In Italia, come ben sapete, gli eventi dedicati al videoludo si contano sulle dita di una mano vittima dell'esplosione di un petardo. In altre parole, sono talmente pochi che si fa fatica ad essere ottimisti circa lo stato di salute culturale e industriale del nostro settore di intrattenimento preferito. Invece di migliorare, e di aspirare a eventi di grande spessore come già sono stati organizzati tempo fa (come il compianto Webbit oppure il TiG, ma sarebbe tornare troppo indietro nel tempo), invece di guardare all'esperienza estera (non dico di ricalcare la grandeur della Games Convention di Lipsia, ma almeno - ad esempio - di ispirarsi più da vicino all'Assembly 2008 di Helsinki sì), qui nel Bel Paese si preferisce giocare a fare i galletti e a pestarsi i piedi a vicenda. Guardate le giornate di queste due fiere:
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GameCon: 6/7/8 Dicembre 2008 (tradizionale collocazione) - Napoli;
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The GameLand: 6/7/8 Dicembre 2008 - Roma.
In pratica, si tratta di eventi simili (il primo è più incentrato sugli espositori mentre il secondo più sui tornei) programmati negli stessi giorni. E chi vuole partecipare a entrambi che fa? Deve per forza scegliere! Una più attenta (ma vorrei forse aggiungere anche meno arrogante) collocazione temporale avrebbe giovato non solo a chi aveva intenzione di prender parte a entrambe le manifestazioni, ma anche alle fiere stesse: una distribuzione meno concentrata avrebbe certamente dato più risalto a una scena in crescita, a un ambiente finalmente maturato. Purtroppo, dobbiamo rilevare ancora una volta che qui si gioca a fare le prime donne piuttosto che collaborare, perché non posso non pensare che gli organizzatori non si siano accorti della contemporaneità degli happening.
Da consumatore, sto valutando di disertarli tutti e due.