Capisco cosa vuoi dire, ma se ci pensi queste beghe saltano sempre fuori con i videogiochi e mai con altri media.
questo non è vero.
che si parli di bambini appesi ad un albero o di dogmi che apparentemente negano i canoni del cinema se ne parla in tutte le arti e per tutti i media.
the graveyard DEVE essere un vg, se no il medium non si eleverà mai dalla bambinata.
poi per carità, le definizioni sono pericolose.
infine, il vg non deve divertire.
il divertimento è nell'utente.
Mi riferivo ai termini. Il cinema si chiama sempre cinema, poi si discute di quello che appartiene o no al cinema. (e il libri si chiamano sempre libri).
non necessariamente.
ciò che porta il cinema (un qualsiasi medium, invero) ai suoi limiti e oltre espande il concetto di cinema. pertanto il concetto di cinema non è cristallizzato nel tempo.
se per assurdo qualcuno ritenesse (o avesse mai ritenuto) il dogma di von trier "non-cinema", per il suo (apparente e truffaldino, ma questo è un altro discorso) negare i crismi del cinema, gli elementi che lo definiscono - si riprende solo in luce naturale, solo in steady, senza musica ecc. - ecco che questo essere "un passo al di fuori del cinema" espanderebbe il concetto di cinema, facendovi rientrare il dogma del danese.
ovviamente questo "sistema" non è applicabile all'infinito, perchè si arriverà a qualcosa che non è cinema, ad esempio il filmino delle vacanze al mare, girato in steady, senza musica e in luce naturale. significa solo che la definizione non è cristallizzata e la valutazione del concetto va sempre fatta alla luce (meglio: tenendo conto) dell'opera che si sta analizzando.
il cimitero si pone in quest'ottica. prende il mezzo, lo espande sino ai suoi limiti, arriva a negare i concetti di interattività, finalità del gioco, competitività ecc, ma lo fa all'interno del mezzo stesso. anche se, una volta definiti i pilastri della definizione (argh!) del vieogioco, non ne ha nessuno.
(oh, che poi questa cosa la faccia bene o male è un altro discorso.)
Scusa ma non ho capito cosa intendi con "il divertimento è nell'utente". Cioè se mi diverto o no non dipende più dal gioco? Non mi riferisco al divertimento assoluto, è naturale che sia soggettivo, ma se faccio un vg noioso la colpa è degli utenti che hanno smarrito in se il divertimento quindi.
ho avuto la cristallizzazione del concetto di divertimento "insito" nel fruitore quando ho portato una allora fidanzata a vedere Gohatto di Oshima...
un'opera può sicuramente essere definita divertente o meno in maniera (statisticamente) oggettiva. the blues brother è sicuramente più divertente di gohatto. ma non è un criterio critico. nè può servire a definire il medium. silent hunter 4 è sicuramente un videogioco, financo un bel videogioco - in senso critico e assoluto - ma per è estremamente palloso (e mannaggia a me quando ho comprato la collector...

)
pertanto il fatto che sia divertente o meno non aiuta a definirlo come vg o meno.
e non sono gli utenti che debbono "trovare" in se il senso del divertimento, volevo solo dire che è l'utente che decide se il gioco x è divertente o meno. da questo non si scappa, e questo rende il divertimento un aspetto accessorio nella critica videoludica.
Perchè poi il vg deve essere una bambinata se non è sulla scia di graveyard?
E allora a trent'anni la devo smettere con ninja gaiden, solo perchè c'è un ninja con la spada che non comunica una mazza.
Vorrei solo capire meglio il tuo punto di vista sulle cose che hai detto, perchè magari contengono qualcosa sulla quale mi troveresti d'accordo.
devi prendere il termine bambinata come una provocazione. non intendo che the graveyard sia una strada da seguire (anzi, è il tipico esperimento che va bene la prima volta che appare, già alla seconda rischia di essere stantio) o che debba ridefinire il mezzo.
è però un esperimento necessario all'evoluzione del medium, proprio perchè ne "calca" i confini. potrebbe essere un "concept-vg"