All'Indipendent Festival solitamente arrivano prototipi, quindi ad esser premiato è il potenziale. Quando è uscito Crayon Physics non c'erano tutti i cloni attuali, benché alcuni citino esplicitamente il lavoro di Purho.
Sopra tutti, Crayon Physics ha come unico strumento a disposizione, proprio come davanti ad un foglio vero, la penna, con la quale si disegna tutto quello che serve, mentre nei cloni bisogna selezionare gli strumenti da un menù. Il fattore immersione è sicuramente maggiore.
Lasciando perdere le solite fregnacce di Kotaku, il prototipo aveva veramente un grande fascino e potenziale, ma dopo due anni (o giu di lì), il gioco versione Deluxe francamente non si è evoluto per nulla.
Il problema fondamentale? Il level design. E' un bene che il gioco non forzi a giocare alle sue regole, ma non fa assolutamente nulla per invogliare ad essere più creativi coi disegni. Su un centinaio a disposizione, appena una decina di schemi sono interessanti.
L'altro problema è che non è stata studiata bene la psicologia del giocatore nel contesto.
E' forte il desiderio di finire tutto prima possibile e passare allo schema successivo. Solo quando ne hai pochi, come nel prototipo, allora cerchi di sfruttarli al massimo. Io stesso, che amo disegnare, per il 90% delle volte ho usato la stessa tecnica della puleggia.
A pensarci, non volevo finire prima possibile, ma procede velocemente sino alla parte interessante.
Vien da sè che ho finito il gioco prima di trovarla. Peccato.