
Foto di:
http://www.flickr.com/photos/thecloudboy/Il caso è di ieri ma la rete, come si sa, lo ha già fatto risuonare in tutto il mondo mettendo in difficoltà la Microsoft. La casa di Redmond è corsa ai ripari cercando di spiegare l'accaduto ma, sinceramente, non riuscendo ad essere poi troppo convincente. Le spiegazioni ufficiali, date da
Stephen Toulouse, parlano della necessità di creare un ambiente sicuro per tutti i giocatori... e fin qui è possibile parlare di una politica discutibile ma legittima attuata da Microsoft sul suo servizio. Quello che non è troppo comprensibile è la spiegazione del caso in questione:
"While it may be clear to some that Gaywood is a legitimate surname, it may not be obvious to other Xbox LIVE members."
"Gamertags are visible to everyone and it would be hard for me to defend to a parent of a young child who saw it that the name did not contain content of a sexual nature."
Trad.
Mentre per alcuni può essere chiaro che Gaywood è un cognome, questo può non essere ovvio per gli altri membri di Xbox LIVE. Le Gamertag sono visibili a tutti e per me potrebbe essere difficile spiegare al genitore di un bambino che non hanno un contenuto di natura sessuale (qui il riferimento è a "TheGAYERGamer", più che a Gaywood).
Insomma, alla fine della fiera lo sfortunato Gaywood non potrà usare il suo cognome nella gamertag perché la Microsoft si troverebbe in imbarazzo a spiegare a qualche mammina infoiata che quello è un cognome?
Per favore, qualcuno controlli quanti Gaywood ci sono nel mondo e gli intimi di non acquistare una 360... almeno per il futuro ci risparmiamo altre scuse del genere.
Fonte:
http://kotaku.com/5010324/microsoft-explains-gaywood-ban