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Autore Topic: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)  (Letto 3183 volte)

Ronove

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JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« il: Novembre 09, 2007, 19:34:59 »

Bon, se non vi piace il titolo del thread potete incolpare StM che mi ha dato l'ispirazione. :asd:
Mi sembrava cosa buona et giusta™ aprire un thread per discutere in generale sui JRPG che stiamo giocando, abbiamo giocato, vorremmo giocare, e così via. Per tutte le piattaforme ovviamente (PC incluso, ebbene sì).
Non sarebbe male se questo thread potesse diventare utile anche per coloro che vogliono saperne di più sul genere o semplicemente vogliono avere qualche parere (anche dettagliato) su un determinato jrpg. Di titoli sul quale discutere ce ne sono veramente tanti, io per incominciare colgo la palla al balzo per dare le mie impressioni su Eternal Sonata (per X360) che ho putacaso finito proprio ieri, ma se ci sono altri giochi da tirare in ballo, o domande, o curiosità, fatevi avanti.

Veniamo ad Eternal Sonata... per chi non lo conoscesse:



La trama ha un incipit abbastanza interessante, e mostra Frederic Chopin (il noto compositore polacco) immerso in un sonno profondo, nei suoi ultimi istanti di vita prima della morte (Chopin morì di tubercolosi), durante il quale ha un sogno, un sogno ambientato in un mondo immaginario e fantastico dove lui stesso si ritrova a farne parte, così vero che lo porta a dubitare su cosa sia la realtà e cosa l'immaginazione. Questa è l'ambientazione Eternal Sonata, e da lì comincia anche la storia/avventura di Chopin e dei personaggi (uno in particolare, la ragazzina di nome Polka) con i quali Chopin si ritroverà coinvolto. L'intero gioco ha nella musica il suo tema principale: a parte Chopin, ogni personaggio ha un nome preso direttamente dalla terminologia musicale (che si tratti di uno stile musicale, di un termine tecnico, o di uno strumento) come la ragazzina Polka, o il giovane Allegretto, così come anche le varie locazioni che si visitano (la cittadina portuale di Ritardando, il villagio Tenuto, il castello di Forte, e così via). E ora passiamo agli altri aspetti di questo JRPG. Per facilitarmi il lavoro farò un breve riassunto diviso tra aspetti positivi, negativi, e nella norma.

Aspetti positivi:
- Ambientazione e direzione artistica. Questo gioco ha una palette di colori sensazionale, la varietà di locazioni (benchè alcune ricadano nei classici clichè tipici dei JRPG) e di colori usati per definirle è davvero notevole. Lo stile adottato in generale è davvero azzeccato e si adatta bene al tipo di storia e al tema affrontato.
- Sistema di combattimento. Prima di tutto, i nemici sono visibili prima di cominciare uno scontro (non riesco più a tollerare i JRPG dove partono scontri casuali dal nulla). Ma la cosa più importante è la fase del combattimento vero e proprio, che è un misto tra turni e tempo reale. Ogni personaggio (e nemico) ha il suo turno, durante il quale si può muovere liberamente nell'area di battaglia e aggredire l'avversario come in un hack'n'slash, e occasionalmente usando delle abilità speciali (le quali sono più potenti se si riesce ad infilare una serie di combo prima di eseguirle). Il turno dura una manciata di secondi, e a seconda del livello di gruppo del proprio party questo sistema si evolve costringendo il giocatore a cambiare approccio nel modo con il quale si affrontano gli avversari. E' senz'altro uno dei migliori sistemi di combattimento che abbia mai provato.
- Tanti personaggi da poter scegliere. In diversi JRPG spesso ci si ritrova con quattro o cinque personaggi e niente di più, spesso minando la varietà nell'approccio ai vari scontri con i nemici. Qua ne abbiamo ben dieci (ovviamente non tutti sono disponibili dall'inizio), ognuno con caretteristiche peculari diverse e ognuno con una sua utilità. A seconda dello stile di gioco che si vuole adottare si può costruire il proprio "party da combattimento" come più aggrada (il party che "combatte" è composto da tre personaggi).
- Musiche. Oltre ad alcuni brani di Chopin stesso (che vengono suonati durante alcuni intermezzi storici, tra un capitolo e l'altro del gioco, che raccontano alcuni momenti della vita del compositore), le musiche originali composte per il gioco sono altrettanto notevoli e contribuiscono non poco ad aumentare l'immersione nel gioco.
- Alcuni spunti che si traggono dalla storia e dal "cammino spirituale" di Chopin durante questa avventura sono un buon materiale di riflessione sui sogni e sul loro significato.
- E' un gioco che ha parecchio carisma, nel suo complesso.

Aspetti negativi (e difetti che dir si voglia):
- Longevità. Ho finito il gioco in 31 ore, ma tenete conto che le ultime 10 ore sono state impiegate per esplorare un dungeon "segreto" alla fine del gioco, attraverso il quale si può affrontare l'unica vera e propria quest secondaria. Se si decide di non affrontare questo dungeon facoltativo, la durata complessiva cala a 22 orette totali. Un po' poco per un JRPG.
- Varietà di nemici e ripetitività. Quando si esplora/attraversa un'area, i tipi di avversari/creature che si affrontano è alquanto limitato (3, 4 tipi e stop), il che spesso è causa di monotonia e ripetitività ogni volta che si affronta un combattimento. Non avrebbe guastato se ci fossero state più tipologie di creature e avversari.
- Facilità. E' davvero troppo, troppo facile. Premesso che una volta terminato il gioco per la prima volta è possibile reiniziarlo a difficoltà superiore (mi chiedo se costava così tanto rendere disponibile da subito la difficolà più alta, mah), finendolo una volta solo non si muore quasi mai una volta che si capisce come affrontare i vari avversari e come sfruttare il proprio party. Per inciso, io sono morto UNA SOLA VOLTA all'inizio, quando stavo ancora familiarizzando con le meccaniche di gioco. Anche gli scontri con i vari "boss" (a parte uno leggermente impegnativo) sono fin troppo facili.
- Linearità della trama. Anche se questa è una caratteristica comunissima dei JRPG (che in teoria sarebbe nella norma), la inserisco tra gli aspetti negativi in quanto c'è assenza totale di vere e proprie quest secondarie. L'unica cosa che può essere trattata come quest secondaria è appunto il dungeon facoltativo che ho citato poco sopra, e la ricerca degli spartiti musicali (pezzi di brani musicali che si possono suonare insieme a degli NPC per ottenere degli oggetti in cambio) e... basta. Eppure sono sicuro con anche con una piccola manciata di quest secondarie fatte bene la longevità del gioco sarebbe salita di almeno altre 10 orette buone.

Nella norma:
- Trama generale: a parte gli spunti proposti dall'inserimento di Chopin, del tema del sogno e della morte, il resto della "storia" ambientata nel mondo fantastico è nella norma dei classici JRPG. Il cattivone di turno è l'ennesimo tiranno del luogo, e i protagonisti, chi per un motivo e chi per un altro si ritrovano ad opporlo.
- Personaggi: fatta eccezione per Chopin, il resto dei personaggi rientra più o meno nei classici clichè. Allegretto è il tipico protagonista maschile, orfano e sbarbatello, Polka è la tipica ragazza buona&gentile, poi abbiamo la svitata di turno (Salsa), il fratellino adottivo di Allegretto (Beat), i ribelli di turno (Jazz, Falsetto, Claves), e così via. Anche i cattivi sono i soliti personaggi stereotipati (dal Conte Waltz, cattivone di turno, ai suoi tirapiedi/servitori).

E bon. Credo di aver scritto anche troppo, ma queste sono bene o male le mie impressioni a gioco finito. Non so se lo ricomincerò subito per provarlo a difficoltà più difficile, visto che il pensiero di fare quel dungeon facoltativo a difficoltà hard mi mette i brividi (10 ore per un dungeon... santa pazienza), ma prima o poi probabilmente lo riprenderò in mano. In generale direi che Eternal Sonata mi ha lasciato una buona impressione, non è esente da difetti ma resta comunque un buonissimo titolo, e soprattutto ha apportato qualche piccola innovazione nel gameplay (il sistema di combattimento su tutti) che spero venga ripresa in futuri JRPG, sia da parte della Tri-Crescendo stessa che da parte di altri sviluppatori. Il tema del sogno poteva essere approfondito molto meglio (alla fine viene tirato in ballo all'inizio, a metà gioco e alla fine, stop) visto che trovo che fosse una tematica decisamente originale. Ora c'è solo da sperare che i futuri JRPG della Tri-Crescendo possano solo migliorare. :sisi:
« Ultima modifica: Novembre 09, 2007, 19:46:59 da ZeAvIs »
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Emack

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #1 il: Novembre 09, 2007, 20:04:40 »

Penso di fare mio Eternal Sonata, mi ispira moltissimo l'ambientazione. Però è un JRPG, temo di lasciarlo a prendere polvere in libreria...
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Emanuele Colucci.

Ronove

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #2 il: Novembre 10, 2007, 19:14:13 »

Penso di fare mio Eternal Sonata, mi ispira moltissimo l'ambientazione. Però è un JRPG, temo di lasciarlo a prendere polvere in libreria...

Avversione verso il genere?
In effetti non saprei se consigliarlo anche per chi non è un appassionato dei JRPG. Anche se c'è da dire che, data la longevità e il sistema di combattimento ben riuscito, questo gioco è senza dubbio user-friendly anche per chi vuole cominciare a familiarizzare con questo genere di giochi. Viceversa, un appassionato di JRPG potrebbe desiderare un po' di più. Vedi tu, se riesci a trovarlo anche usato ad un buon prezzo, dagli una chance.

Discorsetto a parte invece per quelli che sono interessati a JRPG su PC, appena ho un po' di tempo vedrò di realizzare un piccolo hands-on su Ys: Oath in Felghana, della Falcom, un action jrpg che è stato tradotto in inglese grazie ad una traduzione amatoriale.
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Mario Morandi

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #3 il: Novembre 11, 2007, 08:46:25 »

Io e il sig. Radical Dreamer eravamo giusto ieri in chat dubbiosi su questo Eternal Sonata.
Abbiamo concluso che bene o male, oggi i Jrpg sono fatti un po' troppo con lo stampino.
Sono produzioni per persone già appassionate per questo genere, e difficilmente appassioneranno chi non lo è.
Complimenti per l'utile analisi, ma per come la vedo io è meglio recuperare le pietri miliari del passato: ci credereste, ho giocato e finito da pochissimo tempo Phantasy Star IV (1994) su PSP grazie alla Sega Megadrive collection...
A tutti i non appassionati consiglio di provare con Chrono Trigger, Chrono Cross, Xenogears e Final Fantasy VII.
Se non funziona con nessuno di questi metteteci pure una croce sopra.  ;)
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Doom

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #4 il: Novembre 11, 2007, 13:56:30 »

Il recupero vintage è cosa bella e giusta ma lo sconsiglio se fatto col paraocchi. Vivendo nel passato rischierete di perdere di vista i titoli che la storia del jrpg la stanno facendo oggi, salvo poi riscoprirli magari tra qualche lustro come oggi alcuni riscoprono pietre miliari all'epoca ingiustamente sottovalutate (Chrono Trigger e Final Fantasy VII sono famosi come pochi ma provate a chiedere di Terranigma o Suikoden III e tutti cascheranno subito dalle nuvole..).
Shin Megami Tensei DDS e Xenosaga vanno scoperti e capiti ora, non fra vent'anni. Ho apprezzato anche i tentativi di svecchiamento operati su Final Fantasy XII, titolo che in quanto a giocabilità non credo abbia nulla da invidiare ai più blasonati predecessori (e riprendersi dallo scivolone del X operando un segmento naturale di Vagrant Story, oltre che della saga tutta, non è cosa da poco). Pure il classicissimo Dragon Quest VIII rappresenta l'apice della maturità di un sistema affinato nel tempo che ho trovato decisamente intrigante e assai meno banale di quanto possa lasciare intuire il comparto narrativo. Poi nessuno parla mai della migliore sceneggiatura scritta per un gioco PS2 (unita ad una eccellente giocabilità) ovvero Suikoden V... E ancora gli ultimi famosi bidimensionali; Valkyrie Profile 2: Silmeria e Odin Sphere (anche se quest'ultimo fortemente orientato verso derive action). Di carne al fuoco cotta al punto giusto non ce n'è poca, basta avere la curiosità per addentarla (chiaro che se poi non piace il genere c'è ben poco da fare per evitare la più mortale delle noie).
Sono produzioni per persone già appassionate per questo genere, e difficilmente appassioneranno chi non lo è.
Questo mi sembra possa valere per tutte le tipologie che prevedono una determinata rigidità all'interno delle proprie basilari procedure ludiche (prive di commistioni, generi puri). Anche un simulatore sportivo difficilmente appassionerà chi è avezzo ai soli arcade, per non parlare di tattici e gestionali.. Faccio solo notare quanto degli stilemi da jrpg sia stato raccolto negli ultimi anni; dal sistema di crescita alla concezione di "party".
« Ultima modifica: Novembre 11, 2007, 14:00:53 da Doom »
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Monopoli

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #5 il: Novembre 11, 2007, 17:28:01 »

Io l'ho preso, ma mi urta molto vedere chopin con i capelli viola che pesta con un bastone dei troll giganti.
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Ronove

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #6 il: Novembre 11, 2007, 18:05:33 »

Io e il sig. Radical Dreamer eravamo giusto ieri in chat dubbiosi su questo Eternal Sonata.
Abbiamo concluso che bene o male, oggi i Jrpg sono fatti un po' troppo con lo stampino.
Sono produzioni per persone già appassionate per questo genere, e difficilmente appassioneranno chi non lo è.
Complimenti per l'utile analisi, ma per come la vedo io è meglio recuperare le pietri miliari del passato: ci credereste, ho giocato e finito da pochissimo tempo Phantasy Star IV (1994) su PSP grazie alla Sega Megadrive collection...
A tutti i non appassionati consiglio di provare con Chrono Trigger, Chrono Cross, Xenogears e Final Fantasy VII.
Se non funziona con nessuno di questi metteteci pure una croce sopra.  ;)

Ah beh ovviamente se consiglio dei JRPG per chi vuole cominciare, e se tale persona non "schifa" titoli di passate generazioni, io ho sempre consigliato i vari Seiken Densetsu 2, Chrono Trigger, Final Fnatasy, Ys, e così via. Però supponendo che mi si chiedesse di consigliare un JRPG tra i più recenti, questo Eternal Sonata pur con i suoi difetti, mi sembra un buon titolo per cominciare a familiarizzare con il genere. Per il resto sono completamente d'accordo con te. Ormai la stragrande maggioranza dei JRPG riprendono costantemente tante caratteristiche e cliche che è davvero difficile trovare qualche cosa di veramente nuovo, non solo a livello di meccaniche di gioco ma anche a livello puramente stilistico. Come ho sottolineato nel mio hands-on, lo stesso Eternal Sonata poteva concentrare meglio trama, narrazione e temi più verso il "sogno" e la sua relazione con la morte, ma alla fine queste due tematiche vengono affrontante solo all'inizio e alla fine, e vengono letteralmente messe da parte durante il gioco lungo il quale prende piede la tipica storiella dei jrpg dei "buoni vs i cattivi". C'era uno spunto interessante, ma andava decisamente approfondito. E questa cosa non è limitata solo ad Eternal Sonata ma anche a tanti altri jrpg che spesso hanno delle ottime premesse, ma continuano a percorrere la stessa strada battuta da altri titoli in passato. Paura da parte dei designers, scriptwriters etc di trovare nuovi espedienti narrativi, di proporre temi nuovi o diversi dalla solita solfa? Se è vero che dal lato delle meccaniche di gioco si stanno facendo dei piccoli passi avanti (è il caso di Eternal Sonata con il suo sistema di combattimento, o di Persona 3 con la sua interessante strutturazione tra fasi giornaliere e notturne, o di Final Fantasy XI e XII con il gambit system), dal lato delle tematiche, della narrazione, della caratterizzazione dei personaggi, siamo ancora fermi.

Io l'ho preso, ma mi urta molto vedere chopin con i capelli viola che pesta con un bastone dei troll giganti.
:asd:
E' il tipico stile giapponese, personaggi dal design e dal look alquanto bizzarro.
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Mario Morandi

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #7 il: Novembre 12, 2007, 14:28:38 »

Che bello, penso che con Zeavis e Doom si possa fare un discorso culturale di ottimo livello.
Parto con Doom, ci sono alcune cose da chiarire da parte mia, e considerazioni sue sui singoli titoli citati che a volte condivido e volte no.

Citazione
Il recupero vintage è cosa bella e giusta ma lo sconsiglio se fatto col paraocchi. Vivendo nel passato rischierete di perdere di vista i titoli che la storia del jrpg la stanno facendo oggi, salvo poi riscoprirli magari tra qualche lustro come oggi alcuni riscoprono pietre miliari all'epoca ingiustamente sottovalutate (Chrono Trigger e Final Fantasy VII sono famosi come pochi ma provate a chiedere di Terranigma o Suikoden III e tutti cascheranno subito dalle nuvole..).
Il primo chiarimento che ho da fare riguarda il recupero "vintage" (dicamo così, anche se tendenzialmente preferisco utilizzare simili denominazioni dai sistemi a 8 bit in giù): si tratta di una reazione logica e naturale a chi ha vissuto un periodo di splendore videoludico ed è comunque alla costante ricerca di qualcosa di nuovo, inteso come "nuova esperienza", ma soprattutto di qualcosa di intenso.
Se le nuove uscite non soddisfano, non innovano abbastanza, hanno poco carattere e carisma, si preferisce recuperare quel titolone tanto desiderato ma per qualche motivo mai giocato, mai avuto.
Anche perché il tempo libero a disposizione diventa sempre più prezioso col passare degli anni, e quindi va investito in videogiochi che valgano davvero la pena di essere giocati e finiti. Soprattutto nel caso dei JRPG, in cui le ore da investire sono parecchie.
Ovviamente questo resta un discorso puramente soggettivo, ma penso anche largamente condivisibile.

Citazione
Shin Megami Tensei DDS e Xenosaga vanno scoperti e capiti ora, non fra vent'anni.
Appoggio questo discorso, però a conti fatti sono titoli della scorsa generazione. Per come la vedo io, ogni momento è buono per appassionarsi a un genere videoludico, ma è anche vero che ogni genere videoludico ha dei punti cardinali di riferimento, dei titoli evergreen facilmente identificabili (lo stesso vale per il cinema e i generi cinematografici): per questo ho citato quei quattro titoli fondamentali, tra l'altro escludendo il discorso "action-rpg", che vedo comunque distante dall'esperienza party/turni e così via.

Citazione
Ho apprezzato anche i tentativi di svecchiamento operati su Final Fantasy XII, titolo che in quanto a giocabilità non credo abbia nulla da invidiare ai più blasonati predecessori (e riprendersi dallo scivolone del X operando un segmento naturale di Vagrant Story, oltre che della saga tutta, non è cosa da poco).
Ecco, qui abbiamo un punto di vista completamente differente su Final Fantasy XII. Non lo vedo come un tentativo di svecchiamento, ma come una tardiva svegliata da parte di Square-Enix sulle orme ben consolidate lasciate da... Bioware. Negli ultimi anni con Star Wars KOTOR e Jade Empire l'occidente ha saputo dare una bella lezione alla scuola orientale, troppo vittima dei suoi cliché formali e contenutistici. Il risultato? Per come la vedo io Final Fantasy XII sa ripetere le stesse cose fino alla nausea, senza mai decollare veramente a livello epico-narrativo. Assomiglia a un prodotto confezionato da mani attente e laboriose sì, ma non a una vera e propria opera. La giocabilità è radicalmente differente dai canonici JRPG a turni: finalmente, verrebbe da dire, se il sistema di automatismi non permettesse al giocatore di vincere battaglie su battaglie senza muovere un dito.
Un segmento "naturale" di Vagrant Story, tu dici? Io direi pure "forzato"(e comunque appena accennato), Matsuno del resto ha dovuto abbandonare il timone della nave nel bel mezzo del progetto e la cosa si vede. Ma forse era un progetto troppo grande sulla carta per essere realizzato completamente.

Citazione
Pure il classicissimo Dragon Quest VIII rappresenta l'apice della maturità di un sistema affinato nel tempo che ho trovato decisamente intrigante e assai meno banale di quanto possa lasciare intuire il comparto narrativo.
Questo senz'altro. Qui siamo all'esatto opposto di Final Fantasy XII, ossia ciò che manca a Dragon Quest VIII è il fattore innovazione.
Ma per il resto siamo a una grande reprise di ciò che è stato il JRPG, per come la vedo io addirittura troppo canonico, ma come dici tu per nulla banale.

Citazione
Poi nessuno parla mai della migliore sceneggiatura scritta per un gioco PS2 (unita ad una eccellente giocabilità) ovvero Suikoden V...
Questo lo ignoro, lo ha giocato mio fratello. Se dici poi che nessuno ne parla mi incuriosisci, ora vedrò sicuramente di provarlo.
 
Citazione
E ancora gli ultimi famosi bidimensionali; Valkyrie Profile 2: Silmeria e Odin Sphere (anche se quest'ultimo fortemente orientato verso derive action). Di carne al fuoco cotta al punto giusto non ce n'è poca, basta avere la curiosità per addentarla (chiaro che se poi non piace il genere c'è ben poco da fare per evitare la più mortale delle noie).
Sicuro è che se parliamo a un pubblico abituato a prendere in considerazione molto di più le ultime uscite il "titolo giusto" potrebbe essere più di uno.
Conta molto anche il momento giusto, pensiamo a quanti in Italia si sono appassionati al genere con Final Fantasy 8. Il primo JRPG della serie (e forse non solo) tradotto in Italiano, con un comparto tecnico ai vertici di allora. Ma sono convinto che Final Fantasy 8 non sia un grande candidato per rappresentare al meglio tutte le buone qualità del genere, così come sono convinto che i titoli cardine da provare assolutamente siano altri.
Che ne so, per me è come quando un cinefilo mi consiglia un film di genere "valido" uscito di recente piuttosto che un classico o un capolavoro di genere di molti anni prima che io non ho mai visto. Per i videogiochi è più dura fare questo discorso per via del gap tecnologico, ma chi è cresciuto a pane e videogame un gioco di dieci anni fa mai giocato se lo gode come se fosse uscito ieri.
E' tutto qui il succo del mio discorso..  ;)

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E questa cosa non è limitata solo ad Eternal Sonata ma anche a tanti altri jrpg che spesso hanno delle ottime premesse, ma continuano a percorrere la stessa strada battuta da altri titoli in passato. Paura da parte dei designers, scriptwriters etc di trovare nuovi espedienti narrativi, di proporre temi nuovi o diversi dalla solita solfa?
Ora rispondo a Zeavis: io sono comunque sempre ottimista verso il futuro, ma dobbiamo fare i conti con la realtà.
Non siamo "noi" (inteso come ultraventenni, specie se con meno risorse di tempo e fondi da investire in videogames per via di affitto, spesa, vita indipendente in generale) quelli che finanziano il mercato oggi. Per dire, comprare un gioco usato non ha alcuna incidenza per il mercato. E quindi è normalissimo trovarsi un domani con Final Fantasy XIII e Final Fantasy versus XIII, due titoli (apparentemente truzzissimi) al prezzo di due ad uso e consumo dei preadolescenti o poco più di mezzo mondo.
Sono convinto che il finanziamento maggiore arrivi da genitori verso bambini in età elementare, piegati dai capricci. Questo ragionamento deriva da un'esperienza diretta sul posto di lavoro...  :-\

Per cui è bello poter dare dei consigli ma il fine ultimo è quello di prendere coscienza di ciò che si vuole, tentando di riuscire a finanziarlo ad ogni costo se si crede in ciò che ci piace.



« Ultima modifica: Novembre 12, 2007, 14:35:00 da AIO »
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Badman

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #8 il: Novembre 12, 2007, 18:01:07 »

Il recupero vintage è cosa bella e giusta ma lo sconsiglio se fatto col paraocchi. Vivendo nel passato rischierete di perdere di vista i titoli che la storia del jrpg la stanno facendo oggi, salvo poi riscoprirli magari tra qualche lustro come oggi alcuni riscoprono pietre miliari all'epoca ingiustamente sottovalutate (Chrono Trigger e Final Fantasy VII sono famosi come pochi ma provate a chiedere di Terranigma o Suikoden III e tutti cascheranno subito dalle nuvole..).
Shin Megami Tensei DDS e Xenosaga vanno scoperti e capiti ora, non fra vent'anni. Ho apprezzato anche i tentativi di svecchiamento operati su Final Fantasy XII, titolo che in quanto a giocabilità non credo abbia nulla da invidiare ai più blasonati predecessori (e riprendersi dallo scivolone del X operando un segmento naturale di Vagrant Story, oltre che della saga tutta, non è cosa da poco). Pure il classicissimo Dragon Quest VIII rappresenta l'apice della maturità di un sistema affinato nel tempo che ho trovato decisamente intrigante e assai meno banale di quanto possa lasciare intuire il comparto narrativo. Poi nessuno parla mai della migliore sceneggiatura scritta per un gioco PS2 (unita ad una eccellente giocabilità) ovvero Suikoden V... E ancora gli ultimi famosi bidimensionali; Valkyrie Profile 2: Silmeria e Odin Sphere (anche se quest'ultimo fortemente orientato verso derive action). Di carne al fuoco cotta al punto giusto non ce n'è poca, basta avere la curiosità per addentarla (chiaro che se poi non piace il genere c'è ben poco da fare per evitare la più mortale delle noie).
Il problema è che il genere non offre spunti di innovazione così freqenti, è normale trovare i migliori esponenti tra il retrogame. O meglio, i titoli originali e particolari ci sono ma o non funzionano completamente, o non acchiappano una gran fetta di pubblico o non vengono presi come basi per il futuro, come succede invece in altri generi.
La passata generazione ha visto un'ottima carrellata di esponenti, anche se si è dovuto aspettare parecchio, il fatto è che nessuno IMHO ha offerto un impianto narrativo così sviluppato e di alto livello come i titoli citati poco sopra da AIO. Discorso diverso per il gameplay, dove abbiamo assistito ad ottimi esempi di nuove idee: per esempio io per il futuro del genere prenderei come base la struttura aperta di FFXII, che riesce a dare una libertà non indifferente al giocatore soprattutto rispetto alla trama generale.
Da appassionato del genere riesco a godermi il presente (anche se ora per farmi 100 ore di gioco mi servono almeno 2 mesi...) il problema è che i fasti dell'era 32 bit non si raggiungono da parecchio sia come qualità che come quantità.
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Ronove

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #9 il: Novembre 12, 2007, 18:04:22 »

Ora rispondo a Zeavis: io sono comunque sempre ottimista verso il futuro, ma dobbiamo fare i conti con la realtà.
Non siamo "noi" (inteso come ultraventenni, specie se con meno risorse di tempo e fondi da investire in videogames per via di affitto, spesa, vita indipendente in generale) quelli che finanziano il mercato oggi. Per dire, comprare un gioco usato non ha alcuna incidenza per il mercato. E quindi è normalissimo trovarsi un domani con Final Fantasy XIII e Final Fantasy versus XIII, due titoli (apparentemente truzzissimi) al prezzo di due ad uso e consumo dei preadolescenti o poco più di mezzo mondo.
Sono convinto che il finanziamento maggiore arrivi da genitori verso bambini in età elementare, piegati dai capricci. Questo ragionamento deriva da un'esperienza diretta sul posto di lavoro...  :-\

Per cui è bello poter dare dei consigli ma il fine ultimo è quello di prendere coscienza di ciò che si vuole, tentando di riuscire a finanziarlo ad ogni costo se si crede in ciò che ci piace.

Questa è la "dura" legge di mercato che ormai ha impermeato anche il mondo ludico da tanti tanti anni. Se una quindicina di anni fa degli sviluppatori potevano correre un "rischio" e provare a sperimentare soluzioni diverse (anche dal semplice punto di vista di tematiche ed elementi narrativi), ora sempre meno persone (publisher in primis) sono disposti a tentare approcci completamente nuovi. Ragione per il quale, come hai sottolineato tu, la stragrande maggioranza dei JRPG sono fatti con lo stampino, e quei pochi che provano a proporre qualcosa di nuovo, o vengono "castrati" durante lo sviluppo, o non hanno un gran successo perchè non riescono a far breccia nei gusti del consumatore medio, ormai assuefatto e abituato ad una determinata impostazione (il gioco deve essere così, i personaggi devono essere in tal maniera, idem per la narrazione, e così via). Io personalmente non disdegno i titoli fatti secondo i classici canoni, se sono fatti bene, ma sono anche arrivato ad un punto al quale non mi dispiacerebbe vedere un tentativo (almeno un tentativo) di evoluzione per quello che riguarda gli elementi narrativi che compongono un JRPG. Esempio recente di tentativo interessante (sia per gameplay che per spunti narrativi) è Subarashiki Kono Sekai, JRPG della Square-Enix per DS, che guardacaso ha venduto bene in Giappone sono nella prime due settimane salvo poi scivolare nell'oblio. Eppure mi chiedo: se lo stesso consumatore medio si è stufato delle classiche meccaniche di gioco (il fatto che sia Final Fantasy XII, Persona 3, o Eternal Sonata propongano innovazioni sotto questo aspetto è un segnale), perchè non avviene altrettanto per quanto concerne le tematiche, la narrazione, e lo stile?
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #10 il: Novembre 12, 2007, 18:17:28 »

La stagnazione dei generi è un processo fisiologico. Non riesco a ricordare, a memoria, un genere che sia riuscito ad innovarsi continuamente. Solitamente ci sono dei precursori che fissano i canoni e chi viene dopo parte da quelli, copiando, modificando o rivoluzionando. è anche vero che solitamente l'utenza è ben poco ricettiva verso le innovazioni, non dimentichiamolo. Per poter sorvolare sull'originalità, la critica e, come pecore, i lettori, si è inventata che l'originalità, in fondo, conta poco o nulla. Non per niente prodotti originali ma con un valore produttivo limitato (es Pathologic ma anche l'RTS Perimeter) vengono "emarginati" mentre prodotti standard dai valori produttivi elevatissimi (vedi Crysis, tanto per fare un esempio mooolto recente) vengono osannati anni prima dell'uscita.
i JRPG non fanno eccezione. I due filoni principali, quello alla Zelda e quello alla Final Fantasy hanno dei tratti riconoscibilissimi che sono evidenti anche nei prodotti più recenti, nonostante l'evoluzione tecnologica e le variazioni nel gameplay.
Personalmente ho adorato moltissimi titoli dell'epoca 16 bit (non mi metto ad elencarli perché altrimenti tiro alla lunga) ma con il passare degli anni, la necessità di avere molte ore di gioco a disposizione per portarli a termine, mi ha spesso fatto desistere. Ultimamente sto riscoprendo il genere grazie al DS, che per ora non ha grandi capolavori ma si difende bene.

Onslaught

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #11 il: Novembre 12, 2007, 19:42:15 »

Io e il sig. Radical Dreamer eravamo giusto ieri in chat dubbiosi su questo Eternal Sonata.
Abbiamo concluso che bene o male, oggi i Jrpg sono fatti un po' troppo con lo stampino.
Sono produzioni per persone già appassionate per questo genere, e difficilmente appassioneranno chi non lo è.
Non posso che concordare anche io: è proprio così,molti jrpg sono quasi un fan service,infatti si riciclano spesso e volentieri le ambientazioni,le situazioni,l'impianto di gioco,persino il gioco intero(vedi i molti remake usciti negli ultimi anni).
La voglia di rischiare non c'è più,anche perchè,passato il periodo d'oro della playstation(durato poco,invero: nemmeno per tutta la vita della console),in cui,sull'onda dell'entusiasmo per final fantasy VII e VIII arrivava molto anche in occidente,ormai il genere è di nicchia(a parte il già citato final fantasy e poco o null'altro)fuori dal Giappone,ergo nessun o quasi investe su formule(leggi impianti di gioco)che potrebbe non piacere allo zoccolo duro e lasciare indifferenti gli altri.
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Mario Morandi

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #12 il: Novembre 13, 2007, 09:05:21 »

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Eppure mi chiedo: se lo stesso consumatore medio si è stufato delle classiche meccaniche di gioco (il fatto che sia Final Fantasy XII, Persona 3, o Eternal Sonata propongano innovazioni sotto questo aspetto è un segnale), perchè non avviene altrettanto per quanto concerne le tematiche, la narrazione, e lo stile?
Probabilmente per un motivo di base fondamentale: nel mercato videoludico il regista e la direzione di gioco vengono troppo svalutati.
Si punta al kolossal che impiega centinaia di persone, ma solitamente viene realizzato da tecnici specialisti che operano su un soggetto pensato a compiacere un determinato pubblico sotto la guida dei produttori, e non di un vero director.

Questo accade anche nel mondo del cinema, figuriamoci con i videogames...
Final Fantasy X, nonostante non sia esattamente il massimo come JRPG, ci fa avvertire comunque la mano inconfondibile di Sakaguchi e il suo modo di esprimersi.
Non a caso il celebre story-teller nipponico ha sentito di dover abbandonare Square-Enix (la barca che affonda?) e di fondare uno studio personale (Mist Walker): vedremo come riusciranno i titoli in lavorazione.

Certo, non mi illudo che le cose migliorino in questo periodo economicamente incerto per il mercato videoludico.
Dire che bisognerebbe lasciare molto più spazio all'espressione individuale sarebbe altrettanto utopico, ma sono certo che sia questo l'unico modo per realizzare qualcosa di davvero coinvolgente.

@Karat:
Sì, è chiaro che è una stagnazione dei generi è fisiologica, ma se dura da troppo tempo è necessario che il genere venga rilanciato alla grande da un titolo che riesca ad innovare integrando perfettamente i topoi della sua categoria, unito a un comparto tecnico che sappia stupire ed esprimere al tempo stesso.
Esempio recente, Resident Evil 4.
Poi benvengano soprattutto i titoli talmente nuovi ed espressivi come Shadow of the Colossus o Katamari Damacy, potenzialmente in grado di dare uno scossone alla critica e al mercato... dico potenzialmente, perché purtroppo la stampa specializzata tende a voler inquadrare tutto in categorie predefinite, e non riuscendoci preferisce assumere un atteggiamento quantomeno freddino.
Addirittura mi è capitato di riscontrare tra chi cura le riviste cartacee una mentalità talmente assuefatta al franchise-system che al cospetto di un titolo realmente innovativo assume una posizione del tipo: "non male come primo tentativo, migliorerà coi seguiti"...  :'(
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #13 il: Novembre 13, 2007, 09:37:36 »

Il problema di molti di quelli che scrivono di videogiochi è che non vanno oltre la descrizione di "appassionato che sa copiare lo stile degli articoli d'impostazione classica".
Lo schema è: i blockbuster dettano le leggi del mercato, tutto ciò che tenta di differenziarsi troppo viene visto con diffidenza e viene snobbato.
La complicità dei lettori, in questo processo, è decisiva. Non nascondiamoci dietro ad un dito: se il lettore medio pretendesse la nascita di una vera critica videoludica, la stampa specializzata dovrebbe adattarsi. Ma il lettore medio vuole solo il voto alla fine dell'articolo che gli confermi quanto è bello il gioco che la pubblicità gli ha già, mentalmente, venduto.

Ronove

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Re: JRPGs in tutte le salse (niente Final Fantasy)
« Risposta #14 il: Novembre 13, 2007, 15:24:26 »

Citazione
Eppure mi chiedo: se lo stesso consumatore medio si è stufato delle classiche meccaniche di gioco (il fatto che sia Final Fantasy XII, Persona 3, o Eternal Sonata propongano innovazioni sotto questo aspetto è un segnale), perchè non avviene altrettanto per quanto concerne le tematiche, la narrazione, e lo stile?
Probabilmente per un motivo di base fondamentale: nel mercato videoludico il regista e la direzione di gioco vengono troppo svalutati.
Si punta al kolossal che impiega centinaia di persone, ma solitamente viene realizzato da tecnici specialisti che operano su un soggetto pensato a compiacere un determinato pubblico sotto la guida dei produttori, e non di un vero director.

Questo accade anche nel mondo del cinema, figuriamoci con i videogames...
Final Fantasy X, nonostante non sia esattamente il massimo come JRPG, ci fa avvertire comunque la mano inconfondibile di Sakaguchi e il suo modo di esprimersi.
Non a caso il celebre story-teller nipponico ha sentito di dover abbandonare Square-Enix (la barca che affonda?) e di fondare uno studio personale (Mist Walker): vedremo come riusciranno i titoli in lavorazione.

Certo, non mi illudo che le cose migliorino in questo periodo economicamente incerto per il mercato videoludico.
Dire che bisognerebbe lasciare molto più spazio all'espressione individuale sarebbe altrettanto utopico, ma sono certo che sia questo l'unico modo per realizzare qualcosa di davvero coinvolgente.

E forse è proprio per questo che agli ultimi JRPG (discorso generale, con qualche eccezione) manca una vera e propria identità ben distinta. Si sente la mancanza di una figura di spicco, una persona che, oltre a dirigere i lavori, li indirizza volutamente verso un determinato percorso artistico e narrativo che egli vuole usare e mostrare con tale videogioco. Benchè spesso non si dia tanto "peso" a Sakaguchi, è quasi palese che da quando ha lasciato Square-Enix è venuto a mancare il suo apporto di narratore e "pensatore". Tant'è che la stessa serie di Final Fantasy, sul semplice piano narrativo e stilistico (per quanto concerne le meccaniche di gioco c'è stata ugualmente una evoluzione, soprattutto con il XII) è andata lentamente stagnando. (anche se c'è da dire che Blue Dragon e Lost Odissey sembrano abbastanza "vecchia scuola", e sono sue due ipotetiche creazioni).
In generale credo comunque che sia questo che al momento manca in generale alla scena dei JRPG: game-directors con una chiara visione di ciò che vogliono esprimere e raccontare.

Anche se c'è da dire che non siamo ancora giunti ad una situazione così grigia, dopotutto. La presenza di titoli come Persona 3 (i vari Shin Megami Tensei hanno sempre avuto ambientazioni, tematiche, e personaggi diversi dai classici clichè del genere) o di Subarashiki Kono Sekai lascia un po' di speranza.
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