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Autore Topic: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...  (Letto 1485 volte)

Turrican3

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Re: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...
« Risposta #15 il: Maggio 17, 2010, 16:04:23 »

Non male questo articolo a mio avviso:

http://www.eurogamer.net/articles/toll-booth?page=1

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In short, Project Ten Dollar was designed to reward people for buying new games. Online Pass is designed to punish people for buying second-hand games. That's a subtle but extremely important difference in approach.
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...
« Risposta #16 il: Maggio 17, 2010, 18:05:01 »


Patcher è un pò quello che Maurizio Mosca e Sgarbi sono nella televisione generalista: usasse il pendolino sarebbe simpatico.
Però di buono c'è che ti fa capire quanto sono affidabili i  consulenti finanziari.

Il moscone è schiattato insieme al suo pendolino  :P

Turrican3

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Re: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...
« Risposta #17 il: Novembre 10, 2010, 11:49:41 »

Riuppo questo non-tanto-vecchio thread (nel frattempo EA non demorde...) per una piccola riflessione più approfondita.

Solito thread interessante su NeoGAF a far da spunto, che a sua volta linka questo lunghissimo articolo che mi limito a riassumere per brevità: la tesi è che le software house, potendo misurare (in un certo qual modo indirettamente) attraverso i bilanci delle varie Gamestop et similari gli introiti derivanti dalla vendita di materiale usato, siano molto, molto più propense a combattere questo mercato piuttosto che la pirateria, che non da' riscontri economici altrettanto tangibili.

In effetti negli ultimi tempi iniziative come l'online pass di EA stanno diventando piuttosto comuni, e sembrano avere un fine molto chiaro: prendersi una fetta dei dollaroni fruscianti che finiscono nelle casse dei rivenditori di software usato.

Per me i punti-chiave della faccenda sono:

- quando "accettiamo" di pagare 50/60€ per un gioco, lo facciamo anche con la (implicita) consapevolezza che, se ce ne vogliamo disfare in tempi brevi, possiamo ottenere uno sconto non banale su un ulteriore, successivo acquisto; una politica di online pass o similari impatta sul nostro potere d'acquisto perchè quasi certamente un usato che necessita di un nuovo pass ha un valore inferiore in caso di permuta, ergo è come se lo pagassimo di più nuovo;

- porre dei freni all'usato significa, cercando di guardare un po' più avanti nel tempo, gettare le basi per un DRM fin troppo spinto: perchè è chiaro che l'ideale (per le software house...) sarebbe un gioco che una volta "attivato" su una console divenga inutilizzabile su altre. Magari si può addolcire la pillola legando l'attivazione ad un account, ma la sostanza non cambia di molto: un acquirente, una copia del gioco, impossibilità di fatto di rivendere, praticamente un digital delivery... con copia fisica;

- porre delle limitazioni all'usato (come può essere l'impossibilità di giocare online) da sbloccare previo esborso di quattrini rappresenta anche un qualcosa che non credo abbia eguali in altre categorie merceologiche: immaginate se, volendo disfarsi di una macchina, fosse necessario un intervento - a pagamento - del fabbricante affinchè il motore potesse essere avviato dal nuovo proprietario! come detto in precedenza, appare chiaro che le software house non vedano di buon occhio i bilanci di Gamestop et similari;

Per avere un'idea di cosa si sta parlando sono andato a guardare l'ultimo report finanziario (2009) proprio di Gamestop, che trovate qui:

http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=130125&p=irol-reportsannual

al suo interno si trovano dei numeri molto, molto interessanti, alle pagine 31-32 (46-47 del pdf).

Innanzitutto negli ultimi tre anni (fiscali credo, visto che terminano a fine gennaio) il fatturato è in costante crescita, ed è giunto a oltre 9 milardi di dollari.
E' in crescita anche il "peso" dei giochi usati su questo totale, che è passato dal 22.4% di tre anni addietro al 26.4% attuale. Può sembrare bassino (il nuovo sta al 41.1%), ma ho il sospetto che il numeretto più interessante sia quel che sto per citare: se infatti andiamo a guardare la tabella successiva notiamo che il gross profit sul materiale usato è di oltre 1.1 miliardi di dollari e rappresenta il 46.8% del totale, contro "appena" 795 milioni di dollari (21.3%) del nuovo.

Morale della favola, tremo al solo pensiero che un giorno possano svanire gli shop d'oltremanica (ricevuto ieri Assassin's Creed II Platinum GOTY, pagato la bellezza di... 11 euro :)) e che contemporaneamente possano prendere piede delle misure sempre più punitive nei confronti degli acquirenti.
« Ultima modifica: Novembre 10, 2010, 12:50:05 da Turrican3 »
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Ziggybee

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Re: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...
« Risposta #18 il: Novembre 10, 2010, 12:53:22 »

Le considerazioni di Turrican sono giustissime. Nel mio caso mi riguardano poco, perché preferisco conservare quello che compro e magari comperarlo in ritardo, così non divento povero :)

Io aggiungo solo questa:

Che ne sarà della cultura videoludica?

Ora l'online pass riguarda solo contenuti multiplayer che io considero "a perdere! per la maggior parte dei giochi.

In futuro potrebbe essere esteso ad elementi secondari ma comunque parte integrante del gioco, sino (speriamo mai) ad arrivare a bloccare dei contenuti salienti (ricordiamo l'idea di Sony di bloccare i finali dei giochi per contrastare l'usato). Questo potrebbe diventare un problema.

L'altro, figlio di questa visione, è la distribuzione digitale. E' un sistema a perdere anche questo. Come i libri digitali (ora che i modaioli li hanno fatti diventare mainstream Amazon li prezza ad un costo maggiore di quelli veri!) hanno un vantaggio di praticità per il consumo a breve-medio termine ma saranno catastrofici per "l'archiviazione" a lungo termine.

Niente più biblioteche private di videogiochi, al massimo roba sparpagliata in decine di archivi online. Si è già persa la tradizione della multimedialità del videogioco: nella stragrande maggioranza dei casi i manuali sono guide for dummies e non aggiungono nulla al gioco, così come quasi mai è previsto di arricchire il gioco con qualcosa di utile oltre la promozione, come romanzi, feelies, etc...

Magari non subito ma è naturale che i servizi di DD saranno progressivamente sfrondati del materiale più vecchio o qualitativamente inferiore per non fornire troppe alternative ai consumatori, che le rifuggono. Inoltre consideriamo anche che nessun esercizio commerciale dura per sempre...

Fortuna che ancora c'è la pirateria, direi :)
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Matteo Anelli

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Turrican3

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Re: EA: vuoi andare online con l'usato? Sgancia 10 $...
« Risposta #19 il: Novembre 10, 2010, 13:04:37 »

Nel mio caso mi riguardano poco, perché preferisco conservare quello che compro e magari comperarlo in ritardo, così non divento povero

Idem. :sisi:

Non foss'altro che per il fatto che sono "collezionista inside" e tendo a conservare il 99,9% dei giochi, anche quando li metto da parte perchè non mi han preso subito. A volte li riprendo, pure dopo secoli, altre volte restano lì a fare la muffa per sempre. Ma mi piace pensare che, quando e se voglio, posso sempre giocarci.

Perchè questa considerazione?
Ma è ovvio, perchè un altro dei miei timori, un po' accennato se vogliamo nel punto 2, è che un domani si arrivi a sistemi di attivazione "always on", o quantomeno che forzano un check a ciascuna esecuzione. E se un domani per qualsivoglia motivo (non è mica necessario che il publisher fallisca, potrebbe semplicemente diventare stronzo) staccassero i server di validazione del titolo X, Y o Z, ed io non potessi più giocarci dovrei buttare tutto nel cesso?
« Ultima modifica: Novembre 10, 2010, 13:07:54 da Turrican3 »
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