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Autore Topic: Da giovedì OnLive sarà realtà  (Letto 1107 volte)

Nevade

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Re: Da giovedì OnLive sarà realtà
« Risposta #15 il: Giugno 17, 2010, 14:14:51 »

Dragon Age o OnLive? :asd:

StM

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Re: Da giovedì OnLive sarà realtà
« Risposta #16 il: Giugno 17, 2010, 14:16:50 »

Io sono riuscito a farlo andare sull'E71!
:eek2:

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Nevade

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Re: Da giovedì OnLive sarà realtà
« Risposta #17 il: Giugno 17, 2010, 14:18:56 »

:V di che cazzo stiamo parlando!?

Joe

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Ziggybee

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Re: Da giovedì OnLive sarà realtà
« Risposta #19 il: Giugno 18, 2010, 11:38:55 »

Boh comunque anche io trovo comoda la roba digitale, compro & leggo libri digitali dal 2002 (e no, né Amazon e né iPad si sono inventati il concetto, non sono nemmeno le librerie digitali più fornite, vedi Barnes & Noble ed eReader), sento gli MP3 dai tempi del primo RIO. Compravo giochi digitali ben prima di Steam e dei DRM.

Il problema forse diventa più evidente se ve lo spiego sui libri, dove non c'è lo scudo della pirateria ed altre menate e dove quasi tutti siamo informati sui costi ai negozi, visto che non si dà per scontato il download illegale come primo metodo di approvvigionamento.

Ravanando tra la posta, ho trovato una vecchia ricevuta del 2005 di B&N. Avevo comperato uno dei Libri di RR Martin per la cifrona di 2.99$. Non era una promozione. Adesso quel libro costa 6.99$, appena il 20% in meno di quanto lo pagheresti fisicamente. Il prezzo del fisico è rimasto invariato (l'edizione economica è sempre costata circa 8 dollari). The Witcher ha triplicato il prezzo da quando il gioco è diventato famoso. La spazzatura della Meyer lasciamo perdere :)

Cosa è successo? L'incremento del costo della carta non può essere stato, sarà forse che hanno DECISO di farli pagare di più perché adesso si tratta di una tendenza alla moda e perché B&N, essendo stato pionerista in questo business model, adesso ha più utenti digitali che fisici? Anche gli aumenti sul libro trendy hanno visto balzi impensabili, raddoppi o triplicamenti dei prezzi, mantenendoli mediamente sempre un 20-30% più bassi del libro cartaceo, che a loro volta aumentano per le mode, ma in proporzioni più contenute: al massimo del 30-40%. Inoltre B&N ha fatto una cosa parecchio bastarda in passato: i libri richiesti in fisico finiscono subito e poi ti tocca prendere la copia da 8 dolla digitale, contro una media di 4 dolla per il 70% del loro catalogo.

Certo risparmio ancora, ma quanto risparmierò tra dieci anni, visto che l'editoria cartacea è molto meno resiliente di quella musicale (certamente, non c'è nessun valore aggiunto in un libro di carta, tranne l'omicidio degli alberi)? Per ora l'unico vantaggio è che posso prestare i libri che compro, cosa che ad esempio Amazon (che praticamente vende 1:1) permette limitatamente.

Altro esempio: poche settimane fa Apple ha deciso che sulla sua piattaforma iBook i libri dovevano costare tutti X.99. Facendo questo ha aggiornato coattamente tutti i prezzi alla cifra X.99 superiore, rispetto al prezzo deciso dagli autori e dalle case editrici. C'è un fatto però. Moltissime case editirici e privati, anche per incrementi molto bassi (avevo linkato un articolo in un altro thread), come 50 cent in più, stanno perdendo copie vendute in particolare se non sono in homepage. Il prezzo che avevano deciso era il risultato di ricerche di mercato e di sperimentazione su diverse piattaforme di vendita, per trovare il valore ottimale per loro. La licenza d'uso di Apple prevede che non puoi rivendere il libro presso un altro servizo ad un costo più basso. La rettifica del prezzo ha costretto molti autori ad aumentare i loro prezzi su lulu.com ed eReader, se non pre ragioni di profitto ma per questioni di immagine e visibilità.

Questi sono tutti problemi che diventeranno sempre più frequenti man mano che le aziende sedimenteranno e rimarrano in piedi 2-3 fornitori mondiali. Come con la musica, faranno cartello e le decisioni verranno prese sulla base di piani finanziari, non su piani industriali (loro non producono: distribuiscono, come GameStop) o sullo sviluppo del settore, quello è compito degli editori, che ormai come le case discografiche, hanno veramente poca voce in capitolo sul controllo dell'industria.

Tornando in topic:

Per ora il canone pare giusto. Mi piacerebbe anche una tariffa a consumo per singolo gioco. E vorrei un po' di trasparenza sulla politica (se ce l'hanno) di gestione dei salvataggi e della persistenza in genere.

Mi piace ancora di più l'idea di una pseudo console (che poi non è altro che un riproduttore di stream compressi che gestisce l'input) da attaccare alla rete e alla TV.

Curiosità: parlano di cloud gaming ma la loro infrastruttura è un semplice clusterone di PC e di schede video. L'unica cosa che è realmente cloud è lo spazio disco dedicato a salvataggi e profili :)
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

Ziggybee

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Re: Da giovedì OnLive sarà realtà
« Risposta #20 il: Giugno 18, 2010, 19:06:52 »

Rettifico un po'.

B&N che già se la spadroneggia sugli eBook (il catalogo è un tantinello più vasto di amazon) è già abbstanza spregiudicato sui prezzi. I titoli bestseller che hanno in esclusiva (o semplicemente per primi, visto che loro hanno una politica di 1:1 sul catalogo tra digitale e fisico, tranne eccezioni degli editori) in formato digitale gravitano sui 12.99$, anche più della copia fisica.

Bella merda.
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"
 

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