo schiavizzatore.
Anch'io.

Logica aberrante che non mi trova assolutamente d'accordo.
In base a questo ragionamento si legittima una società da far west in cui vige la legge del più forte. In base a questo ragionamento , la donna che viene stuprata "se lo è voluto lei perchè porta la minigomma". In base a questo ragionamento il pensionato che viene circuito all'interno della propria abitazione da un finto operaio del gas è un povero idiota che se l'è cercata.
Ma non dovrebbe essere compito della società proteggere le fasce deboli? Perchè ognuno deve essere abbandonato a sè stesso e irriso quando viene turlupinato?
Anche l'appassionato di videogiochi che scrive aggratise ha un punto debole, la sua passione appunto. E se posto di fronte ad un personaggio del settore quale questo MetalMark che godeva di un certa fama e credito è anche possibile che sia portato tendenzialmente a dargli fiducia. Eppure c'è sempre qualcuno pronto a gridargli "povero coglione".
Certo, lo sarebbe se dopo esservi caduto una volta perseverasse nel lavorare a gratis. Ma questo è lo scotto che bisogna pagare all'esperienza.

I miei due cent in un discorso che è pura aria fritta e che non c'entra con lo "scandalo" in atto.

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Scripti / TGM speciale retrogaming
« il: Ottobre 27, 2007, 23:41:27 »
Se proprio devo dirla tutta, a mio modesto avviso, siamo già arrivati al punto di non ritorno, ovvero sono le riviste cartacee a trarre giovamento dalla presenza sul web e non viceversa.

Certo, per gli autori di un dato sito può costituire indubbiamente una soddisfazione personale ottenere un riscontro da una realtà editoriale storica, al limite può anche far lievitare di qualche decina di unità il numero degli accessi per qualche giorno, ma di fatto i benefici si esauriscono qui.

Al contrario oggi un mensile di videogichi ha pressochè assoluta necessità di contare sull'appoggio del web (oltre che del CD/DVD) per allargare la propria base di lettori il più possibile.

Detto questo mi fermo, mi piacerebbe entrare nel merito dei contenuti che lo Speciale propone, ma non l'ho ancora letto.

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Scripti / TGM speciale retrogaming
« il: Ottobre 27, 2007, 09:29:24 »
Anche io sono d'accordo con AIO nel ritenere che sarebbe molto bello e romantico se le riviste cartacee citassero qualche realtà presente sul web almeno per quel tanto che basta per riconoscergli il merito di avere creato e consolidato nel tempo, ed in maniera del tutto spontanea e disinteressata, il fenomeno "Retrogame" attraverso siti, forum, blog, newsgroup, e via discorrendo.

Di fatto l'editoria videoludica tradizionale, dovendo costantemente far quadrari i bilanci, ha sempre seguito lo sviluppo tecnologico ancorandosi al mercato del videogioco "appena uscito". In altre parole, non si sarebbe mai avventurata in simili inizative se non avesse constatato un grande interesse da parte delle cosiddette "masse", la GGente, e quindi la (giusta) possibilità di un ritorno economico. Per questa ragione, a mio modesto avviso, tutti le riviste recentemente pubblicate sul videogioco del passato sono in qualche misura debitrici nei confronti di internet.

Ad ogni modo, a parte le riflessioni di cui sopra, non so in che maniera questo Speciale si relazionerà con il web, ma credo proprio che non mancherà qualche link ai maggiori siti nazionali ed internazionali e magari anche qualche box con approfondimenti sui siti più interessanti (non lo so eh, sto ottimisticamente tirando ad indovinare!).
In caso contrario, e forse in apparenza contraddicendomi con quanto ho scritto sopra, non mi sentirei comunque di biasimare tale mancanza, bisogna riconoscere a chiunque, anche alla carta stampata il pieno diritto di esprimersi su qualsiasi argomento, senza obblighi morali verso nessuno.

Peccato comunque per la copertina, veramente brutterrima.

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Machinamenta / Re: Cellulari: Symbian e retrogaming
« il: Agosto 25, 2007, 20:05:57 »
Personalmente ho provato l'emulatore di C64 su Nokia6600 e devo riscontrare che nel suo insieme l'operazione si riassume nel vedere il proprio giochino preferito nello schermino del cellulare. E basta.  ;D
Ben lontana ogni possibilita' di intraprendere sessioni frenetiche di gioco, per intenderci.
Tutti i generi piu' movimentati di fatto sono inaccessibili e si scontrano con i limiti hardware del cellulare: i tasti sono piccoli, impossibile andare in diagonale o ottenere tempi di reazione decenti.
Naturalmente in quest'ottica puo' essere fruibile qualche genere piu' "riflessivo".
A mio avviso la possibilita' di emulazione non e' un fattore di cui tenere conto nell'eventuale scelta di un telefonino, fermo restando che la mia esperienza e' limitata al modello di cui ho parlato inizialmente, quindi e' possibile che in altri modelli il discorso si faccia differente.

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