Bon, se non vi piace il titolo del thread potete incolpare StM che mi ha dato l'ispirazione.

Mi sembrava cosa buona et giusta™ aprire un thread per discutere in generale sui JRPG che stiamo giocando, abbiamo giocato, vorremmo giocare, e così via. Per tutte le piattaforme ovviamente (PC incluso, ebbene sì).
Non sarebbe male se questo thread potesse diventare utile anche per coloro che vogliono saperne di più sul genere o semplicemente vogliono avere qualche parere (anche dettagliato) su un determinato jrpg. Di titoli sul quale discutere ce ne sono veramente tanti, io per incominciare colgo la palla al balzo per dare le mie impressioni su Eternal Sonata (per X360) che ho putacaso finito proprio ieri, ma se ci sono altri giochi da tirare in ballo, o domande, o curiosità, fatevi avanti.
Veniamo ad Eternal Sonata... per chi non lo conoscesse:
La trama ha un incipit abbastanza interessante, e mostra Frederic Chopin (il noto compositore polacco) immerso in un sonno profondo, nei suoi ultimi istanti di vita prima della morte (Chopin morì di tubercolosi), durante il quale ha un sogno, un sogno ambientato in un mondo immaginario e fantastico dove lui stesso si ritrova a farne parte, così vero che lo porta a dubitare su cosa sia la realtà e cosa l'immaginazione. Questa è l'ambientazione Eternal Sonata, e da lì comincia anche la storia/avventura di Chopin e dei personaggi (uno in particolare, la ragazzina di nome Polka) con i quali Chopin si ritroverà coinvolto. L'intero gioco ha nella musica il suo tema principale: a parte Chopin, ogni personaggio ha un nome preso direttamente dalla terminologia musicale (che si tratti di uno stile musicale, di un termine tecnico, o di uno strumento) come la ragazzina Polka, o il giovane Allegretto, così come anche le varie locazioni che si visitano (la cittadina portuale di Ritardando, il villagio Tenuto, il castello di Forte, e così via). E ora passiamo agli altri aspetti di questo JRPG. Per facilitarmi il lavoro farò un breve riassunto diviso tra aspetti positivi, negativi, e nella norma.
Aspetti positivi:
- Ambientazione e direzione artistica. Questo gioco ha una palette di colori sensazionale, la varietà di locazioni (benchè alcune ricadano nei classici clichè tipici dei JRPG) e di colori usati per definirle è davvero notevole. Lo stile adottato in generale è davvero azzeccato e si adatta bene al tipo di storia e al tema affrontato.
- Sistema di combattimento. Prima di tutto, i nemici sono visibili prima di cominciare uno scontro (non riesco più a tollerare i JRPG dove partono scontri casuali dal nulla). Ma la cosa più importante è la fase del combattimento vero e proprio, che è un misto tra turni e tempo reale. Ogni personaggio (e nemico) ha il suo turno, durante il quale si può muovere liberamente nell'area di battaglia e aggredire l'avversario come in un hack'n'slash, e occasionalmente usando delle abilità speciali (le quali sono più potenti se si riesce ad infilare una serie di combo prima di eseguirle). Il turno dura una manciata di secondi, e a seconda del livello di gruppo del proprio party questo sistema si evolve costringendo il giocatore a cambiare approccio nel modo con il quale si affrontano gli avversari. E' senz'altro uno dei migliori sistemi di combattimento che abbia mai provato.
- Tanti personaggi da poter scegliere. In diversi JRPG spesso ci si ritrova con quattro o cinque personaggi e niente di più, spesso minando la varietà nell'approccio ai vari scontri con i nemici. Qua ne abbiamo ben dieci (ovviamente non tutti sono disponibili dall'inizio), ognuno con caretteristiche peculari diverse e ognuno con una sua utilità. A seconda dello stile di gioco che si vuole adottare si può costruire il proprio "party da combattimento" come più aggrada (il party che "combatte" è composto da tre personaggi).
- Musiche. Oltre ad alcuni brani di Chopin stesso (che vengono suonati durante alcuni intermezzi storici, tra un capitolo e l'altro del gioco, che raccontano alcuni momenti della vita del compositore), le musiche originali composte per il gioco sono altrettanto notevoli e contribuiscono non poco ad aumentare l'immersione nel gioco.
- Alcuni spunti che si traggono dalla storia e dal "cammino spirituale" di Chopin durante questa avventura sono un buon materiale di riflessione sui sogni e sul loro significato.
- E' un gioco che ha parecchio carisma, nel suo complesso.
Aspetti negativi (e difetti che dir si voglia):
- Longevità. Ho finito il gioco in 31 ore, ma tenete conto che le ultime 10 ore sono state impiegate per esplorare un dungeon "segreto" alla fine del gioco, attraverso il quale si può affrontare l'unica vera e propria quest secondaria. Se si decide di non affrontare questo dungeon facoltativo, la durata complessiva cala a 22 orette totali. Un po' poco per un JRPG.
- Varietà di nemici e ripetitività. Quando si esplora/attraversa un'area, i tipi di avversari/creature che si affrontano è alquanto limitato (3, 4 tipi e stop), il che spesso è causa di monotonia e ripetitività ogni volta che si affronta un combattimento. Non avrebbe guastato se ci fossero state più tipologie di creature e avversari.
- Facilità. E' davvero troppo, troppo facile. Premesso che una volta terminato il gioco per la prima volta è possibile reiniziarlo a difficoltà superiore (mi chiedo se costava così tanto rendere disponibile da subito la difficolà più alta, mah), finendolo una volta solo non si muore quasi mai una volta che si capisce come affrontare i vari avversari e come sfruttare il proprio party. Per inciso, io sono morto UNA SOLA VOLTA all'inizio, quando stavo ancora familiarizzando con le meccaniche di gioco. Anche gli scontri con i vari "boss" (a parte uno leggermente impegnativo) sono fin troppo facili.
- Linearità della trama. Anche se questa è una caratteristica comunissima dei JRPG (che in teoria sarebbe nella norma), la inserisco tra gli aspetti negativi in quanto c'è assenza totale di vere e proprie quest secondarie. L'unica cosa che può essere trattata come quest secondaria è appunto il dungeon facoltativo che ho citato poco sopra, e la ricerca degli spartiti musicali (pezzi di brani musicali che si possono suonare insieme a degli NPC per ottenere degli oggetti in cambio) e... basta. Eppure sono sicuro con anche con una piccola manciata di quest secondarie fatte bene la longevità del gioco sarebbe salita di almeno altre 10 orette buone.
Nella norma:
- Trama generale: a parte gli spunti proposti dall'inserimento di Chopin, del tema del sogno e della morte, il resto della "storia" ambientata nel mondo fantastico è nella norma dei classici JRPG. Il cattivone di turno è l'ennesimo tiranno del luogo, e i protagonisti, chi per un motivo e chi per un altro si ritrovano ad opporlo.
- Personaggi: fatta eccezione per Chopin, il resto dei personaggi rientra più o meno nei classici clichè. Allegretto è il tipico protagonista maschile, orfano e sbarbatello, Polka è la tipica ragazza buona&gentile, poi abbiamo la svitata di turno (Salsa), il fratellino adottivo di Allegretto (Beat), i ribelli di turno (Jazz, Falsetto, Claves), e così via. Anche i cattivi sono i soliti personaggi stereotipati (dal Conte Waltz, cattivone di turno, ai suoi tirapiedi/servitori).
E bon. Credo di aver scritto anche troppo, ma queste sono bene o male le mie impressioni a gioco finito. Non so se lo ricomincerò subito per provarlo a difficoltà più difficile, visto che il pensiero di fare quel dungeon facoltativo a difficoltà hard mi mette i brividi (10 ore per un dungeon... santa pazienza), ma prima o poi probabilmente lo riprenderò in mano. In generale direi che Eternal Sonata mi ha lasciato una buona impressione, non è esente da difetti ma resta comunque un buonissimo titolo, e soprattutto ha apportato qualche piccola innovazione nel gameplay (il sistema di combattimento su tutti) che spero venga ripresa in futuri JRPG, sia da parte della Tri-Crescendo stessa che da parte di altri sviluppatori. Il tema del sogno poteva essere approfondito molto meglio (alla fine viene tirato in ballo all'inizio, a metà gioco e alla fine, stop) visto che trovo che fosse una tematica decisamente originale. Ora c'è solo da sperare che i futuri JRPG della Tri-Crescendo possano solo migliorare.
