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Autore Topic: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)  (Letto 3200 volte)

Doom

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #15 il: Novembre 13, 2007, 21:12:00 »

AIO, capisco il tuo punto di vista e in gran parte lo condivido.
E forse è proprio per questo che agli ultimi JRPG (discorso generale, con qualche eccezione) manca una vera e propria identità ben distinta. Si sente la mancanza di una figura di spicco, una persona che, oltre a dirigere i lavori, li indirizza volutamente verso un determinato percorso artistico e narrativo che egli vuole usare e mostrare con tale videogioco. Benchè spesso non si dia tanto "peso" a Sakaguchi, è quasi palese che da quando ha lasciato Square-Enix è venuto a mancare il suo apporto di narratore e "pensatore". Tant'è che la stessa serie di Final Fantasy, sul semplice piano narrativo e stilistico (per quanto concerne le meccaniche di gioco c'è stata ugualmente una evoluzione, soprattutto con il XII) è andata lentamente stagnando. (anche se c'è da dire che Blue Dragon e Lost Odissey sembrano abbastanza "vecchia scuola", e sono sue due ipotetiche creazioni).
In generale credo comunque che sia questo che al momento manca in generale alla scena dei JRPG: game-directors con una chiara visione di ciò che vogliono esprimere e raccontare.
Dici cose giuste anche se la situazione non mi sembra così catastroficamente ripiegata su se stessa. In Square-Enix c'è Nomura che di idee precise sul nuovo corso della società ne ha pure troppe, dirette verso le sue nomurate con i controfiocchi come i Kingdom Hearts o il vasto assortimento di revisionismo nostalgico basato su FFVII (Fabula Nova Crystallis escluso). C'è Matsuno che ogni tanto spunta e lascia il segno ma troppo discontinuo per poterci fare affidamento. Per il resto, credo che le direzioni artistico-stilistiche di Atlus, Gust o Level-5 siano subito riconoscibili e vadano tenute d'occhio anche per questo. Facciamo presto a buttarci dentro anche i tri-Ace (dal glorioso passato in seno a Namco) e quelli di Grasshopper (sperando abbiano intenzione di proseguire il discorso iniziato da Contact) per chiudere parzialmente il cerchio di un mercato oggi non meno vitale ed interessante rispetto a qualche lustro fa.
Il problema è che il genere non offre spunti di innovazione così freqenti, è normale trovare i migliori esponenti tra il retrogame. O meglio, i titoli originali e particolari ci sono ma o non funzionano completamente, o non acchiappano una gran fetta di pubblico o non vengono presi come basi per il futuro, come succede invece in altri generi.
La passata generazione ha visto un'ottima carrellata di esponenti, anche se si è dovuto aspettare parecchio, il fatto è che nessuno IMHO ha offerto un impianto narrativo così sviluppato e di alto livello come i titoli citati poco sopra da AIO. Discorso diverso per il gameplay, dove abbiamo assistito ad ottimi esempi di nuove idee: per esempio io per il futuro del genere prenderei come base la struttura aperta di FFXII, che riesce a dare una libertà non indifferente al giocatore soprattutto rispetto alla trama generale.
Da appassionato del genere riesco a godermi il presente (anche se ora per farmi 100 ore di gioco mi servono almeno 2 mesi...) il problema è che i fasti dell'era 32 bit non si raggiungono da parecchio sia come qualità che come quantità.
Non vedo perchè un genere debba necessariamente offrire continui spunti di innovazione. La formula RTS è uguale da quindici anni salvo diversificarsi all'intero di precisi brand, stessa cosa per i giochi di guida, i picchiaduro o altro. I due Digital Devil Saga, Lucifer's Call (o Nocturne che dir si voglia) e Devil Summoner rimangono Shin Megami Tensei, hanno numerose caratteristiche comuni ma dispongono di tanti e tali percorsi distintivi e pienamente personali da essere tre titoli notevolmente differenti fra loro (quasi diretti ad altrettante tipologie di potenziali fruitori, verrebbe da aggiungere). Riguardo FFXII, credo che la ricchezza narrativa vada ricercata nei sottotesti più che nei didascalismi, la storia segue un iter fortemente derivativo ma dispone di alcune intuizioni forti che meritano di essere valutate con attenzione (la città dei profughi o la percezione della guerra da parte degli abitanti di Ivalice, tanto per dirne un paio). Chrono Trigger o Final Fantasy VII hanno molto da offrire al giocatore, in caso contrario non sarebbero classici intramontabili ancora oggi amatissimi. Ma andando oltre l'importanza seminale, hanno davvero una maggiore profondità rispetto a Skies of Arcadia o Grandia II? Dissento poi sul nostalgismo dei fasti del tempo che fu; da come la vedo io, quella di PS2/Dreamcast/Gamecube è stata una generazione colma di idee importanti ed imponenti contributi a livello gameplay, oltre alla varietà artistica suggerita dal design complessivo (vale la pena notare il 2D di Ar Tonelico, pura magia). Abbiamo sicuramente perso qualcosa in fase di sceneggiatura (ma più che ai 32 penso ai 16 bit) ottenendo però una diversificazione del prodotto che - a causa degli esorbitanti costi di sviluppo - difficilmente avrà seguito in epoca 360/Wii/PS3. Ne è diretta conseguenza l'apertura e il rinnovato interesse di molti nei confronti degli handheld; nei prossimi anni sarà DS il nuovo terreno fertile del jrpg.
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Badman

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #16 il: Novembre 15, 2007, 18:01:17 »

Non vedo perchè un genere debba necessariamente offrire continui spunti di innovazione. La formula RTS è uguale da quindici anni salvo diversificarsi all'intero di precisi brand, stessa cosa per i giochi di guida, i picchiaduro o altro. I due Digital Devil Saga, Lucifer's Call (o Nocturne che dir si voglia) e Devil Summoner rimangono Shin Megami Tensei, hanno numerose caratteristiche comuni ma dispongono di tanti e tali percorsi distintivi e pienamente personali da essere tre titoli notevolmente differenti fra loro (quasi diretti ad altrettante tipologie di potenziali fruitori, verrebbe da aggiungere). Riguardo FFXII, credo che la ricchezza narrativa vada ricercata nei sottotesti più che nei didascalismi, la storia segue un iter fortemente derivativo ma dispone di alcune intuizioni forti che meritano di essere valutate con attenzione (la città dei profughi o la percezione della guerra da parte degli abitanti di Ivalice, tanto per dirne un paio).
Un genere non deve innovarsi per forza ma ciò è necessario che accada quando la stagnazione diventa evidente. I titoli da te citati (ma parlerei di Atlus in generale) hanno comunque una forte identità propria in fatto di gameplay che porta comunque ad una diversa interpretazione del solito schema del genere, non è innovazione al 100% ma riescono a distaccarsi dal tradizionale esponente tipo.

Chrono Trigger o Final Fantasy VII hanno molto da offrire al giocatore, in caso contrario non sarebbero classici intramontabili ancora oggi amatissimi. Ma andando oltre l'importanza seminale, hanno davvero una maggiore profondità rispetto a Skies of Arcadia o Grandia II? Dissento poi sul nostalgismo dei fasti del tempo che fu; da come la vedo io, quella di PS2/Dreamcast/Gamecube è stata una generazione colma di idee importanti ed imponenti contributi a livello gameplay, oltre alla varietà artistica suggerita dal design complessivo (vale la pena notare il 2D di Ar Tonelico, pura magia). Abbiamo sicuramente perso qualcosa in fase di sceneggiatura (ma più che ai 32 penso ai 16 bit) ottenendo però una diversificazione del prodotto che - a causa degli esorbitanti costi di sviluppo - difficilmente avrà seguito in epoca 360/Wii/PS3. Ne è diretta conseguenza l'apertura e il rinnovato interesse di molti nei confronti degli handheld; nei prossimi anni sarà DS il nuovo terreno fertile del jrpg.


Non ho giocato Skies of Arcadia e Grandia II, ciò che ha reso punto di riferimento FFVII (ma in generale gli esponenti massimi) è stato l'enorme impianto narrativo ed i personaggi finemente caratterizzati. Nell'ultima generazione non ho trovato nessun picco di questo tipo, considerando che il genere si basa prima di tutto sulla narrazione, sui personaggi e sull'immedesimazione che sul resto degli aspetti. Da qui mi domando il perchè di queste mancanze nei recenti esponenti più famosi, è come se ad un tratto negli FPS la fisica subisse un tracollo qualitativo, giusto per spiegarmi.
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Ziggybee

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #17 il: Novembre 26, 2007, 17:00:43 »

Ma sono l'unico a cui Eternal Sonata è parso una versione for dummies dei JRPG di Level 5 (Dark Chronicle, Dark Cloud, Rogue Galaxy; giusto per citare i più recenti)?
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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #18 il: Novembre 26, 2007, 17:39:24 »

Ma sono l'unico a cui Eternal Sonata è parso una versione for dummies dei JRPG di Level 5 (Dark Chronicle, Dark Cloud, Rogue Galaxy; giusto per citare i più recenti)?

Hmm, sì, per certi versi sì. Ma non è un male, considerando poi la carenza di JRPG su 360.
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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #19 il: Novembre 27, 2007, 11:18:58 »

Ma sono l'unico a cui Eternal Sonata è parso una versione for dummies dei JRPG di Level 5 (Dark Chronicle, Dark Cloud, Rogue Galaxy; giusto per citare i più recenti)?

Hmm, sì, per certi versi sì. Ma non è un male, considerando poi la carenza di JRPG su 360.

Concordoi, un po' come Halo.
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Matteo Anelli

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