Ehm.... i Tale of Tales non hanno sviluppato Endless Ocean, il lavoro va attribuito ad Arike. Tale of Tales sono sviluppatori indie, creatori di giochi non giochi (forse per questo prendono così a cuore il caso Endless Ocean) come il catartico The Endless Forest.
Comunque non capisco l'accanirsi su quella review. Eurogamer ha chiaramente un tipo di pubblico a cui rendere conto, al quale rivolgersi. Su questo basa la sua linea editoriale. Peraltro, se non si è così ottusi da fermarsi al voto in fondo alla pagina, la recensione di Eurogamer mette in luce i pregi e i difetti di Endless Ocean (l'unca cosa che potevano risparmiarsi, forse, è il passaggio "As a hobby, brass-rubbing makes more sense"), non è questione di essere hardcore o meno.
Tale of Tales dice che manca una critica non rivolta agli hardocre gamer, ma è colpa di Eurogamer? Siamo seri, dai! Che poi, a ben vedere, la stessa critica "hardcore" non si è fatta frenare dal suo supposto uso di paraocchi quando ha dovuto recensire, e spesso incensare, Brain Training.
Secondo me i Tale of Tales l'hanno fatta fuori dal vaso. Fermo restando che, come scrivi giustamente "non si può recensire qualcosa lamentandosi per quello che manca piuttosto che esaminando quello che c'è. Il discorso è lo stesso di quelli che recensiscono giochi per bambini lamentandosi della loro eccessiva semplicità e non riuscendo a capire che, magari, un ragazzino di sette anni troverà arduo fare quello che a loro risulta semplice e immediato." Ma credo che il caso Eurogamer/EndlessOcean non sia propriamente figlio di questa filosofia.