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Autore Topic: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco  (Letto 8571 volte)

Mario Morandi

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L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« il: Febbraio 15, 2008, 18:08:31 »

Chissenefrega del discorso voti sì/no.
La domanda specifica è la seguente:

Perché la quasi totalità delle recensioni professionali di cinema, musica e libri non utilizzano il voto numerico per dare questa tanto millantata "idea immediata di valore"?

In base a quale assunto il voto numerico sarebbe da considerarsi "più adatto" per il videogioco?
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memex

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #1 il: Febbraio 15, 2008, 18:20:59 »

mah, mi sembra che le recensioni di cinema il voto numerico (o 1 aggettivo riassuntivo, che è lo stesso) lo usino alla grande.

puoi dare qualche esempio di quello che intendi?
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Mario Morandi

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #2 il: Febbraio 15, 2008, 18:35:12 »

Intendo il voto numerico di tipo scolastico o percentuale.
I film hanno le stelline, generalmente: una scala di 5 punti, non scolastica.
Anche nel caso dell'aggettivo: diventa un giudizio, e non un voto.

Ovviamente, come non amo l'idea che il videogioco "debba" essere valutato in voti scolastici o in percentuale non amo l'idea che il film "debba", per forza essere valutato in stelline.

Perché non dare le stelline al videogioco e le percentuali ai fllm?

Voi gradireste una valutazione alle recensioni cinematografiche, musicali e letterarie in voti scolastici o in percentuale?
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memex

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #3 il: Febbraio 15, 2008, 18:40:29 »

bè, non riesco a vedere la differenza. :D (poi non ci sono siti che mettono la valutazione in scala di 5 simbolini? :mah:)

secondo me la valutazione sintetica (che sia in decimi, diottrie, stelline o piccoli peni) perde senso perchè è comunque un giudizio ristretto che non può cogliere i vari aspetti del prodotto e quindi non può differenziarlo nella scelta. ad esempio: sto cercando un rts, c&c3 e company of heroes si pigliano entrambi 5 stelline, ma sono due giochi molto diversi e io non sono aiutato nella scelta.

a questo punto meglio, se di sintesi vogliamo parlare, i punti (o gli aspetti) pro e contro, espressi almeno in una frase.

sul perchè della predilezione non saprei aiutarti :D
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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #4 il: Febbraio 15, 2008, 20:25:37 »

Hai fatto bene ad aprire un discorso a parte, perchè altrove s'era OT ormai in acque internazionali.

Pongo io una domanda: che differenza c'è tra 5 stelline e il voto 5 numerico?

Mi chiedo ora: è superiore l'Arlesiana di Van Gogh o la Cascata di Escher? Dubito che qualcuno possa rispondermi se non con un "preferisco l'Arlesiana". E' un opinione, io avrei detto la Cascata, perchè mi affascinano le interpretazioni artistiche che da dei concetti scientifici, l'infinito, la ricorsività, il moto perpetuo.
Lo stesso fa il recensore, esprime il proprio giudizio, personale e non universale, quanto possibilmente lontano dalla verità!

 
A margine, vorrei ricordare anche che i giudizi sui videogiochi non possono essere paragonati a quelli su libri e cinema. Non ho mai sentito parlare male di un libro perchè è pieno di errori di stampa o la copertina puzza. I giochi comprendono anche vizi tecnici, che possono inficiare l'esperienza del fruitore.
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Mario Morandi

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #5 il: Febbraio 15, 2008, 22:14:30 »

Citazione
Non ho mai sentito parlare male di un libro perchè è pieno di errori di stampa o la copertina puzza. I giochi comprendono anche vizi tecnici, che possono inficiare l'esperienza del fruitore.
Hmmmm.... e qui ti voglio!!!!  ;D
I vizi tecnici ci possono essere anche nella musica o nel cinema.
Difatti, esiste un approccio tecnicista anche in questi campi.

Comunque, tornando al discorso del voto: sì, se pensiamo di valutare dei prodotti su una scala commerciale, a uscita mensile.
Ha un unico senso: quello di consigliare l'utenza all'acquisto migliore.
Nessun altro, ne converrete.

Citazione
Pongo io una domanda: che differenza c'è tra 5 stelline e il voto 5 numerico?
Poniamo che la risposta più gettonata sia: nessuna.
Ebbene, allora benvengano le stelline anche per il videogioco.

Una risposta più tecnica: le 5 stelline almeno rappresentano una scala ridotta. E può capitare di usare tutti e 5 i punteggi; possiamo dire la stessa cosa del voto decimale o in percentuale?

Sono dell'idea che il fatidico "giudizio finale" possa avere una scala ristrettissima.
Approvato, respinto, approvato con riserva. E magari un personalissimo bollino editor's choice.
In fondo si riduce tutto a questo. Il metro di interesse non è universale, ma lo decide il lettore dal testo se la produzione in questione può attizzarlo o meno.

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NEO-GEO

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #6 il: Febbraio 16, 2008, 10:51:03 »

Secondo me hai gia centrato il punto. E' un modo di ragionare derivato da una logica consumistica, dove tutto tende ad essere classificato e identificato in maniera sintetica. Il voto è essenzialmente una sintesi, dentro a quel numero (in teoria) dovrebbe esserci riassunto tutto il giudizio critico che lo accompagna. Le opere d'arte non hanno bisogno di voti perchè non sono un bene di largo consumo. D'altra parte, se ci pensi, la stessa critica con o senza voti e numeri fa fatica ad essere universale e soggettiva. In ogni opinoni (che sia scritta o numerica) si nasconde un fattore di soggettività.
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Emack

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #7 il: Febbraio 16, 2008, 11:27:55 »

In base a quale assunto il voto numerico sarebbe da considerarsi "più adatto" per il videogioco?
Per rispondere al quesito secondo me andrebbe considerato il background culturale delle redazioni.
Sin dall'alba dei tempi, esse erano formate da individui appassionati di stampo chiaramente tecnico. Se consideriamo i meravigliosi anni Ottanta, si può notare come i recensori fossero degli informatici o degli elettronici che scrivevano di videogiochi, la maggior parte delle volte come lavoretto da affiancare a compiti più gravosi (come finire l'università, oppure come mandare avanti l'aziendina). In ogni caso, si trattava e si tratta di persone che hanno sempre avuto familiarità con la discretizzazione dei valori (leggasi: i voti).

Tale impostazione si è rivelata molto longeva, anche se ormai ha perso qualsiasi giustificazione: il divario di know how tecnico tra un redattore ed uno sviluppatore ormai è troppo grande, ma, essendo che ormai la stragrande maggioranza degli addetti è priva di una formazione umanistica solida (mi ci metto anch'io tra di essi, essendo un wannabe ingegnere tlc), non si riesce a trovare altre strade se non in piccoli progetti come Ars Ludica o RetroGamer o Ring.

Altro aspetto importante sono i lettori: le riviste e i siti specializzati si rivolgono ad una platea adolescenziale, fissata con le votazioni e le classifiche.

Poiché chi scrive molte volte non è in grado di proporre contenuti di altra specie per via della sua preparazione, poiché gli interlocutori sono quasi sempre puerili a livello di maturazione intellettuale, un vero salto generazionale non avviene. E articoli un po' più maturi latitano.
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Emanuele Colucci.

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #8 il: Febbraio 16, 2008, 20:09:36 »

Quando chiedo la differenza tra 5 stelline e il voto 5 (in scala da 1 a 5) è ovviamente semplice provocazione. Il fatto si usare una scala numerica, ridotta arbitrariamente, è un esempio funzionale al mio discorso, impraticabile in realtà, ma sarebbe lo stesso dire 10 stelline e numero 10.
Arrivare ad usare centesimi e millesimi è ridicolo, ma questo non toglie pregio alla scala decimale; non è il caso di giudicare un sistema in base a delle varianti estreme ed esasperate. Il punto precedente vale come risposta al citato inutilizzo di tutta la scala, se questa è troppo ampia. Verissimo!

Approccio tecnicista, certo, ma non mi addurre esempi circoscritti, perchè la maggior parte delle recensioni è prettamente contenutistica e in ogni caso non andrai mai a giudicare un libro di Hesse per come è stampato. Vero?
Nella pittura la cosa è leggermente diversa, ma siamo ben lontani dal peso che la parte tecnica ha nel giudizio di un videogioco.

Proponi una scala ristrettissima? Perchè no? Ma non è questo il punto, un "approvato, respinto, così-così" te lo metterei comunque in scala da 1 a 3. Qui mi tocca fare l'avvocato del diavolo, lo so, ma la cosa che mi infastidisce è che si denunci il sistema numerico, in base all'errato utilizzo che ne fanno certi lettori. Se il numero si presta al confronto, tanto criticato (e meno male!), in misura minore lo fanno anche altri sistemi. Io mi oppongo alla critica di un sistema per il semplice fatto che certi lettori non abbiano sufficiente spirito critico per guardare ad un numero per quello che è: la traduzione di un pensiero espresso precedentemente a parole (la recensione).

Poi c'è chi collega il numero alla logica consumistica, come dovesse per forza bastare solo quello, come se un numero potesse valere più di mille parole, come se fosse tutta colpa di una società corrotta dentro. Non me ne volere NEOGEO, ho esasperato le tue parole, ma mettere un numero in fondo alla pagina non riesco a capire perchè dovrebbe annullare il testo precedente. Sembra che se alcuni la vedono così, tutti sicuramente la vedranno alla stessa maniera.
C'è da dire che la critica, per sua natura, è prettamente parziale e soggettiva, qui forse volevi darmi ragione...

Sono d'accordo che il voto numerico sia favorito da menti più scientifiche che umanistiche, ma è per questo meno legittimato?
Dire che l'ostinato utlizzo dei numeri sia indice si scarsa cultura e preparazioni mi sembra alquanto esagerato e irrazionale. C'è troppa supponenza in queste considerazioni. Un recensore di videogiochi non deve essere discriminato rispetto ad uno di cinema, perchè la sua forma d'arte, attualmente, è ritenuta superiore. Percepisco un senso di inferiorità generale di cui ci si dovrebbe liberare, perchè i videogiochi sono una forma d'espressione pari alle altre, benché al momento manchino di forti basi accademiche.

Ok, ora esco a cena, buona serata.
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Mario Morandi

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #9 il: Febbraio 16, 2008, 20:27:17 »

Citazione
Proponi una scala ristrettissima? Perchè no? Ma non è questo il punto, un "approvato, respinto, così-così" te lo metterei comunque in scala da 1 a 3.
Hai pienamente ragione, e infatti avrei dovuto a-ricorreggermi e parlare di "voto scolastico decimale o percentuale".
Lasciando da parte le interessanti speculazioni oggettive fatte finora, non posso tollerare "il significato del 9 al videogioco".
Condiziona, e spesso male.
Lasciamo un margine il più possibile indeterminato alla faccenda del "giudizio finale", in modo da stimolare un pelo di più il lettore di recensioni che oggi come oggi, "comodamente" vuole sapere se il videogioco è:

"da 7, da 8 o da 9".

Perché ai voti più bassi corrisponde il "gioco di merda che non comprerò mai" e il 10 è dato sempre a un titolo di sicuro successo.
In fin dei conti è tutto qua l'utilizzo del voto decimale e scolastico al videogioco: una comoda convenzione, ma per carità, non facciamola diventare un vessillo professionale.

Citazione
Approccio tecnicista, certo, ma non mi addurre esempi circoscritti, perchè la maggior parte delle recensioni è prettamente contenutistica e in ogni caso non andrai mai a giudicare un libro di Hesse per come è stampato. Vero?
Non direi: posso criticare una rivista per come è impaginata, posso lamentarmi delle pagine ingiallite di un libro, del carattere piccolo dell'interlinea scarsa.
Ciò potrebbe impedirmi di godermi la lettura, ma non condiziona il valore dell'opera.
E allora perché notiamo che in certe recensioni il "valore dell'opera" diminusice in base a certi difetti tecnici come aliasing, frame rate discontinuo e cose simili?
Qui ti voglio, ma siamo ot. Comunque dimmi se usi MSN, che qua non trovo mai nessuno in linea per un confronto interessante.
« Ultima modifica: Febbraio 16, 2008, 20:37:27 da AIO »
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lamb-O

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #10 il: Febbraio 17, 2008, 00:44:11 »

Che poi in teoria i giochi da 9 dovrebbero essere i più desiderabili, no? Allora perché capita di trovare molto più allettante la recensione di un gioco da 7?
Se il voto fosse realmente una sintesi della recensione non dovrebbe accadere questo.
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2008, 00:46:38 da lamb-O »
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Galdr

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #11 il: Febbraio 17, 2008, 10:47:24 »

quote AIO
Correzioni o meno, è lo stesso, il voto deve essere la versione concisa di un discorso più ampio e articolato, fatto di note positive e negative, che non si sommano/sottraggono ma sicuramente formano un parere sintetico finale.

Ripeto, faccio l'avvocato del diavolo, in panni che vesto a metà, ma non è ipocrisia, vorrei solo che aveste la prospettiva della realtà ideale, prima di ridursi all'ineluttabile pragmatismo. Un passo oltre sta lo scrivere prolisso, ma, parlando di società, oggi come ieri è necessaria la capacità di sintesi; il male del nostro tempo non è la mancanza di contenuti, ma la mancanza di voler approndire, fermandosi al superficiale. Imporre la verbosità  non è liberale.

Elencare semplicemente pregi e difetti, lasciare un "margine d'indeterminazione", significa sottrarsi alle responsabilità di quello che si scrive. Il recensore non mi svela verità, non c'è bisogno di considerazioni preconfezionate, dovrebbe esporre la sua opinione (soggettiva!),  come del resto fa il voto. A lavoro finito, pur si rilegge per esser certi di aver dato il senso desiderato!

Se la critica fosse oggettiva, non ci dovrebbero essere numeri/voti, avremmo solo liste di features. Ricordando oltretutto che molti recensori non hanno le conoscenze tecniche e progettuali per trattare la materia del loro recensire, non augurerei comunque l'approccio oggettivo, perchè come un dipinto si vive con gli occhi, un gioco si gusta in prima persona: è necessario un grado di soggettività ("quella parte di gioco è pessima ma non pesa poi molto, oggettivamente è progettato male, ma ci si diverte lo stesso").


Come ho gia detto altrove, la cosa migliore è provare le demo, e farsi un'idea diretta, oppure leggere più recensioni, se non si conosce gia un rivista "fidata".

In sintesi, essendo le recensioni ineluttabilmente soggettive, non escludono il voto; per il fatto che non sono oggettive, il voto non indica il valore del gioco!


quote ABS
Ancora una volta: perchè inserire un voto/numero/commento alla fine deve escludere il resto? Vada per il testo da solo, ma testo e voto assieme mi viene automaticamente trasfigurato come "solo voto".

Se è impossibile assegnare voti ai capolavori (ma "capolavoro" lo è), allora si pensi ad opere di artisti poco dotati (tecnica primitiva, emozioni espresse banalmente, ecc).


quote lamb-o
Accade perchè la tua scala di giudizio è diversa dalla sua.



Non riesco a vedere il voto come una minaccia perchè non ne faccio l'uso sbagliato che vi indulgete a fare, continuando a vedere il testo come un giudizio e il voto come un valore.

Ad ogni modo, continuo a credere che poche parole, scelte con sapienza, siano meglio di tante perifrasi (es. sonetti), benché anch'io ami abbondare.
Mi auspico delle critiche/recensioni serie e sostanziose, ma ciò non è obbliterato da un numero, o chi per lui, a fondo pagina.
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Mario Morandi

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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #12 il: Febbraio 17, 2008, 10:58:52 »

Citazione
il voto come un valore.
Ecco, mannaggia la miseria: il voto NON va visto come valore ma come un puro e semplice indice di gradimento.

Utilissimo "il voto" a tal proposito per avere sott'occhio "l'indice di gradimento" di migliaia di utenti; questo concetto non è affatto negativo (o meglio, è il modo migliore per sfruttarlo, visto che parlare di "user score" mi fa comunque storcere il naso).
Ma il fatto che il voto scolastico sia proposto come "la pagella dei professori" è piuttosto problematico; smantelliamo l'autorevolezza storicamente determinata del voto con nuove soluzioni più personali, che facciano capire ai lettori (in modo immediato, eh eh :D) la soggettività del giudizio espresso.

Ultimo spunto, il voto numerico convenzionale è ovviamente in realtà la punta dell'iceberg di un sistema di critica videoludica atta a consigliare l'acquisto.
E' quest'ultimo concetto che andrebbe aggirato, e naturalmente una volta presa coscienza di ciò il discorso del voto cadrebbe.
Per questo mi spiaceva per Babel, che con un passettino in più potrebbe liberarsi e fare un'autentica critica del videogioco (e già lo fa in articoli come quelli di Gatsu, che però sono ancora un "contorno" al piatto forte delle recensioni); gli spunti creativi, filosofici e teorici non mancherebbero, ma non si può negare che nelle recensioni siano ancora troppo legati a una visione tradizionale della trattazione videoludica.
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2008, 11:06:53 da AIO »
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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #13 il: Febbraio 17, 2008, 10:59:54 »

Sono d'accordo che il voto numerico sia favorito da menti più scientifiche che umanistiche, ma è per questo meno legittimato?
In realtà io non mi riferivo al voto in sé, bensì alla logica che vi è dietro: uno schema giocabilità/longevità/grafica/sonoro ormai datato e inadatto al medium.
Sa troppo di "analisi prestazionale" di un qualcosa, fatta però senza le opportune conoscenze specifiche.
Insomma, un disastro sotto tutti gli aspetti.

Citazione
Percepisco un senso di inferiorità generale di cui ci si dovrebbe liberare, perchè i videogiochi sono una forma d'espressione pari alle altre, benché al momento manchino di forti basi accademiche.
Personalmente non soffro alcun senso di inferiorità. Anzi, mi incazzo come una belva quando sento uno dei miei compari arsludici patirne.
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2008, 11:06:24 da Emack »
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Re: L'insostenibile appeal del voto numerico al videogioco
« Risposta #14 il: Febbraio 17, 2008, 13:36:27 »

Il commento finale diventa il capro espiatorio di una critica seria che non riesce ad affermarsi. Se ora il voto è sinonimo di faceto e commerciale non si stigmatizzi un sistema comunque valido; ogni mia argomentazione è tesa a questo e solo questo. Non è una conquista l’affermarsi dal numero, ma un dazio da pagare per rendere evidente il salto di qualità.

Citazione
E occorrerebbe parlarne dal vivo di queste cose, perché i forum sono limitanti; poco importa dell'OT, ora parliamo di altro ed è giusto così, perché ci interessa.
Il forum limita ma è anche un ottimo arbitro. Una discussione civile e diretta però mi piacerebbe molto.

P.S.
Letto il confronto con Cinquemani: sì alla politica degli autori, il regista è artista e non artigiano!  ...per essere sintetico ;)
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2008, 14:01:44 da Galdr »
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