Il discorso delle valute e delle economie relative è solo un aspetto della medaglia (peraltro parzialmente comprensibile, anche se sarebbe da chiedersi perché qualcosa che costa 50 da noi può costare 10 altrove e creare lo stesso guadagno), spesso nemmeno rispettato, per esempio i giochi Steam digitali in Polonia sono fuori mercato rispetto agli stessi venduti fisicamente nei negozi.
Semplicemente non crea lo stesso guadagno, ma se si vuol vendere in certi paesi si devono tenere prezzi ben più bassi di quel che si potrebbe fare adottando quella stessa politica a livello globale.
Va da sé che vendere a guadagno infimo è sempre meglio che non vendere ad alcun guadagno.
Quello che mi chiedevo io è perché un publisher famoso debba svalutare il proprio patrimonio clienti licenzando a terzi la distribuzione, persino quando è digitale. Stanno creando più vincoli di quelli fisici: ad esempio il check del territorio di Steam, che si inasprirà in avvenire coi check in real time, rischia di essere un problema per molti, me compreso. Se sono in un albergo in algeria e la sera mi voglio fare 3 spari a Team Fortress l'ultima cosa che voglio è che mi venga detto che sto violando la regione per la quale ho comperato il gioco.
Non è detto che funzioni così. Il blocco può essere applicato alla regione d'appartenenza dell'utente, al di là di dove si connette. Peraltro mi pare che Steam già ora funzioni così.
Sul fatto che si licenzi ad altri la distribuzione, il motivo è semplice: non tutti possono permettersi di metter su un servizio di DD funzionante e supportato. Steam è un investimento di Valve... non è certo venuto su gratis.
Ma questo comunque è il funzionamento di sempre, anche pre-DD: c'è chi scrive giochi e chi si premura di avere la struttura per distribuirli. Il futuro ove chi produrrà distribuirà anche è ben lontano.
Non a caso Sony e Nintendo hanno deregionalizzato le loro console da viaggio (pare che il DSi avrà il lock solo per gli acquisti digitali) proprio per questo motivo. Sony, poiché ha convenzioni con un sacco di alberghi in giro per il mondo ha reso la PS3 region free anche per rendere possibile ai clienti di portarsi i giochi da casa quando sono in viaggio per lavoro. Insomma il concetto di gaming ubiquo rischia di risentirne. Come anche la tutela sull'acquisto.
Hmm... sul caso console voglio vedere quanto reggerà la non-regionalità di Sony, anche sulla console fissa.
Poi c'è il discorso che fa valve sui rivenditori certificati: ma lo sanno che non funziona così? Che al massimo c'è un grossista importatore e qualche catena con l'esclusiva e poi ognuno vende i beni come vuole? A chi conviene? Che ci guadagna Valve (o chicchessia) a limitare l'accesso alla sua merce? E' ancora impossibile resistere a quella mafia che è GameSpot ma mettere delle condizioni arbitrarie alla vendita al negozio sotto casa?
Ciò che è in vendita su Steam si può anche acquistare altrove. Se conviene io acquisto nel negozio sotto casa tanto quanto quello in Australia. Steam non è monopolio, ma una scelta in più... ovviamente alle sue condizioni (che ok, possono essere discutibili, ma la scelta in quanto acquirente di non acquistare presso di esso ce l'abbiamo tutti).
Ripeto: qui non si assemblano macchine, si vendono beni digitali su supporti materiali: costo di produzione circa 10 cent a copia, rivenduti a costi arbitrari. Ecco perché in Cina ci sono originali a 7 euro sugli scaffali.
Andiamo, sappiamo tutti perché il DD non costa meno del supporto fisico. Il caso di Vivendi quando uscì Half-Life 2 lo conosciamo a menadito. Senza contare che i prezzi che sono presenti su Steam non li fa Valve (anche se, ovviamente essendo un distributore, applica una percentuale sua... come appunto fa ogni negozio sulla merce che vende).
Questo modello lo vogliono passare sulla distribuzione digitale on-demand, dove ha ancora meno senso. Senza contare che è una barriera d'ingresso per molti e continua i produttori a rimanere vincolati alle vecchie mafie del distributore-ricattatore, si veda l'italia dove il gigantesco sovrapprezzo dei nostri distro limita moltissimo la vendita dei beni multimediali legali.
A me pare comunque che stai mettendo insieme tanti discorsi differenti, accavallandoli l'uno all'altro. Se parli della scelta di introdurre un concetto di region-sell, sono d'accordo con te nel dire che da acquirente non mi piace (sebbene ne possa capire il motivo di fondo... è impensabile il metter sullo stesso piano il mercato occidentale e quello asiatico, Giappone a parte). Se parli di prezzi troppi alti sul DD, sì e no, dato che in fondo le occasioni sono molte e anche positive (basta saper scegliere un po'... cosa che appunto faccio da sempre comprando dove più mi conviene... nessuno mi obbliga a scegliere Steam, come Play.com o GameStop).