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Autore Topic: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi  (Letto 4639 volte)

Em1x

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Ciao Ars Ludici, è da qualche settimana che mi frulla per la testa l'idea per un gioco in flash incentrato sul "lavoro" dello scafista abusivo. Non ho la minima nozione di programmazione (anche se una volta ho creato un euro-convertitore in visual basic.. eh si, lo so, sono figo.) e quindi sono alla ricerca di chiunque possa darmi una mano nella realizzazione di questo sarcastico progetto, sempre ammesso che ne valga la pena.

Eccolo spiegato alla buona:

Il gameplay del mio concept è basato sul guidatore dello scafo, che deve eludere i controlli e scaricare i migranti -caricati precedentemente in libia e tenuti ammassati nella stiva- sui tristemente famosi gommoni, possibilmente il più vicino possibile alle coste della Sicilia.
Potrà decidere di imbarcare della droga, per dei guadagni extra ma con rischi maggiori (in questo caso bisogna incontrare altre navi/fattorino al largo) e in caso di emergenza potrà buttare in mare parte del carico nonchè qualche persona, così da sviare le motovedette della gdf (e guadagnare velocità).

I soldi servono per ampliare la propria flotta, pagare le spese di manutenzione, (che potremmo trascurare ma a rischio di perdere l'imbarcazione), stipendiare i propri dipendenti, corrompere le autorità portuali, mentre il trasporto di armi o droga per aggiudicarsi le simpatie della mafia che gestisce i traffici, così da continuare ad avere lavoro e procurarsi una fetta sempre più ampia del business.

Un ampia gamma di imbarcazioni dai prezzi e dalle caratteristiche tecniche più dipsarate, la possibilità di acquistare diverse armi per fronteggiare i finanzieri (incluso un definitivo bazooka) condiscono il tutto.

Il gioco sarebbe suddiviso in un parte gestionale, in cui curare gli aspetti economici e sociali, ed una più arcade, quell che comprende appunto la traversata.

nel concept il clandestino non è altro che una "merce" alla stessa stregua dei narcotici e delle armi. il disperato che paga cara una traversata in condizioni disumane non è il criminale, lo è esclusivamente lo scafista che opera come una sorta di surreale free-lance della malavita in puro stile GTA.

Mettere in discussione il nesso mediatico immigrato = criminale poi non sarebbe nemmeno lo scopo principale del gioco, la satira alla base di tutto starebbe appunto nell'assurda mercificazione delle persone, nella tratta di essere umani deprivati di ogni lato umano in nome del denaro.

Per creare un plot pungente il protagonista, lo scafista, potrebbe essere una persona che agisce sotto ricatto ed i suoi guadagni, raggiunta un date soglia, potrebbero essere confiscati dal mafioso locale.
Oppure il gioco potrebbe finire sempre allo stesso modo, con la morte del protagonista per mano di qualche sicario.
Beh, insomma, se ne potrebbe discutere a lungo.



Grafici, programmatori, compositori e chiunque voglia o possa dare una mano, anche con semplici consigli sul perfezionamento del concept, attendo vostri pareri!
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ccontinisio

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #1 il: Settembre 02, 2009, 00:16:31 »

Boh non so... non è un argomento un pò delicato per affrontarlo con questo genere di gioco "light"? Hai visto che fine ha fatto Six Days in Fallujah? http://en.wikipedia.org/wiki/Six_Days_in_Fallujah
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Ciro Continisio
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Em1x

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #2 il: Settembre 02, 2009, 01:42:24 »

Certo che si. Non ti dico che sono alla ricerca di una facile polemica, ma gli intenti di fondo vogliono essere proprio provocatori. Anche il videogioco può essere una forma di satira, ed un titolo come quello del mio concept nasce per stigmatizzare un argomento di attualità.
Comunque sono qui apposta per discuterne.

E comunque la mancata pubblicazione di Six Days in Lallujah imho è un autogol per la capacità espressiva e documentativa del medium.
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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #3 il: Settembre 02, 2009, 08:53:46 »

Boh non so... non è un argomento un pò delicato per affrontarlo con questo genere di gioco "light"? Hai visto che fine ha fatto Six Days in Fallujah? http://en.wikipedia.org/wiki/Six_Days_in_Fallujah
Molleindustria ha parlato un po' di tutto, con giochi "light" per l'appunto (alcuni pure godibili). A volte si fa portatrice di un punto di vista, a volte vuole soprattutto portare all'attenzione delle persone un tema particolare.

Quello che propone Em1x sarebbe un gioco che, provocando, indurrebbe le persone a desiderare di saperne di più su chi siano gli immigrati, gli scafisti, chi ci sia dietro a tutto questo? Magari sì. Potrebbe dare, o spingere a cercare uno spessore a tante storie piatte che vengono passate asetticamente in tv (certo non come una testimonianza, anche se non sappiamo quanto vera, recuperata da un baldo giornalista da un immigrato in carne e ossa).

Sull'immigrazione clandestina mi pare di ricordare altri esempi di giochi anche meno simpatici, tipo cloni di space invaders (o missile command, mai provati) in cui dovevi affondare i gommoni col tuo cannone... pure quelli erano portatori di un punto di vista :P, ma non facevano riflettere su nulla più che il sentimento diffuso (a volte lecito) di paura verso queste "invasioni".
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1889

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #4 il: Settembre 02, 2009, 13:39:10 »

trovo il problema del quale vorresti discutere (tramite videogame) poco adatto ad un discorso di tipo satirico.
la pratica satirica è comunque indirizzata da un unico punto di vista, mentre la questione di cui parli è di una complessità notevolissima.

si può fare satira su un cavalier S. e sulle sue mancanze a livello professionale, visto che si prende di mira un unico soggetto nel suo rapporto con la sua carica istituzionale. già fare satira sull'intera maggioranza di governo (o l'inesistente opposizione) risulterebbe più difficile e soggetto ad errore, poichè si comprenderebbero nel discorso numerosi soggetti e una maggiore complessità di punti, col rischio di cadere in contraddizione. satira che si fa comunque, ma che è partigiana e intellettualmente bugiarda.
lo stesso vale per un discorso come le traversate del mediterraneo e l'invasione dell'italia.

forse fare "satira" risulterebbe più semplice, ma una questione di questo peso meriterebbe un opera più matura e corale.
visto che la mercificazione delle persone è una cosa regolare da almeno tremila anni, potrebbe essere interessante (e originale) prenderla da un'altro punto di vista. ad'esempio la tratta degli schiavi in america trattata in modo da mettere in risalto similitudine con fatti d'attualità. ma questo immagino sia difficile da rendere per un giochino in flash.

sid meier's negrieros. buona fortuna.
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ccontinisio

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #5 il: Settembre 02, 2009, 14:01:49 »

Sull'immigrazione clandestina mi pare di ricordare altri esempi di giochi anche meno simpatici, tipo cloni di space invaders (o missile command, mai provati) in cui dovevi affondare i gommoni col tuo cannone... pure quelli erano portatori di un punto di vista :P, ma non facevano riflettere su nulla più che il sentimento diffuso (a volte lecito) di paura verso queste "invasioni".
Fra l'altro di recente la Lega Nord ha pubblicato su Facebook un gioco in cui dovevi affondare i gommoni clandestini, ed il gioco è stato appunto rimosso perché inopportuno.

la pratica satirica è comunque indirizzata da un unico punto di vista
Non penso che la satira si faccia sempre su un argomento 'consolidato', anzi. Si fa satira sul politico ancora in carica, non su quello di 20 anni fa che ormai si sa se ha lavorato bene o no. E non si fa satira sulla guerra mondiale, o su questioni ormai ritenute chiuse.

E comunque la mancata pubblicazione di Six Days in Lallujah imho è un autogol per la capacità espressiva e documentativa del medium.
Ok, ma tu lo sai com'era il gioco? Loro parlano di realismo ma secondo me già presentandolo come uno shooter si intuiva che era semplicemente un FPS con setting a Fallujah. Lungi da me censurare il videogioco, ma soprattutto gli eventi recenti vanno affrontati con serietà.

Molleindustria... sì affrontano temi di grande complessità e attualità, però spesso sono, come dire... "macrotemi". Lo scontro fra religioni (Faith Fighter), la figura del Papa (Papaparolibero), o altre simili... sono cose su cui ormai il tabù è stato sfondato.

Certo, poi c'è roba come Pretofilia... su quello poteva nascere il casino, e invece è sempre lì sul loro sito. Boh.

Non so che dirti, tocchi un tasto caldo.
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Ciro Continisio
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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #6 il: Settembre 02, 2009, 14:10:37 »

la pratica satirica è comunque indirizzata da un unico punto di vista
Non penso che la satira si faccia sempre su un argomento 'consolidato', anzi. Si fa satira sul politico ancora in carica, non su quello di 20 anni fa che ormai si sa se ha lavorato bene o no. E non si fa satira sulla guerra mondiale, o su questioni ormai ritenute chiuse.
No, quello che voleva dire 1889 è che la satira (vera) è parziale, ha un punto di vista. L'idea di Em1x non farebbe satira, in effetti, ma mica la satira è l'unico modo possibile di comunicare.
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ccontinisio

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #7 il: Settembre 02, 2009, 14:51:58 »

Ok, ho capito.

Ad ogni modo rimango dell'opinione che un gioco come l'ha formulato Em1x è quantomeno inopportuno in questo momento, anche perché sembra ricalcare quello sfortunato passatempo apparso su Facebook.
Magari creando delle meccaniche diverse, ora non so quali, potrebbe essere quello strumento di riflessione che credo anche Em1x abbia interesse a creare.
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Ciro Continisio
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Emack

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #8 il: Settembre 02, 2009, 22:52:31 »

Sono state citate le opere de La Molleindustria, però è stata tralasciata quella che più si avvicina all'idea di Em1x: The McDonald's Videogame. Non fa *solo* satira, è un simulatore che illustra il funzionamento dell'industria dei fast food, facendo emergere i costi ambientali e sociali di questo tipo di economia.

Secondo me l'idea di Em1x è molto interessante, e andrebbe pensata come gestionale in flash per massimizzare la reperibilità. Non rinuncerei neanche al tocco di ironia della morte dello scafista, che si rende troppo tardi conto del fatto che anche lui è solo un ingranaggio di un sistema che schiaccia tutti i livelli più bassi della piramide.
« Ultima modifica: Settembre 02, 2009, 23:00:52 da Emack »
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Emanuele Colucci.

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #9 il: Settembre 03, 2009, 00:18:09 »

Sono state citate le opere de La Molleindustria, però è stata tralasciata quella che più si avvicina all'idea di Em1x: The McDonald's Videogame. Non fa *solo* satira, è un simulatore che illustra il funzionamento dell'industria dei fast food, facendo emergere i costi ambientali e sociali di questo tipo di economia.

Secondo me l'idea di Em1x è molto interessante, e andrebbe pensata come gestionale in flash per massimizzare la reperibilità. Non rinuncerei neanche al tocco di ironia della morte dello scafista, che si rende troppo tardi conto del fatto che anche lui è solo un ingranaggio di un sistema che schiaccia tutti i livelli più bassi della piramide.

infatti, è proprio quello che avevo  in mente. Forse c'è più umorismo nero che satira nel progetto, ciò non toglie che la provocazione a scopo riflessivo sarebbe sempre presente.
Tasti dolenti? Sicuramente, ma, essendo la tratta degli esseri umani un fenomeno millenario, non è forse il momento per rompere questo tabù? Possiamo ipotizzare una reale soluzione all'immigrazione clanestina?
Perchè la gogna mediatica può abbattersi su questo problema e invece non si può creare un applicazione che prova a dimostrare l'assurdità dell'economia degli scafisti abusivi?
Domande retoriche, chiaro.

Prima di aprire questa discussione avevo contattato proprio molleindutria (impossibile non pensare a loro), ma senza ricevere una vera e propria risposta.
Cioè, mi hanno scritto che il gioco funzionerebbe, ma non credo a loro interessi curarne lo sviluppo. Quei ragazzi o ricevono milioni di e-mail con progetti per video games e quindi sono abituati a rispondere in modo sbrigativo e senza troppi fronzoli, oppure non hanno una particolare propensione alle pubbliche relazioni, ma vabbè.

E credetemi, di quella cagata leghista su feissbuk non sapevo nulla prima di leggere un articolo su un blog qualche giorno fa.
Non frequento molto il social network di Zuckerberg.
Che voi sappiate, esiste qualche altro team di sviluppo indipendente al quale potrei rivolgermi?
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ccontinisio

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #10 il: Settembre 03, 2009, 10:24:57 »

E credetemi, di quella cagata leghista su feissbuk non sapevo nulla prima di leggere un articolo su un blog qualche giorno fa.
Non frequento molto il social network di Zuckerberg.
Io non gioco su Facebook, però sta cosa l'ho letta su La Repubblica. Perciò ti dico: l'argomento scotta.
Ovviamente tutto si può fare, io non dicevo che è un argomento tabù, solo che la prima descrizione che ne avevi fatto me l'ha fatto sembrare una cosa molto 'arcade' semplicistica. Avevi anche citato GTA, che tutto mi sembra fuorché un gioco teso a far riflettere.
Se però sai bene come affrontare la cosa, perché no, potrebbe funzionare.
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Maelzel

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #11 il: Settembre 03, 2009, 11:52:02 »

Secondo me è errato partire dal presupposto che la parte interessante della vicenda sia lo scafista. Si sa, il GTA di turno in cui si interpreta il delinquente va alla grande e fa polemica, ma la vicenda è troppo complessa dal lato umano per poter limitarsi ad usare il punto di vista "figo" (tra virgolette, perché non è niente affatto figo essere uno scafista) della sfida all'autorità e alla morale.

Io, personalmente, vedrei più foriero di riflessione un gioco in cui si impersona l'immigrato che si rivolge allo scafista. Intanto ci sono più tipologie di immigrato, con diverse motivazioni che spingono ad affrontare il viaggio della speranza.
Vedere una madre che si arrabbatta per portare il figlio infante dall'altra parte del mediterraneo è più commovente del fare lo scafista.

Perché il cattivo ha fascino nel mondo dell'intrattenimento, mentre la persona comune non interessa a nessuno interpretarla. Ma un gioco che vuole fare delle riflessioni sociali dovrebbe partire da presupposti inversi. Far interpretare al giocatore la persona comune che intraprende un viaggio spesso dagli esiti infausti.
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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #12 il: Settembre 03, 2009, 15:03:11 »

Secondo me è errato partire dal presupposto che la parte interessante della vicenda sia lo scafista. Si sa, il GTA di turno in cui si interpreta il delinquente va alla grande e fa polemica, ma la vicenda è troppo complessa dal lato umano per poter limitarsi ad usare il punto di vista "figo" (tra virgolette, perché non è niente affatto figo essere uno scafista) della sfida all'autorità e alla morale.

Io, personalmente, vedrei più foriero di riflessione un gioco in cui si impersona l'immigrato che si rivolge allo scafista. Intanto ci sono più tipologie di immigrato, con diverse motivazioni che spingono ad affrontare il viaggio della speranza.
Vedere una madre che si arrabbatta per portare il figlio infante dall'altra parte del mediterraneo è più commovente del fare lo scafista.

Perché il cattivo ha fascino nel mondo dell'intrattenimento, mentre la persona comune non interessa a nessuno interpretarla. Ma un gioco che vuole fare delle riflessioni sociali dovrebbe partire da presupposti inversi. Far interpretare al giocatore la persona comune che intraprende un viaggio spesso dagli esiti infausti.

molto bravo.
aggiungo, se spesso si tende a giustificare l'immigrato perchè disperato, sarebbe poi semplicistico considerare lo scafista come il male e basta. dubito che le vicende personali degli scafisti siano più semplici di quelle dei migranti.

ot: la qualifica di "disperato" poi non vale per tutti quelli che raggiungono l'italia. ultimamente c'è una gran moda di parlare di asilo politico per i rifugiati, quando questi sono una parte esigua degli immigrati che raggiungono l'italia. un curdo può raggiungere l'italia per fuggire dalle persecuzioni al suo popolo, un romeno che viene in italia lo fa esclusivamente per cercare lavoro o fortuna. è abbastanza diverso, se permettete.
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Em1x

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #13 il: Settembre 03, 2009, 17:45:51 »

Maelzel, 1889, in linea di massima anche io sono d'accordo con voi. Considero interessante parlare dello scafista (personaggio che comunque nel mio concept è destinato ad una fine ineluttabile) perchè è l'ultima ruota del carro di un'infrastruttura illegale che se non esistesse non permetterebbe a tante persone di avventurarsi per mare pagando caro un viaggio dagli esiti incerti. Ho difficoltà a pensare in quale altro modo un nordafricano potrebbe giungere in Italia senza il racket degli scafisti, che esiste appunto perchè probabilmente non ci sono altri metodi, non lo so, ipotizzo.

Non è certo l'unico punto di vista per affronatare la vicenda nè probabilmente il migliore, ma è quello su cui volevo focalizzarmi, documentadomi il più possibile magari, sempre e solo se si riuscisse a dare forma concreta alla mia idea.

Vero che la storia di chi si rivolge al traghettatore sia più importante, splendida osservazione, ma non saprei con quali meccaniche riproporla in ambito videoludico. In questo improbabile videogame si potrebbe addirittura decidere se vivere la storia nei panni del migrante o in quelli dello scafista, perchè no. Un'avventura grafica forse? Dite che se scrivo a Cangini mi manda a cagare? :)

Comunque la citazione a GTA era solo per rendere l'idea del criminale free lance e nulla più.
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StM

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Re: realizzazione di un videogioco incentrato sugli scafisti abusivi
« Risposta #14 il: Settembre 03, 2009, 18:29:03 »

In base alla Bossi-Fini uno straniero poteva entrare in Italia solo se aveva già un contratto di lavoro. Ora può anche avere un contratto di lavoro, ma se è entrato clandestinamente viene sbattuto fuori a calci nel sedere. Diciamo che fanno vita difficile :bua:

Ammetto però di poter essermi fatto sfuggire qualche sviluppo.
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