In ambito industriale ad alta affidabilità è la norma ricevere aggiornamenti per le CPU. Anche a pagamento.
Le CPU non girano totalmente in hardware come si pensa ma al loro interno hanno una specie di mini CPU che utilizza un apposito software (microcodice) che non fa altro che dire alla CPU come interpretare e come eseguire le istruzioni assembler (ad esempio se parallelizzare o meno determinate istruzioni in base al contesto di esecuzione, quali sottosistemi spegnere e dopo quanto per risparmiare energia e così via).
Inoltre le CPU di una stessa famiglia ormai sono per lo più tutte uguali, downcloccate o con dei core o chip di cache disattivati via microcodice per abbattere i costi di produzione (normalmente si usano le CPU venute meno bene per le versioni di fascia bassa ma se la richiesta è alta ovviamente questo vincolo decade). Il che è triste ed è uno dei motivi per cui raramente compro i top di gamma.
Certo che estendere la pratica di far pagare le update al mercato consumer di medio/basso livello, anche se professionale non è una bella cosa anche perché stanno implicitamente ammettendo che vendono prodotti bloccati dalla fabbrica per chiederti soldi in seguito.
Chissà come reagirà la difesa americana? Tempo fa aveva già obbligato Intel a modificare il modo in cui implementano il microcodice nelle loro CPU per via di alcuni possibili modi in cui poteva essere sfruttato per aprire backdoor...