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Autore Topic: Recensioni brutte brutte brutte  (Letto 7871 volte)

lamb-O

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #15 il: Marzo 30, 2009, 22:21:50 »

Figo... italiano corrente da videogioco.
Fixed.
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memex

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #16 il: Marzo 30, 2009, 23:06:42 »

bè, corrente... corretto di sicuro, usuale già 'npo' meno....

(voglio sperare che marco/cav parli con un minimo di cognizione di causa visto che si professa traduttore, e che non sia un "garage... il signorino parla francese" :look:)
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Doom

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #17 il: Marzo 30, 2009, 23:18:45 »

Più dell'ironia sull'uso lessicale (le parole sono solo veicoli di concetti, no?) dovrebbe indisporre la sufficienza sarcastica secondo la quale non varrebbe la pena affrontare determinati argomenti in relazione al videogioco (non ricerco intenti filosofici e esistenziali ma.. se anche fosse, quale problema sussisterebbe?). Oltretutto disposta nei confronti di un'opinione personale assolutamente contestabile. Che almeno sia contestata nel merito senza svilirne l'ideologia, però. In fondo sono polemiche sterili e comuni ad ogni ambito discorsivo, pazienza.
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memex

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #18 il: Marzo 30, 2009, 23:22:34 »

Più dell'ironia sull'uso lessicale (le parole sono solo veicoli di concetti, no?) dovrebbe indisporre la sufficienza sarcastica secondo la quale non varrebbe la pena affrontare determinati argomenti in relazione al videogioco (non ricerco intenti filosofici e esistenziali ma.. se anche fosse, quale problema sussisterebbe?). Oltretutto disposta nei confronti di un'opinione personale assolutamente contestabile. Che almeno sia contestata nel merito senza svilirne l'ideologia, però. In fondo sono polemiche sterili e comuni ad ogni ambito discorsivo, pazienza.

no no, ma io sono d'accordo con te, sia sul concetto che sull'uso dei termini, che mi va più che bene.

il mio era solo un tentativo di rompere i maroni al lambo, che si lamenta che nessun troll si interessa a lui, e un tentativo di dire a marco/cav di spiegarsi meglio, proprio perchè un commento simile mi sembra due volte più inappropriato da parte di chi, anche solo per diletto, con le parole... si diletta.

(e poi citavo i simpson :cattivo:)

però le parole non sono solo veicolo di concetti :nono:
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Marco/Cav

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #19 il: Marzo 30, 2009, 23:59:47 »

Guardate, la questione è semplice: si può parlare di un argomento, che siano videogiochi o meno, in maniera chiara, o ci si può dare arie usando frasi che a malapena si capiscono, ma che fanno tanto "darsi tono".

La seconda ovviamente crea seguito, anche se magari nessuno ti capisce, e questo perché si da l'impressione di essere uno che ne sa. Poi però la gente dopo aver applauso si guarda tra sé e sé e si chiede sottovoce: "sì, ma che ha detto?", "boh, non ho il coraggio di chiederlo".

Il sunto: del post di Doom non ho capito una cippa. Ignorante io? Ma sì, per carità... ho smesso anche di leggere con interesse quando ho visto che invece di concentrarsi sul cosa dire ci si è concentrati sul come dirlo... ma per metterla sulla traduzione, come dice memex, lo scopo di chi scrive è prima di tutto farsi capire. In altre parole, non anteporre il proprio ego (di scrittore o traduttore) al contenuto.

Se si vuole metterla sul "sono filosofo e uso paroloni" mi ci posso mettere anche io, magari con una "supercazzola prematurata con scappellamento a destra", ma sarebbe ora che a questo mondo si iniziasse a parlare per trasmettere contenuti, invece che per ingigantire il contenuto stesso (tra l'altro, secondo me, questo fa davvero male al videogioco e alla sua crescita). Per inciso è una cosa che riscontro anche nel mio lavoro di programmatore: molti sviluppatori invece che a pensare a scrivere codice chiaro, pensano a come complicarlo il più possibile di modo che un futuro qualcuno leggendo il loro lavoro possa pensare "figo"... peccato però che al massimo chi si trovasse a distanza a vedere quali arzigogoli sono stati scritti per fare qualcosa che si poteva fare in maniera molto più semplice penserà al massimo "ma guarda sto qui che casino che ha fatto".

Questa, naturalmente, è la mia opinione di persona che non conta un fico secco (e che scrive in maniera banale, anche se sempre col fine di essere chiaro e comprensibile). Che nessuno ne abbia a male. :)


P.S. Doom, spero che sia chiaro che non sono i concetti che sono errati.
« Ultima modifica: Marzo 31, 2009, 09:44:39 da Marco/Cav »
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lamb-O

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #20 il: Marzo 31, 2009, 00:07:46 »

glip.
« Ultima modifica: Marzo 31, 2009, 00:51:16 da lamb-O »
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Ronove

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #21 il: Marzo 31, 2009, 03:12:39 »

Sono d'accordo con ABS. Detto questo, non me la sento neanche di crocifiggere la recensione o il recensore, che seppur "superficiale" penso vada vista nel contesto di IGN: un portale per una certa tipologia di utenti (quelli che preferiscono un Quake 7 ad un gioco sperimentale) che si esprime per quella stessa tipologia. Nelle poche righe della recensione comunque si vede che il recensore ha comunque provato a fornire la sua sintetica visione di cosa rappresenta The Path. Penso che in quel contesto non si potesse fare di più (anzi ritengo già qualcosa che se ne siano pure interessati).

In ogni caso, penso che ahimè fosse abbastanza scontato che con l'uscita di questo titolo sarebbero fioccate recensioni che alla fine si chiedono "si, ma alla fine che è?" perchè la necessità del consumatore medio è quella di avere "la pappa pronta". Devono sapere subito di cosa tratta, devono avere dei facili parametri di giudizio con i quali possono celermente inscatolare ed etichettare, guai ad inoltrarsi un attimo in un'analisi un pelo più approfondita, ad uscire anche fuori dalle righe, guai a cercare di giocare il titolo e rifletterci sopra, specularci. Guai a porsi domande, si vogliono solo risposte.
« Ultima modifica: Marzo 31, 2009, 03:14:52 da ZeAvIs »
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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #22 il: Marzo 31, 2009, 09:28:08 »

Che ign si sia occupata di The Path penso sia conseguente/collegato al fatto che sia finito su Steam. Altrimenti chi se lo 'nculava?

Se si vuole metterla sul "sono filosofo e uso paroloni" mi ci posso mettere anche io, magari con una "supercazzola prematurata con scappellamento a destra", ma sarebbe ora che a questo mondo si iniziasse a parlare per trasmettere contenuti, invece che per darsi arie. Per inciso è una cosa che riscontro anche nel mio lavoro di programmatore: molti sviluppatori invece che a pensare a scrivere codice chiaro, pensano a come complicarlo il più possibile di modo che un futuro qualcuno leggendo il loro lavoro possa pensare "figo"... peccato però che al massimo chi si trovasse a distanza a vedere quali arzigogoli sono stati scritti per fare qualcosa che si poteva fare in maniera molto più semplice penserà al massimo "ma guarda sto qui che casino che ha fatto".

Non vorrei che tu stessi criticando incidentalmente il *mio* modo di programmare :asd:

O quello del mio collega più in gamba. Lui ci mette un casino di tempo (e fa un sacco di straordinari), fa le cose con i tripli salti mortali, che ti viene anche da dire "boh, ma devi fare l'output di una pagina html con un po' di javascript, checcevò?"... però alla fine fa delle cose che non ti saresti nemmeno immaginato, e che con le basi che ti saresti fatto tu per lo stesso lavoro non avresti raggiunto neanche lontanamente.


Tolto che un'opinione di Doom in una discussione vale di più di un "che cazzo dici?" esposto in due righe sarcastiche... appunto, a mio parere ciò che scrive Doom sono opinioni, tra l'altro spesso forti/polemiche/chiare, e non parole vuote infiorettate.
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memex

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #23 il: Marzo 31, 2009, 09:35:02 »

In ogni caso, penso che ahimè fosse abbastanza scontato che con l'uscita di questo titolo sarebbero fioccate recensioni che alla fine si chiedono "si, ma alla fine che è?" perchè la necessità del consumatore medio è quella di avere "la pappa pronta". Devono sapere subito di cosa tratta, devono avere dei facili parametri di giudizio con i quali possono celermente inscatolare ed etichettare, guai ad inoltrarsi un attimo in un'analisi un pelo più approfondita, ad uscire anche fuori dalle righe, guai a cercare di giocare il titolo e rifletterci sopra, specularci. Guai a porsi domande, si vogliono solo risposte.

ma infatti, a prescindere e prima di tutti gli altri discorsi (tipo doom e abs che, ripeto, condivido) il problema è proprio questo, imo: l'incapacità di affrontare un titolo che necessita di (30 secondi, invero, di) preparazione precedente allo schiacciare play.

perchè non ci sono più giochi così, e di conseguenza l'utente non riesce a uscire dal discorso "si, vabbè, ma alla fine?", come se una qualsiasi opera (VG compresi) dovesse per forza andare da qualche parte o avere un inizio e una fine facilmente riconoscibili.

in sintesi: critichiamo, ma non solo perchè i mostri devi andarteli a cercare (concetto, tra l'altro, di una buona profondità, ma tant'è)
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Marco/Cav

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #24 il: Marzo 31, 2009, 09:51:13 »

Non vorrei che tu stessi criticando incidentalmente il *mio* modo di programmare :asd:

O quello del mio collega più in gamba. Lui ci mette un casino di tempo (e fa un sacco di straordinari), fa le cose con i tripli salti mortali, che ti viene anche da dire "boh, ma devi fare l'output di una pagina html con un po' di javascript, checcevò?"... però alla fine fa delle cose che non ti saresti nemmeno immaginato, e che con le basi che ti saresti fatto tu per lo stesso lavoro non avresti raggiunto neanche lontanamente.

Non si parla di fare le cose meglio, ma di fare le cose in maniera più o meno complessa: usare ad esempio astrazione o ereditarietà quando non serve a nulla, ma solo perché "un futuro poi mi farà comodo" (e poi quel futuro non arriva mai) o perché fa figo, e tantissimi altri esempi che non è nemmeno il caso di elencare in questa sede (peraltro in forte OT :D). Già il solo dover far ricorso a frequenti commenti nel codice al fine di far capire cosa esso fa è indice di una cattiva organizzazione e programmazione. Significa, in pratica, che il codice non può essere letto e capito, mentre lo scopo ultimo del programmatore è questo: produrre codice che possa essere letto (naturalmente da persone con conoscenze di pari livello... non si pretende di far sì che il neo-laureato capisca tutto al volo, ma se nemmeno un collega riesce a capirci nulla e perde giorni tra regression causate alla modifica di una virgola, allora c'è poco da girarci intorno sulla questione della qualità).

A tal proposito ho giusto approfondito la questione in un code camp svoltosi a Milano nel mese di marzo (uno degli argomenti era "Perchè (troppo spesso) sviluppiamo per soddisfare il nostro ego invece che per soddisfare i requisiti").

Non conosco il tuo collega, né te, ma non è detto che se vedi un programmatore sgobbare e che fa giri complessi per implementare funzionalità banali sia bravo... anzi...

P.S. Peraltro spero faccia testing, altrimenti poi quella complessità non farà altro che causare regression in fase di mantainance...

Tolto che un'opinione di Doom in una discussione vale di più di un "che cazzo dici?" esposto in due righe sarcastiche... appunto, a mio parere ciò che scrive Doom sono opinioni, tra l'altro spesso forti/polemiche/chiare, e non parole vuote infiorettate.

Non ho discusso la sua opinione... questo sia chiaro... non me lo permetterei perché ciascuno è libero di pensarla come vuole.

perchè non ci sono più giochi così, e di conseguenza l'utente non riesce a uscire dal discorso "si, vabbè, ma alla fine?", come se una qualsiasi opera (VG compresi) dovesse per forza andare da qualche parte o avere un inizio e una fine facilmente riconoscibili.

Secondo me domandarsi "sì, vabbè, ma alla fine?" è correttissimo, perché altrimenti ogni prodotto che uscirà dai canoni finiremo per elogiarlo per partito preso come esponente di un'arte che nemmeno è. Un esempio su tutti è The Graveyard, elogiato allo sfinimento, quando in realtà non sfrutta nemmeno il mezzo videoludico in quanto tale... avvicinandosi piuttosto a quello cinematografico dove di fatto lo spettatore è sempre e solo spettatore (e dunque non gli è permesso che fermare, rallentare o velocizzare l'azione... invero proprio ciò che TG offre).

The Path è differente, ma... sì, ma alla fine?
« Ultima modifica: Marzo 31, 2009, 11:09:26 da Marco/Cav »
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Ziggybee

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #25 il: Marzo 31, 2009, 14:38:42 »

Continuo a sentire gente che dà per scontato che, siccome i ToT sono geni, è normale che si rimanga spiazzati sul titolo.

Il problema è che a differenza di The Graveyard, The Path è fatto male. Fatica a farsi capire, è farraginoso nel ritmo e confusionario nell'esecuzione.

Se poi sia un gioco, un'opera artistica o una specie di viaggio onirico-virtuale ci sarebbe da disquisire. Secondo me è semplicemente un gioco, perché anche The Graveyard era un gioco (nel senso ludico del termine).

Così com'è fa un pessimo uso del mezzo e dei suoi "standard" di comunicazione, inoltre, se vogliamo essere onesti, innova pochino, sembra più una alpha per un gioco vero che un qualcosa di maturo e circostanziato come The Graveyard (dove però l'interazione era molto minore). I ToT ed i giornalisti che avevano dato per scontato il successo ce l'hanno messa tutta per ragioni di mercato a sostenere l'innovazione del titolo ma, secondo me, latita. E pure molto.
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #26 il: Marzo 31, 2009, 15:02:19 »

perchè non ci sono più giochi così, e di conseguenza l'utente non riesce a uscire dal discorso "si, vabbè, ma alla fine?", come se una qualsiasi opera (VG compresi) dovesse per forza andare da qualche parte o avere un inizio e una fine facilmente riconoscibili.

Secondo me domandarsi "sì, vabbè, ma alla fine?" è correttissimo, perché altrimenti ogni prodotto che uscirà dai canoni finiremo per elogiarlo per partito preso come esponente di un'arte che nemmeno è. Un esempio su tutti è The Graveyard, elogiato allo sfinimento, quando in realtà non sfrutta nemmeno il mezzo videoludico in quanto tale... avvicinandosi piuttosto a quello cinematografico dove di fatto lo spettatore è sempre e solo spettatore (e dunque non gli è permesso che fermare, rallentare o velocizzare l'azione... invero proprio ciò che TG offre).

The Path è differente, ma... sì, ma alla fine?

attenzione, domandarsi "si vabbè ma alla fine?" è legittimo, ma lo è DOPO che hai accettato le premesse del titolo (nel caso: consiglio della mamma/lasciare il sentiero) e non se tali premesse - necessarie alla fruizione - ignori o rifiuti (come fa, ad esempio, la recensione di cui al thread).

io sono stato tra i più ferventi sostenitori, in questi lidi, del fatto che The Graveyard fosse a tutti gli effetti un videogioco, pur nel suo intento puramente speirmentale, se non provocatorio. l'accusa di "non sfruttare il mezzo videoludico in quanto tale", infatti, non è fondata, proprio perchè la premessa del gioco è l'estremizzazione di tale mezzo.
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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #27 il: Marzo 31, 2009, 15:14:17 »

Si ma tali premesse te le sei fatte tu, come molti altri sostenitori del gioco.

Il gioco non è chiaro su questo punto, ti dice "non abbandonare il sentiero". Esegui. Fine.
Se non lo fai devi anche fare i conti con le rigidità implementative (alcuni oggetti si raccolgono con difficoltà e alle volte possono passare inosservati come elementi non interattivi, non viene molto naturale trovare i luoghi degli abusi) con meccanismi estremamente pilotati e rigidi che sono necessari per vedere i vari epiloghi.

Da qui il mio dire che è un'iniziativa andata male. Probabilmente un tema troppo ambizioso per un team così ridotto e inesperto.

PS: io amo moltissimo i "mondi virtuali" senza scopo apparente.
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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #28 il: Marzo 31, 2009, 15:17:44 »

non me la sento neanche di crocifiggere la recensione o il recensore, che seppur "superficiale" penso vada vista nel contesto di IGN: un portale per una certa tipologia di utenti (quelli che preferiscono un Quake 7 ad un gioco sperimentale) che si esprime per quella stessa tipologia.

Concordo. Cosa sarebbe successo con voto  10 e recensione scritta in ginocchio da Padre Maronno ( innovativo, sperimentale, sbroc , onirico, sbroc sbroc, intellettuale, sbroc sbroc sbroc, se non lo compri e poi ti penti) ?  
Qualche onanista del "meta linguaggio pata filosofico" si sarebbe esaltato mentre tutti gli altri utenti di IGN?  Si sarebbero come minimo sentiti presi per i fondelli dall' idolatrazione di un prodotto così di nicchia protestando pacatamente sul forum (so dove vivi, ho ucciso per molto meno) finché al redattore non veniva momentaneamente impedito di fare altri danni.

Ammetto che è complicato fare un prodotto maturo ed innovativo, ma non mi piace neanche molto l'atteggiamento opposto: solo perché  si presenta come "innovativo" o "sperimentale" significa automaticamente riuscito e quindi chi lo apprezza è figo, intelligente e acculturato; mi ricorda troppo l'atteggiamento spocchioso di chi ti insulta se guardo i film di Bud\Terence invece di sconosciute produzioni afghane sottotitolate in serbo.  :bleah:
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Re: Recensioni brutte brutte brutte
« Risposta #29 il: Marzo 31, 2009, 15:31:13 »

Cmq penso che sia anche sbagliato pretendere una critica da una recensione.

Una recensione di un VG è simile a quella di Quattroruote perché è una recensione.

Con l'aggravante che la stampa videoludica campa solo se fa hype.
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Vazkor: "Altro che Apple TV"
 

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