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Autore Topic: The Indie Game Conundrum  (Letto 671 volte)

Monopoli

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The Indie Game Conundrum
« il: Novembre 13, 2010, 11:30:34 »

Cosa si cela dietro l'anglofono titolo che ricorda il titolo di una puntata di "The Big Bang Theory"?

Si cela il mio complesso quesito.

Allora: un gioco indie, alla base, e' un gioco fatto senza capitali, o con capitali estremamente ridotti e autogenerati. Per questo motivo, visto che una larga fetta dei costi nei videogiochi va nella produzione degli asset, il gioco sara' piuttosto semplice da quel punto di vista, basandosi interamente sulle meccaniche di gioco e sullo stile.
Un gioco indie e' anche un gioco che vede come canale di distribuzione solitamente Internet e come canale di promozione i forum di videogiochi.

Ok, detto questo, come mai i giochi indie di maggior successo sono quelli che usano tecniche da gioco AAA? Tipo Braid (che ha una grafica molto bella e che e' stata MOLTO costosa da fare) o Super meat boy (che ha avuto un supporto di marketing gigantesco)?

Da qui intuiamo che e' tutta finzione: il giocatore indie non vuole il gioco originale perche' e' originale, vuole il gioco che "gli viene detto che e' indie e originale".
Alla fine, se ubisoft sponsorizzasse Assassin's Creed 3 come gioco indie e ci mettesse dentro quattro riferimenti a braid, non mi stupirei se nei forum tematici i giocatori gridassero al capolavoro, dicendo "guarda che grafica hanno fatto questi sviluppatori indie!".

Quindi il giocatore di AAA che compra COD perche' il marketing e' gigantesco (e non perche' gli piace o altro) non e' diverso da quello che compra Super meat boy per lo stesso motivo (e non N+, che e' nettamente meglio, perche' non ha marketing).

Alla fine quindi siamo tutti quanti uguali: ci dicono cosa comprare e sanno come trattarci: al giocatore AAA dicono che un gioco e' bello perche' e' grosso, al giocatore indie dicono che un gioco e' bello perche' e' originale. E noi compriamo e poi diciamo sui forum "e' vero, e' una figata!" che sia vero o no, perche' siamo pappagalli.
« Ultima modifica: Novembre 13, 2010, 11:52:55 da Monopoli »
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Malachi Harkonnen

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #1 il: Novembre 13, 2010, 11:58:16 »

Alla fine quindi siamo tutti quanti uguali: ci dicono cosa comprare e sanno come trattarci: al giocatore AAA dicono che un gioco e' bello perche' e' grosso, al giocatore indie dicono che un gioco e' bello perche' e' originale Artistico. E noi compriamo e poi diciamo sui forum "e' vero, e' una figata!" che sia vero o no, perche' siamo pappagalli.

Mr Rud

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #2 il: Novembre 13, 2010, 12:43:51 »

Alla fine non è molto diverso dalla musica: anche la l'indie di successo è molto edulcorato
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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #3 il: Novembre 13, 2010, 13:02:18 »

Alla fine quindi siamo tutti quanti uguali: ci dicono cosa comprare e sanno come trattarci: al giocatore AAA dicono che un gioco e' bello perche' e' grosso, al giocatore indie dicono che un gioco e' bello perche' e' originale. E noi compriamo e poi diciamo sui forum "e' vero, e' una figata!" che sia vero o no, perche' siamo pappagalli.

Parla per te :asd:
Scherzi a parte: in genere quando prendo un gioco, lo prendo perche' lo reputo il titolo piu' interessante che ancora non ho giocato, a prescindere dalla pubblicita' o quant'altro; poi in genere lo gioco finche' non lo finisco. E se dico "e' una figata" e' perche' lo penso - infatti di solito motivo la mia opinione.

Pero' anch'io ho notato che il punto di principio che esponi e' vero: anche per i vg esiste il marketing, nel bene e nel male, e d'altronde, che siano titoli AAA o indie non importa; sono due mercati diversi con regole, logiche e target diversi e basta. Alla fine, quello che fa il marketing e' "creare bisogni": cioe' tenta di farti dire "devo prendere il gioco della vecchia di merda (TM), perche' le nostre nobilta' esigono il gioco artisico, non un volgare e plebeo CoD" oppure "devo prendere il CoD nuovo perche' e' piu' figo di quello vecchio, e affanculo la vecchia di merda (TM) e chi la idolatra" - in ogni caso, cerca di farti aprire il portafogli (e gia' che c'e', di convincerti che quel gioco e' bello, cosi' vai dagli amici e fai aprire il portafogli anche a loro).
Che poi CoD sia un gioco uguale a tanti altri (ci sono un'infinita' di FPS, da quando e' tornato di moda il genere) e che la vecchia di merda (TM) sia l'equivalente videoludico della merda d'artista (http://it.wikipedia.org/wiki/Merda_d%27artista), e quindi niente di nuovo, c'e' comunque un marketing che ha i suoi canali e mira ai suoi target secondo le strategie che ritiene piu' opportune per raggiungerlo. 

La cosa che mi imbarazza invece e' come la gente possa mediamente non rendersene conto, su questo sono d'accordo. 
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #4 il: Novembre 13, 2010, 13:15:42 »

Aggiungo una provocazione:

come mai la stampa specializzata scopre i giochi indie solo quando i publisher gli mandano i giochi indie che indie non sono (vedi Braid o Limbo e così via)?

Monopoli

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #5 il: Novembre 13, 2010, 13:39:43 »

Aggiungo una provocazione:

come mai la stampa specializzata scopre i giochi indie solo quando i publisher gli mandano i giochi indie che indie non sono (vedi Braid o Limbo e così via)?

Esatto, come i metallari che fanno gli alternativi perche' il metal e' per gli eletti :D
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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #6 il: Novembre 13, 2010, 14:43:49 »

Un'altra analogia si potrebbe fare con gli ultimi oscar: il premio per miglior film è stato dato ad "The Hurt Locker" contro "Avatar". Indipendentemente dalla qualità artistica, il primo è stato annunciato come il piccolo Davide Indie che combatteva contro un Golia ultra blockbuster, quando in realtà il cast secondario era perfettamente triple A (David Morse, Ralph Fiennes, Guy Ritchie) e la regista era precedentemente conosciuta per Point Break (che diciamolo, non era un mostro di significato).

Il fatto è semplicemente psicologico: tutti noi amiamo l'"underdog" e tendiamo a fare il tifo per lui, quando poi è grazioso (come in Braid) allora ci sciogliamo come le quattordicenni con Scamarcio
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #7 il: Novembre 13, 2010, 15:36:30 »

Braid è un bel gioco, come lo sono Limbo o Shank (in maniera minore) o altri. Semplicemente, non sono indie. Sono giochi meno costosi rispetto a un Medal of Honor, ma non sono indie. è che nella testa del lettore e del consumatore non è chiaro cosa è indie e cosa non lo è e, ogni volta che lo si prova a spiegare, ci si sente dire che si vogliono mettere paletti e bla bla bla. Così i grandi publisher stanno fagocitando anche quel mercato di titoli minori che sono arrivati gli esperimenti migliori degli ultimi anni.

Coolcat

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #8 il: Novembre 16, 2010, 11:01:58 »

Braid è un bel gioco, come lo sono Limbo o Shank (in maniera minore) o altri. Semplicemente, non sono indie. Sono giochi meno costosi rispetto a un Medal of Honor, ma non sono indie. è che nella testa del lettore e del consumatore non è chiaro cosa è indie e cosa non lo è e, ogni volta che lo si prova a spiegare, ci si sente dire che si vogliono mettere paletti e bla bla bla. Così i grandi publisher stanno fagocitando anche quel mercato di titoli minori che sono arrivati gli esperimenti migliori degli ultimi anni.

E' proprio la parola "indie" a essere sfigata; genera nicchie che poi fanno tendenza e si sa, quello che fa tendenza poi lo vogliono anche gli altri, ed ecco che tutto si confonde e il marketing delle grosse aziende ci fa i soldi.

Se proprio abolissimo la parola "indie" e dicessimo solo: questo gioco lo ha fatto XXXX da solo, autofinanziandosi, forse  eviteremmo quello che è accaduto con la musica.
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Gendo Ikari

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #9 il: Novembre 23, 2010, 18:45:31 »

Riflessione molto interessante. Basta andare sul blog di IndieGames.com per vedere a intervalli regolari interi post dedicati alla rivelazione di un personaggio sbloccabile per Super Meat Boy o a una feature che sarà implementata in Minecraft... Non dubito della qualità di questi giochi ma quando vedi quello che è considerato un punto di riferimento della community che sembra avere occhi solo per 2-3 giochi a periodi, il sospetto che qualche soldino del loro marketing sia andato a tale copertura è troppo forte.
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Zatoichi

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #10 il: Novembre 23, 2010, 18:55:43 »

Forse il mio riassunto sarà eccessivamente sintetico, ma mi sembra che qui si stia semplicemente dicendo che la pubblicità funziona :uhm:
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Monopoli

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #11 il: Novembre 23, 2010, 22:22:43 »

Forse il mio riassunto sarà eccessivamente sintetico, ma mi sembra che qui si stia semplicemente dicendo che la pubblicità funziona :uhm:

La pubblicita' funziona, ma gli indie non dovrebbero avere i soldi per fare la pubblicita' ;) Capisci che in realta' i giochi "indie" di successo non sono indie? Sono AAA mascherati da indie :D
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Ray

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #12 il: Novembre 23, 2010, 22:44:24 »

pubblicizzati come indie :D
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Doom

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Re: The Indie Game Conundrum
« Risposta #13 il: Novembre 29, 2010, 14:31:24 »

E' proprio la parola "indie" a essere sfigata; genera nicchie che poi fanno tendenza e si sa, quello che fa tendenza poi lo vogliono anche gli altri, ed ecco che tutto si confonde e il marketing delle grosse aziende ci fa i soldi.
Questo è vero per estensione. Nella cinematografia o nel musicale, ad esempio, l'indie può realmente gestire o solo veicolare una prospettiva diversa (si pensi alla riscoperta dovuta al p2p e alle derive dell'oramai pessimo Sundance e all'importanza acquisita nel mercato dei grandi incassi). Ma il videogioco indie te lo devi cercare. Non dispone di alcuna pubblicità e certo non lo trovi sul marketplace. Siamo ancora lontani dalla concezione (e percezione, soprattutto) tipica dei garage-days. Ciò che un tempo era norma indie (shareware o direttamente a pagamento) oggi diventa necessariamente gratuita, si deve lasciare conoscere e scoprire. Poi, in seguito a positivo riscontro, semplicemente smette di essere indie perchè arricchita di contributi spesso esterni (siano essi grafici o puramente gameplay) votati alla grande distribuzione.
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