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Autore Topic: Il futuro della carta stampata (aka la convergenza digitale si fa strada)  (Letto 4494 volte)

StM

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Ah, ma era retorica? :D
No, era una domanda concreta, perché vendere di meno non vuol dire essere più vicino alla tomba; puoi vendere milioni di copie ed essere in passivo, no?

Game Pro sopravviverà a GMC, dunque?
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Marco/Cav

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No, era una domanda concreta, perché vendere di meno non vuol dire essere più vicino alla tomba; puoi vendere milioni di copie ed essere in passivo, no?

Game Pro sopravviverà a GMC, dunque?

Converrai che guadagnare di più però sia meglio... o forse no... comunque la retorica stava nel fatto che sinceramente si sapeva già quanto vende Game Pro rispetto a GMC (io non lo sapevo, ad esempio, anche se lo immaginavo).

Ad ogni modo per me la risposta è "no". E non è che mi faccia piacere.
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Ottima fra le traduzioni quella che ecciterà le stesse passioni nell'anima,
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raz3r

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Il punto è che sono due fasce d'utenza completamente diverse, togli il gioco allegato a GMC e vedi come crollano le vendite. In ogni caso così ad occhio credo che le vendite di GMC siano di moooolto superiori a quelle di GMC. Poi magari realizzare GamePro costa meno e quindi magari con gli introiti ci stanno dentro. Fatto sta che il 90% di quello che trovi su GMC lo puoi trovare anche online, magari con qualità inferiore e testi scritti da bambini dell'asilo però trovi tutto. Quello che offre GamePro è un'approccio decisamente più maturo e ragionato al mondo dei videogiochi, un "niubbo" (concedetemi il termine) non legge GamePro e se lo fa almeno le prime volte gli servirà un traduttore.

Tornando al discorso del DVD forse mi sono espresso male ma io un collegamento lo vedo. Voglio dire se GMC elimina il DVD demo non penso lo faccia per sport, forse è perchè ha bisogno di andare a parare da qualche parte con le spese. Del resto non è solo quello, prima la qualità della carta, poi la qualità delle custodie (la quantità di custodie rotte si è moltiplicata da un anno a questa parte) tanto che anche agli abbonati non arriva più la custodia di cartone rigida. E' un insieme di cose che unita alla popolarità del Web (vedi social networks e blog) mi porta a pensare che se non si smuove qualcosa il futuro per l'editoria cartacea è grigio. Poi magari mi sbaglio completamente, per questo voglio sentire altri pareri.
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lamb-O

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Il punto è che sono due fasce d'utenza completamente diverse, togli il gioco allegato a GMC e vedi come crollano le vendite.
Posso immaginare, ma tanto non lo tolgono :boh2:

Citazione
Poi magari realizzare GamePro costa meno e quindi magari con gli introiti ci stanno dentro.
Costa meno perché è la versione italiana di una rivista inglese, e anche se ci sono contenuti originali basta una redazione più piccola per farli.
E perché non deve spendere per acquisire i giochi allegati, che però sulle testate che li hanno continuano a rendere.

Sul discorso dell'andare al risparmio, quello è il modo in cui lavora Sprea e si sa - basta vedere le linee non videluduche, mille testate che singolarmente costano un cacchio e messe insieme assicurano guadagni.

Il punto è che, se il gioco allegato fa vendere le riviste come GMC ma non ci sono avvisaglie che Sprea voglia togliere il gioco allegato da GMC (ha timidamente cercato di togliere il DVD contenitore che - ammettiamolo - era considerato fuffa dai più già in ben altri tempi), che cosa dovrebbe determinare l'inversione di tendenza?
Questo mi sfugge.
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memex

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Beh, ma voi pensate che Game Pro (che può piacere o meno ma certamente punta molto sugli speciali e tra noi nerdZ arsludici ha certamente successo) terrà botta più di GMC sul lungo periodo?

allo stato attuale no.

se (e ripeto: se) il cartaceo dovesse morire davvero sarebbe quello più resistente, però, imo.
Uhm, la risposta che mi aspettavo. L'idea se ho capito bene è che Game Pro ha meno pubblico ma sa fidelizzarlo con l'offerta (gli speciali) e quindi se lo tiene, TGM e GMC invece no.

Continuo a essere scettico, ma vedremo ^^

non so se gampro sa fidelizzare meglio il pubblico, ma mi pare che offra qualcosa di diverso dalla recensione, moloch inamovibile di tgm (almeno sino a quando lo compravo io).

ergo offre qualcosa che il web non offre, o offre con minor efficacia rispetto a news/recensioni.

che poi, diciamocelo, la forza delle recesioni sul web è nel contorno di screenshots, filmati e similia. ormai il miglior portale di viggì è youtube.
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...And there’s no use in tryin’/T’ deal with the dyin’/Though I cannot explain that in lines...

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Marco/Cav

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Citazione
Game Pro, lo preciso ora, è una rivista che purtroppo non naviga in buone acque. Allo stato attuale Sprea ha già deciso una parziale riduzione della fogliazione e una riduzione del numero delle uscite previste fino alla fine dell'anno. L'intervento che mi è stato chiesto è di rilancio, non di normale amministrazione. Dei cambiamenti ci dovranno quindi essere, perché la formula attuale purtroppo non sta dando i risultati sperati.

http://forumtgmonline.futuregamer.it/showpost.php?p=6854546&postcount=229

Silvestri oggi ha dato la risposta che si cercava.
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Emack

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E allora hanno proprio ragione a mettere le mani davanti quando proponi di alzare il livello.
Oggi le riviste si vendono se e solo se hanno un dvd allegato. Però sarei curioso di conoscere i numeri di Game Republic, che ha ridotto il numero delle pagine l'anno scorso.
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Emanuele Colucci.

memex

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io sono convinto che non stia dando i risultati sperati perchè è ovvio che sia così se la pietra di paragone è il tipo di rivista che è tgm o gmc.

è una questione culturale. (con tutto che non è i cahiers du cinema)

poi certo, la risposta preconfezionata che se non rientri dei costi, il pubblico non vuole questo ecc ecc...
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Emack

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Sì ma se GMC e TGM continuano a vendere, mentre GamePro è destinata a mille difficoltà (se non al fallimento), vuol dire, ancora una volta, che il futuro della carta stampata risiede nel DVD allegato. Oppure credi che formule del tipo MicroMega diverranno predominanti tra un po' di tempo? (le riviste da libreria son proprio spassose, imho)
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Emanuele Colucci.

memex

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vabbè, micromega tratta temi un po' più... scoscesi.

il punto è, secondo me, che nel dvd risiede il futuro di questa carta stampata. news e recensioni prima che la gente giochi al titolo non sono più per le rivste (mensili... poi).

un modello diverso, però, probabilmente porta a volumi di vendita minori, e quindi a un modello diverso. diverso da quello che fa vivere tgm.

è tgm che crea i lettori, o tgm da loro quello che vogliono?

è una mera utopia (magari detto col sorriso sotto i baffi) cercare di fare qualcosa di diverso? perchè in realtà il mercato vuole questo?


ah, questo non vuol dire che si debba per forza scrivere una rivista aulica che tratta filosoficamente del media dalla sua torre d'avorio...
« Ultima modifica: Marzo 15, 2009, 22:14:02 da memex »
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un modello diverso, però, probabilmente porta a volumi di vendita minori, e quindi a un modello diverso.
Ho capito cosa intendi dire, però non ho capito a quale tipo di modello ti riferisci. E' evidente che il modello adottato da GamePro non è a questo punto vincente, ma non perché non vende quanto TGM...
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Emanuele Colucci.

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un modello diverso, però, probabilmente porta a volumi di vendita minori, e quindi a un modello diverso.
Ho capito cosa intendi dire, però non ho capito a quale tipo di modello ti riferisci. E' evidente che il modello adottato da GamePro non è a questo punto vincente, ma non perché non vende quanto TGM...

mah, intendo un modello che punta sull'approfondimento - cosa che in parte fa game pro (anche se non lo prendo da un po').

qualcosa che eviti la recensione volta a far decidere l'acquisto, ma non per questo tratti solo di giochi usciti da mo'.

non so esattamente come descriverlo... qualcosa che la maggior parte dei lettori di oggi non leggerebbe, probabilmente. qualcosa di critico che propone contenuti che vanno presi con senso critico. qualcosa che prenda posizione (in maniera seria) magari toppando alla grande.

senza, ripeto, per questo diventare pubblicazioni accademiche.

mi rendo conto che non sia chiarissimo.

nè mi pare da escludere il fatto che un eventuale successo arriverebbe con alle spalle molti cadaveri di insuccessi. (ma questo è il lato imprenditoriale)
« Ultima modifica: Marzo 15, 2009, 23:14:19 da memex »
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Maelzel

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Mah, ci sono cose simili in ambiti più diffusi come il cinema e la musica ma sono realtà che sebbene apprezzate e riconosciute, faticano comunque a trovare lettori al di là di una nicchia di fedelissimi.
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Emack

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Mah, ci sono cose simili in ambiti più diffusi come il cinema e la musica ma sono realtà che sebbene apprezzate e riconosciute, faticano comunque a trovare lettori al di là di una nicchia di fedelissimi.
Beh, è proprio questo che suppongo intenda memex: realtà editoriali con un pubblico di lettori affezionati, che, sebbene non siano tanti, siano comunque sufficienti al proseguimento dell'avventura. Come dire, si può stare in passivo anche con milioni di copie vendute.
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Emanuele Colucci.

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Mah, ci sono cose simili in ambiti più diffusi come il cinema e la musica ma sono realtà che sebbene apprezzate e riconosciute, faticano comunque a trovare lettori al di là di una nicchia di fedelissimi.
Beh, è proprio questo che suppongo intenda memex: realtà editoriali con un pubblico di lettori affezionati, che, sebbene non siano tanti, siano comunque sufficienti al proseguimento dell'avventura. Come dire, si può stare in passivo anche con milioni di copie vendute.

in effetti si, intendevo qualcosa di simile (oddio, probabilmente è possibile ipotizzare qualcosa di meno "elitario" ancora).

anche perchè, quantomeno per numero di utenti, i VG se la giocano col cinema, ad esempio, e le nicchie quindi probabilmente ci sono.

certo, il tipo di utenti è probabilmente più omogeneo (e forse virato a una tipologia refrattaria anzichenò alla rivista di approfondimento) che nel cinema.
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