Con tutto il tempo libero in questo periodo, è normale buttare un occhio allo scaffale dei giochi per controllare gli arretrati ai quali bisognerà prima o poi dare una giocata(soprattutto per dare un senso ai soldi spesi, a maggior ragione in periodi di magra come questo). Il curioso processo che avviene nella debole mente del sottoscritto, però, fa sì che nella pila di scatole ammassate ordinatamente, a rubare sfacciatamente l'attenzione, siano quei giochi già finiti che a distanza di anni mi ostino a tenere davanti, in prima fila, in barba ai vari incelophanati che si devono mestamente accomodare "in panchina".
Da qui a farsi stuprare dalla nostalgie il passo è breve, ed immediatamente mi ritrovo a riprovare sensazioni strane, non necessariamente belle ma assolutamente indelebili, vuoi per meriti propri dei singoli titoli in questione, vuoi per il periodo in cui sono stati "vissuti", del quale più che le immagini, rimangono appunto sensazioni.
Viene di conseguenza naturale la voglia di riprenderli in mano, ma quella che puntualmente attraversa la mia mente è la domanda "perché cazzo non si decidono a fare un remake di questo, dio bon?". Poi però penso a cosa ciò starebbe a significare in termini pratici, e può capitare che la speranza sia invece l'opposta, ovvero che non saccheggino il cadavere di eroi videoludici.
Ad esempio Final Fantasy 7, con il quale ho continuato a imparare l'inglese ed al quale pur cercando con tutte le mie forze di scindere gli aspetti soggettivi, le personali affezioni nostalgiche di gioventù, da quelli il più possibile obiettivi, difficilmente riesco a trovare un rivale, restando nella tipologia di gioco. Penso a cosa succederebbe oggi, se Squaresoft(oops, Square-Enix) riprendesse in mano quello che a mio modo di vedere è l'ultimo capolavoro della saga, e lo adattasse ai canoni estetici odierni. Il solo pensare a dei personaggi doppiati mi fa allo stesso tempo ridere e vomitare, e Advent Children ringrazio Dio di averlo completamente rimosso dalla testa. Sono l'unico che trova di gran lunga più espressivo il silenzio testuale dei personaggi, e più carismatico il tono che la mia mente interpreta?
Poi ovviamente ci sarebbe la grafica da urlo, ma con essa è facile aspettarsi dei "ritocchi" al design dei personaggi. Qui si potrebbe aprire un discorso sul gusto estetico di chi sviluppa e sul fatto che forse, se all'epoca fossero state disponibili le risorse tecnologiche attuali, il gioco sarebbe potuto essere meno affascinante di quel che è stato, ma è meglio soprassedere.
Le musiche sarebbero schitarrate dalla band tamarra di Uematsu, con risultati che spazierebbero tra il fico ed il semplicemente fuori luogo(d'altronde, nella mia testa rimangono le goffe musichette, che perfettamente si combinavano ai pupazzetti tozzi e sgraziati). Sicuramente sarebbe tutto molto spettacolare..
Insomma, per quanto mi riguarda FF7 spero resti uno e trino.
Poi magari penso a Low-G-Man, vecchio sparatutto per NES che fu mio regalo di natale quasi 20 anni fa, scatola giallissima e atmosfere cupe di mondi alieni senza speranza che necessitavano l'intervento della lancia dell'ometto blu che sfidava le leggi di gravità. Il gioco era il classico sparacchino/platform, molto più facile da riprodurre in chiave moderna. Il doppiaggio sarebbe meno deleterio per l'atmosfera, contando che i dialoghi non sono certo il fulcro del gioco. Più attenzione invece richiederebbe la riproduzione degli scenari, non tanto per gli scenari in se ma per i caratteristici sfondi fatti di ombre e tinte scure, inquietanti e misteriosi. La tamarraggine molto probabilmente finirebbe per essere un valore aggiunto, purché nei limiti.
Il discorso però non è tanto incentrato su FF7(né tanto meno su LGM), che io ho preso ad esempio, quanto sul come la nostra esperienza ed il nostro gusto ci permetterebbero di apprezzare un eventuale ma realistico remake di titoli che abbiamo amato, o, per vederla da un'altro punto di vista, quanto quei giochi fossero adatti al mondo videoludico che sarebbe stato, ovvero quello odierno(vedi Turrican, Ultima 7, Zelda OoT e altri).