Prendete Prince of Persia.
Il secondo, per la precisione, Spirito guerriero.
Prendete l'affascinante ambientazione da Mille e una notte e sostituitela con una città come quella in cui prendete tutti i giorni la metropolitana, sempre uguale a sè stessa.
Prendete la storia di principesse, sabbie magiche, visir e tradimenti e sostituitela con un insipido poliziesco che nemmeno "Wolff un poliziotto a Berlino".
Prendete il sistema di combattimento ed eliminate armi multiple e combo lasciando un solo pulsante per l'attacco e la peggiore fisica delle armi e la peggiore intelligenza artificiale dai tempi di Hogan Alley.
Prendete soprattutto le sequenze in cui il principe viene inseguito dal Daaka costituite da un continuo trial and error frustrante che richiede più fortuna che abilità ( andate a destra e siete morti, andate a sinistra e siete stati bravi ) e triplicatene la frequenza fino a costituire la maggioranza assoluta del tempo di gioco.
Ecco, quello che avete ottenuto a questo punto potete intitolarlo Mirror's Edge, potete chiamare l'attrice italiana vivente con la peggior pronuncia per farle doppiare la protagonista e poi potete metterlo in vendita nei negozi.
Stando come sopra le cose direi che la misera durata di sei ore non è certo un difetto, non avrei sopportato oltre lo strazio.