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Autore Topic: Oleg Yavorsky di GSC Game World dice che i gamers americani sono stupidi  (Letto 1089 volte)

Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Non proprio, ma il senso della sua intervista, rilasciata a Eurogamer, è più o meno questo.
In realtà il nostro si è prodigato nel cercare di spiegare perché S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl non sia stato ben accolto negli States, ovvero perché gli americani non amano i giochi dove non ci sono tutorial che ti spiegano anche perché hai acquistato il gioco e ti guidano dall'inizio alla fine senza lasciarti mai. Il nostro eroe ha anche accusato i grandi publisher di volere giochi sempre più semplici e dai colori brillanti, ovvero utilizzabili anche da giocatori "non-intellettuali" (leggasi idioti). Sono completamente d'accordo con lui. Notavo inoltre, e questa è una mia considerazione, che paradossalmente sono più difficili i giochi che dovrebbero essere indirizzati ai bambini, come quelli basati su licenze cinematografiche. Il motivo di questa stranezza risiede nei limitati tempi di sviluppo e di testing che non permettono di smussare a dovere il livello di difficoltà (ricordo il gioco degli Incredibili... un vero incubo certi livelli).
Riassumiamo: gli americani sono idioti e amano solo giochi dai colori sgargianti che ti guidano dall'inizio alla fine con tutorial che spiegano ogni stupidaggine... negli ultimi anni i videogiochi americani sono i più venduti in tutto il mondo, a parte che in alcuni mercati di nicchia (come quello tedesco)... ergo, l'idiozia ha colonizzato il mondo?


Fonte: http://www.escapistmagazine.com/news/view/84508-GSC-STALKER-Too-Hardcore-for-American-Gamers

Federico 'Fleym' Rosa

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 Sto cominciando seriamente ad odiare questi prodotti per idioti che sembrano dei dvd dove invece della freccia menù usi un personaggio e il gioco si finisce da solo. Per fortuna che i jappo continuano a sfornare giochi dalla difficoltà inumana vedi Viewtiful Joe o Ibara o Bangaioh Spirit (l'ultimo stage del training è letale!). Certo che se uno non ha molto tempo per allenarsi pretende un prodotto facile,ma quanto è appagante? A finire con un credito Ghost'n'goblins o Ikaruga ti senti un dio in terra e sono fuori scala per il criterio di difficoltà odierno
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Ronove

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Anche io mi sento di condividere parte di quel discorso. In parte perchè alla fine queste scelte di game design dipendono sia dall'intenzione degli sviluppatori, sia dalle direttive dello stesso publisher. Se un gioco alla fine viene a costare parecchio è quasi scontato che il publisher "costringa" gli sviluppatori a tararlo e a renderlo accessibile al più ampio bacino di utenti. Ormai i giochi che sono "impegnativi" (sia che si tratti di impegno mentale o semplicemente di impegno temporale) stanno piano piano diventando sempre più una nicchia.
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lamb-O

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Ok, ma com'è possibile che Karat abbia giocato a tutti i tie-in merdosi e alle bambocciate più smaccatamente commerciali? :asd:
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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ahem, lavoro  ;D
 

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