Sulla forma si può discutere, nemmeno io credo sia lecito pubblicare conversazioni private altrui (mentre certamente uno può divulgare ciò che ha scritto di proprio pugno).
Non spetta a noi deciderlo ma si possono invece fare considerazioni sulla sostanza. I toni dello scandalo non ci sono, i pagamenti sono stati effettuati, restano invece grossi dubbi sulla professionalità e su certi atteggiamenti di chi oltre a fornire chiarezza e rispettare la parola data dovrebbe accollarsi i rischi di impresa invece di scaricarli sul dipendente. Questa testimonianza la vedo come un ulteriore tassello sullo via della comprensione dell'editoria in questa fase di transizione dal cartaceo al digitale.
Ma senza dimenticare che tutto ciò si inserisce in un contesto più ampio e non limitato a questo settore specifico.
La cosa fantastica è che ci sono diverse persone che invocano "LA LEGGE, LA LEGGE"..."CITAZIONI, AMMENDE"
LoL
Queste stesse persone non hanno capito che finire davanti a un giudice significherebbe, per loro, la disintegrazione completa alla luce delle cose fatte e dell'iter seguito per farle.
Per assurdo: Spotti ha violato la privacy, rischia una multa, è vero.
Il primo articolo del diritto del lavoro invece recita: "ognuno deve essere pagato per quello che fa". Bene. Su una rivista online gli impiegati sono? Giornalisti. Perfetto. OdG -> Tariffario. Se non è rispettato, in linea di principio, è tutto fuorilegge il lavoro. E da pagare c'è un po' di più che una multina per la violazione della privacy
L'ho visto già succedere una volta, sempre a persone che pensavano di spaventare dei giovani al lavoro, che semplicemente avevano chiesto cose o nel peggiore dei casi si erano rotti la minchia di essere presi in giro
Ormai è una situazione grottesca, ma è appena cominciata
