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Autore Topic: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)  (Letto 7312 volte)

Ziggybee

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #15 il: Gennaio 09, 2009, 22:14:58 »

Bisogna semplicemente essere sinceri:
"Se non siete degli appassionati del genere questo titolo potrà ammazzarvi di noia":
Francamente, leggo riviste e siti da tanti anni e questa è la frase che ho letto di più in vita mia.
Credo che a volte le recensioni toppino, ma non così tante volte... (poi, dipende da sito a sito)

Secondo me è giusto dire ciò, come dire, ad esempio: "Prince of Persia non è un gioco per chi ama giocare". Poi la valutazione in sé, fatte le dovute premesse deve però essere indipendente da quanto l'appeal del gioco è "massificabile". Uno scrive una recensione (anche quando non fa critica), mica un'analisi di marketing.

Il problema è forse l'opposto, il recensore che non solo è fondamentalmente incompetente, ma in qualche modo se ne vanta, senza nemmeno fare una sommaria ricerca su quali siano i temi che stanno a cuore ad un appassionato del genere. Perché spesso quella premessa che tu citi è foriera di un voto tra la sufficienza e la medicrità.
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Matteo Anelli

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Durote

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #16 il: Gennaio 13, 2009, 12:49:33 »

Sono nuovo e per questo forse il mio giudizio potrebbe non interessare a tutti, ma il tipo di discussione mi ha incuriosito e tirato fuori pensieri che vorrei venissero conosciuti da chi di videogiochi sembra viverci, cioè voi tutti.
Quest'ultimo Natale l'ho passato con i miei parenti, niente di nuovo se non che per la prima volta mi sono ritrovato a giocare con Bee Movie (formato Pc). Ispirato al cartone uscito nei cinema, questo gioco (secondo la pegi adatto a bambini da 1 anno in su) presenta diversi scenari da affrontare in vario modo, mostrando una giocabilità di certo non lineare. Non voglio scrivere un recensione del gioco, ma sottolineare l'importanza del giudizio altrui, il famoso punto di vista. Bee Movie mi ha incastrato e divertito per un'ora buona, ma ha braccato me e soltanto me. Ora se io dovessi valutare il gioco, direi che si tratta di un ottimo passatempo senza troppe pretese, ma non ne consiglierei mai l'acquisto a chi vive di Gears of War, anche se non ci vedrei nulla di male. Quando si scrive una recensione è vero che si tiene conto di chi la leggerà, ma è impossibile tirarsi fuori dalle proprie impressioni ed analizzare un videogioco oggettivamente.
Il discorso della critica, analisi è vecchio di secoli ed ha interessato discipline per noi indispensabili come la storia, la geografia e compagnia bella. Tirare fuori il "divertimento" dalla recensione è un errore.
Un bambino è un videogiocatore più piccolo di noi con le sue esigenze, che concordo pienamente con chi ha scritto "Divertimento", molto spesso sono legate al suo desiderio di conformarsi alla moda del momento. Ma rimane pur sempre un videogiocatore che merita una recensione. A questo punto qual'è il ruolo del redattore. Deve essere oggettivo, ma non riuscirà mai ad esserlo, deve escludere il divertimento per i più grandi e inserirlo per i più piccini, deve essere se stesso, ma anche no.
Il punto è che chi scrive deve dirci per quanto possibile, chi è, che legami ha con i videogiochi, che passioni ha, da dove prende informazioni e consigli, da chi si fà influenzare, dove e quando gioca...se possibile deve anche renderci note le analisi del sangue, gli orientamenti politici e come si alimenta.
Scherzi a parte, e detto in altre parole, se come ha scritto Karat45 noi prima di acquistare ci immedesimiano nel protagonista, perchè non possiamo fare lo stesso passo verso chi giudica il videogioco a cui aspiriamo.
Leggendo in giro ho potuto leggere recensioni e critiche troppo personali, che rendevano necessaria la conoscenza di chi le scriveva. E' inutile dire che Resident Evil 4 fa cagare perchè non ci sono i zombi che si smembrano o che Little Big Planet è una trovata commerciale, senza poi sapere o prendere in considerazione che quello che ha scritto quest'ultima affermazione stura i cessi con i pupazzi. Questo, e qui chiudo, è per dire che chi legge deve usare la testa e deve avere il dovere e l'onere di conoscere, ripeto per quanto possibile, chi scrive. Usare la testa prima di tutto, ma anche questa è storia vecchia...
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #17 il: Gennaio 14, 2009, 12:32:47 »

Sono nuovo e per questo forse il mio giudizio potrebbe non interessare a tutti, ma il tipo di discussione mi ha incuriosito e tirato fuori pensieri che vorrei venissero conosciuti da chi di videogiochi sembra viverci, cioè voi tutti.
Quest'ultimo Natale l'ho passato con i miei parenti, niente di nuovo se non che per la prima volta mi sono ritrovato a giocare con Bee Movie (formato Pc). Ispirato al cartone uscito nei cinema, questo gioco (secondo la pegi adatto a bambini da 1 anno in su) presenta diversi scenari da affrontare in vario modo, mostrando una giocabilità di certo non lineare. Non voglio scrivere un recensione del gioco, ma sottolineare l'importanza del giudizio altrui, il famoso punto di vista. Bee Movie mi ha incastrato e divertito per un'ora buona, ma ha braccato me e soltanto me. Ora se io dovessi valutare il gioco, direi che si tratta di un ottimo passatempo senza troppe pretese, ma non ne consiglierei mai l'acquisto a chi vive di Gears of War, anche se non ci vedrei nulla di male. Quando si scrive una recensione è vero che si tiene conto di chi la leggerà, ma è impossibile tirarsi fuori dalle proprie impressioni ed analizzare un videogioco oggettivamente.
Il discorso della critica, analisi è vecchio di secoli ed ha interessato discipline per noi indispensabili come la storia, la geografia e compagnia bella. Tirare fuori il "divertimento" dalla recensione è un errore.
Un bambino è un videogiocatore più piccolo di noi con le sue esigenze, che concordo pienamente con chi ha scritto "Divertimento", molto spesso sono legate al suo desiderio di conformarsi alla moda del momento. Ma rimane pur sempre un videogiocatore che merita una recensione. A questo punto qual'è il ruolo del redattore. Deve essere oggettivo, ma non riuscirà mai ad esserlo, deve escludere il divertimento per i più grandi e inserirlo per i più piccini, deve essere se stesso, ma anche no.
Il punto è che chi scrive deve dirci per quanto possibile, chi è, che legami ha con i videogiochi, che passioni ha, da dove prende informazioni e consigli, da chi si fà influenzare, dove e quando gioca...se possibile deve anche renderci note le analisi del sangue, gli orientamenti politici e come si alimenta.
Scherzi a parte, e detto in altre parole, se come ha scritto Karat45 noi prima di acquistare ci immedesimiano nel protagonista, perchè non possiamo fare lo stesso passo verso chi giudica il videogioco a cui aspiriamo.
Leggendo in giro ho potuto leggere recensioni e critiche troppo personali, che rendevano necessaria la conoscenza di chi le scriveva. E' inutile dire che Resident Evil 4 fa cagare perchè non ci sono i zombi che si smembrano o che Little Big Planet è una trovata commerciale, senza poi sapere o prendere in considerazione che quello che ha scritto quest'ultima affermazione stura i cessi con i pupazzi. Questo, e qui chiudo, è per dire che chi legge deve usare la testa e deve avere il dovere e l'onere di conoscere, ripeto per quanto possibile, chi scrive. Usare la testa prima di tutto, ma anche questa è storia vecchia...


Ti immagini se dovessimo conoscere tutti quelli che scrivono recensioni in ogni campo? Ci va già bene se riusciamo a tenere a mente chi sono i proprietari dei quotidiani nazionali.

Non pensi che ci ptorebbero essere recensioni anche più obiettive, nel senso che permettono alla maggior parte delle persone di farsi un'idea del gioco. Conta i lettori hanno a disposizione demo, video, immagini, valanghe di commenti di chi ci ha giocato prima di loro...

La questione cambia per i bambini, ma questi non sono adulti e responsabili, chi li guida si dovrebbe occupare per loro dei videogiochi che gli propone, anche in base alla difficoltà che questi presentano.

Poi vediamo un po' i gusti personali. Se io dico che un'ambientazione fantasy è splendida in un dato gdr, ma a te il fantasy non piace, non ti serve sapere quanto io ne sia fanatico. Viceversa potrai scoprire che questa data ambientazione cura nel dettaglio certi aspetti che anche tu da appassionato del fantasy ritieni importanti, e allora ci troveremo sulla setssa linea.

Non so bene se ho risposto alle tue domande  :)

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #18 il: Gennaio 14, 2009, 15:12:26 »

Ti immagini se dovessimo conoscere tutti quelli che scrivono recensioni in ogni campo? Ci va già bene se riusciamo a tenere a mente chi sono i proprietari dei quotidiani nazionali.

Non pensi che ci ptorebbero essere recensioni anche più obiettive, nel senso che permettono alla maggior parte delle persone di farsi un'idea del gioco. Conta i lettori hanno a disposizione demo, video, immagini, valanghe di commenti di chi ci ha giocato prima di loro...

La questione cambia per i bambini, ma questi non sono adulti e responsabili, chi li guida si dovrebbe occupare per loro dei videogiochi che gli propone, anche in base alla difficoltà che questi presentano.

Poi vediamo un po' i gusti personali. Se io dico che un'ambientazione fantasy è splendida in un dato gdr, ma a te il fantasy non piace, non ti serve sapere quanto io ne sia fanatico. Viceversa potrai scoprire che questa data ambientazione cura nel dettaglio certi aspetti che anche tu da appassionato del fantasy ritieni importanti, e allora ci troveremo sulla setssa linea.

Non so bene se ho risposto alle tue domande  :)



Grazie prima di tutto della risposta. Mi ha fatto molto piacere che tu abbia letto con attenzione quello che ho scritto, anche perchè così posso confrontarmi e se possibile migliorarmi.
Non concordo pienamente con la prima questione. Cercare di capire chi scrive, ripeto ancora per quanto possibile data la distanza ed altri fattori, è un esercizio mentale che andrebbe fatto (senza rompersi la testa) per evitare di essere influenzati da chi in quel momento sembra avere più autorità di te nel giudicare un gioco, solo perchè redattore. Mi ricordo una recensione di Animal Crossing per Gamecube in cui il redattore, entusiasta del titolo, esoratva chi era interessato ad acquistare il suddetto gioco, fino a che non si era compresa la sua vera essenza, che a quanto pare egli stesso aveva compreso. Ma sulla base di cosa egli aveva scoperto la vera essenza e in oltre quanto il redattore in questione era convinto che chiunque giocando l'avrebbe recepita nella sua stessa maniera?
Lo so forse sto esagerando, e applicando alla regola l'analisi di un testo come ci viene insegnato all'Università (dove anche l'imparzialità di un Manuale viene discussa), ma la questione mi ha stimolato molto. Tirare fuori il divertimento dall'elenco dei parametri è una responsabilità di chi scrive, ed è una missione soggettiva.
Concordo invece con il secondo punto se per obiettiva intendi una recensione che corrisponda ad un elenco di ciò che troviamo o meno nel gioco. Questo è il tipo di approccio che ancora preferisco per i miei acquisti ma spesso mi vincola nelle scelte perchè non mi allontana dai miei gusti.
Le mie considerazioni nascono da delle recensioni apparse su Babel (e qui esco allo scoperto) in cui più che ad un'analisi mi sembrava di assistere ad uno sfoggio di impressioni personalissime e di bravura nello scrivere. Su questo Forum poi ho assistito ad una esaltazione di questi redattori (che ammiro non fraintendermi) quasi fossero i depositari della verità. Le doti ed i talenti erano, dal mio punto di vista, indiscutibili ma ho visto da parte loro un eccessivo atto denigratorio nei confronti di molti videogiochi partendo da considerazioni, ripeto, personali. A quel punto di fronte ad analisi così spregiudicate è giusto avvertire il lettore che è forse bene non seguire alla lettera degli sfoghi che potrebbero sembrare personali, ecco che da qui si riallaccia il mio discorso sulla comprensione di chi scrive. Non credere impossibile il senso di frustrazione che potrebbe provare chi si ritrova da poco nel mondo dei videogiochi e con una copia di Babel sul "monitor". Questo senso l'ho provato io molte volte quando leggevo le recensioni di Musica (allegato di Repubblica) sulle ultime uscite in fatto di cd. Mi ripetevo..."possibile non capisco un cazzo?"..."ma, avranno ragione loro, sono redattori se non lo sanno loro"...
Questo se da una parte mi ha spinto ad ascoltare brani poco conosciuti che poi mi sono piaciuti, dall'altra parte mi ha sempre chiuso i desideri più remoti che magari erano legati a musicisti più "commerciali".
Così potrebbe accadere nei videogiochi...Molti penserebbero..."ma a me Animal Crossing fa schifo, però se dicono che è bello dovrebbe pur piacermi prima o poi"...
Credi non sia possibile?
Pienamente daccordo con il punto legato ai bambini.
In ultima analisi, riassumendo, credo che quando intraprendi una strada personale (eliminare o meno un parametro), è giusto dare la possibilità a chi ti segue, di conoscerti...
Ok, Ok, basta...qui a Roma si dice...scopa di più.... ;
« Ultima modifica: Gennaio 14, 2009, 15:18:02 da StM »
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #19 il: Gennaio 14, 2009, 15:18:45 »

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #20 il: Gennaio 15, 2009, 01:20:53 »

Ti immagini se dovessimo conoscere tutti quelli che scrivono recensioni in ogni campo? Ci va già bene se riusciamo a tenere a mente chi sono i proprietari dei quotidiani nazionali.

Non pensi che ci ptorebbero essere recensioni anche più obiettive, nel senso che permettono alla maggior parte delle persone di farsi un'idea del gioco. Conta i lettori hanno a disposizione demo, video, immagini, valanghe di commenti di chi ci ha giocato prima di loro...

La questione cambia per i bambini, ma questi non sono adulti e responsabili, chi li guida si dovrebbe occupare per loro dei videogiochi che gli propone, anche in base alla difficoltà che questi presentano.

Poi vediamo un po' i gusti personali. Se io dico che un'ambientazione fantasy è splendida in un dato gdr, ma a te il fantasy non piace, non ti serve sapere quanto io ne sia fanatico. Viceversa potrai scoprire che questa data ambientazione cura nel dettaglio certi aspetti che anche tu da appassionato del fantasy ritieni importanti, e allora ci troveremo sulla setssa linea.

Non so bene se ho risposto alle tue domande  :)



Grazie prima di tutto della risposta. Mi ha fatto molto piacere che tu abbia letto con attenzione quello che ho scritto, anche perchè così posso confrontarmi e se possibile migliorarmi.
Non concordo pienamente con la prima questione. Cercare di capire chi scrive, ripeto ancora per quanto possibile data la distanza ed altri fattori, è un esercizio mentale che andrebbe fatto (senza rompersi la testa) per evitare di essere influenzati da chi in quel momento sembra avere più autorità di te nel giudicare un gioco, solo perchè redattore. Mi ricordo una recensione di Animal Crossing per Gamecube in cui il redattore, entusiasta del titolo, esoratva chi era interessato ad acquistare il suddetto gioco, fino a che non si era compresa la sua vera essenza, che a quanto pare egli stesso aveva compreso. Ma sulla base di cosa egli aveva scoperto la vera essenza e in oltre quanto il redattore in questione era convinto che chiunque giocando l'avrebbe recepita nella sua stessa maniera?
Lo so forse sto esagerando, e applicando alla regola l'analisi di un testo come ci viene insegnato all'Università (dove anche l'imparzialità di un Manuale viene discussa), ma la questione mi ha stimolato molto. Tirare fuori il divertimento dall'elenco dei parametri è una responsabilità di chi scrive, ed è una missione soggettiva.
Concordo invece con il secondo punto se per obiettiva intendi una recensione che corrisponda ad un elenco di ciò che troviamo o meno nel gioco. Questo è il tipo di approccio che ancora preferisco per i miei acquisti ma spesso mi vincola nelle scelte perchè non mi allontana dai miei gusti.
Le mie considerazioni nascono da delle recensioni apparse su Babel (e qui esco allo scoperto) in cui più che ad un'analisi mi sembrava di assistere ad uno sfoggio di impressioni personalissime e di bravura nello scrivere. Su questo Forum poi ho assistito ad una esaltazione di questi redattori (che ammiro non fraintendermi) quasi fossero i depositari della verità. Le doti ed i talenti erano, dal mio punto di vista, indiscutibili ma ho visto da parte loro un eccessivo atto denigratorio nei confronti di molti videogiochi partendo da considerazioni, ripeto, personali. A quel punto di fronte ad analisi così spregiudicate è giusto avvertire il lettore che è forse bene non seguire alla lettera degli sfoghi che potrebbero sembrare personali, ecco che da qui si riallaccia il mio discorso sulla comprensione di chi scrive. Non credere impossibile il senso di frustrazione che potrebbe provare chi si ritrova da poco nel mondo dei videogiochi e con una copia di Babel sul "monitor". Questo senso l'ho provato io molte volte quando leggevo le recensioni di Musica (allegato di Repubblica) sulle ultime uscite in fatto di cd. Mi ripetevo..."possibile non capisco un cazzo?"..."ma, avranno ragione loro, sono redattori se non lo sanno loro"...
Questo se da una parte mi ha spinto ad ascoltare brani poco conosciuti che poi mi sono piaciuti, dall'altra parte mi ha sempre chiuso i desideri più remoti che magari erano legati a musicisti più "commerciali".
Così potrebbe accadere nei videogiochi...Molti penserebbero..."ma a me Animal Crossing fa schifo, però se dicono che è bello dovrebbe pur piacermi prima o poi"...
Credi non sia possibile?
Pienamente daccordo con il punto legato ai bambini.
In ultima analisi, riassumendo, credo che quando intraprendi una strada personale (eliminare o meno un parametro), è giusto dare la possibilità a chi ti segue, di conoscerti...
Ok, Ok, basta...qui a Roma si dice...scopa di più.... ;

Non avendo mai letto un numero di Babel, non so cosa combinino. Ma ho capito di cosa parli.

Proviamo a vederla un po' così: ci sono recensioni più informative - divulgative nel senso migliore del termine - e ci sono articoli d'opinione, spesso presentati forse a torto come recensioni.

Consideriamo inoltre che c'è una pessima abitudine, diffusa in giro nel modno, che è quella di parlarsi addosso, specialmente se il formato su cui si scrive è libero, cioè non deve rispondere a interessi commerciali.

Capisci cosa voglio dire? Un'informazione perfetta non esiste. Seguendo molti articoli di uno stesso redattore finirai per capire un po' come la pensa, perchè non ne farà certo un mistero. Puoi anche leggerlo solo per comse scrive in italiano e pensare che in quanto a meccaniche dei giochi, non è poi un gran analista.

Noterai che se viene stipendiato è costretto spesso a tirarsi "fuori" dal pezzo, perché notoriamente a chi paga non interessa nulla delle divagazioni personali del recensore, a meno che non sia un opinionista accreditato presso migliaia di fedeli lettori.

Questo generalizzando e senza riferimenti precisi, ne trovi comunque ovunque. Parliamo un po' per macro-tipi.

Sono sfumature dell'informazione e forse, la cosa più importante è capire quali sono le regole o l'indirizzo, o l'etica o la filosofia del contenitore, più che di chi scrive i contenuti.

Ok, facciamo un esempio. AL è molto libera, nei limiti del possibile, non è che uno scrive vaccate a caso. Come puoi vedere ha una sua piega e protende verso certi tipi di analisi o a privilegiare un approccio al divertimento di un certo tipo, non giusto o sbagliato, ma personale del blog.

Se leggi Multiplayer.it, lo dico solo perché lo conosco bene, capirai che ci sono direttive commerciali legati al target, che è quello che lo fa campare, al quale sono mirate anche le pubblicità. Non troverai lì uno speciale sul cinema di Antonioni, o tre pagine di analisi sulla necessità della sfida all'interno di un videogioco.

Va da se che quello che un redattore può scrivere su AL, è diverso da quello ceh potrà scrivere su Multiplayer.it

Spero di esseri stato utile.
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Vazkor

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #21 il: Febbraio 14, 2009, 20:25:06 »

Eliminare il divertimento dall'equazione, ma che scherziamo?

Il divertimento è il risultato di precise scelte di design.
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Ziggybee

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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #22 il: Febbraio 15, 2009, 11:21:53 »

IMHO questa è una visione troppo riduttiva del media.

Il divertimento è un elemento dell'equazione, io parlerei più di interessare o coinvolgere, piuttosto che divertire.

Un VG che faccia pensare, secondo me, non sarebbe molto peggio di uno che faccia semplicemente divertire.

E, no, non è possibile fare le due cose insieme, senza scadere nella superficialità dei messaggi.
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #23 il: Febbraio 15, 2009, 11:31:01 »

Un VG che faccia pensare, secondo me, non sarebbe molto peggio di uno che faccia semplicemente divertire.

E, no, non è possibile fare le due cose insieme, senza scadere nella superficialità dei messaggi.

perchè? :mah:
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #24 il: Febbraio 15, 2009, 12:10:38 »

Far Cry 2 fa pensare.
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #25 il: Febbraio 15, 2009, 13:48:25 »

Un VG che faccia pensare, secondo me, non sarebbe molto peggio di uno che faccia semplicemente divertire.

E, no, non è possibile fare le due cose insieme, senza scadere nella superficialità dei messaggi.

perchè? :mah:

Perché se devi far divertire devi stupire, se devi stupire non puoi seriamente riportare dei messaggi complessi. Al massimo puoi imbonire.

Capiamoci, sono sicuro che molti sosterrano che un Ghost in the Shell ed un Metal Gear Solid contengono un sacco di elementi di riflessione. Certamente, se consideriamo le pippe mentali pieni di paroloni e metafisica spicciola (che spesso si autocontraddice) un elemento di riflessione e non un'insulto all'intelligenza della razza umana. Specifico: a me i suddetti titoli piacciono, ma non riesco a prenderli sul serio, perché nascono per intrattenere e solo secondariamente per comunicare qualcosa che non sia il prendersi sul serio dei loro autori.

Certo, poi se analizziamo Far Cry 2 e portiamo le meta-interpretazioni all'estremo, ci potremmo anche vedere la dimostrazione della ragione della vita dell'universo, il problema è che, a volte, le cose vanno dette, non lasciate all'interpretazione di fanboy che spesso hanno il cervello di una Medusa.

Un esempio per tutti Le innumerevoli chiavi di lettura di tutti questi presunti geniali giochi Giapponesi, dove spesso c'è una storia pretenziosa e spezzettata ad arte per non rivelare una pochezza d'idee, di sviluppo dei personaggi e una generale incapacità di pianificazione a lungo termine di una storia che se messa nuda e cruda davanti allo spettatore sarebbe deleteria. Allora prendiamoci sul serio e facciamo finta che si tratti di temi elevati, che Aeris non sia un semplice stereotipo da masturbatore folle nipponico e che l'interpretazione dell'incoerenza a posteriori e dopo un successo di pubblico basti a giustificare un gioco che fa pensare. E' la tattica di Lynch: faccio film così incoerenti e senza senso che chi pensa di essere un genio non potrà che apprezzarli, alla luce del fatto che la maggior parte della gente se ne va schifata a metà proiezione perché quello che faccio non ha spesso alcun senso.

Per comunicare un messaggio bisogna renderlo chiaro ed interpretabile senza ambiguità da chi ti ascolta, metterci esplosioni, level up e un design volto ad intrattenere ti impedisce di toccare certi temi. Esistono tanti giochi che ti fanno vedere situazioni particolari, non ne esiste nessuno che ti parli di esse. Te ne accorgi anche dalla pochezza dei temi e delle situazioni. Questa è la cosa che, sinceramente, disprezzo di più del media videoludico: l'incapacità di utilizzare le sue reali potenzialità di comunicazione.

Mai visto un gioco che parli di amore, o che ti permetta di vivere situazioni veramente drammatiche e coinvolgenti. No i pianti da checcha perché muore il tuo personaggio preferito dopo 60 ore di gioco non valgono, sono solo la sublimazione di una superficialità rampante che ti tira dentro i suoi schemi semplicistici.
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #26 il: Febbraio 15, 2009, 18:47:39 »

Un VG che faccia pensare, secondo me, non sarebbe molto peggio di uno che faccia semplicemente divertire.

E, no, non è possibile fare le due cose insieme, senza scadere nella superficialità dei messaggi.

perchè? :mah:

Perché se devi far divertire devi stupire, se devi stupire non puoi seriamente riportare dei messaggi complessi. Al massimo puoi imbonire.

non vedo perché. (né perché per divertire si debba stupire, né perché non si possa contemporaneamente affrontare temi seri)

Citazione
Capiamoci, sono sicuro che molti sosterrano che un Ghost in the Shell ed un Metal Gear Solid contengono un sacco di elementi di riflessione. Certamente, se consideriamo le pippe mentali pieni di paroloni e metafisica spicciola (che spesso si autocontraddice) un elemento di riflessione e non un'insulto all'intelligenza della razza umana. Specifico: a me i suddetti titoli piacciono, ma non riesco a prenderli sul serio, perché nascono per intrattenere e solo secondariamente per comunicare qualcosa che non sia il prendersi sul serio dei loro autori.

MGS non l'ho mai toccato nemmeno con un bastone, ma da quello che ho visto e letto dubito che possa far "pensare" chi ha superato i 14... però potrei sbagliarmi, visto che ne ho solo una conoscenza indiretta. con GitS immagino ti riferisca ai manga/anime/film - non mi risulta ne abbiano fatto dei viggì - ma non saprei allo stesso modo, ché li vidi anni fa e abbastanza distrattamente. (sono poco mainstream, lo so)

Citazione
Certo, poi se analizziamo Far Cry 2 e portiamo le meta-interpretazioni all'estremo, ci potremmo anche vedere la dimostrazione della ragione della vita dell'universo, il problema è che, a volte, le cose vanno dette, non lasciate all'interpretazione di fanboy che spesso hanno il cervello di una Medusa.

mah, se il messaggio era nelle intenzioni di chi ha creato il gioco può anche essere etereo e implicito. il problema si presenta quando il messaggio  non è mai stato nelle intenzioni degli autori.
Citazione
Un esempio per tutti Le innumerevoli chiavi di lettura di tutti questi presunti geniali giochi Giapponesi, dove spesso c'è una storia pretenziosa e spezzettata ad arte per non rivelare una pochezza d'idee, di sviluppo dei personaggi e una generale incapacità di pianificazione a lungo termine di una storia che se messa nuda e cruda davanti allo spettatore sarebbe deleteria. Allora prendiamoci sul serio e facciamo finta che si tratti di temi elevati, che Aeris non sia un semplice stereotipo da masturbatore folle nipponico e che l'interpretazione dell'incoerenza a posteriori e dopo un successo di pubblico basti a giustificare un gioco che fa pensare. E' la tattica di Lynch: faccio film così incoerenti e senza senso che chi pensa di essere un genio non potrà che apprezzarli, alla luce del fatto che la maggior parte della gente se ne va schifata a metà proiezione perché quello che faccio non ha spesso alcun senso.

azz, mi stavi andando bene fino al buon lynch... :asd:

Citazione
Per comunicare un messaggio bisogna renderlo chiaro ed interpretabile senza ambiguità da chi ti ascolta

mah, direi proprio di no. anzi. se è vero che l'esposizione deve rientrare in determinati parametri di comprensibilità (cercare un messaggio in un film di lynch è sbagliato, perchè il messaggio - almeno da un punto di vista convenzionale - semplicemente non c'è), non è possibile che sia interpretabile senza ambiguità - soprattutto se il messaggio è complesso.

se i buoni sono buoni e i cattivi son cattivi, il mondo è o bianco o nero, il messaggio sarà rassicurante ma difficlmente complesso e aderente alla realtà di una situazione che vuole (vorrebbe) descrivere. call of duty da un lato non ha la struttura narrativa adatta a mostrare un eventuale dilemma dei soldati tedeschi, dall'altro non ne ha la volontà: tira una bella rigona in mezzo al campo e via. (ciò nulla toglie all'esperienza ludica e al divertimento).

Citazione
, metterci esplosioni, level up e un design volto ad intrattenere ti impedisce di toccare certi temi.


non concordo. all'opposto di quanto detto sopra, i film di john woo (quelli belli, almeno - prendiamo face off per non andare a scavare nel periodo pre-hollywood) affrontano un tema profondo e complesso come quello del doppio. e lo fanno in maniera tutt'altro che scontata. idem per blade runner (il film, o meglio uno dei filmS :asd:). dal punto di vista ludico a memoria mi viene in mente Planescape: Torment.

Citazione
Esistono tanti giochi che ti fanno vedere situazioni particolari, non ne esiste nessuno che ti parli di esse. Te ne accorgi anche dalla pochezza dei temi e delle situazioni. Questa è la cosa che, sinceramente, disprezzo di più del media videoludico: l'incapacità di utilizzare le sue reali potenzialità di comunicazione.
ma non è un problema del mezzo, semmai dei suoi utilizzatori.
« Ultima modifica: Febbraio 15, 2009, 18:49:15 da memex »
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #27 il: Febbraio 15, 2009, 19:16:09 »

Anelli, mi odori di spielberghiano e questo è come un muro tra di noi  :'(
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #28 il: Febbraio 15, 2009, 20:13:40 »

Anelli, mi odori di spielberghiano e questo è come un muro tra di noi  :'(

pensa di essere l'unico a poter fare film sull'olocausto? :mah:
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Re: [Ars Ludica] Divertimento (06-03-07)
« Risposta #29 il: Febbraio 15, 2009, 20:28:59 »

Anelli, mi odori di spielberghiano e questo è come un muro tra di noi  :'(

pensa di essere l'unico a poter fare film sull'olocausto? :mah:
No, pensa che quando Indiana Jones e amici vedono l'alieno blu con la testa oblunga dipinto sulla parete sia DAVVERO necessario che il professore stralunato offra una dimostrazione a prova di idiota mettendo il teschio in controluce per far vedere che è della stessa forma, e che questo sia rendere un servizio allo spettatore e non prenderlo per il culo.

No, vabbe', è un'esagerazione, ma in effetti se si dovesse sempre trasmettere un messaggio secondo la scuola del montaggio americano staremmo freschi. Non che da quella matrice non siano nati capolavori, però insomma...

P.S. John Woo è il MALE.
« Ultima modifica: Febbraio 15, 2009, 20:31:30 da lamb-O »
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