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Autore Topic: I videogiocatori europei giocando si divertono, si rilassano e allenano la mente  (Letto 1002 volte)

Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Una ricerca condotta da ISFE-Nielsen mostra come il gioco sia un'attività di divertimento primaria per bambini, adulti e genitori in tutta Europa

Bruxelles, Belgio, 27 maggio 2008 – L'ISFE, Interactive Software Federation of Europe, oggi ha comunicato i risultati di una nuova ricerca che riflettono l'evoluzione delle tendenze fra gli appassionati di videogiochi in Europa. In 15 paesi, le persone di età compresa fra 16 e 49 anni hanno dichiarato che trascorrono videogiocando circa lo stesso tempo che dedicano a guardare la televisione o a socializzare con amici e familiari. Inoltre scelgono il videogioco come un modo divertente per passare il tempo stimolando l'immaginazione e mantenendo attiva la mente.

I risultati del progetto di ricerca, condotto da Nielsen Games per conto di ISFE, dimostrano le caratteristiche attuali del mercato europeo dei videogiochi. I risultati sfatano alcune false percezioni piuttosto diffuse sulla comunità dei giocatori.

-           I videogiochi si classificano fra le principali attività ricreative per gli europei. Il 40% delle persone gioca da 6 a 14 ore alla settimana, parallelamente al tempo dedicato a guardare la televisione, navigare in Internet o visitare parenti e amici.

-          Ai videogiochi vengono riconosciuti vantaggi esclusivi rispetto ad altre forme di intrattenimento come televisione e film. Il 72% delle persone gioca per divertimento, il 57% trova nei videogiochi un modo per stimolare l'immaginazione e il 45% afferma che il gioco li fa riflettere. L'aspetto sociale dei giochi online con altre persone è un forte incentivo secondario per i giocatori.

-          Gli europei giocano responsabilmente a casa. L'81% dei genitori che gioca lo fa con i propri figli. Oltre la metà dei genitori-giocatori controlla sempre il tipo di giochi praticati dai figli, nonché le loro scelte di acquisto in tal senso.

-          Sembra che i non giocatori non nutrano pressoché alcuna avversione riguardo ai videogiochi. Circa la metà di chi sceglie di non giocare (48%) cita semplicemente la mancanza di tempo come motivo per il quale non si dedica ai videogiochi. 

Jens Uwe Intat, Presidente dell’ISFE dichiara: “I risultati della nostra ricerca confermano ciò che chi lavora nel settore considera un dato di fatto: i videogiochi occupano attualmente una posizione riconosciuta nella cultura dell'intrattenimento. Le persone che oggi si dedicano ai videogiochi appartengono a tutte le classi di età, sesso e nazionalità. Il settore offre una vasta gamma di scelte di intrattenimento, per tutti i gusti e livelli di abilità; adulti, nonni e bambini giocano nel modo che meglio si adatta alle loro esigenze”.       


Riconoscimento del PEGI, il sistema europeo di classificazione per età dei videogiochi

Nei 15 paesi in cui si è svolta l'indagine, il riconoscimento dei simboli di classificazione per età del Pan European Gaming Information (PEGI, sistema di informazione sui giochi paneuropeo) è pressoché universale (93%).  Quando si considerano i simboli di classificazione per età PEGI, quasi la metà dei genitori intervistati ha dichiarato di trovare il sistema attuale "estremamente utile" o "molto utile".


“Con circa il 70% dei giochi più venduti nelle principali regioni europee[1] classificati come 3+, esiste una grande varietà di giochi che sono adatti non solo ai cosiddetti ‘giocatori hard core’, ma anche all'intera famiglia. I genitori hanno attualmente a disposizione una vasta scelta quando devono selezionare/acquistare un gioco per i loro figli. È molto gratificante vedere che le classificazioni PEGI si dimostrano uno strumento riconosciuto di supporto per i genitori", aggiunge Patrice Chazerand, Segretario Generale dell'ISFE.
 

I mercati chiave in Europa guidano la crescita del settore
 

Il mercato europeo rappresenta come mai prima d'ora una delle più grandi quote delle vendite legate ai videogiochi nel mondo. Nel 2007, le vendite di software interattivo nei nove principali mercati europei[2] hanno raggiunto un livello stimato di 7,3 miliardi di Euro. Questa cifra, che considera solo le vendite di software (ovvero dei videogiochi in sé, senza includere il fatturato delle vendite dell'hardware), ha subito un incremento del 25% annuo.  La sola Gran Bretagna ha generato un fatturato di 2,3 miliardi di Euro, seguita dalla Francia con 1,6 miliardi, dalla Germania con 1,4 miliardi, dalla Spagna con 0,7 miliardi e dall'Italia con 0,6 miliardi[3]. 

 
Profilo dei videogiocatori: una fotografia delle diverse aree geografiche d'Europa


In base a un campione rappresentativo a livello nazionale di Gran Bretagna, Finlandia e Spagna[4], selezionato per rappresentare una gamma di aree geografiche e fasi di sviluppo del mercato in Europa, la percentuale della popolazione adulta che si dedica ai videogiochi ha raggiunto livelli estremamente significativi:


·          In Gran Bretagna, il 37% della popolazione di età compresa fra 16 e 49 anni si descrive come giocatore attivo (che utilizza attualmente giochi su console, dispositivi portatili o PC). Lo stesso vale per il 28% della popolazione in Spagna e Finlandia.

·         I videogiochi non sono limitati alla popolazione più giovane: il 33% delle persone di età compresa fra 30 e 49 anni in Gran Bretagna si classifica come giocatore attivo, lo stesso dicasi per il 23% in Finlandia e il 16% in Spagna.

·         Le donne rappresentano una percentuale importante nel mercato dei giochi: il 29% delle donne di età compresa fra 16 e 49 anni in Gran Bretagna, il 18% in Spagna e Finlandia si descrive come giocatrice attiva.

Oltre sei giocatori su dieci dichiarano di giocare online. Il gioco online trascende sesso ed età: il 62% delle persone dichiara che il gioco online è una parte fondamentale della loro esperienza complessiva di gioco.

·         Due giocatori su dieci in Europa sono laureati o in possesso di titolo post-laurea.  Il 17% dei giocatori si inserisce nei settori legati ai servizi o alle professioni (ovvero legge, medicina, banche), mentre un ulteriore 12% dichiara di occuparsi di vendite, attività imprenditoriali o manageriali.

·          Il 72% dei giocatori in Europa utilizza la propria console per videogiochi come dispositivo multimediale in una vasta gamma di attività quali l'accesso a Internet, la riproduzione di DVD o l'ascolto di MP3.

 

Informazioni sulla ricerca

I dati riportati in questo comunicato stampa sono tratti dalla ricerca Video Gamers in Europe 2008 (Videogiocatori in Europa 2008) realizzato per l'International Software Federation of Europe (ISFE) da Nielsen Games.  L'indagine presso i consumatori, svolta su 6000 giocatori in 15 mercati, è stata condotta su intervistati che risultavano giocatori attivi, di età compresa fra 16 e 49 anni. La ricerca è stata effettuata online in Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo), Svizzera, Austria, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Polonia e Lettonia.

Per la ricerca completa, visitare il sito Web: www.isfe.eu

Informazioni su Nielsen Games

Nielsen Games è un servizio di The Nielsen Company, un'azienda internazionale che si occupa di informazione e media, con posizionamento leader nelle informazioni di marketing (ACNielsen), sui media (Nielsen Media Research), nell'intelligence online (NetRatings e BuzzMetrics), nella misurazione mobile, nelle fiere e nelle pubblicazioni business (Billboard, The Hollywood Reporter, Adweek). L'azienda a capitale privato è attiva in oltre 100 paesi, con due sedi centrali: Haarlem, Paesi Bassi e New York, USA.


Per ulteriori informazioni, contattare Nielsen Games (Chloe.Wild@Nielsen.com)
Tel.: +44 (0) 207420 9321, www.nielsen.com

 

Informazioni su ISFE

Fondata nel 1998 e registrata nel 2002 sotto la giurisdizione della legge del Belgio come associazione internazionale a scopo scientifico e pedagogico, ISFE (Interactive Software Federation of Europe) rappresenta gli interessi del settore del software interattivo nei 27 paesi membri dell'UE oltre a Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein. Oggi fanno parte di ISFE i 13 principali produttori di software interattivo, nonché 13 associazioni commerciali per il software interattivo in tutta Europa.

 

ISFE ha avviato il sistema di informazione sui giochi paneuropeo (PEGI, Pan European Game Information, visitare il sito Web www.pegi.info) nel 2002. Da aprile 2003, PEGI è stato gestito in modo indipendente dal Netherlands Institute for the Classification of Audiovisual Media (NICAM). PEGI fornisce un sistema di raccomandazione dei videogiochi con classificazione per età, destinato a informare i genitori europei in merito all'idoneità del contenuto per i loro figli. Come sistema di classificazione PEGI supporta una scelta informata da parte di adulti e non censura il contenuto. PEGI è stato implementato in più di 30 paesi in Europa e in altri continenti.
« Ultima modifica: Maggio 28, 2008, 08:21:41 da Simone 'Karat45' Tagliaferri »
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Doom

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Prima o poi anche la nostra generazione videoludica avrà il suo Einstein. Già me lo immagino l'outing del premio Nobel che ammette di avere imparato chimica giocando a Dr. Mario. E l'architetto che fa vanto del suo vetusto 286 su cui girava Sim-City. O il serial-killer che si bulla di avere imparato l'arte dell'omicidio in GTA. In ogni caso, a leggere queste ricerche sociologiche mi sento male. Perchè considerata la mia esperienza videogiocosa dovrei godere di riflessi attivi quanto quelli di una lince, simpatetismi del vicinato prossimi all'adorazione e avere poteri vicini alla telecinesi.
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Monopoli

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Chissà cosa direbbe Fiorello di questa classifica :D
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